{"id":464690,"date":"2019-04-18T07:56:28","date_gmt":"2019-04-18T05:56:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=464690"},"modified":"2019-04-18T08:14:40","modified_gmt":"2019-04-18T06:14:40","slug":"messa-del-mercoledi-santo-il-vescovo-marino-testimoni-con-il-coraggio-della-leggerezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/04\/messa-del-mercoledi-santo-il-vescovo-marino-testimoni-con-il-coraggio-della-leggerezza\/","title":{"rendered":"Messa del Mercoled\u00ec Santo, il vescovo Marino: \u201cTestimoni con il coraggio della leggerezza\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Ieri sera una folla come sempre molto numerosa, proveniente da tutte le comunit\u00e0 della diocesi, ha gremito la cattedrale dell\u2019Assunta di Savona per la messa crismale del Mercoled\u00ec Santo presieduta dal vescovo di Savona-Noli Calogero Marino.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_433\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_433\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E da tutta la diocesi provenivano ovviamente anche i sacerdoti riuniti per celebrare assieme al pastore e al vescovo emerito Vittorio Lupi, questo passaggio molto importante dell\u2019anno liturgico. A sottolineare ulteriormente il momento di unione, altre due testimonianze della Chiesa: presso l\u2019altare delle Anime, i numerosi rappresentanti delle confraternite diocesane che hanno come di consueto presenziato in cappa, mentre nel coro il gruppo vocale composto da cantori di varie realt\u00e0 nelle diverse parrocchie e guidato da padre Piergiorgio Ladone e dal maestro Paolo Venturino.<\/p>\n<p>Davanti alle centinaia di fedeli che hanno affollato il duomo (molte persone hanno partecipato alla celebrazione in piedi) e di fronte a tutto il clero, riunito per la rituale benedizione e consacrazione degli oli, il vescovo Marino, prima di pronunciare l\u2019omelia si \u00e8 detto contento della grande partecipazione a questo momento che vede la diocesi riunita: \u201cMi piace che siamo qui in tanti, come una famiglia, attorno ai sacerdoti, ma soprattutto per stare assieme a Ges\u00f9. Vorrei salutarvi uno per uno, dai pi\u00f9 piccoli ai pi\u00f9 grandi\u201d.<\/p>\n<p>Il coraggio della leggerezza. Questo il tema centrale scelto dal vescovo Calogero Marino per l\u2019omelia della Messa crismale di quest\u2019anno, come sempre rivolta in particolare ai sacerdoti, ma pi\u00f9 in generale a tutti i fedeli. \u201cAll\u2019inizio di questa solenne e gioiosa celebrazione abbiamo pregato cos\u00ec: concedi a noi, partecipi della consacrazione del Cristo, di essere testimoni nel mondo della sua opera di salvezza \u2013 ha esordito il presule \u2013 per diventare per grazia testimoni in questo tempo difficile dovremo imparare da Lui, \u2018il testimone fedele\u2019. Mi fermo solo su un aspetto, che credo decisivo, del suo stile: da Lui, questa sera, vorrei imparare la virt\u00f9 della leggerezza, nel suo legame con l\u2019itineranza. Anche perch\u00e9, consentitemi la citazione giovanile di Niccol\u00f2 Fabi, \u201cper ogni tipo di viaggio \u00e8 meglio avere un bagaglio leggero\u201d. Anche per il viaggio che insieme, un passo dopo l\u2019altro, stiamo facendo, come Chiesa di Dio che \u00e8 in Savona\u201d. \u201cEcco: vorrei imparare, vorrei che imparassimo, dalla leggerezza dell\u2019uomo folle, che cammina confidando, senza sapere dove posare il capo. O meglio: che cammina, posando il capo sul cuore del Padre \u2013 ha poi proseguito \u2013 avverto invece che il cammino della nostra Chiesa e, in particolare, il ministero di noi preti rischiano di essere caricati di pesi che rallentano il passo e rendono corto il fiato. Ne indico quattro\u201d. Ecco quindi i punti.