{"id":46607,"date":"2009-01-12T13:50:47","date_gmt":"2009-01-12T12:50:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=46607"},"modified":"2009-01-13T10:39:00","modified_gmt":"2009-01-13T09:39:00","slug":"tirreno-power-giacobbe-il-progetto-di-ampliamento-puo-essere-contrastato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/01\/tirreno-power-giacobbe-il-progetto-di-ampliamento-puo-essere-contrastato\/","title":{"rendered":"Tirreno Power, Giacobbe: &#8220;Il progetto di ampliamento pu\u00f2 essere contrastato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:10204:l]Vado Ligure<\/strong>. Il sindaco di Vado Ligure, Carlo Giacobbe, ha chiesto a Tirreno Power l\u2019adeguamento degli impianti alle normative italiane ed europee. Il parere del Via nazionale favorevole all\u2019ampliamento, infatti, ha indotto l\u2019amministratore vadese a rinvigorire l\u2019opposizione all\u2019ipotesi di potenziamento: \u201cNon si pu\u00f2 concedere prolungamenti alla vita di impianti a carbone con efficienza ridotta che generano emissioni superiori a quelle consentite dalla tecnologia recente. L\u2019ampliamento \u00e8 evidentemente contrario a quanto deciso dallo stesso governo in materia di abbattimento delle emissioni di CO2. Impianti inefficienti come quelli attuali non potranno arrivare al 2020, ma bisogna iniziare ad intervenire ora e la legge ora ce lo consente. Tirreno Power deve comprendere che la sua presenza su questo territorio \u00e8 gi\u00e0 ampiamente invasiva ed \u00e8 necessario un salto di qualit\u00e0, rinunciando a mire \u2018espansionistiche\u2019 e confrontandosi per costruire un rapporto pi\u00f9 positivo con le comunit\u00e0 che in questo territorio vivono\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_873\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_873\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_873').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_873\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il primo cittadino vadese invita a smorzare le accuse agli enti locali: \u201cSono polemiche ingiuste e sciocche, perch\u00e9 le amministrazioni locali non hanno avuto posizioni \u2018soft\u2019, come qualcuno ha insinuato. Il fatto \u00e8 che ci sono normative e una politica nazionale ed europea che consentono l\u2019utilizzo del carbone come una delle principali fonti energetiche, mentre i poteri degli enti locali sono limitati\u201d. Nel documento espresso dalla commissione Via nazionale, secondo Giacobbe, \u201cci sono molte contraddizioni che saranno fatte valere in sede di ricorso se il Ministero dell\u2019Ambiente avaller\u00e0 il parere. Una di queste contraddizioni \u00e8 macroscopica e riguarda gli interventi di ristrutturazione dei gruppi esistenti a carbone. A fronte di una molto limitata riduzione delle emissioni, si prolunga la vita praticamente all\u2019infinito a impianti ormai di concezione superata, con una efficienza molto ridotta e con emissioni molto superiori a quelle prodotte da impianti pi\u00f9 moderni\u201d. \u201cParadossalmente \u2013 prosegue \u2013 \u00e8 lo stesso progetto del nuovo gruppo a mettere in risalto questa arretratezza tecnologica e ambientale. Tra i gruppi esistenti e quelli progettati c\u2019\u00e8 una differenza del 20% in efficienza, differenza che si riflette sull\u2019impatto ambientale in misura almeno pari\u201d.<\/p>\n<p>Il decreto legislativo del 2005 che attua la direttiva europea sulla prevenzione e riduzione integrale dell\u2019inquinamento, prevede che gli impianti produttivi debbano conseguire l\u2019autorizzazione integrata ambientale, che pu\u00f2 essere rilasciata se si rispettano alcuni principi generali, tra cui l\u2019applicazione \u201cin particolare delle migliori tecniche disponibili\u201d e l\u2019utlizzo efficace dell\u2019energia. \u201cTirreno Power \u2013 commenta il sindaco di Vado \u2013 non ha ancora ricevuto l\u2019autorizzazione integrata ambientale, di competenza statale, e non si pu\u00f2 dire che i gruppi a carbone rispettino i principi della legge. Il progetto di ampliamento deve essere accantonato definitivamente. Adesso per\u00f2 bisogna parlare della trasformazione e dell\u2019adeguamento dell\u2019esistente non solo alle migliori tecnologie, ma alle leggi italiane ed europee. Qualsiasi atto amministrativo statale che non si muovesse su questa linea sarebbe palesemente contrario alla legislazione in vigore. Siccome l\u2019autorizzazione non \u00e8 stata rilasciata, chediamo al Ministero competente di inserire come prescrizione, assieme a numerose altre, l\u2019adeguamento degli impianti a quanto prevede la legge. L\u2019alternativa \u00e8 il depotenziamento della centrale, con la fermata dei gruppi a carbone perch\u00e9 non pi\u00f9 idonei\u201d.