{"id":468843,"date":"2019-06-05T09:34:54","date_gmt":"2019-06-05T07:34:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=468843"},"modified":"2019-06-05T09:34:54","modified_gmt":"2019-06-05T07:34:54","slug":"la-regola-delle-tre-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/06\/la-regola-delle-tre-a\/","title":{"rendered":"La regola delle tre A"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201c\u00c8 bene quando una persona contraddice le nostre aspettative, quando \u00e8 diversa dall\u2019immagine che ce ne siamo fatta. Appartenere a un tipo significa la fine dell\u2019uomo, la sua condanna. Se non si sa, invece, come catalogarlo, se sfugge a una definizione, \u00e8 gi\u00e0 in gran parte un uomo vivo, libero da se stesso, con un granello in s\u00e9 di assoluto\u201d<\/strong>. \u2028L\u2019affermazione di Boris Pasternak ci indica un percorso di per s\u00e8 estremamente interessante: se sclerotizziamo un essere umano in un qualcosa di definito, prevedibile, coerentemente strutturato e questo non sa o non pu\u00f2 o non vuole essere altro, ebbene, quell\u2019essere umano ha rinunciato a se stesso e se stesso \u00e8 il coraggio di lasciarsi sorprendere dalle proprie emozioni, lanciare il cuore oltre l\u2019ostacolo e raggiungerlo, credere che il miracolo possa accadere nel prossimo istante.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_993\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_993\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_993').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_993\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ma la saggezza, o meglio, quella che i nostri tempi spacciano per tale, suggerisce piuttosto l\u2019omologazione che non il coraggio di credersi e divenire degni del proprio cielo. Vogliamo dare credito ai nostri carcerieri? Vogliamo rassegnarci ad essere prigionieri pi\u00f9 o meno responsabili dei limiti reali o presunti della nostra possibilit\u00e0 di conoscere l\u2019assoluto che \u00e8 in noi? Vogliamo precluderci la possibilit\u00e0 di credere che esistano varchi alla recinzione soma-spirituale che ci nega ci\u00f2 a cui siamo naturalmente predisposti?<\/p>\n<p>La mia risposta \u00e8 no, abbiamo, oltre che il diritto, anche la possibilit\u00e0 di accedere alla felicit\u00e0, di superare l\u2019orizzonte che corre alla stessa velocit\u00e0 del nostro incedere ma che non pu\u00f2 competere con le possibilit\u00e0 ulteriori di cui disponiamo.<\/p>\n<p>Mi riferisco alla regola delle tre A. Lo so, non \u00e8 scritta nei libri, non la insegnano a scuola, ma in fondo la conosciamo tutti, solo non la ricordiamo perch\u00e8 da troppi secoli \u00e8 sotterrata dalla polvere pascaliana del divertissement. La chiusa dell\u2019affermazione di Pasternak apre un meraviglioso spiraglio verso una visione pi\u00f9 ampia di chi siamo. Quell\u2019uomo abitato da un granello di assoluto \u00e8, potenzialmente, ognuno di noi, e nemmeno \u00e8 cos\u00ec particolare, anzi, credo che l\u2019uomo capace all\u2019assoluto sia la norma, un modo di essere scordato ma non estraneo nemmeno all\u2019abitante del villaggio globale.<\/p>\n<p>Credo che nel tempo prima del tempo, in un\u2019epoca rimossa dalla narrazione successiva poich\u00e8 segnata dal peccato originale, no, non quello di Adamo, almeno, non esattamente quello, ebbene, allora l\u2019umanit\u00e0 si trov\u00f2 davanti ad un bivio: una via portava verso il nostro luogo d\u2019elezione, il paradiso, l\u2019altra verso la valle di lacrime del desiderarlo per sempre ma solo come ipotesi per un tempo che verr\u00e0. Chiss\u00e0, probabilmente per pigrizia o per codardia, difficile a dirsi, ma l\u2019umanit\u00e0 imbocc\u00f2 il percorso discendende, forse pi\u00f9 comodo, semplicemente quello che sollevava dalla responsabilit\u00e0 della propria felicit\u00e0, rinunciando cos\u00ec a quello che l\u2019avrebbe condotta alla sua patria di elezione, su, \u201cverso l\u2019alto: a dispetto dello spirito, che lo attirava verso il basso, verso l\u2019abisso, a dispetto dello spirito di gravit\u00e0, il mio demonio e nemico mortale\u201d come afferma Zarathustra in \u201cDella visione e dell\u2019enigma\u201d. Lo sappiamo, non si torna indietro, ma io sono convinto che, anche in questo limbo anestetizzato che ci siamo costruiti, sopravvive in noi quella scintilla di assoluto di cui parla Pasternak, quella che, secondo la regola delle tre A, ci consente anche qui, in questa valle di lacrime, di respirare il profumo dell\u2019assoluto.<\/p>\n<p>Non ci crederete ma sono certo che tutti i miei lettori conoscano bene la regola, \u00e8 quella che ci consente di sgretolare le barriere del tempo e dello spazio, la gabbia dell\u2019ordine comune, la castrante limitazione del \u201ccos\u00ec \u00e8\u201d e del \u201csi dice\u201d: chi ha conosciuto davvero l\u2019amore, quello che non ha regole, quello che se ne infischia del lecito, quello che ti restituisce le ali perdute \u2026 chi ha incontrato davvero il rapimento estatico dell\u2019arte, l\u2019arte che non ha bisogno del mercato, del consenso, del successo\u2026 chi \u00e8 stato abitato dal rapimento dell\u2019ascesi davanti ad un tramonto, correndo con passo lieve sulla curva dell\u2019arcobaleno, lasciandosi condurre fino al divino\u2026 chi ha conosciuto l\u2019assoluto che lo abita osservandolo con occhi profondi e coraggiosi senza temere di poter essere inghiottito da tanta bellezza, sa che vuol dire la regola delle tre A: A come amore, A come arte, A come ascesi. Ma occorre comprendere che, come scrive l\u2019amico Gershom Freeman: \u201cogni essere umano \u00e8 figlio del proprio coraggio e della profondit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-468843","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/468843","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=468843"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/468843\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=468843"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=468843"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=468843"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}