<\/p>\n<p>\u201cIl peso delle cose da fare e da gestire, innanzi tutto. Necessarie, certo, ma che rischiano di allontanarci dall\u2019essenziale. Me ne sono accorto, in particolare, nei mesi (bellissimi!) della Visita pastorale \u2026 Occorre davvero che i Consigli parrocchiali per gli affari economici (che sono obbligatori e desidero ci siano in ogni Parrocchia) aiutino i Parroci nella gestione, e che gli Uffici di Curia (come del resto stanno gi\u00e0 facendo e bene!) li sollevino da troppe incombenze, anche perch\u00e9 la legislazione \u00e8 sempre pi\u00f9 intricata e complessa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl peso di una tradizione oggi difficilmente compresa dalle giovani generazioni. E\u2019 la seconda breve osservazione che voglio condividere con voi. Un apparato dottrinale, morale, liturgico e pratico ricchissimo e articolato, del quale per\u00f2 non sempre a tutti \u00e8 facile cogliere il cuore. Si tratta allora oggi, anche per la nostra Chiesa, di riscoprire il centro che \u00e8 Lui, Ges\u00f9, l\u2019Unto\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa anche la solitudine pu\u00f2 appesantire la vita di un prete. Il nostro celibato (lo evidenziavo gi\u00e0 nella mia prima Messa crismale con voi, a Savona) \u00e8 un dono grande, ma deve renderci artigiani di fraternit\u00e0, capaci di tenerezza e cura; non possiamo isolarci dal presbiterio e da chi il Signore ci affida: diventeremmo un po\u2019 cinici e disillusi. Camminare insieme, invece, ci d\u00e0 gioia e rende pi\u00f9 leggero il nostro passo.<\/p>\n<p>\u201cMa qualche volta rischiamo anche, forse senza volerlo, di diventare un peso per noi stessi. Pu\u00f2 diventare peso anche la cura di s\u00e9, quando diventa eccessiva; pu\u00f2 diventare peso la nostra abitazione, quando non \u00e8 sobria ed essenziale; pu\u00f2 diventare peso anche il pensiero del futuro. Vi confesso che sono sempre affascinato dalle parole di Ges\u00f9, anche se non sempre riesco a praticarle fino in fondo: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; n\u00e9 per il corpo di quello che indosserete (Lc 12,22)\u201d.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/04\/vari-545100.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/04\/vari-545100.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/04\/vari-545100.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/04\/vari-545100.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/04\/vari-545100.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/04\/vari-545100.jpg\" alt=\"Messa Mercoled\u00ec Santo\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>\u201cI tanti, troppi pesi della vita non ci devono rubare l\u2019essenziale \u2013 ha affermato in chiusura il vescovo Marino \u2013 mi piace dirlo, per concludere, con le parole straordinarie di una giovane donna, Etty Hillesum, morta ad Auschwitz nel 1943: \u2018L\u2019unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l\u2019unica che veramente conti, \u00e8 un piccolo pezzo di Te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini\u2026 Esistono persone che all\u2019ultimo momento si preoccupano di mettere in salvo aspirapolvere, forchette e cucchiai d\u2019argento, invece di salvare te, mio Dio. E altre persone che\u2026vogliono a tutti i costi salvare il proprio corpo. Dicono: me non mi prenderanno. Dimenticano che non si pu\u00f2 essere nelle grinfie di nessuno se si \u00e8 nelle tue braccia\u2019. Solo se ci lasceremo, in questa Pasqua, abbracciare dalla misericordia di Dio, mettendoci senza paura nelle sue mani, saremo davvero Chiesa leggera, Chiesa in uscita\u201d.