{"id":461941,"date":"2019-03-19T16:37:17","date_gmt":"2019-03-19T15:37:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=461941"},"modified":"2019-03-19T18:09:00","modified_gmt":"2019-03-19T17:09:00","slug":"si-alla-class-action-contro-tirreno-power-ammessi-come-parti-civili-piu-i-cittadini-residenti-nella-zona-di-ricaduta-della-centrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/03\/si-alla-class-action-contro-tirreno-power-ammessi-come-parti-civili-piu-i-cittadini-residenti-nella-zona-di-ricaduta-della-centrale\/","title":{"rendered":"S\u00ec alla &#8220;class action&#8221; contro Tirreno Power: ammessi come parti civili i cittadini residenti nella &#8220;zona di ricaduta&#8221; della centrale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Sono state ammesse tutte le parti civili, compresi i circa cinquanta cittadini riuniti in una sorta di \u201cclass action\u201d, che avevano formalizzato la loro costituzione nell\u2019ambito del processo per disastro ambientale e sanitario colposo nel quale sono a giudizio ventisei persone tra manager ed ex manager di Tirreno Power.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_466\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_466\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La decisione del giudice Francesco Giannone \u00e8 arrivata nel pomeriggio di oggi dopo che, questa mattina, i difensori degli imputati, ma anche il legale che rappresenta Tirreno Power come responsabile civile, avevano chiesto l\u2019estromissione di alcuine delle parti civili, in particolare quella delle persone fisiche e di alcune delle associazioni ambientaliste.<\/p>\n<p>All\u2019esito dell\u2019udienza di oggi, quindi, sono state ammesse come parti civili una cinquantina di cittadini (tutti residenti nella cosiddetta \u201czona di ricaduta\u201d delle emissioni \u2013 inquinanti secondo l\u2019accusa \u2013 della centrale), il Ministero della Salute, Accademia Kronos, il Codacons, Cittadinanza Attiva, Adoc, Articolo 32, oltre alle sei associazioni ambientaliste, Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana, e il Ministero dell\u2019Ambiente che si erano gi\u00e0 costituite in udienza preliminare.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le persone fisiche (formalmente le costituzioni di parte civile sono 48 ma alcune includono appunto anche dei minori e di conseguenza il numero totale di cittadini coinvolti \u00e8 pi\u00f9 alto) la richiesta di risarcimento non era legata alle lesioni o al danno per la salute, ma all\u2019ipotesi di \u201cdanno da metus\u201d consistente nell\u2019ansia sofferta per il timore di contrarre gravi patologie in conseguenza della loro prolungata esposizione a fattori di inquinamento atmosferico derivanti dalle emissioni prodotte dalla centrale gestita da Tirreno Power. Si tratta quindi di un danno morale dovuto alla paura di poter contrarre delle patologie a causa dell\u2019esposizione alle emissioni della centrale.<\/p>\n<p>Secondo la tesi dei legali di parte civile, gli avvocati Laura Mara e Rita Lasagna (che assistono i cittadini tutelati da Medicina Democratica che sta portando avanti una sorta di class action), quindi, le persone che loro rappresentano avrebbero subito un aumento del rischio di potersi ammalare ed avrebbero anche modificato il loro stile di vita a causa del timore e dello stress di poter contrarre le patologie presumibilmente causate dalle emissioni dell\u2019impianto di Tirreno Power.<\/p>\n<p>Argomentazioni che hanno convinto il giudice Francesco Giannone della sussistenza delle condizioni legittimanti l\u2019azione dei cittadini come si legge nella sua ordinanza: \u201cfatta salva ogni valutazione in merito alla dimostrazione dell\u2019effettivo danno lamentato dalle parti civili (che dunque potr\u00e0 essere effettuata solo all\u2019esito del dibattimento, unitamente al giudizio in ordine alla responsabilit\u00e0 degli imputati), non pu\u00f2 negarsi in questa sede che la situazione soggettiva dalle medesime fatta valere sia in astratto degna di tutela risarcitoria\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl delitto di disastro colposo (in quanto appunto reato contro la pubblica incolumit\u00e0, avente natura plurioffensiva oltre che di pericolo presunto) \u2013 prosegue il giudice \u2013 incide anche sul diritto alla salute, che tra le sue manifestazioni presenta il diritto ad un ambiente salubre, a cui va riconosciuta tutela aquiliana non solo in via generalizzata ed indifferenziata (attraverso la disciplina in materia di inquinamento) ma anche diretta ed autonoma, in favore dei singoli privati ai quali la condotta illecita abbia cagionato un turbamento e dunque un\u2019alterazione, sia pure transeunte, dell\u2019equilibrio psichico\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDeve pertanto concludersi che, avendo le suddette parti civili addotto (secondo una progettazione, si ribadisce, da sottoporre al vaglio dibattimentale e che allo stato non pu\u00f2 essere negata, atteso che l\u2019esposizione ad un fattore di inquinamento quale quello atmosferico non pu\u00f2 essere rigorosamente delimitata a priori n\u00e9 dal punto di vista geografico n\u00e9 in considerazione degli spostamenti e dei comportamenti tenuti dalle singole persone offese, che peraltro ben possono avere maturato la consapevolezza della loro esposizione a tali fattori in tempi successivi e dunque aver sviluppato stati d\u2019ansia anche ex post, ma sempre alla luce di possibili evoluzioni negative future della propria condizione) la lesione di tale diritto, in s\u00e9 suscettibile di tutela risarcitoria, vanno rigettate le richieste volte alla loro estromissione\u201d si legge ancora all\u2019ordinanza.