{"id":460118,"date":"2019-02-27T08:30:44","date_gmt":"2019-02-27T07:30:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=460118"},"modified":"2019-02-27T09:17:33","modified_gmt":"2019-02-27T08:17:33","slug":"per-fabrizio-de-andre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/02\/per-fabrizio-de-andre\/","title":{"rendered":"Per Fabrizio De Andr\u00e9"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cCi svegliammo ed eravamo insieme\/cos\u00ec ci riaddormentammo\/fronte contro fronte\/per incontrarci\/in sogno\u201d.<\/strong> Mi piacerebbe lasciare alle parole della breve poesia la possibilit\u00e0 di disvelarsi da sole, ma \u00e8 altrettanto piacevole commentarle e rendere pi\u00f9 accessibile al lettore il senso profondo delle stesse. Si tratta di una antica composizione dell\u2019amico Gershom Freeman che ho utilizzato in chiusura di un mio lavoro teatrale dal titolo \u201cFabrizio De Andr\u00e9 \u2026 e il poeta divenne immortale\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_358\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_358\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Un testo che ho tanto amato, scritto con il supporto della fondazione che fa capo alla compagna di Faber, Dory Ghezzi, che approfitto per ringraziare ancora una volta per la disponibilit\u00e0. L\u2019opera conta oramai un centinaio di repliche in diverse citt\u00e0, certo ed ovvio, non ha avuto la cassa di risonanza televisiva, ma sono sicuro che a Fabrizio sarebbe molto piaciuta. Ad ogni spettacolo l\u2019epilogo mi commuove, ancora oggi, dopo almeno quindici anni dalla prima messa in scena.<\/p>\n<p>Nell\u2019opera i versi introduttivi divengono una canzone corale che Faber compone con gli amici e le amiche di Via del Campo e dello Scandinavia per celebrare l\u2019eternarsi di Luigi Tenco, ma di fatto rappresenta la mia intenzione di celebrare Fabrizio, Luigi e tutti i veri poeti che, questa \u00e8 la mia convinzione, in quanto poeti divengono immortali. Ed ora \u00e8 il tempo di tornare alla poesia: chi si sveglia, ovviamente poco importa sesso, et\u00e0, condizione sociale o credo religioso, scopre di essere \u201cinsieme\u201d! No, non intendo banalmente in due ( o pi\u00f9 ) nello stesso luogo, insieme vuole indicare la consapevolezza di una unione ben pi\u00f9 profonda, in quell\u2019abisso insondabile dove l\u2019io ed il tu sanno di essere noi e ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Immaginiamoli osservarsi quasi stupiti di tale emozione, potrebbero mai tentare di condividerla con le parole? Inevitabilmente finirebbero per dover ricorrere a strumenti spuntati ed abusati dal tempo e dalla comunicazione frenetica di oggi, forse vorrebbero ricorrere all\u2019espressione pi\u00f9 ovvia e meravigliosa, il fatidico \u201cTi amo\u201d. Ma no, sopravvive il silenzio, sanno bene che quando un io dichiara di amare, chi lo ascolta comprende che il sentimento che l\u2019altro gli sta comunicando \u00e8 quello che \u00e8 amore per lui: stanno affermando di provare quale dei due sentimenti, quello di chi parla o quello di chi ascolta? Possono avere la certezza di avvertire la medesima melodia dell\u2019anima? E se chi si \u00e8 sentito rivolgere le magiche parole provasse a condividerle con un \u201cAnch\u2019io\u201d o, citando un noto film, con un criptico \u201cIdem\u201d, potrebbe mai avere la certezza di essere compreso?<\/p>\n<p>Ecco allora che i due ( torniamo al classico luogo di coppia per semplicit\u00e0 logistica ), come dicevo, ecco che i due si risolvono per un comportamento assolutamente folle, folle e aldil\u00e0 delle regole e delle convenzioni come pu\u00f2 ed \u00e8 bello che sia l\u2019amore, semplicemente decidono di non proferir parola e di appoggiare la fronte dell\u2019uno su quella dell\u2019altro e cos\u00ec, nel pi\u00f9 intimo e profumato silenzio, si lasciano nuovamente accogliere dal sonno, ed ecco il miracolo, ecco l\u2019eterno mistero svelarsi: un sogno condiviso, senza limiti di spazio e di tempo, senza un perch\u00e9, nessun se, nessun forse, eccoli insieme nel non luogo del per sempre. Un solo istante nel sogno pu\u00f2 essere eterno, e loro sono l\u00ec, mano nella mano, a carezzarsi con lo sguardo, a respirare la stessa anima, ad essere amore senza bisogno di un soggetto e di un oggetto. Non io che amo te, che \u00e8 un modo per allontanarsi, per essere due, con la paura di non condividersi davvero, con i dubbi su darsi o prendere, ma finalmente felicit\u00e0 pura, un attimo di eternit\u00e0 capace di dare senso alla vita.<\/p>\n<p>E allora chiss\u00e0, una volta concesso a me stesso di essere cos\u00ec libero, forse un giorno, coi piedi nudi che si lasciano carezzare dalla risacca colorata dal tramonto, forse riuscir\u00f2 a respirare il profumo di quel tramonto, a carezzarne le morbide forme e, cos\u00ec rapito in quell\u2019altrove che \u00e8 il luogo della poesia, della libert\u00e0 e dell\u2019amore, forse potr\u00f2 aprire la mia mano per accogliere la sua, e sapere che anche chi sta stringendo la mia, in quel preciso istante, sta respirando lo stesso tramonto, sta carezzando le medesime forme vellutate, e non avr\u00f2 paura, perch\u00e9 l\u2019abisso che mi accoglie \u00e8 tana, accogliente ed assoluta, forse un giorno, chiss\u00e0 \u2026 e il poeta divenne immortale.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per un Pensiero &#8220;Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-460118","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/460118","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=460118"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/460118\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=460118"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=460118"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=460118"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}