{"id":470545,"date":"2019-06-26T09:16:49","date_gmt":"2019-06-26T07:16:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=470545"},"modified":"2019-06-26T09:16:49","modified_gmt":"2019-06-26T07:16:49","slug":"la-nascita-delleden","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/06\/la-nascita-delleden\/","title":{"rendered":"La nascita dell&#8217;Eden"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cNon volevo nascere (e sono nato), non volevo vivere (e sto vivendo), ma quando morir\u00f2 andr\u00f2 in paradiso (perch\u00e9 l\u2019inferno lo sto gi\u00e0 vivendo)\u201d.<\/strong> \u00c8 quanto afferma Jim Morrison, con profondo senso del  tragico. La citazione di apertura mi \u00e8 utile per ampliare una argomentazione contenuta in parte nell\u2019articolo di maggio dal titolo: \u201cRiprendiamoci il cielo\u201d. Il fine \u00e8 di chiarire, almeno spero, alcuni interrogativi sollevati da attenti e critici lettori: ribadisco, non siamo mai stati cacciati dal paradiso terrestre, non sarebbe stato possibile, nemmeno per la strana logica che alcuni vogliono attribuire a chi dovrebbe essere \u201cil primo amore\u201d per credere alle parole del Poeta. No, impossibile cacciarci dal nostro luogo di elezione.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_828\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_828\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_828').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_828\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Prima di passare alla fase positiva nei confronti della tesi appena enunciata, per\u00f2, \u00e8 opportuno chiarire la ragione dell\u2019esistenza dell\u2019idea di Eden in ogni cultura nel tempo e nello spazio. \u00c8 lecito e doveroso chiedersi, infatti, come sarebbe mai possibile riconoscere in tempi e culture tanto distanti una costante cos\u00ec significativa, la terra promessa, il paradiso perduto, l\u2019et\u00e0 di Saturno, il paese di Bengodi, il luogo dove scorrono a fiumi latte e miele e cento vergini attendono ogni guerriero morto per la verit\u00e0 suprema, come sarebbe possibile, mi chiedevo, una tale costanza? \u00c8 forse sintomo di fondatezza dell\u2019ipotesi stessa? Secondo me la ragione \u00e8 diversa: credo che nella memoria inconscia di ogni essere umano sopravviva il ricordo, confuso ma irrinunciabile, di un luogo in cui non cambiava la luce all\u2019intorno n\u00e8 la temperatura, il corpo senza peso galleggiava piacevolmente, non era un problema il procacciarsi il cibo e quanto richiesto dal corpo, ci\u00f2 che si desiderava era ci\u00f2 che si riceveva. Non \u00e8 difficile riconoscere in questa descrizione lo stato del feto all\u2019interno dell\u2019utero materno, condizione che accomuna ogni essere umano, indipendentemente da razza, cultura e perfino credo religioso.<\/p>\n<p>La nascita, passaggio obbligato anch\u2019esso omogeneo ad ogni mortale, segna il passaggio da quella perfezione ad un ambiente ostile e violento. Appena arrivato ti recidono e ti annodano l\u2019amato cordone, quindi principi ad avvertire fame sete e freddo: benvenuto in questa valle di lacrime! Inevitabile che il neofita dell\u2019esistenza prima o poi cominci ad interrogarsi sulle ragioni di tanta rinuncia, di tanta perdita! La cultura cattolica, per non smentirsi, ti imputa la responsabilit\u00e0, non solo: se non ti affretti a mondarti del tuo peccato ti vedi preclusa la possibilit\u00e0 anche solo di ambire ad un ritorno nel tuo luogo di elezione, e comunque dovrai soffrire in silenzio per meritartelo. Non che le altre religioni la facciano poi pi\u00f9 facile, in ogni caso la colpa va espiata, come scrive Ungaretti: la morte si sconta vivendo (\u201cSono una creatura\u201d), riprendendo in qualche modo concezioni all\u2019origine del pensiero greco (il riferimento ad Anassimandro \u00e8 ovvio).<\/p>\n<p>Quello che sostengo, per tornare alla tesi di apertura, non \u00e8 un altro punto di vista nei confronti del come riconquistare il cielo, ma la denuncia del fatto che non dobbiamo riconquistarlo, dobbiamo renderci conto di non averlo mai perduto, siamo noi  qui ed ora il nostro Paradiso. Lo so, anche il pi\u00f9 accorto dei mie lettori sta sorridendo: \u201cE sarebbe un paradiso il mondo in cui viviamo?\u201d Domanda lecita quanto fondata. Ebbene, la risposta \u00e8 si, solo che il nostro sguardo vigliacco, assuefatto all\u2019inganno del sistema, non sa pi\u00f9 coglierlo. Siamo tutti prigionieri di un campo profughi nel quale stabiliamo regole perverse e castranti, terrorizzati dall\u2019idea di libert\u00e0, osserviamo il cielo con rimpianto senza saper vedere le ali immense che abbiamo dimenticato dietro le spalle, ci regaliamo qualche attimo di felicit\u00e0 per poi avvertire un profondo senso di colpa: ce la meritiamo? Non stiamo forse pretendendo troppo per quel poco che siamo? E chi lo dice che siamo poco? Se solo avessimo di nuovo il coraggio di concederci alla libert\u00e0, all\u2019amore, senza limiti, senza censure, senza divenire vittime delle frustrazioni di chi sa solo giudicare perch\u00e9 incapace di regalarsi gioia e cos\u00ec, afflitto dal proprio fallimento, non sa pi\u00f9 fare altro che tentare in tutti i modo di penalizzare chi vorrebbe provare a spiccare il volo.<\/p>\n<p>\u00c8 la vittoria del risentimento, come direbbe il mio buon amico Federico Nietzsche. La maggioranza dei mediocri, spaventata dalla troppa luce della libert\u00e0, ha inventato una azienda che produce occhiali da sole cos\u00ec efficienti e leggeri che si comincia ad usarli appena nati e, col tempo, non ci si accorge pi\u00f9 che il grigio intorno non \u00e8 la realt\u00e0, ma la poca luminosit\u00e0 canonizzata dai produttori di occhiali che, dotati di scarso slancio vitale, per dirla con Herman Hesse, o, per rimanere nella nostra allegoria, dotati di una vista sfuocata, vivono inutilmente nel crepuscolo. Ma non \u00e8 inevitabile tutto questo, anzi, \u00e8 possibile invertire il senso dell\u2019incedere che \u00e8 regressivo per riprendere il cammino nella luce, molti gi\u00e0 lo fanno, la responsabilit\u00e0 \u00e8 solo nostra. Come afferma il mo grande amico Gershom Freeman : \u201cIo so come sar\u00e0 il mio paradiso: incontrer\u00f2 tutta la gente che ho amato circondato dai sorrisi che ho regalato\u201d, ed ancora, come non ricordare le illuminanti parole del Mahatma Gandhi: \u201cSii il cambiamento che vuoi vedere per il mondo\u201d.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-470545","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/470545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=470545"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/470545\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=470545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=470545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=470545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}