{"id":469973,"date":"2019-06-19T15:10:19","date_gmt":"2019-06-19T13:10:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=469973"},"modified":"2019-06-19T15:10:19","modified_gmt":"2019-06-19T13:10:19","slug":"caro-maestro-gimelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/06\/caro-maestro-gimelli\/","title":{"rendered":"Caro Maestro Gimelli"},"content":{"rendered":"<p>Caro Maestro Gimelli,<br>\nte ne sei andato senza clamore, con la modestia che ha contraddistinto la tua vita.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_928\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_928\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_928').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_928\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ti do del tu, non me ne vorrai, l\u2019et\u00e0 me lo permette.<br>\nCredo sarai soddisfatto di noi, della classe del 1956.<br>\nQuella classe che ha visto tanti bambini iniziare le scuole elementari sotto la tua guida. Quella classe che hai portato sino all\u2019esame di quinta elementare.<br>\nChe birbe che eravamo e quanta pazienza hai dovuto metterci per tollerare quel modo di fare un po\u2019 da ragazzi della via Pal.<br>\nPerch\u00e9 era cos\u00ec; si viveva tra la sicurezza della famiglia ed il pericolo della strada; e i nostri genitori ci lasciavano andare, per farci crescere. Dovevamo metterci responsabilit\u00e0, anche se eravamo bambini.<\/p>\n<p>Ogni tanto girano via WhatsApp rappresentazione di come affrontavamo la vita in modo scanzonato eppure tale da consentirci di maturare delle esperienze che avremmo ricordato per tutta la vita. Tutto senza che l\u2019assistente sociale andasse dai nostri genitori a prospettargli la segnalazione al tribunale dei minori.<br>\nIntanto perch\u00e9 non dicevamo nulla di ci\u00f2 che combinavamo. Se le prendevamo da quelli pi\u00f9 grandi, stavamo zitti; ottimi incassatori col pensiero di diventare grandi noi e portare avanti le tradizioni. Perch\u00e9 se si tornava a casa che i nostri erano venuti a saperlo\u2026ci beccavamo il resto.<\/p>\n<p>Mi ricordo di una volta che ci hai dato un tema su come avevamo passato le vacanze di Pasqua. Allora giocavamo spesso tra i prati incolti che circondavano le rade case dei Serri. Il nostro film cult era \u201cLa guerra dei bottoni\u201d . I ragazzi pi\u00f9 grandi di noi erano rispettati e con cautela strappavamo a loro il mestiere della vita. Tra i giochi che spesso si facevano c\u2019erano le battaglie. Le battaglie venivano fatte con qualsiasi cosa ci si potesse tirare addosso tra opposte fazioni, usando ci\u00f2 che la natura ci metteva a disposizione. Cachi acerbi, elasticate tirate con l\u2019apposito fucile ma, sfida pi\u00f9 rara ma pi\u00f9 tecnologica, la fionda. Ebbene si, ogni tanto ci sfidavamo in tenzone con l\u2019uso delle fionde. C\u2019erano ovviamente regole condivise che stabilivano che ci si potesse tirare addosso solamente da una certa distanza; cio\u00e8 il sasso doveva colpirti in parabola discendente. Da corta distanza ci si tirava solo sul sedere; che tanto chi lo prendeva era perch\u00e9 stava scappando. Tra noi, anzi, tra i pi\u00f9 grandi di noi, c\u2019era un ragazzo che non solo era un maestro nel tiro con la fionda, ma era anche un maestro nel costruirle. Sceglieva con cura la biforcazione da tagliare e poi col fuoco curvava i due estremi per poi realizzare il suo strumento. Tra i prati costruivano qualche casa e per noi, quando i muratori non lavoravano, diventava un parco giochi. Il mio tema raccont\u00f2 una di quelle sfide, corredata da un disegno che rappresentava il sottoscritto nascosto dietro uno di quei bidoni in ferro zincato che si usavano allora per la rumenta, ed un ragazzo, quel ragazzo, il maestro della fionda, che da sopra una soletta in costruzione, mi colpiva dritto in testa. Avevo anche disegnato la traiettoria del sasso. Ero orgoglioso di essere stato colpito dal maestro della fionda.