{"id":461355,"date":"2019-03-13T08:30:30","date_gmt":"2019-03-13T07:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=461355"},"modified":"2019-03-12T15:44:46","modified_gmt":"2019-03-12T14:44:46","slug":"li-mondo-alla-rovescia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/03\/li-mondo-alla-rovescia\/","title":{"rendered":"lI mondo alla rovescia"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verit\u00e0 dominante e dal regime esistente, l\u2019abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tab\u00f9. Era l\u2019autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine\u201d. Il brano \u00e8 tratto dal famoso saggio \u201cL\u2019opera di Rabelais e la cultura popolare\u201d di Michail Bachtin. Mi sembra fin troppo evidente l\u2019abisso che separa il carnevale di oggi dalla festivit\u00e0 descritta da Bachtin, collocabile nel medio evo europeo, che ci presenta un momento in cui si vive \u201cil mondo alla rovescia\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_999\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_999\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La collocazione temporale della festa non aveva nulla a che vedere con la tradizione cristiana o con qualsivoglia periodizzazione sovrapposta pi\u00f9 o meno artificiosamente alla vita naturale. In effetti la data era individuata nel momento del passaggio dall\u2019inverno alla primavera, il periodo in cui alla morte della natura risponde la natura stessa con la rinascita della vegetazione, con l\u2019utero eterno della madre Gea che ridona vita e speranza all\u2019umanit\u00e0, e bellezza, e luce, e profumi nell\u2019aria e nell\u2019anima. Il tempo dei nuovi amori, l\u2019et\u00e0 in cui le regole non sono quelle contronatura dello stato e della , piuttosto quelle armoniose dell\u2019uomo e della vita.<\/p>\n<p>Nella tradizione celtica, sopravvissuta a lungo in tanta parte del nord Italia, la celebrazione cadeva l\u2019ultimo gioved\u00ec di febbraio, in molte localit\u00e0 come festa della Gibiana o Giubiana, altrove come il momento del fal\u00f2 in piazza, quando ognuno portava il poco che aveva da mangiare, in abbondanza ero solo il vino che bolliva nei pressi del fuoco, dolcificato e aromatizzato. Ecco raccolta un\u2019intera comunit\u00e0, ricchi e poveri, padroni e servi, tutti uguali inebriati dall\u2019aria gelida, riscaldati dall\u2019alcool, accesi dalle danze e liberati dal soperchiante senso di libert\u00e0 collettiva, un\u2019intera comunit\u00e0 intenta a regalarsi un meraviglioso momento senza regole dettate dal controllo, imperiale o papale poco importa. Solo uomini e donne protesi ad ascoltare la propria natura profonda, gli impulsi del corpo che si esprimono nella danza collettiva per poi sfociare inevitabilmente in un\u2019orgia liberatoria. Quando le fiamme divampavano inghiottendo la sagoma femminile realizzata con le stoppie dell\u2019anno precedente,nel centro della festa ognuno poteva gridare contro la vecchia (Gibiana \u2013 Befana \u2013 anno passato) imputandole tutte le negativit\u00e0 trascorse affinch\u00e8 venissero epurate ed annichilite dalle fiamme.<\/p>\n<p>Il sesso collettivo, la negazione dei ruoli convenzionali di potere corroborava i tizzoni incandescenti con le pulsioni vitali dell\u2019intera comunit\u00e0 finalmente liberata e le ceneri conseguenti, cos\u00ec intimamente purificate del male trascorso e intrise della vita e della fecondit\u00e0 appena celebrate, erano pronte per essere sparse sui campi in modo da feretilizzarli e renderli produttivi e generosi nell\u2019anno a venire. In questo giorno magico in cui il potente sottost\u00e0 al servitore, in cui sono le donne a scegliere chi e come e non sono soggette alla tradizionale tracotanza maschile, tutto era concesso. Certo, un pericolo incombeva: chi era abituato a comandare, controllare e disporre, lo stesso che si era trovato all\u2019improvviso ad essere uomo tra gli uomini, avrebbe potuto, il giorno successivo, volersi rivalere su chi aveva respirato libert\u00e0 e diritto naturale, avrebbe potuto \u201cfargliela pagare\u201d. Un ottimo stratagemma era il travestimento, la maschera, ma una maschera anarchica e liberatoria, quel travestirsi grazie al quale nel momento stesso in cui mi celo mi rivelo per quello che la maschera mostra e che ho scelto liberamente.<\/p>\n<p>Insomma, mi nascondo a te che sei il potere e mi disvelo a me stesso in un momento di verit\u00e0 e naturalit\u00e0, mi regalo una protezione giocosa che mi consenta di dire e fare ci\u00f2 che sento senza dovermi limitare, censurare e falsificare in nome della buona educazione, delle convenzionalit\u00e0 castranti e annichilenti. Poteva mai una festa simile essere accettata dal potere? Ovviamente no, ma pi\u00f9 facile sar\u00e0 convincere il popolo che la ragione della censura non \u00e8 dettata dal contronatura del controllo dell\u2019uomo sull\u2019uomo, ma che sia l\u2019espressione di una qualche etica trascendentale ed ecco che il rito celtico della festa orgiastica in piazza si riduce al banchetto che si potr\u00e0 consumare l\u2019ultimo giorno di Carnevale, appena prima del lungo periodo di astinenza della quaresima. Possiamo cos\u00ec comprendere anche l\u2019etimo della parola, dal latino \u201ccarnem levare\u201d, cio\u00e8 eliminare la carne.<\/p>\n<p>Ma siamo sicuri che \u201cil mondo alla rovescia\u201d sia quello festeggiato nel carnevale medioevale? Non dovremmo riconoscere come contronatura il nostro quotidiano, non vorremmo in verit\u00e0 tutti quanti regalarci almeno qualche giorno di sovversione liberatoria? Ed ora proviamo ad osservare il nostro carnevale, no, non quello dei bambini che, inconsapevolmente, hanno conservato in loro la sana esuberante vitalit\u00e0 di allora, osserviamo quello di chi si traveste ma non riesce a svestirsi di una maschera che gli \u00e8 scivolata sotto la pelle, troppo vicina al cuore.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per un Pensiero &#8220;Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-461355","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/461355","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=461355"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/461355\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=461355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=461355"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=461355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}