<\/p>\n<p><em><strong>TESTO INTEGRALE DELL\u2019OMELIA DEL VESCOVO MARINO<\/strong><\/em><\/p>\n<blockquote><p>Il coraggio della leggerezza.<br>\nAll\u2019inizio di questa solenne e gioiosa celebrazione abbiamo pregato cos\u00ec: \u201cconcedi a noi, partecipi della consacrazione del Cristo, di essere testimoni nel mondo della sua opera di salvezza\u201d. Testimoni nel mondo: questo vorremmo essere, per grazia. Testimoni della salvezza, perch\u00e9 noi per primi ci riconosciamo salvati. Salvati gratis, senza merito. Misericordiati, col linguaggio di Papa Francesco.<br>\nMa avvertiamo tutti, di fronte a questa prospettiva, come un senso di inadeguatezza. E allora ci chiediamo come vivere questa testimonianza, in questo tempo molto difficile e molto bello. Tempo di transizione (di Pasqua, quindi!) verso un nuovo che ancora non conosciamo e che un po\u2019 ci fa paura: come sar\u00e0 la Chiesa di domani? E chi vogliamo essere noi, in questa Chiesa? Gli amici sanno che spesso ripeto, quasi a slogan, \u201cce la faremo\u201d. Ma non sempre ne sono convinto. Eppure so che \u201ctutto sar\u00e0 bene\u201d (Giuliana di Norwick), perch\u00e9 Dio non abbandona la sua Chiesa e d\u00e0 forza al nostro passo col balsamo profumato del suo Spirito.<br>\nPer questo \u00e8 decisivo, proprio in questi giorni, volgere ancora una volta lo sguardo all\u2019unico, vero Consacrato, che \u00e8 il Cristo, \u201cmandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libert\u00e0 gli oppressi, a proclamare l\u2019anno di grazia del Signore\u201d. E\u2019 Lui l\u2019Unto di Dio e gli oli che tra poco verranno benedetti parlano di Lui, che apriva cammini chiamando alla sequela (penso all\u2019olio dei catecumeni), che guariva i malati (olio degli infermi), e che ha fatto, di dodici uomini fragili e peccatori come noi, apostoli e testimoni coraggiosi (il crisma).<br>\nPer diventare per grazia testimoni in questo tempo difficile dovremo imparare da Lui, \u201cil testimone fedele\u201d. Mi fermo solo su un aspetto, che credo decisivo, del suo stile: da Lui, questa sera, vorrei imparare la virt\u00f9 della leggerezza, nel suo legame con l\u2019itineranza. Anche perch\u00e9, consentitemi la citazione giovanile di Niccol\u00f2 Fabi, \u201cper ogni tipo di viaggio \u00e8 meglio avere un bagaglio leggero\u201d. Anche per il viaggio che insieme, un passo dopo l\u2019altro, stiamo facendo, come Chiesa di Dio che \u00e8 in Savona.<br>\nA chi voleva seguirlo con entusiasmo forse sprovveduto, (\u201cti seguir\u00f2 dovunque tu vada\u201d), Ges\u00f9 non nasconde che \u201cil Figlio dell\u2019uomo non ha dove posare il capo\u201d. E poco prima, a tutti, aveva detto: \u201cse qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua\u201d. E\u2019 Lui l\u2019uomo che cammina, del quale \u00e8 stato detto: \u201cse ne va a capo scoperto. La morte, il vento, l\u2019ingiuria: tutto riceve in faccia, senza mai rallentare il passo. Si direbbe che ci\u00f2 che lo tormenta \u00e8 nulla rispetto a ci\u00f2 che egli spera. Che la morte \u00e8 nulla pi\u00f9 che un vento di sabbia. Che vivere \u00e8 come il suo cammino: senza fine. L\u2019uomo che cammina \u00e8 quel folle che pensa che si possa assaporare una vita cos\u00ec abbondante da inghiottire perfino la morte\u201d (Bobin).<br>\nEcco: vorrei imparare, vorrei che imparassimo, dalla leggerezza dell\u2019uomo folle, che cammina confidando, senza sapere dove posare il capo. O meglio: che cammina, posando il capo sul cuore del Padre. Vorrei imparare questa leggerezza e questa confidenza.