<\/p>\n<p>[image:10205:l]La proposta di Giacobbe porterebbe ad una riduzione di circa il 71,4% delle emissioni di ossidi di zolfo, il 46,6% degli ossidi di azoto, il 56,3% del particolato totale sospeso, e del 42% del particolato sottile secondario (calcolato presupponendo in maniera cautelativa un fattore di conversione del 50% per gli ossidi di zolfo e del 60% per gli ossidi di azoto). E\u2019 il dato tecnico elaborato dal dottor Paolo Franceschi, responsabile ligure del Coordinamento dei Comitati dei Medici per la Salute e per l\u2019Ambiente. \u201cLa proposta del sindaco Giacobbe presenta aspetti positivi e altri meno \u2013 osserva il dottor Franceschi \u2013 Finalmente si riconoscono i dati da noi presentati dal momento della prima presentazione del progetto di ampliamento di Tirreno Power. Ma la situazione, gravissima adesso, era ancora pi\u00f9 grave in passato, ed \u00e8 stata sopportata dalla popolazione locale per quasi 40 anni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNonostante le riduzioni consistenti di emissioni che porterebbe la proposta di Giacobbe, la situazione emissiva sarebbe sempre eccessiva per il nostro territorio \u2013 specifica Paolo Franceschi \u2013 Per quanto riguarda le polveri sottili, seppur significativamente ridotte rispetto al passato, si avr\u00e0 ugualmente una emissione pari a quella prodotta dal traffico veicolare di una citt\u00e0 di circa 350 mila abitanti. Questo dato \u00e8 sempre circa cinque volte superiore rispetto alle emissioni del traffico del comprensorio Savona, Vado, Quiliano. Il consumo di carbone si manterrebbe intorno a valori superiori a un milione e mezzo di tonnellate all\u2019anno, con elevatissime emissioni di anidride carbonica. Rimarrebbero inoltre sostanzialmente invariate le emissioni di metalli pesanti, come mercurio, arsenico, cadmio, vanadio, eccetera. Invariate le emissioni di isotopi radioattivi naturali presenti nel carbone\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn definitiva \u2013 aggiunge il medico \u2013 rimarrebbero tutti i motivi che condizionano l\u2019abbandono delle centrali elettriche a carbone per motivi di salute pubblica. Una centrale nuova di zecca da 660 MW significherebbe subire la presenza di una centrale a carbone nel territorio savonese ancora per almeno 40-50 anni, fatto del tutto insostenibile. Infine i dati dei costi esterni per le sole mortalit\u00e0 e morbilit\u00e0 si ridurrebbero s\u00ec, ma a valori tutt\u2019altro che trascurabili\u201d. \u201cEcco perch\u00e9 \u00e8 necessario continuare a battersi per il depotenziamento e la completa metanizzazione della centrale \u2013 conclude il dottor Franceschi \u2013 In questo modo si potrebbe raggiungere un discreto equilibrio fra inquinamento da produzione di energia elettrica e da altre sorgenti, riducendo in manier\u00e0 molto significativa ogni tipo di impatto per la salute. In definitiva ribadiamo che l\u2019unica ipotesi di futuro sostenibile nel nostro territorio sia quella di permettere soltanto il funzionamento della centrale a gas naturale, bandendo definitivamente, dopo 40 anni, il carbone, e richiedendo in termini brevi l\u2019adeguamento dei sistemi di abbattimento delle emissioni degli ossidi di azoto. Ogni altra alternativa ci condanner\u00e0 a subire la servit\u00f9 del carbone per altri 50 anni\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:10204:l]Vado Ligure. Il sindaco di Vado Ligure, Carlo Giacobbe, ha chiesto a Tirreno Power l\u2019adeguamento degli impianti alle normative italiane ed europee. 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