{"id":463576,"date":"2019-04-06T08:57:14","date_gmt":"2019-04-06T06:57:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=463576"},"modified":"2019-04-06T08:57:14","modified_gmt":"2019-04-06T06:57:14","slug":"storie-di-appetiti-particolari-i-serial-killer-cannibali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/04\/storie-di-appetiti-particolari-i-serial-killer-cannibali\/","title":{"rendered":"Storie di appetiti particolari: i serial killer cannibali"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cVorrei che potessimo parlare pi\u00f9 a lungo, ma sto per avere un\u00a0vecchio\u00a0amico\u00a0per\u00a0cena,\u00a0stasera. Addio\u201d.\u00a0Antony Hopkins-Hannibal Lecter<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_702\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_702\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Attraverso i secoli giudicato atroce da alcune culture e rispettato e sacro da altre, \u00e8 difficile stabilire le esatte origini del cannibalismo. Di certo risale agli albori della civilt\u00e0, dal bisogno di ingraziarsi gli dei, di vendicarsi e controllare i nemici. Testimonianze di questa pratica, sia in Europa che in America, risalgono al periodo Neolitico, rinvenute dagli archeologi grazie all\u2019osservazione degli scheletri, a cui erano visibilmente state applicate delle incisioni e spaccature per asportare pezzi di carne.<\/p>\n<p>In alcune trib\u00f9 la pratica del cannibalismo ancora oggi \u00e8 all\u2019ordine del giorno. \u00c8 il caso dei Korowai, abitanti delle foreste pluviali occidentali della Papua Nuova Guinea, popolo non industrializzato, i cui componenti muoiono giovani perch\u00e9 non hanno scoperto la medicina. Ma per loro la colpa della morte \u00e8 di un demone che si \u00e8 impossessato del corpo dell\u2019amico\/parente. Una colpa talmente grave, che va espiata mangiandolo.<\/p>\n<p>Nella mitologia e nella letteratura il cannibalismo \u00e8 ampiamente presente.\u00a0Saturno divor\u00f2 i suoi figli per paura di essere spodestato da uno di loro. Il Conte Ugolino di Dante Alighieri, chiuso in una torre, mangi\u00f2 i cadaveri della sua stessa prole per poter sopravvivere qualche tempo in pi\u00f9. Furono inventati i vampiri, che necessitano del sangue umano per sopravvivere. Pi\u00f9 recente \u00e8 il personaggio di Hannibal Lecter, serial killer dalla mente geniale il cui palato ricercato ed esperto non pu\u00f2 fare a meno della carne umana, ben cucinata, meglio se accompagnata da un buon bicchiere di vino.<\/p>\n<p>E poi ci sono i cannibali criminali\u2026 Quelli veri.<\/p>\n<p>In Italia la pi\u00f9 spietata \u00e8 stata probabilmente Leonarda Cianciulli, che uccise brutalmente tre donne per poi creare con le loro carni pasticcini e saponi, non per niente viene ricordata come \u201cla saponificatrice di Correggio\u201d.<\/p>\n<p>Tra il 1978 e il 1991, nel Milwaulkee, Stati Uniti, Jeffrey Dahmer uccise diciassette giovani, pratic\u00f2 necrofilia (ebbe rapporti sessuali) con i loro corpi e ne mangi\u00f2 alcune parti.<\/p>\n<p>In Germania, invece, nel 2001, Armin Meiwes, ex tecnico di computer dell\u2019esercito federale tedesco, pubblic\u00f2 un annuncio in internet dichiarando esplicitamente che cercava qualcuno \u201cda macellare e cannibalizzare\u201d. Questo qualcuno, anche se pu\u00f2 sembrare assurdo, lo trov\u00f2. Si rec\u00f2 da lui. Meiwes lo sed\u00f2, lo film\u00f2 (per tentare di dimostrare, successivamente, che l\u2019altro fosse consenziente), gli tagli\u00f2 il pene, lo cucin\u00f2 e lo mangiarono insieme. Alla fine gli trafisse tutto il corpo, lo conserv\u00f2 in buste di plastica, nei mesi che seguirono ne mangi\u00f2 15 chili, cucinato alla griglia.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 abbastanza agghiacciante ed incredibile. Il che porta a chiedersi: cosa mai potr\u00e0 succedere nella mente di questi individui, per far si che arrivino a commettere certe atrocit\u00e0?