{"id":470273,"date":"2019-06-22T15:48:01","date_gmt":"2019-06-22T13:48:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=470273"},"modified":"2021-03-16T10:28:30","modified_gmt":"2021-03-16T09:28:30","slug":"mare-temperature-e-biodiversita-ecco-i-cambiamenti-climatici-in-atto-nellanalisi-di-arpal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/06\/mare-temperature-e-biodiversita-ecco-i-cambiamenti-climatici-in-atto-nellanalisi-di-arpal\/","title":{"rendered":"Mare, temperature e biodiversit\u00e0: ecco i cambiamenti climatici in atto nell&#8217;analisi di Arpal"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> <strong>Clima, temperature, mare e biodiversit\u00e0<\/strong>: cosa dobbiamo aspettarci nel futuro e soprattutto come sar\u00e0 questa estate 2019? Domande che abbiamo rivolto agli esperti e tecnici di Arpal, con un focus sui <strong>cambiamenti climatici in atto<\/strong> che viviamo quotidianamente, con conseguenze e ripercussioni a vari livelli: \u00e8 opportuno riflettere e capire tutti gli indicatori.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_241\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_241\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Iniziamo dalla <strong>Climatologia<\/strong>, con l\u2019analisi realizzata da Luca Rusca e Luca Onorato, climatologi Centro Meteo Arpal: \u201cA causa del maggio pi\u00f9 freddo che ha interessato il Mediterraneo centrale e l\u2019Italia la temperatura del mare di inizio giugno \u00e8 risultata di circa 20\u00b0C, con un\u2019anomalia negativa di circa \u2013 2 \u00b0C rispetto alla media climatologica. Con l\u2019avvio dell\u2019estate meteorologica la prima parte di giugno \u00e8 condizionata da una rimonta anticiclonica caratterizzata da apporti di aria sub tropicale nord africana che sono evidenti dalla rianalisi della pressione geopotenziale del NOAA \u2013\u00a0National Oceanic and Atmospheric Administration \u2013 (si evidenzia il dominio anticiclonico che ostacola l\u2019avanzata della depressione sul Nord-Ovest Europa, che ha comportato una serie di richiami caldi dal nord Africa verso la Scandinavia): infatti si osservano richiami caldo umidi di origine sub tropicale lungo i meridiani, legati a una rimonta anticiclonica ben estesa dal Mediterraneo centrale verso il nord-Est Europa\u201d.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560481.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560481.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560481.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560481.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560481.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560481.jpg\" alt=\"cambiamenti climatici\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>\u201cNel corso del 2019 con l\u2019inizio dell\u2019estate meteorologica dal 1 giugno si \u00e8 osservato un incremento termico significativo sul genovese e savonese che dall\u2019inizio dell\u2019anno a oggi ha comportato il 10 e 14 giugno record caratterizzati da temeperature massime tra 31\u00b0C e 32.5\u00b0C. Analizzando le temperature massime del giugno 2019 su un periodo che va dal 2013 al 2019 si osserva come sul genovese i valori si collochino rispettivamente al 5\u00b0posto a Genova e oltre a Savona. I massimi di giugno evidenziano come il giugno 2019 (inizio dell\u2019estate meteorologica) attualmente sia caratterizzato da record caldi che si collocano dopo il 2014, 2015 e 2017, presentando un\u2019anomalia termica positiva di circa + 8\u00b0C (rispetto alla climatologia del periodo 1981-2010)\u201d aggiungono i climatologi Arpal.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019analisi pluviometrica \u00e8 caratterizzata da un\u2019anomalia negativa con scarse precipitazioni (sotto l\u2019atteso) sulla Liguria con valori di pioggia che nelle ultime due settimane di questo mese non hanno mai superato i 10 mm (giornalieri) in nessuna delle 4 Province (quantitativi scarsi), mostrando dopo un maggio abbastanza piovoso, una drastica riduzione delle precipitazione con l\u2019inizio della stagione calda (questi dati sono evidenziabili <a href=\"https:\/\/www.arpal.gov.it\/homepage\/meteo\/pubblicazioni\/rubrica-settimanale.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">QUI<\/a>).<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560484.