<\/p>\n<p>Infine, rispetto alle altre parti civili, il giudice Giannone ha accolto le richieste di ammissione motivando cos\u00ec la sua scelta: \u201cQuanto poi alle parti civili diverse dalle persone fisiche, se con riguardo alla costituzione del Ministero della Salute ed al Ministero dell\u2019Ambiente la loro legittimazione si ricava appunto da essere tali organi portatori istituzionali degli interessi diffusi riferiti rispettivamente alla tutela dell\u2019ambiente ed alla sua salubrit\u00e0, con riguardo alle associazioni deve osservarsi che sono legittimata a costituirsi parti civii iure proprio nell\u2019ambito di un procedimento relativo a reati in materia ambientale come questo \u2018sia come titolari di un diritto della personalit\u00e0 connesso al perseguimento delle finalit\u00e0 statutarie, sia come enti esponenziali del diritto alla tutela ambientale\u2019. Se si esaminano gli statuti delle associazioni, deve prendersi atto che tutte contemplano, tra i loro scopi istituzionali, quelli relativi alla tutela del diritto alla salute ed alla difesa dall\u2019ambiente ed hanno addotto di aver svolto attivit\u00e0 ad essi pertinenti\u201d.<\/p>\n<p>Intanto dall\u2019azienda fanno sapere: \u201cSiamo soddisfatti che la discussione preliminare si sia conclusa rapidamente. Vogliamo che si arrivi prima possibile ad accertare la verit\u00e0. Sono passati cinque anni dal sequestro. Alcuni mesi fa sono stati pubblicati i dati ufficiali della Regione Liguria che documentano come la centrale non abbia avuto nessun effetto sulla salute e un impatto irrilevante sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria che dalla chiusura dell\u2019impianto \u00e8 rimasta invariata. Ora \u00e8 il momento di ristabilire la verit\u00e0, di restituire dignit\u00e0 e serenit\u00e0 ai lavoratori e ai cittadini, travolti da una campagna di paura senza fondamento che ha contribuito ad aggravare la crisi del territorio\u201d.<\/p>\n\n<p>A giudizio per la nota vicenda della centrale ci sono: Giovanni Gosio, direttore generale dal 2003 al 2014; Massimo Orlandi, presidente del Cda in diversi periodi nonch\u00e9 membro del Comitato di Gestione; Mario Molinari, Andrea Mezzogori, Jacques Hug\u00e9, Denis Lohest, Adolfo Spaziani, Jean-Francois Louis Yves Carriere, Pietro Musolesi, Domenico Carra, consiglieri d\u2019amministrazione e, per i primi sei, membri del Comitato di Gestione, in periodi differenti; Mario Franco Leone, presidente del Da tra 2010 e 2014; Olivier Pierre Dominique Jacquier, Giovanni Chiura, Aldo Chiarini, Pascal Renaud, Agostino Scornajenchi, Giuseppe Gatti, Alberto Bigi, Charles Jean Hertoghe e Luca Camerano, tutti consiglieri d\u2019amministrazione e membri del Comitato di Gestione negli ultimi anni; Pasquale D\u2019Elia, capo centrale dal dicembre 2005 al 2014; Ugo Mattoni, direttore della Direzione Energy Management dal 2004 al 2014; Maurizio Prelati, direttore della Direzione Produzione dal 2008 al 2014; Guido Guelfi, direttore della Direzione Ingegneria dal 2004 al 2014; Andrea De Vito, direttore della Direzione Amministrazione Finanza dal 12007 al 2014; Claudio Ravetta, direttore Produzione dal 2004 al 2008 e vice direttore generale dal 2008.<\/p>\n<p>In un primo momento il numero degli indagati per i reati di disastro ambientale e sanitario era pi\u00f9 alto, ma, dopo aver raccolto il testimone dall\u2019ex procuratore Francantonio Granero, oggi in pensione, i sostituti procuratori Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi avevano chiesto l\u2019archiviazione per quattordici dirigenti della Tirreno Power: Luigi Castellaro, Emilio Macci, Stefano La Malfa, Antonio Fioretti, Sergio Corso, Marco Ferrando, Roberta Neri, Marco Staderini, Sergio Agosta, Ferdinando Pozzani, Gianluigi Riboldi, Francesco Dini, Andrea Mangoni e Massimiliano Salvi.<\/p>\n<p><strong>IL SEQUESTRO<\/strong><\/p>\n<p>I gruppi a carbone furono sequestrati nel marzo 2014 dalla Procura di Savona. Secondo l\u2019allora procuratore Francantonio Granero (oggi in pensione) i fumi emessi dai gruppi a carbone avrebbero causato un aumento dell\u2019inquinamento nonch\u00e9 della mortalit\u00e0 dei residenti: a sostegno di questa tesi negli anni sono stati prodotti diversi studi legati sia alla diffusione dei licheni (per l\u2019aspetto ambientale) che dei tumori (per quello sanitario). Sotto accusa anche la mancata installazione da parte dell\u2019azienda di centraline a camino che permettessero di monitorare in modo pi\u00f9 efficace la composizione di quei fumi e la rispondenza ai dettami di legge. Alla chiusura hanno fatto seguito mesi di polemiche furibonde tra ambientalisti e sostenitori dell\u2019azienda, con gli operai finiti in cassa integrazione e l\u2019indotto in crisi. Alla fine la centrale \u00e8 stata riaperta, ma soltanto a metano, con una sostanziale diminuzione della forza lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giudice ha accolto le costituzioni di parte civile anche per le associazioni ambientaliste, il Ministero della Salute e quello dell&#8217;Ambiente<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34,35],"tags":[52463,3931],"class_list":["post-461941","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","category-economia","tag-sequestro-tirreno-power","tag-tirreno-power","post_cat_citta-savona","post_cat_citta-vado-ligure"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/461941","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=461941"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/461941\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=461941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=461941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=461941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}