<\/p>\n<p>Peccato che il maestro della fionda era tuo figlio, caro Maestro, e quando hai letto il mio tema, svolto peraltro in maniera eccelsa, hai sobbalzato\u2026.ma di sicuro hai fatto sobbalzare di pi\u00f9 tuo figlio. In un attimo un colpo da maestro \u00e8 diventato un colpo dal Maestro.<br>\nSe ci facevamo scoprire a fare danni per strada ci pensava il Comandante Ripamonti. Nel peggiore dei casi\u2026ramanzina diretta dal Maresciallo Pant\u00e8.<br>\nOra \u00e8 impossibile, e forse \u00e8 meglio cos\u00ec.<br>\nCi sono sistemi migliori per diventare grandi. Sistemi che tu conoscevi e che hai usato con una professionalit\u00e0, un rigore, una saggezza ed un\u2019umanit\u00e0 che pochissime volte mi \u00e8 capitato di reincontrare nella vita.<br>\nQuante cose ci hai insegnato. I miei colleghi mi prendono in giro perch\u00e9 spesso dico: \u201cQuesto lo so perch\u00e9 me lo ha insegnato alle elementari il Maestro Gimelli\u201d.<br>\nEd \u00e8 vero!!<\/p>\n<p>Ci hai insegnato veramente tante cose; quelle che tutti insegnano, come italiano, matematica, storia , geografia ecc. Ma anche tante altre cose, che allora ci entusiasmavano e non sapevamo neppure quanto ci sarebbero servite in seguito. Ci lasciavi portare in classe le bisce ( gli orbettini) e gli scorpioni, cos\u00ec imparavamo l\u2019importanza di conoscere le cose per non avere paure di esse.<\/p>\n<p>Quando c\u2019era il Giro d\u2019Italia ci facevi simulare le tappe tutti i giorni. Attaccavamo sul quaderno il grafico della tappa ritagliato dalla Gazzetta dello Sport. Per noi era un gioco, ognuno tifava per il proprio beniamino (io per Adorni) . Ma intanto imparavamo cos\u2019erano i grafici (alle elementari\u2026..), la velocit\u00e0 media, imparavamo la geografia, un sacco di nomi di cittadine sparse per l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Ci hai insegnato a marciare. Partivamo dalla classe al secondo piano e, in fila per tre, scendevamo le scale marciando sino al cortile. Nel cortile; fronte sinist e via\u2026.a casa. Quando ho fatto il militare il problema minore \u00e8 stato quello di tenere il passo.<\/p>\n<p>Ma ci hai insegnato soprattutto il rispetto degli altri. La nostra era una classa molto numerosa, abbiamo vinto anche il premio della Cassa di Risparmio.<\/p>\n<p>Facevamo parte del boom demografico e della speculazione edilizia, e in classe con noi c\u2019erano anche tanti figli degli immigrati dal sud che erano venuti a costruire le case; quelli che la lega di qualche anno fa chiamava con disprezzo \u201cterroni\u201d.<\/p>\n<p>Noi eravamo una classe unita e democratica; litigavamo a prescindere dalla latitudine di nascita. Certo quelli di Verzi parlavano il loro dialetto e i meridionali un italiano un po\u2019 singolare. Ma l\u2019Inno d\u2019Italia lo cantavamo tutti insieme in italiano corretto; anche la Leggenda del Piave e Bella Ciao, che anni dopo mi \u00e8 capitato di cantare con ragazzi cileni; per fortuna me l\u2019avevi insegnata, perch\u00e9 loro la sapevano tutta a memoria.<\/p>\n<p>Grazie Maestro, grazie per tutto quello che hai fatto per noi.<br>\nCon profonda stima ti saluto e spero che qualche mio compagno di classe firmi questa lettera quando la vedr\u00e0 attaccata sui tabelloni.<\/p>\n<p>Il tuo alunno<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Aldo Caballini<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Aldo Caballini<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56,120],"tags":[],"class_list":["post-469973","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","category-lettere","post_cat_citta-loano"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/469973","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=469973"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/469973\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=469973"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=469973"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=469973"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}