<\/p>\n<p>Da un punto di vista psicoanalitico, l\u2019antropofagia, vista da molti come un tab\u00f9, rivela in realt\u00e0 il grande desiderio di \u201ccibarsi\u201d delle persone che amiamo, insito in ognuno di noi. \u201cTi mangerei di baci, sei una persona squisita, sei dolce, sei tenera, sei un succoso bocconcino, sei buono come il pane\u201d, frasi che usiamo all\u2019ordine del giorno e che celano questa tendenza. Il bambino che viene allattato al seno, se ci pensiamo, succhia il sangue della mamma depurato dai globuli rossi e arricchito di fattori nutritivi. La famosissima \u201cfase orale\u201d (in cui il bambino pensa che tutto il mondo appartenga a lui o alla sua bocca) studiata e resa nota da Freud, non era altro che questo.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che alcuni serial killer non hanno la giusta regolazione sui loro \u201cgrilletti emotivi interiori\u201d, quasi sempre per ragioni e traumi che vanno ricondotti all\u2019infanzia. Ovviamente non possiamo sapere molto sulla fase dell\u2019allattamento che caratterizz\u00f2 i primi mesi di vita di Meiwes, Dahmer e la Cianciulli. Questo sarebbe molto interessante poch\u00e8 \u00e8 stato studiato da vari esperti ( il pi\u00f9 importante dei quali fu Winnicott) che in tale fase, in cui il bambino ha bisogno di sentirsi onnipotente verso il seno della madre, con cui pensa e percepisce di essere un tutt\u2019uno, basta un errore nell\u2019atteggiamento da parte di quest\u2019ultima per far scattare dei disturbi, pi\u00f9 o meno gravi, nello sviluppo della personalit\u00e0 dell\u2019individuo in questione.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 certo \u00e8 che tutti e tre i personaggi citati vissero un\u2019infanzia particolarmente difficile e tormentata.\u00a0La Cianciulli nacque da una gravidanza causata da una violenza sessuale, e per questo fu sempre insultata e rifiutata dalla madre.\u00a0Jeffrey Dahmer, invece, crebbe con una figura materna fortemente depressa ed isterica ed un padre assente, tant\u2019\u00e8 che venne ricordato da tutti come un bambino \u201ctranquillissimo, che non faceva rumore\u201d. Si sentiva di troppo in una situazione gi\u00e0 esasperata e non voleva dare fastidio, al punto che a quattro anni venne ricoverato per un\u2019operazione di ernia, nelle confessioni postume definita come \u201cuno shock tremendo: sembrava che mi stessero smembrando\u201d. Ma nessuno se ne accorse perch\u00e9 Jeffrey appariva infinitamente tranquillo. Mentre Meiwes visse in un rapporto di totale fusione con la madre. Quando questa venne a mancare, cominci\u00f2 ad uccidere.<\/p>\n<p>Sia Dahmer che Meiwes, una volta confessati gli omicidi, sostennero che mangiare le loro vittime fu un\u2019esperienza meravigliosa, di comunione, come se queste entrassero a far parte di loro.<\/p>\n<p>\u00c8 a parer mio indubbio che, se queste persone fossero state aiutate per tempo, tali atti efferati si sarebbero potuti scongiurare. Ne \u00e8 conferma il fatto che Jeffrey Dahmer stesso ammise che nell\u2019unico periodo in cui non rimase da solo con i suoi demoni (la madre, in piena adolescenza, lo abbandon\u00f2 lasciandolo solo nella casa di famiglia) e visse con la nonna, frequentando la chiesa, \u201cle pulsioni\u201d di un certo tipo si erano allontanate, cos\u00ec come quando si trovava in carcere ed era seguito da psichiatri e psicoterapeuti.\u2028 Potrebbe essere, dunque, che questi individui cercassero, con il comportamento cannibalesco, di prendersi ci\u00f2 che \u201cgli spettava\u201d: l\u2019amore mai avuto, rifiutato, negato o che gli era stato tolto?<\/p>\n<p>Di sicuro non verranno dimenticati.<br>\nQuello che \u00e8 certo \u00e8 che hanno un tantino esagerato.<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[106259],"class_list":["post-463576","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/463576","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=463576"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/463576\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=463576"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=463576"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=463576"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}