{"id":465709,"date":"2019-05-01T13:26:20","date_gmt":"2019-05-01T11:26:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=465709"},"modified":"2019-05-01T13:26:20","modified_gmt":"2019-05-01T11:26:20","slug":"e-mentre-imitiamo-la-vita-questa-se-ne-va","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/05\/e-mentre-imitiamo-la-vita-questa-se-ne-va\/","title":{"rendered":"E mentre imitiamo la vita, questa se ne va"},"content":{"rendered":"<p>\u00abPertanto, secondo una tesi probabile, occorre dire che questo mondo nacque come un essere vivente davvero dotato di anima e intelligenza grazie alla Provvidenza divina\u00bb \u00e8 quanto afferma Platone nel Timeo. La ragione di questa apertura \u00e8 quella di affrontare in qualche modo, spero interessante, la chiusa dell\u2019ultimo articolo che era una vera e propria grandinata di interrogativi esistenziali che si possono, per\u00f2, riassumere in una domanda globale: esiste un senso nella vita che viviamo?<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_828\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_828\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Non pretendo certo di poter dare una risposta semplice ad un problema che assilla i pi\u00f9 grandi pensatori da quando \u00e8 nata la filosofia e che, probabilmente, \u00e8 proprio la domanda cruciale che ha svolto il ruolo di utero del pensiero dell\u2019uomo, ma mi sembra bello provare a riflettere con i miei acuti lettori. Il testo platonico suggerisce abbastanza esplicitamente una risposta, si sa, i grandi del pensiero erano tutti molto sicuri delle proprie verit\u00e0 e, dobbiamo riconoscerlo, pur dandosi torto e correggendosi gli uni con gli altri, hanno mantenuto delle posizioni comuni costanti tanto da precludere all\u2019umanit\u00e0 di intraprendere una qualsiasi via alternativa.<\/p>\n<p>Mi riferisco al linciaggio pi\u00f9 o meno esplicito o, pi\u00f9 efficacemente, al silenzio, riguardo pensieri alternativi come quelli dei sofisti, per esempio. Ma torniamo alla questione di oggi: intanto ci pu\u00f2 tornare utile distinguere la vita come concetto assoluto, da quella che viviamo. Credo davvero non sia un caso che i Greci, quelli che, nel bene\u00a0 e nel male, hanno fondato il pensiero occidentale, non quelli che oggi hanno contratto debiti capestro con l\u2019Europa, bene, quei giganti distinguevano tra bios e zo\u00e8. Ora, sfruttando con grande correttezza etimologica ma anche con grande libert\u00e0 la loro distinzione, chiameremo zo\u00e8 la vita in senso ontologico e bios la vita che abbiamo definito con il cammino della storia, l\u2019insieme collettivo delle scelte di tutti gli esseri umani che hanno calpestato il nostro pianeta.<\/p>\n<p>Questa distinzione preliminare ci pu\u00f2 aiutare a trovare ipotesi di risposta alla questione lasciata in sospeso a met\u00e0 articolo scorso: \u201c<i>Sarebbe interessante sviluppare anche la considerazione che, in quest\u2019ottica, ci\u00f2 che importa \u00e8 il gioco e non il giocatore e, aspetto altrettanto rilevante, che il verbo funzionare prevede un progetto, un fine e, inevitabilmente, un progettista\u201d . <\/i>Il termine biologia deriva proprio dall\u2019unione tra bios e logos ma nella Grecia antica il biol\u00f2gos era il mimo, cio\u00e8 colui il quale, come un abile giocatore professionista, pi\u00f9 e meglio degli altri rappresentava la vita in quanto azione del singolo ed \u00e8 proprio la particolarit\u00e0 che distingue bios da zo\u00e9. Al termine della vita del singolo si pone thanatos, la morte, ma questa nulla ha a che vedere con zo\u00e9 che non inizia e non finisce e che, pertanto, non ha antitesi essendo una e mai particolare, \u00e8 ci\u00f2 che non si crea, non si distrugge e perennemente diviene.<\/p>\n<p>Sempre ad opera del pensiero classico con Socrate, Platone e poi Aristotele, con i dovuti distinguo, si \u00e8 giustificato il concetto di anima immortale ammiccando alla prerogativa di zo\u00e9: l\u2019eternit\u00e0. Evidentemente il pensiero cristiano ha subito riconosciuto come vero e sacro quanto intuito dai Greci pur senza il dono della rivelazione e il concetto, replicatosi nei secoli, \u00e8 divenuto un assionma tanto radicato nella mente dell\u2019uomo da farlo apparire innato e consentire le argomentazioni pi\u00f9 fantasiose da Anselmo d\u2019Aosta a Godel sulla fondatezza dell\u2019esistenza di dio \u2013 zo\u00e9.<\/p>\n<p>Ma torniamo all\u2019interrogativo pi\u00f9 o meno esplicitato all\u2019inizio della nostra trattazione: quando ci si interroga sul senso della vita la domanda cerca una risposta per zo\u00e9 o per bios? Nella nostra cultura il primo termine \u00e8 assolutamente trascurato poich\u00e8 \u00e8 per definizione causa sui, non necessita di giustificazione. In questo modo il problema si pone solo per la vita del singolo e, in quest\u2019ottica, si confonde ulteriormente il senso profondo dell\u2019interrogativo intendendo per senso ci\u00f2 che \u00e8 obiettivo. Mi spiego: noi affermiamo che il senso della mia vita sta nell\u2019intenzionare il mio agire ad un fine, non entriamo nel merito del valore di quest\u2019ultimo che \u00e8 evidentemente in relazione a chi dove e quando, senza renderci conto che la mia vita \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 per un profondo legame dialettico con zo\u00e9.<\/p>\n<p>\u00c8 come se ci interrogassimo sul senso di un organo del corpo senza renderci conto che \u00e8 comprensibile solo se si conosce il senso del corpo stesso. L\u2019azione del particolare si esaurisce nel contributo che essa fornisce al tutto, ma se il tutto fosse privo di senso l\u2019efficace contributo del particolare al nulla del tutto risulterebbe pari a zero. Diviene pertanto fondamentale chiedersi la ragione di zo\u00e9 e del suo perpetrarsi ma, a questo punto la questione si ripropone ancor pi\u00f9 drammaticamente.<\/p>\n<p>Se l\u2019unico senso della vita \u00e8 il suo perpetrarsi voluto dal progettista, cristianamente scisso anche da zo\u00e9 in quanto creatore, che ci ha determinati al solo fine di confermare zo\u00e9, non \u00e8 forse vero che il mio agire perde di senso e, addirittura, zo\u00e8 stessa si priva della possibilit\u00e0 di interrogarsi sulla ragione dell\u2019essere di se stessa? Come temevo le domande si inseguono senza lasciarci il modo di una risposta definitiva: e se fosse questo il senso? Se il senso della nostra vita consistesse proprio nel coraggio di pretendere che un senso esista e che io stesso abbia il diritto, se non di determinarlo, almeno di ricercarlo?<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18599,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-465709","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/465709","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18599"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=465709"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/465709\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=465709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=465709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=465709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}