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560484.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560484.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560484.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560484.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560484.jpg\" alt=\"cambiamenti climatici\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>\u201cMa questa tendenza verso la siccit\u00e0 pu\u00f2 essere estrapolata anche dall\u2019anomalia della precipitazione giornaliera, che mostra valori negativi tra -1 mm e -3 mm sulla Liguria (pi\u00f9 elevati sul Levante ligure e la vicina Toscana dove spiccano cromatismi verdi)\u201d concludono.<\/p>\n<p>Ora veniamo alla parte riguardante il<strong> nostro Mar Ligure<\/strong>: Arpal svolge controlli sui 376 tratti di costa ligure in cui \u00e8 consentita la balneazione almeno una volta al mese: svolge le analisi da aprile a settembre, alla ricerca di escherichia coli ed enterococchi, microbi che vivono nella pancia delle persone e determinano la conformit\u00e0 alla normativa vigente. A giugno \u00e8 iniziato anche il monitoraggio dell\u2019alga Ostreopsis ovata, al momento sporadicamente presente con pochissimi esemplari.<\/p>\n<p>Ma non solo: la sua attivit\u00e0 consente una analisi scientifica sull\u2019ambiente marino. \u201cE\u2019 cambiata la composizione di fitoplancton nel corso degli anni, sia in termini di abbondanza sia di gruppi di specie presenti. Il fitoplancton \u00e8 facilmente soggetto a variazioni dipendenti da diverse variabili ambientali (es. temperatura, pH, nutrienti, sostanze inquinanti, microplastiche che fungono da \u201cvettori\u201d) e, essendo la base delle catene trofiche, \u00e8 un importante indicatore della salute dei nostri mari, anche nell\u2019ottica dei cambiamenti climatici in atto\u201d afferma Valentina Giussani \u2013 tecnico Arpal del Centro del mare.<\/p>\n<p>\u201cCon l\u2019aumentare della temperatura degli oceani (es. tropicalizzazione del Mediterraneo), potrebbero arrivare specie non indigene o proliferare specie considerate finora rare, capaci a volte di alterare l\u2019equilibrio di un habitat\u201d conclude.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560485.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560485.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560485.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560485.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560485.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/06\/cambiamenti-climatici-560485.jpg\" alt=\"cambiamenti climatici\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Ora passiamo all\u2019analisi sulle <strong>biodiversit\u00e0<\/strong> in relazione ai cambiamenti climatici: si stanno consolidando, infatti, trasformazioni nel <strong>mar Mediterraneo<\/strong>, sia in termini di specie presenti, sia di funzionalit\u00e0 degli ecosistemi.<\/p>\n<p>\u201cGli effetti direttamente percepibili si vedono soprattutto nel mare, dove la tropicalizzazione in corso ha generato un surriscaldamento delle acque, con la comparsa nel Mar Ligure di specie alloctone, la cui presenza alle nostre latitudini fino a qualche anno fa era impensabile \u2013 sottolinea Daniela Caracciolo, tecnico Arpal ufficio biodiversit\u00e0 -. Secondo lo studio \u201cClimate change and interconnected risks to sustainable development in the Mediterranean\u201d, pubblicato su Nature Climate Change nell\u2019ottobre del 2018, le temperature medie annuali nel bacino del Mediterraneo sono attualmente circa 1,4\u00b0 C al di sopra del livello preindustriale, 0,4\u00b0 C in pi\u00f9 rispetto alla scala globale. Cos\u00ec sempre pi\u00f9 specie non native, che entrano dallo Stretto di Gibilterra o dal Canale di Suez, si adattano al nuovo ambiente e si moltiplicano velocemente. E\u2019 il caso del barracuda, che oggi \u00e8 presente addirittura con una specie autoctona, il barracuda mediterraneo appunto, ampiamente diffuso nei fondali antistanti il Promontorio di Portofino, ma anche di specie potenzialmente molto pericolose per l\u2019uomo, come il pesce palla, la cubo-medusa, il pesce scorpione. La presenza delle specie aliene \u00e8 molto pi\u00f9 ampia di quanto possiamo immaginare, alla fine dello scorso anno, un progetto di monitoraggio messo in piedi dai ricercatori di Enea, dell\u2019universit\u00e0 di Pavia e dello Smithsonian Environmental Research Center (SERC), ha evidenziato la presenza di piccoli organismi originari delle Galapagos, mini crostacei giapponesi e plancton originario del sud-est asiatico, in abbondante quantit\u00e0 nel Golfo della Spezia\u201d.