<br>\nAvverto invece che il cammino della nostra Chiesa e, in particolare, il ministero di noi preti rischiano di essere caricati di pesi che rallentano il passo e rendono corto il fiato. Ne indico quattro.<\/p>\n<p>Il peso delle cose da fare e da gestire, innanzi tutto. Necessarie, certo, ma che rischiano di allontanarci dall\u2019essenziale. Me ne sono accorto, in particolare, nei mesi (bellissimi!) della Visita pastorale. La nostra Chiesa possiede un patrimonio immobiliare talvolta significativo, ma difficile da gestire e da alienare. Spesso non produce alcun reddito, e anzi \u00e8 un costo difficile da sostenere. E\u2019 l\u2019eredit\u00e0 di un passato che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Occorre davvero che i Consigli parrocchiali per gli affari economici (che sono obbligatori e desidero ci siano in ogni Parrocchia) aiutino i Parroci nella gestione, e che gli Uffici di Curia (come del resto stanno gi\u00e0 facendo e bene!) li sollevino da troppe incombenze, anche perch\u00e9 la legislazione \u00e8 sempre pi\u00f9 intricata e complessa. Condivido con voi una gioia: in occasione della Visita pastorale, le Parrocchie che lo potevano fare mi hanno dato qualche offerta significativa, per aiutare le Parrocchie pi\u00f9 piccole o povere: \u00e8 un bel segno di comunione ecclesiale, che penso possa indicare il cammino anche per il futuro. Senza dimenticare l\u2019indicazione molto radicale (che dovremo capire come poter concretamente attuare) data dal Papa ai Vescovi italiani nel 2016: \u201cmantenete soltanto ci\u00f2 che pu\u00f2 servire per l\u2019esperienza di fede e di carit\u00e0 del popolo di Dio\u201d.<\/p>\n<p>Il peso di una tradizione oggi difficilmente compresa dalle giovani generazioni. E\u2019 la seconda breve osservazione che voglio condividere con voi. Un apparato dottrinale, morale, liturgico e pratico ricchissimo e articolato, del quale per\u00f2 non sempre a tutti \u00e8 facile cogliere il cuore. Si tratta allora oggi, anche per la nostra Chiesa, di riscoprire il centro che \u00e8 Lui, Ges\u00f9, l\u2019Unto. Conoscere Lui e la potenza della sua Resurrezione (cfr. Fil 3,10). Amarlo, cercarlo, stare con Lui, nell\u2019intimit\u00e0 di una relazione insostituibile. Ma questa radice cristologica della fede cristiana -riprendo qui un passaggio della mia prima lettera pastorale- deve portare a semplificare l\u2019annuncio, e la vita della Chiesa, come ci ricorda il Papa: \u201cuna pastorale in chiave missionaria non \u00e8 ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine che si tenta d\u2019imporre a forza d\u2019insistere\u2026L\u2019annuncio si concentra sull\u2019essenziale\u201d (EG 35). E \u201cin questo nucleo fondamentale ci\u00f2 che risplende \u00e8 la bellezza dell\u2019amore salvifico di Dio manifestato in Ges\u00f9 Cristo morto e risorto\u201d(EG 36).<\/p>\n<p>Ma anche la solitudine pu\u00f2 appesantire la vita di un prete. Il nostro celibato (lo evidenziavo gi\u00e0 nella mia prima Messa crismale con voi, a Savona) \u00e8 un dono grande, ma deve renderci artigiani di fraternit\u00e0, capaci di tenerezza e cura; non possiamo isolarci dal presbiterio e da chi il Signore ci affida: diventeremmo un po\u2019 cinici e disillusi. Camminare insieme, invece, ci d\u00e0 gioia e rende pi\u00f9 leggero il nostro passo.<\/p>\n<p>Ma voglio anche su questo essere concreto. Spero che nel prossimo anno potremo inaugurare (per la generosit\u00e0 dei Canonici, che ringrazio di cuore!) in via Manzoni una piccola, ma fraterna, Casa per chi di noi \u00e8 anziano. E penso anche che dovremo riuscire a immaginare (diversi di noi lo attendono con tutto il cuore!) la possibilit\u00e0, per chi lo desidera, di fare esperienza di vita comune, anche se temperata e rispettosa della privacy di ciascuno.