{"id":469659,"date":"2019-06-15T10:02:26","date_gmt":"2019-06-15T08:02:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=469659"},"modified":"2019-06-15T15:35:48","modified_gmt":"2019-06-15T13:35:48","slug":"donne-che-uccidono-gli-uomini-un-fenomeno-in-aumento-di-cui-si-parla-troppo-poco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/06\/donne-che-uccidono-gli-uomini-un-fenomeno-in-aumento-di-cui-si-parla-troppo-poco\/","title":{"rendered":"Donne che uccidono gli uomini: un fenomeno in aumento di cui si parla troppo poco"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni i media hanno avviato una vera e propria campagna di allerta riguardo il fenomeno del femminicidio, con tanto di trasmissioni correlate per raccontarne le storie (ad esempio Amore Criminale o il Terzo Indizio). Ancora oggi, al telegiornale, non vi \u00e8 praticamente una giornata in cui non venga data una notizia riguardante una moglie uccisa dal marito, una donna perseguitata e poi uccisa dall\u2019ex compagno non rassegnato alla fine della loro relazione, e cos\u00ec via. Con l\u2019invito caloroso alle donne maltrattate a denunciare quando si accorgono che qualcosa non va.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_992\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_992\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sono dati sicuramente allarmanti, da non sottovalutare. Ma esiste un\u2019altra faccia della medaglia di cui si parla veramente poco: la donna che perseguita, la donna che molesta, la donna che uccide l\u2019uomo. E anche i casi di questo tipo non sono pochi. Anzi. Basta digitare su google: \u201cmoglie uccide marito\u201d per rendersi conto di una minima parte di questi.<\/p>\n<p>Indubbiamente la donna, dal medioevo fin verso la met\u00e0 dell\u2019ottocento, in moltissimi casi si \u00e8 trovata costretta a subire le angherie del marito a causa del modello di famiglia patriarcale, dell\u2019opinione diffusa che l\u2019uomo fosse a lei superiore e quindi giustificato a punirla e percuoterla, e cos\u00ec via. La donna apparteneva all\u2019uomo e lui poteva fare di lei ci\u00f2 che voleva. Questa visione della donna and\u00f2 pian piano a sgretolarsi, con epilogo nel 1981, quando avvenne l\u2019abrogazione formale del delitto d\u2019onore con la legge 442.<br>\nGi\u00e0 in quel periodo i risultati dello studio condotto dal Laboratorio di Ricerca sulla Famiglia dell\u2019Universit\u00e0 del New Hamphshire fecero emergere una percentuale minore di casi di gravi aggressioni da parte dei mariti alle mogli (2,0%) rispetto alle aggressioni da parte delle mogli ai mariti (4,6%)<\/p>\n<p>In Italia il tasso di omicidi maschili \u00e8 di 16 per milione all\u2019anno, cio\u00e8 vengono uccisi pi\u00f9 di 3 uomini per ogni donna assassinata. Sia uomini che donne uccidono in prevalenza uomini: le donne assassine uccidono nel 39% dei casi donne, e nel 61% dei casi uomini. Gli uomini assassini uccidono nel 31% dei casi donne, e nel 69% dei casi uomini.<\/p>\n<p>In questo interessante quadro, ci\u00f2 che spesso viene sottovalutato e che invece merita un attento approfondimento \u00e8 l\u2019esistenza di un\u2019importante differenza nel modo in cui si percepiscono i maltrattamenti. In parole pi\u00f9 semplici, il concetto di violenza differisce notevolmente tra uomini e donne. Molti uomini faticano a riconoscersi come vittime di violenza perch\u00e9 associano quest\u2019ultima alla sua forma pi\u00f9 lampante, quella fisica. L\u2019essere vittima di violenza non si concilia con l\u2019immagine di \u201cvero uomo\u201d imposta dalla nostra societ\u00e0. Molti di questi uomini sono convinti che ci si aspetti da loro che siano in grado di difendersi da soli: questa \u00e8 una delle ragioni per cui pochi di loro chiedono aiuto e\/o si rivolgono ai centri antiviolenza.<\/p>\n<p>Diversi uomini, proprio come accade alle donne, tendono a portare avanti un rapporto in cui sono vittime di violenza, anche se per ragioni diverse. \u00c8 raro che l\u2019uomo sia dipendente economicamente dalla compagna. I timori riguardano soprattutto la separazione, in quanto con essa temono di perdere tutto, inclusi i figli e le propriet\u00e0. Sono molti gli uomini, anche in questo caso, come accade alle donne, a dipendere psicologicamente dalla partner, a sentirsi colpevoli loro stessi per le violenze subite e quindi a protrarre nel tempo un meccanismo malfunzionante, pensando di non poter avere alternative alla vita conflittuale con lei. Dietro all\u2019incapacit\u00e0 di denunciare c\u2019\u00e8 anche il timore di non essere creduti, questo perch\u00e9 molte persone minimizzano il problema, probabilmente in quanto ancora condizionate dal concetto di societ\u00e0 patriarcale, che prevede che l\u2019uomo sia il carnefice e la donna la vittima.