<\/p>\n<p>E ancora: \u201cAnche sulla terraferma l\u2019espansione delle specie aliene invasive \u00e8 una delle principali cause del declino della biodiversit\u00e0 autoctona. E anche qui, il cambiamento climatico, seppure non con una relazione causa-effetto cos\u00ec diretta come avviene in ambiente marino, ha un ruolo importante nel determinare la proliferazione delle cosiddette IAS (Invasive Alien Species). Basta infatti che si verifichi uno stato di sofferenza negli habitat con minori capacit\u00e0 di resilienza, per generare le condizioni ottimali allo sviluppo delle specie aliene invasive, caratterizzate da una grande adattabilit\u00e0 e da tassi di riproduzione molto elevati, per creare danni ingenti al nostro patrimonio naturale. Gli esempi sono moltissimi, per restare in casa nostra si pu\u00f2 citare il parrocchetto dal collare (Psittacula krameri), che si sta espandendo rapidamente, entrando in competizione con le comunit\u00e0 ornitiche presenti alla foce dell\u2019Entella e con i pipistrelli che nidificano nelle cavit\u00e0 degli alberi, oltre a determinare, in alcune aree del centro urbano genovese, problemi di sicurezza per il rischio di scivolamento legato alla quantit\u00e0 di guano che si deposita a terra. Tra i vegetali un buon esempio \u00e8 rappresentato dal genere Senecio, che comprende un gruppo di piante altamente invasive che si possono osservare con appariscenti fioriture nel periodo estivo in corrispondenza di zone ruderali, aree di margine, specialmente di aree agricole, incolti, greti, aree urbane. Queste entit\u00e0, oltre a sostituirsi rapidamente alla flora locale, contengono in molti casi alcaloidi altamente tossici per mammiferi ed api, anche in piccole quantit\u00e0, come per esempio il senecione sudafricano (Senecio inequidens) ed il senecione angolato (Senecio angulatus)\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn generale, per\u00f2, gli ambienti pi\u00f9 fragili sono rappresentati dalle zone umide, che risentono direttamente della diminuzione delle piogge e dell\u2019aumento della temperatura, e tra le specie pi\u00f9 a rischio, a livello mondiale, vi sono gli anfibi che, per vari motivi, vedono la rarefazione delle aree necessarie alla riproduzione. Occorre prendere coscienza del fatto che il problema della scomparsa di molte specie animali e vegetali per cause umane \u00e8 una delle emergenze della nostra epoca. L\u2019attuale ritmo di estinzione di queste specie \u00e8 considerato da 100 a 1.000 volte superiore a quello registrato in epoca pre-umana, tanto che gli scienziati parlano di sesta estinzione di massa. Le cause principali di questo fenomeno sono l\u2019eccessivo sfruttamento delle risorse, anche di tipo illegale (caccia, pesca, commercio), la distruzione e la frammentazione degli habitat (agricoltura intensiva, infrastrutture, ecc.), l\u2019introduzione di specie aliene invasive. E se continuiamo su questa strada, il cambiamento climatico non far\u00e0 altro che aumentare gli effetti negativi in atto, accelerando il tasso di distruzione della nostra preziosa biodiversit\u00e0\u201d conclude l\u2019esperta di Arpal.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla climatologia, all&#8217;ambiente marino, passando per altri indicatori sul clima e i suoi effetti<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56,34],"tags":[1540,15657,4112,402,13392],"class_list":["post-470273","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","category-cronaca","tag-arpal","tag-cambiamenti-climatici","tag-clima","tag-mare","tag-temperature"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/470273","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=470273"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/470273\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=470273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=470273"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=470273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}