{"id":466975,"date":"2019-05-15T10:28:07","date_gmt":"2019-05-15T08:28:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=466975"},"modified":"2019-05-15T10:28:07","modified_gmt":"2019-05-15T08:28:07","slug":"lo-scorrere-e-lessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/05\/lo-scorrere-e-lessere\/","title":{"rendered":"Lo scorrere e l&#8217;essere"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cAnche la distinzione tra presente, passato e futuro diventa quindi fluttuante, indeterminata. Come una particella pu\u00f2 essere diffusa nello spazio, cos\u00ec la differenza fra passato e futuro pu\u00f2 fluttuare: un avvenimento pu\u00f2 essere insieme prima e dopo un altro\u201d. <\/strong><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_41\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_41\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Certo, l\u2019affermazione di Carlo Rovelli, estrapolata dal suo ultimo libro \u201cL\u2019ordine del tempo\u201d, pu\u00f2 apparire provocatoria ad una prima lettura, ma proviamo a riflettere insieme: forse davvero non ha senso disquisire sulla direzione del tempo, sul suo scorrere, quello che nella fisica viene definita la freccia del tempo. Forse, come ipotizza la fisica pi\u00f9 recente, il tempo \u00e8 un eterno istante. \u00c8 interessante sottolineare che nella Grecia antica si utilizzavano ben tre diverse parole per indicare il tempo: Aion, Kronos e Kairos. Come \u00e8 noto, per i Greci era normale divinizzare i concetti cardinali del proprio pensiero, azione che non mi sembra poi cos\u00ec distante dalla divinizzazione attuale di Dio e Scienza, ma lascio ad un altro momento questo tema. Ci\u00f2 che \u00e8 particolare nel loro agire \u00e8, piuttosto, l\u2019antropomorfizzazione del divino (anche su questo sarebbe interessante un approfondimento delle costanti in tal senso circa il pensiero cristiano, ma non \u00e8 il momento), insomma, i tre termini si riferivano a tre diversi dei. <\/p>\n<p>Per primo vi presento quello che \u00e8 sopravvissuto nella nostra cultura, \u00e8 quel Kronos che conosciamo, per reminiscenza scolastica, come il dio del tempo. In realt\u00e0 il tempo, in senso compiuto, sarebbe da riconoscere in Aion, cio\u00e8 l\u2019eterno, infinito, immoto, senza inizio n\u00e9 fine n\u00e9, ovviamente, cambiamento. Spesso viene rappresentato come essere antropomorfo ma dotato di testa leonina ed avvolto dalle spire di un serpente. Per terzo ho lasciato Kairos, chi fosse interessato a qualche \u201criflessione altra\u201d su questo personaggio pu\u00f2 leggere, sempre in questa rubrica, l\u2019articolo del 26 Settembre 2018 dal titolo \u201cIl toupet del Kairos\u201d, qui baster\u00e0 ricordare che rappresenta \u201cil tempo opportuno\u201d. <\/p>\n<p>Torniamo quindi alla coppia Kronos- Aion: Kronos appartiene alla seconda generazione, come ci racconta Esiodo nella Teogonia, nell\u2019et\u00e0 ancora pre-olimpica. Nasce da Uranos e Gea ed \u00e8 il responsabile dell\u2019evirazione di suo padre in collaborazione con la madre, gesto che gli consente di divenire la divinit\u00e0 di maggior potere in quel momento, ma afflitta dall\u2019angoscia di essere esautorata da un figlio come gli fu predetto ed accadde. Nato da un atto cruento, prosegue la sua attivit\u00e0 ingoiando i propri figli, insomma, distrugge ci\u00f2 che ha generato per continuare ad affermare se stesso. \u00c8 l\u2019immagine del tempo che inghiotte il futuro trasformandolo in passato per essere lui stesso il presente. Operazione feroce ed egoriferita che celebra la vittoria con la propria sconfitta, affermandosi soffre, prima del terrore di essere esautorato dai figli, quindi, per il senso di colpa di averli distrutti cos\u00ec da generarne altri che subito si vede costretto ad eliminare per conservare l\u2019agognato potere. Una sorta di immenso Caradrio impegnato solo nell\u2019ingoiare e defecare. \u00c8 evidente la sua incapacit\u00e0 di amare la donna con la quale si unisce, \u00e8 in grado solo di usarla per procreare ma subito \u00e8 costretto ad esautorarla eliminandone i generati e cercando di controllarla, di limitarla. Sa di essere causa del proprio dolore ma lo nega a se stesso: un non vedente terrorizzato dall\u2019idea di poter vedere ci\u00f2 che lo spaventerebbe, un inetto che si consegna alla falsificazione rasserenante ed annichilente dell\u2019auto inganno esiliandosi in quella penombra crepuscolare dove la promiscuit\u00e0 \u00e8 celebrata come gloria. Kronos \u00e8 il tempo al maschile, lo scorrere. Per lui ci\u00f2 che importa \u00e8 la misurabilit\u00e0, l\u2019ordine, l\u2019irreversibilit\u00e0. <\/p>\n<p>La sua antitesi, il femminile, \u00e8 Aion, maschile come rappresentazione ma femminile come essenza, l\u2019eterno, che non si cura di ci\u00f2 che appare ma di ci\u00f2 che \u00e8 perch\u00e9 lei stessa lo rende reale con un atto d\u2019amore. Una suggestiva analisi teologico psicologistica afferma che il femminile era temuto ed accusato dall\u2019uomo come responsabile della morte, poich\u00e8 la donna determina l\u2019inizio della vita deve essere responsabile della fine della stessa, io credo che in realt\u00e0 non sia il femminile che genera la morte ma il maschile, solo che \u00e8 necessario cambiare prospettiva per comprenderlo. Mi rendo conto di aver scoperchiato un complesso vaso di Pandora e di non avere tempo, in questa sede, per ulteriori chiarimenti, allora che basti ricollegarci all\u2019affermazione che apre questo nostro incontro: la tesi di Carlo Rovelli \u00e8 che la vista dell\u2019uomo \u00e8 sfuocata, cos\u00ec da non vedere ci\u00f2 che \u00e8, il mondo micro, e consentirsi alla percezione secondo la nostra vista che, costituendo l\u2019elemento in-formativo della nostra conoscenza, ci permette di sopravvivere in un mondo falso. Credo sia corretto affermare che la selezione naturale che ci ha resi funzionali a questa presunta realt\u00e0, in verit\u00e0 ci inganna ma \u00e8 utile, ma utile a chi, a cosa? Se riuscissimo a guardare il mondo con gli occhi interiori, quelli che negano il concetto di propriet\u00e0 e che non possiamo quindi possedere ma che ci possono regalare quello che, nella prospettiva convenzionale, sembra essere uno sguardo sfuocato \u2026 se cominciassimo a capire, scopriremmo essere questo lo sguardo vero, ebbene, liberi infine dalla prigione del bene e del male, delle regole, dei divieti, saremmo noi stessi l\u2019eden che crediamo di aver perduto e verso il quale siamo convinti di dirigerci mentre ce ne allontaniamo ogni giorno.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-466975","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/466975","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=466975"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/466975\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=466975"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=466975"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=466975"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}