{"id":46453,"date":"2009-01-10T14:58:33","date_gmt":"2009-01-10T13:58:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/01\/10\/aconcagua-tutto-ok-dopo-la-prima-notte-in-ospedale\/"},"modified":"2009-01-10T19:07:29","modified_gmt":"2009-01-10T18:07:29","slug":"aconcagua-tutto-ok-dopo-la-prima-notte-in-ospedale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/01\/aconcagua-tutto-ok-dopo-la-prima-notte-in-ospedale\/","title":{"rendered":"Aconcagua: bene prima notte in ospedale, a breve il rientro in Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:10170:l]Mendoza.<\/strong> \u201cI tre alpinisti italiani sopravvissuti alla tragedia della Aconcagua \u201cpotrebbero rientrare in Italia presto, forse il prossimo fine settimana\u201d. Lo ha detto Roberto Furnari, presidente e primario dell\u2019ospedale italiano dove da ieri sono ricoverati Marina Attanasio, Matteo Refrigerato e Mirko Affasio. \u201cI tre hanno trascorso una notte buona e stanno rispondendo bene alle nostre cure mediche \u2013 ha sottolineato Furnari ricordando \u2013 che i medici dell\u2019ospedale si sono in particolare concentrati sulla \u2018microcircolazione\u2019 dei pazienti\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_827\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_827\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cPossiamo dire che le condizioni cliniche dei tre sono buone. La nostra idea \u00e8 che rimangano ancora almeno per 48 ore nella terapia intensiva. Sono fuori pericolo\u201d, ha ribadito Jorge Magistretti, uno dei medici del reparto.<\/p>\n<p>Sulla base della diagnosi fatta da Magistretti, \u201cMatteo presenta politraumatismo alle gambe, traumatismo al torace senza coinvolgimento polmonare, un colpo alla testa senza perdita di conoscenza. Non ha lesioni alle ossa n\u00e9 ferite da congelamento\u201d. Il medico ha aggiunto che \u201cMirko ha lesioni di congelamento alle dita dei piedi e le mani, cio\u00e9 lesioni per bruciature da freddo di secondo e terzo grado, e una lesione oculare prodotta sempre dal freddo. Marina presenta, infine, lesioni pi\u00f9 leggere, di primo e secondo grado\u201d.<\/p>\n<p>Intanto sono arrivate le prime testimonianze degli scalatori italiani ricoverati: \u201cOra sto bene. Siamo stati fortunati\u201d, ha detto Marina Attanasio, ricoverata insieme ai suoi due compagni, Mirko Affasio e Matteo Refrigerato nell\u2019ospedale Italiano di Mendoza. \u201cQualche ora fa ho sentito al telefono mio padre, mio fratello. Sono pi\u00f9 tranquilli e lo sono anch\u2019io\u201d, ha raccontato Marina nella stanza della terapia intensiva dell\u2019ospedale.<\/p>\n<p>Ieri sera, poco dopo l\u2019arrivo, hanno ricevuto le telefonate di qualche familiare. A Marina hanno poi fatto visita due amici di Milano che si trovavano a Mendoza per caso. Nell\u2019incidente in vetta all\u2019Aconcagua hanno perso la vita Elena Senin, gi\u00e0 mercoled\u00ec, e successivamente la guida argentina Federico Campanini, che stava male da ore e che \u00e8 morto dopo essere stato raggiunto dai soccorritori, che poi sono riusciti a far scendere dalla cima i tre sopravvissuti.<\/p>\n<p>Marina ha ricordato che nelle lunghe ore trascorse sulla montagna, prima dell\u2019arrivo della squadra di salvataggio, non ha \u201cmai smesso di camminare, perch\u00e9 a quelle temperature\u201d era l\u2019unico modo di sopravvivere, rilevando inoltre come, appena arrivati in vetta, la guida argentina si sia sentita molto male. \u201cHo subito capito che era in estrema difficolt\u00e0. Sono cose che capitano. Poi mi hanno detto che ha avuto un\u2019edema polmonare. Noi stavamo bene, ma c\u2019era molta neve e non potevamo conoscere la strada del ritorno\u201d, ha ricordato, spiegando la ragione per la quale sulla via della discesa il gruppo \u00e8 finito bloccato nel \u2018ghiacciaio dei polacchi\u2019.<\/p>\n<p>\u201cI soccorritori argentini sono stati bravissimi, l\u2019organizzazione ha veramente funzionato, sono intervenuti con grande rapidit\u00e0\u201d, ha concluso, riferendosi alla squadra di salvataggio di circa 50 uomini messa in campo dalla pattuglia di soccorso di Mendoza e dalla forestale del Parco dell\u2019Aconcagua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:10170:l]Mendoza. \u201cI tre alpinisti italiani sopravvissuti alla tragedia della Aconcagua \u201cpotrebbero rientrare in Italia presto, forse il prossimo fine settimana\u201d. 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