{"id":464583,"date":"2019-04-17T09:21:56","date_gmt":"2019-04-17T07:21:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=464583"},"modified":"2019-04-17T09:21:56","modified_gmt":"2019-04-17T07:21:56","slug":"quanto-costa-un-sorriso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/04\/quanto-costa-un-sorriso\/","title":{"rendered":"Quanto costa un sorriso?"},"content":{"rendered":"<p><strong>&#8220;Io so come sar\u00e0 il mio paradiso: incontrer\u00f2 tutta la gente che ho amato circondato dai sorrisi che ho regalato&#8221;<\/strong>. Ricordo che eravamo rimasti in silenzio a lungo, come spesso accadeva nel corso delle nostre conversazioni, ognuno immerso nei propri pensieri quando l&#8217;amico Gershom (Freeman) pronunci\u00f2 la frase che ho utilizzato in apertura. In realt\u00e0 stavamo discutendo del concetto di valore, ma la sua affermazione non \u00e8 per niente scollegata dall&#8217;argomento anche se pu\u00f2 sembrarlo a prima vista.<\/p>\n<p>Provo a ripercorrere il senso del nostro argomentare: noi siamo inseriti in un contesto valoriale, fatto inevitabile, evidentemente storicizzabile, nel senso che si trasforma adattandosi e agisce determinando l&#8217;epoca in cui vive. Evidentemente tale contesto \u00e8 diveniente anche nello spazio. Da sempre ogni nuova civilt\u00e0 ha riscritto le precedenti gerarchie valoriali, anzi, le ha fatte coincidere con il proprio concetto di civilt\u00e0, quindi lo stesso si \u00e8 trasformato modificano la cultura che lo espimeva e nella quale si riconosceva. \u00c8 altres\u00ec ovvio che, se manteniamo costante la variabile temporale, possiamo comunque osservare strutture valoriali differenti al variare del luogo anche su aspetti fondamentali come il significato della vita o dell&#8217;onore o della fedelt\u00e0. Potrei elencare infiniti esempi ma mi sembra tanto pleonastica l&#8217;affermazione da non richiedere un simile sforzo, mi interessa di pi\u00f9 riflettere intorno al cuore della conversazione alla quale mi riaccosto con la memoria.<\/p>\n<p>Se prescindiamo dalle &#8220;civilt\u00e0 gilaniche&#8221;, rimando chi fosse interessato al mio articolo <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2018\/03\/rubato-tre-millenni\/\">&#8220;Chi ha rubato tre millenni?&#8221;<\/a> del 14 marzo 2018, possiamo riconoscere il filo rosso della storia anche, e forse soprattutto, nella progressiva sovrapposizione tra il concetto di valore e quello di prezzo. Come \u00e8 stata possibile una simile falsificazione? Una lettura di natura economico commerciale pu\u00f2 sembrare, a prima vista, pi\u00f9 che chiarificante, ma credo che, a fondamento della logica utilitaristica del mercato globalizzante e omologante alla quale siamo oramai assuefatti, sia da collocare una ulteriore riflessione.<\/p>\n<p>L&#8217;atteggiamento acritico di ogni uomo nei confronti della realt\u00e0 che lo circonda fa si che ogni ente costitutivo della stessa sia visto solo in relazione alla sua &#8220;possibilit\u00e0 d&#8217;uso&#8221;, le cose sono per l&#8217;uso che ne faccio, la domanda che mi pongo quando le incontro \u00e8 &#8220;a cosa serve&#8221; non &#8220;cos&#8217;\u00e8&#8221;? Mi sembra possa essere utile a meglio comprendere la violenza falsificante della logica di mercato un esempio storico: quando gli europei sbarcarono sulle coste nordamericane trovarono una popolazone autoctona alla quale chiesero che vendesse loro le terre che, tanto abbondanti, avrebbero consentito il loro insediamento. I pellerossa risposero che non potevano vendere la terra poich\u00e8 la terra non \u00e8 di nessuno. La logica europea opt\u00f2 per la recinzione dello spazio e l&#8217;introduzione della propriet\u00e0 privata. Fu un contrasto culturale all&#8217;origine del primo tragico genocidio, l&#8217;incapacit\u00e0 di accettare un &#8220;altro punto di vista&#8221;!