<\/p>\n<p>Un recente studio italiano pubblicato dall\u2019agenzia Adkronos, con sede a Roma, sull\u2019argomento della violenza femminile, sviluppato in collaborazione con il GESEF (Associazone Genitori Separati dai Figli) ha mostrato una realt\u00e0 sconosciuta alla maggioranza delle persone: cinquantamila uomini italiani, per mano di mogli e compagne, subiscono maltrattamenti psicologici, fisici e sessuali.<\/p>\n<p>Quindi il fenomeno della violenza sugli uomini non \u00e8 affatto marginale, ma ci\u00f2 che emerge da questo studio \u00e8 che gli episodi ritenuti dagli stessi uomini di media o lieve entit\u00e0 non vengono denunciati per la paura di non essere creduti, appunto. Alcune delle denunce vengono poi spesso ritirate per ridurre la conflittualit\u00e0. Tra i casi di violenza fisica denunciati dagli uomini, troviamo episodi di spintonamenti, pugni, schiaffi e calci, arrivando fino al tentativo di soffocamento, avvelenamento, lesioni dei genitali o investimento con l\u2019auto. Vengono descritte anche ferite con un corpo contundente o con coltello e forbici.<\/p>\n<p>Tra le violenze psicologiche denunciate dall\u201989% degli uomini-padri, al primo posto figurano le azioni o la minaccia di azioni finalizzate alla sottrazione dei figli in seguito alla separazione, seguite dalle offese e ingiurie e ancora dalla denigrazione sistematica della capacit\u00e0 genitoriale. Non mancano poi episodi di stalking, sia durante la convivenza che in seguito alla fine della relazione ed \u00e8 molto diffuso il ricatto economico.<\/p>\n<p>Gli studi in questo settore sono ancora in fase sperimentale, ma quello che si evince \u00e8 che il profilo della donna maltrattante \u00e8 identico a quello della pi\u00f9 conosciuta figura violenta maschile.<\/p>\n<p>Se vogliamo andare ad analizzare le cause di quest\u2019aggressivit\u00e0 femminile, possiamo cercarle innanzitutto nei fattori biologici. \u00c8 stato appurato che di fronte ad un evento recepito come minaccioso, l\u2019attivazione dell\u2019aggressivit\u00e0 avviene in maniera analoga negli uomini e nelle donne. Ci\u00f2 che differisce da un genere all\u2019altro sono gli ormoni: non esiste una correlazione tra l\u2019aumento del testosterone e l\u2019aggressivit\u00e0 dell\u2019uomo, ma tra gli sbalzi ormonali della donna e una sua maggiore labilit\u00e0 emotiva s\u00ec.<\/p>\n<p>Inoltre, i maschi sono abituati fin dall\u2019infanzia a sfogare la propria aggressivit\u00e0 tramite giochi e sport, mentre alle ragazze viene insegnato per lo pi\u00f9 il dover apparire composte, pazienti e tolleranti, tanto da venire definite \u201cmaschiaccio\u201d se escono fuori da questi canoni, venendo poco apprezzate dalla societ\u00e0. Un ulteriore studio effettuato in Canada in merito alla violenza domestica smentisce la tesi che considera l\u2019aggressivit\u00e0 femminile solo come difensiva, evidenziando come la violenza unidirezionale femminile sia in realt\u00e0 pi\u00f9 diffusa di quella maschile. Questo spiegherebbe anche il fatto che i maltrattamenti all\u2019interno delle coppie lesbiche sia pi\u00f9 alto che in quelle degli eterosessuali.<br>\nWarren Farrel, con la sua ricerca datata 1994, mette in luce la teoria della \u201cCortina di Pizzo\u201d: quando a delinquere \u00e8 un uomo, l\u2019attenzione maggiore si concentra sull\u2019efferratezza del gesto. Quando a farlo \u00e8 una donna, l\u2019attenzione si concentra sulle cause che l\u2019avrebbero spinta al gesto.<\/p>\n<p>Con questo articolo non intendo in alcun modo negare l\u2019esistenza o sminuire il fenomeno sociale del \u201cfemminicidio\u201d. Semplicemente, ho voluto dar luce a dei dettagli lasciati, a parer mio, troppo in secondo piano dai media. \u00c8 un bene ogni tanto rendersi conto che intorno a noi accade anche altro, che magari non ci viene raccontato cos\u00ec tanto, ma che esiste e meriterebbe altrettanta attenzione e prevenzione.<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[106259],"class_list":["post-469659","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/469659","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=469659"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/469659\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=469659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=469659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=469659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}