{"id":462555,"date":"2019-03-27T08:30:11","date_gmt":"2019-03-27T07:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=462555"},"modified":"2019-03-26T09:40:47","modified_gmt":"2019-03-26T08:40:47","slug":"tu-credi-nel-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/03\/tu-credi-nel-destino\/","title":{"rendered":"Tu credi nel destino?"},"content":{"rendered":"<p>\u201cHo notato che anche le persone che affermano che tutto \u00e8 gi\u00e0 scritto e che non possiamo far nulla per cambiare il destino, si guardano intorno prima di attraversare la strada.\u201d Come ogni vero genio anche Stephen Hawking era dotato di una sottile ironia. La sua caustica affermazione presuppone, a mio modo di vedere, la domanda: Credi nel destino?Secondo me l\u2019interrogativo, posto in questi termini, \u00e8 quantomeno fuorviante: sono convinto che il destino non sia ci\u00f2 che ci accadr\u00e0, in tal caso il dilemma avrebbe un senso. Se cos\u00ec stessero le cose, infatti, diverrebbero lecite e possibili due supposizioni: che tutto accada per caso, senza progetto n\u00e8, ovviamente, progettista, oppure che esistano l\u2019uno e l\u2019altro e che, di coseguenza, sia stato concepito un divenire del quale siamo oggetto, per cui ci\u00f2 che ci accadr\u00e0, determinato indipendentemente dalla nostra volont\u00e0, non contempla la possibilit\u00e0 che noi si possa modificarlo pur essendo dotati di un certo libero arbitrio. \u00c8, quest\u2019ultima, la concezione peculiare dell\u2019et\u00e0 tragica greca, quella che ha indotto Laio e Giocasta a decidere per la morte del piccolo Edipo cos\u00ec che le deliberazioni del fato, per una perversa eterogenesi dei fini, si risolvessero nel far si che il figlio uccidesse il padre e si unisse carnalmente con la madre.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_619\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_619\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Non possiamo sapere cosa sarebbe accaduto se i due ferali genitori avessero preferito tenere con s\u00e8 l\u2019orrore che avevano generato invece di sacrificarlo per preservare se stessi, \u00e8 lecito per\u00f2 supporre che il destino si sarebbe compiuto comunque. Credere nel destino, in buona sostanza, significa essere sicuri dell\u2019accadere di qualcosa che non possiamo conoscere prima che si attui, ma che avverr\u00e0 comunque, fede dalla quale deriva il successo degli aruspici antichi e dei pi\u00f9 commerciali oroscopi odierni. Ma \u00e8 proprio il concetto di destino il termine pi\u00f9 importante dell\u2019interrogativo e che richiede una riflessione \u201caltra\u201d. E se provassimo a rovesciare la prospettiva dalla quale abitualmente osserviamo la vita? Se operassimo quella che il grande Federico, al secolo Nietzsche, definiva transvalutazione? Insomma, se ci concedessimo ad un pensiero \u201caltro\u201d? Proviamo!<\/p>\n<p>Potremmo affermare che destino \u00e8 quanto accade indipendentemente dalla nostra possibilit\u00e0 di deliberazione, mi sembra una definizione generalmente condivisibile. Ma se concepiamo il destino in questo modo, diviene pi\u00f9 corretto affermare, a mio modo di vedere, che il destino non \u00e8 ci\u00f2 che accadr\u00e0 che, sicuramente almeno in parte \u00e8 conseguente alle nostre scelte, ma quanto ci \u00e8 occorso all\u2019inizio del nostro viaggio. Intendo dire che nessuno ha mai potuto scegliere quando, dove e da chi nascere, ne consegue, mi sembra addirittura pleonastico precisarlo, che le premesse, queste si non volute da noi, siano state determinanti per il prosieguo del viaggio. Ergo, per dirla con Cartesio, il destino \u00e8 nelle radici.<\/p>\n<p>Mi torna in mente una bella allegoria figlia della cultura contadina: ogni persona \u00e8 come un albero, nelle radici \u00e8 implicito il colore dei fiori che generer\u00e0, la forma delle foglie che ne infoltiranno la chioma ed anche il gusto del frutto conclusivo. \u00c8 anche vero che le radici raramente si conoscono, in verit\u00e0 diciamo che quel tale albero \u00e8 un melo o un ciliegio riconoscendone la forma delle foglie, le rigatute della corteccia, il colore dei fiori ed il sapore dei frutti, sappiamo anche che \u00e8 possibile effettuare degli innesti e che, se riusciti, potranno determinare un notevole cambiamento nella produzione della pianta, ma gli innesti non si realizzano mai sulle radici, solitamente sui nuovi getti, e non a caso. Ma se anche possiamo modificare l\u2019esito conclusivo della fioritura, non \u00e8 forse vero che le radici rimangono le stesse?<\/p>\n<p>Ora, se vogliamo davvero conoscere la natura profonda dell\u2019albero ne assaggeremo i frutti, ma con la precisa consapevolezza che se le radici sono di un melo, con tutta la possibile maestria dell\u2019operatore di innesti, il gusto del frutto non potr\u00e0 mai essere di ciliegia. A questo proposito mi sembra interessante il pensiero di Carl Gustav Jung che recita: \u201cRendi cosciente l\u2019inconscio, altrimenti sar\u00e0 l\u2019inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino\u201d. Anche il grande psicologo, per\u00f2, gioca spegiudicatamente con le parole. Se fossimo in grado di rendere conscio l\u2019inconscio lo negheremmo di fatto, con un effetto nullificante per tutti gli psicologi \u2026 in ogni caso le nostre radici, se vogliamo identificarle con l\u2019inconscio, con la parte ctonia, sommersa, della nostra natura, non potremmo comunque modificarle se non distruggendo la pianta stessa.<\/p>\n<p>Come concludere allora? Il destino esiste e non possiamo cambiarlo, ma possiamo sempre seguire un buon corso di cura delle piante con particolare attenzione per la tecnica dell\u2019autoinnesto e \u2026 buona fioritura.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per un Pensiero &#8220;Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-462555","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/462555","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=462555"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/462555\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=462555"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=462555"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=462555"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}