{"id":466343,"date":"2019-05-08T08:54:04","date_gmt":"2019-05-08T06:54:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=466343"},"modified":"2019-05-08T08:54:04","modified_gmt":"2019-05-08T06:54:04","slug":"lamoralita-edenica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/05\/lamoralita-edenica\/","title":{"rendered":"L&#8217;amoralit\u00e0 edenica"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cL\u2019amore \u00e8 come la conoscenza: donarlo non ti impoverisce, arricchisce un altro regalandoti la gioia di aver donato\u201d<\/strong>. Credo di aver compreso profondamente il senso dell\u2019aforisma di Gershom Freeman, ma addirittura credo di \u201csaperlo\u201d. Mi rendo conto che sar\u00e0 bene chiarire.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_46\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_46\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_46').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_46\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Quando l\u2019amico Gershom, di ritorno da uno dei suoi rapimenti estatici, ha partorito la frase che apre il nostro incontro, mi sono subito reso conto che aveva espresso qualcosa che sapevo bene, questo non mi ha impedito di cercare di comprendere la sua affermazione. Successivamente mi sono soffermato sulla doppia azione compiuta, insomma, comprendere e sapere sono due modalit\u00e0 assolutamente diverse. Riflettendo sull\u2019etimologia di comprendere (cum prehndere, cio\u00e8 afferrare con la mente e portare dentro di s\u00e8), mi sono reso conto che non \u00e8 stato il primo atto gnoseologico che ho compiuto verso le parole di Gershom, ma un\u2019operazione complessa che ha, in un primo momento, riconosciuto come esterno a me ci\u00f2 che cercavo di afferrare; la seconda operazione \u00e8 stata scomporre la frase nelle sue strutture concettuali costitutive e, solo successivamente, ho dato modo a me ed al pensiero in oggetto di incontrarsi fino a far s\u00ec che lo stesso potesse esser accolto in me diventando parte integrante di ci\u00f2 che sono: a quel punto credo di poter affermare di aver capito ci\u00f2 che il mio amico voleva comunicare.<\/p>\n<p>Solo una breve digressione, quando ho esposto la mia riflessione, che faccio seguire, all\u2019amica Eva Gilan, ultimamente particolarmente curiosa di comparazioni tra lingue diverse, mi ha scritto la seguente breve postilla: in inglese sapere e conoscere si possono tradurre con \u201cto know\u201d ma la lingua inglese \u00e8 molto precisa, infatti conoscere si traduce anche con \u201cto experience\u201d (fare esperienza di), \u201cto learn\u201d (apprendere), e qui mi fermo. Al contrario sapere pu\u00f2 essere tradotto con \u201cto be able to\u201d (essere in grado di), \u201cto be aware\u201d (essere a conoscenza), ed anche qui concludo tralasciando anche molte altre espressioni. Ora, io non sono in grado di valutare la qualit\u00e0 del contributo di Eva a livello linguistico ma, come sempre mi accade, da ogni pensiero, da ogni informazione, vengo stimolato a riflessioni altre e cos\u00ec voglio proporvi le mie conclusioni sul senso profondo di parole come conoscere, capire, comprendere, sapere, ma con una prospettiva \u201caltra\u201d.<\/p>\n<p>Inevitabilmente mi vedo indotto a ricorrere ad una allegoria che trovo illuminante: immaginiamo un bimbo nel grembo materno, non conosce il tempo, non ne avverte lo scorrere, nessuna alternanza tra luce e buio, non ha peso cos\u00ec galleggiante nel liquido amniotico, la temperatura permane pi\u00f9 o meno costante, nulla cambia o, quantomeno, non ne pu\u00f2 avere coscienza. Non avverte nemmeno una distinzione tra lui e la mamma, lui e la mamma sono unit\u00e0 e il tutto \u00e8 l\u2019unit\u00e0 stessa. Ad un certo istante, non per sua volont\u00e0, che ancora non sa nemmeno cosa possa essere una scelta ed un atto di volont\u00e0, perde la condizione edenica e si trova ad essere scaraventato fuori dalla stessa. Ecco che comincia ad avvertire il dolore, il freddo, l\u2019umido e poi, meraviglia delle meraviglie, il sapore del capezzolo di mamma, il tepore del suo corpo e quindi, nel tempo, conoscer\u00e0 il colore dei suoi occhi ed il suono della sua voce. Imparer\u00e0 a organizzare tutte le innumerevoli informazioni che la vita condivisa gli fornir\u00e0 su sua mamma ma non colmer\u00e0 mai pi\u00f9 l\u2019abisso che lo ha distinto da lei. Scoprir\u00e0 se stesso come altro dalla madre, ogni informazione su di lei sar\u00e0 contemporaneamente un avvicinarla ed un allontanarsene, un prendere coscienza di s\u00e8 come altro da lei e da qualsiasi essere o cosa che non sia lui stesso. Povero piccolo che diviene uomo, potr\u00e0 prodigarsi all\u2019infinito nel raccogliere informazioni sulla madre ma non potr\u00e0 mai pi\u00f9 saperla come gli riusciva naturale quando non aveva su di lei nessun dato esperienziale, insomma, potr\u00e0 conoscerla sempre di pi\u00f9, ma non potr\u00e0 mai pi\u00f9 saperla.<\/p>\n<p>A questo punto del nostro odierno incontro credo sia opportuno tornare all\u2019aforisma di apertura: quando l\u2019amore \u00e8 dono arricchisce chi lo riceve regalando qualcosa anche a chi dona, operazione che scardina il fondamento di tutto l\u2019ingannevole modello di vita del nostro sistema, nessun interesse, nessun utile, solo il piacere. Posso sicuramente affermare di aver compreso le parole di Gershom, ma quanto mi rende pi\u00f9 felice la consapevolezza di saperle, di averle sapute da sempre, che le sapr\u00f2 per sempre, poich\u00e8 la condizione sapienzale non ha bisogno di distinzioni, di spazio, di tempo, di cause ed effetti, la condizione sapienzale, edenica, non ha regole n\u00e8 etica, esattamente come l\u2019amore.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-466343","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/466343","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=466343"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/466343\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=466343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=466343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=466343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}