<\/p>\n<p>L&#8217;ottica europea si fondava sull&#8217;assioma che ogni cosa &#8220;serve a&#8221; e pertanto pu\u00f2 essere prezzata di conseguenza, concetto totalizzante che non pu\u00f2 contemplare la sopravvivenza di nessuna alternativa. Lungo questo itinerario logico non si pu\u00f2 che approdare all&#8217;ancor pi\u00f9 tragica reificazione dell&#8217;uomo: se ogni ente \u00e8 l&#8217;uso che ne faccio inevitabilmente ogni essere umano \u00e8 la sua funzione all&#8217;interno della struttura generale che, ancora una volta, \u00e8 valutata in base a quanto costa. \u00c8 altres\u00ec evidente che chiunque non sia allineato a questa logica risulta essere un border line nell&#8217;attuale sistema. L&#8217;aspetto pi\u00f9 avvilente \u00e8 quanto sia semplice valutare una persona in relazione al suo reddito o alle sue propriet\u00e0, o, in altri termini, a quanto costa il suo tempo. Le assicurazioni hanno stilato una casistica per i rimborsi che \u00e8 individuale ma strettamente rapportata alla retribuzione, insomma, non tutti gli incidenti arrecano lo stesso danno all&#8217;assicurato, dipende da quanto guadagna. Questa logica che \u00e8 alla radice del sistema di mercato ha bisogno di essere inattacabile per assolvere alla sua funzione fondativa e, come ogni simulacro, si deve poter autoconfermare, per dirla con Spinoza, essere &#8220;causa sui&#8221;.<\/p>\n<p>Ma se sopravvivesse a questa possibilit\u00e0 onnicomprensiva, e pertanto sistemica, &#8220;un&#8217;altra possibilit\u00e0&#8221;? Chiaramente questo intaccherebbe radicalmente la certezza e la solidit\u00e0 dell&#8217;intero edificio realizzato sulla stessa. Per dirla con Popper, l&#8217;impianto sarebbe edificato su palafitte, ma non proseguiamo oltre sul terreno minato dell&#8217;epistemologia, almeno non ora. Quale sar\u00e0 allora l&#8217;unica possibilit\u00e0 per assicurare solidit\u00e0 alla struttura complessiva? La strategia messa in atto dal mercato si chiama globalizzazione. Non esiste una possibilit\u00e0 diversa, come per ogni totalitarismo, se non cancellare qualsiasi ipotesi alternativa. Potremmo affermare che il nuovo totalitarismo, che ha fallito nel tempo pi\u00f9 e pi\u00f9 volte nella sua forma politica, ha affinato i suoi artigli ottenendo lo scopo per via economica con una strategia a dir poco geniale: non si impone con la violenza, il ricatto, la minaccia, anzi, non si impone per niente, baster\u00e0 convincere ogni vittima a divenire carnefice di se stessa, sar\u00e0 sufficiente che tutti desiderino acquistare e possedere sempre di pi\u00f9, non importa cosa, senza rendersi conto di essere divenuti essi stessi oggetti di mercato.<\/p>\n<p>Ed ecco che l&#8217;affermazione dell&#8217;amico Gershom diviene illuminante. Io che lo conosco so bene quanto amore e quanti sorrisi abbia distribuito nella sua vita, per la gioia di farlo, senza nulla chiedere in cambio perch\u00e8 nessuno sa quanto costa un sorriso, nessuno potr\u00e0 mai saperlo per il semplice motivo che il sorriso, come chi lo regala, non \u00e8 sul mercato, un sorriso \u00e8 come l&#8217;amore e<br \/>\n&#8220;L\u2019amore \u00e8 come la conoscenza<br \/>\ndonarlo non ti impoverisce<br \/>\narricchisce chi lo riceve<br \/>\nregalandoti la gioia<br \/>\ndi aver donato&#8221;.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br \/>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un &#8220;altro&#8221; punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, &#8220;tracce per itinerari alternativi&#8221;. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-464583","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/464583","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=464583"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/464583\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=464583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=464583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=464583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}