<\/p>\n<p>Ma qualche volta (\u00e8 la quarta sottolineatura che voglio fare) rischiamo anche, forse senza volerlo, di diventare un peso per noi stessi. Pu\u00f2 diventare peso anche la cura di s\u00e9, quando diventa eccessiva; pu\u00f2 diventare peso la nostra abitazione, quando non \u00e8 sobria ed essenziale; pu\u00f2 diventare peso anche il pensiero del futuro. Vi confesso che sono sempre affascinato dalle parole di Ges\u00f9, anche se non sempre riesco a praticarle fino in fondo: \u201cnon preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; n\u00e9 per il corpo di quello che indosserete\u201d (Lc 12,22). Perch\u00e9 il Padre nutre, il Padre veste, il Padre sa! Voglio imparare il coraggio di andare alla buona di Dio, confidando. Penso che questo stile di sobriet\u00e0 e anche di povert\u00e0 scelta, voluta, ci render\u00e0 leggeri, e ancor pi\u00f9 credibili agli occhi di chi ci vuol bene.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 questa povert\u00e0 amata e voluta (madonna povert\u00e0, diceva San Francesco) a rendere spedito il cammino. Come siamo lenti, certe volte! E non \u00e8 la lentezza sana, che \u00e8 il segreto della gioia, ma la lentezza che \u00e8 accidia; la lentezza di chi in fondo non crede che cambiare \u00e8 possibile, e allora aspetta solo che cambi il vento, e tutto possa tornare come prima. O la lentezza di chi vuole essere sicuro, prima di rischiare. Ecco: vorrei imparare da Maria, che si mosse con rapidit\u00e0, verso la montagna, per incontrare Elisabetta; o da Pietro, che confessa: \u201cabbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getter\u00f2 le reti\u201d (Lc 5,5). Perch\u00e8 la parola di Ges\u00f9 \u00e8 affidabile, e rende pi\u00f9 veloce il cammino.<\/p>\n<p>I tanti, troppi pesi della vita non ci devono rubare l\u2019essenziale. Mi piace dirlo, per concludere, con le parole straordinarie di una giovane donna, Etty Hillesum, morta ad Auschwitz nel 1943:<br>\n\u201cL\u2019unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l\u2019unica che veramente conti, \u00e8 un piccolo pezzo di Te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini\u2026Esistono persone che all\u2019ultimo momento si preoccupano di mettere in salvo aspirapolvere, forchette e cucchiai d\u2019argento, invece di salvare te, mio Dio. E altre persone che\u2026vogliono a tutti i costi salvare il proprio corpo. Dicono: me non mi prenderanno. Dimenticano che non si pu\u00f2 essere nelle grinfie di nessuno se si \u00e8 nelle tue braccia\u201d. Solo se ci lasceremo, in questa Pasqua, abbracciare dalla misericordia di Dio, mettendoci senza paura nelle sue mani, saremo davvero Chiesa leggera, Chiesa in uscita. Lo chiediamo gli uni per gli altri, in questa Eucaristia. Amen.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Affollatissima la cattedrale dell&#8217;Assunta<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[],"class_list":["post-464690","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","post_cat_citta-savona","post_tag_personaggi-vescovo-calogero-marino"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/464690","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=464690"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/464690\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=464690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=464690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=464690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}