{"id":459106,"date":"2019-02-14T08:41:16","date_gmt":"2019-02-14T07:41:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=459106"},"modified":"2019-02-14T08:41:16","modified_gmt":"2019-02-14T07:41:16","slug":"savona-il-ponte-di-via-sormano-intitolato-agli-esuli-giuliano-dalmati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/02\/savona-il-ponte-di-via-sormano-intitolato-agli-esuli-giuliano-dalmati\/","title":{"rendered":"Savona, il ponte di via Sormano intitolato agli esuli giuliano-dalmati"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Sabato 16 febbraio alle 11 in corso Ricci, all\u2019altezza del Palazzo della Provincia, alla presenza delle autorit\u00e0 cittadine e dei rappresentanti di Aned, Arci, Caritas, Isrec e Migrantes, alcuni membri dell\u2019Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia scopriranno la targa di intitolazione del ponte agli Esuli Giuliano-Dalmati. Adriano Sansa, nato a Pola, magistrato, poeta e ex sindaco di Genova, terr\u00e0 una breve prolusione.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_905\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_905\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cSavona colma cos\u00ec una dimenticanza nei confronti di una storia recente troppo a lungo passata sotto silenzio \u2013 spiegano gli organizzatori \u2013 A Trieste, nel porto vecchio, c\u2019\u00e8 un magazzino colmo di masserizie abbandonate, sedie, armadi, stoviglie, quadri, foto, un magazzino di ricordi, nostalgie e un dolore mai sopito, addormentato forse, che si risveglia per\u00f2 quando il pensiero torna a quegli avvenimenti della seconda guerra mondiale e del dopoguerra che hanno costretto migliaia di italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia ad abbandonare le case, il lavoro, le abitudini, i morti nei cimiteri. Li aspettava una vita da ricostruire pezzo per pezzo, nell\u2019incertezza, una patria che amavano ma che usciva distrutta da una guerra perduta e che li accolse spesso con diffidenza o aperto sospetto.<\/p>\n<p>\u201cErano, per molti e a torto, \u2018i fascisti\u2019 che scappavano dal \u2018paradiso comunista\u2019 e che venivano a contendere pane e lavoro agli italiani. Ma italiani erano anche loro. E quel paradiso si era mostrato un autentico inferno. Quanti parenti, amici, conoscenti erano spariti, catturati dagli slavi comandati da Tito, uccisi nelle foibe o annegati in mare, morti per torture e stenti nei campi di concentramento perch\u00e9 non volevano diventare jugoslavi, perch\u00e9 non accettavano un regime che soffocava la libert\u00e0 e stravolgeva una economia secolare? Molti, troppi. La conferenza di Parigi lasciava poche speranze, l\u2019Italia sarebbe stata pesantemente punita e lo scotto sarebbe stato pagato dalla popolazione del confine orientale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE poi la strage di Vergarolla, poco fuori Pola, un pomeriggio d\u2019estate del \u201846. La spiaggia brulicava di gente, donne, uomini, ragazzi e tanti tanti bambini, e le mine ammassate non facevano pi\u00f9 paura perch\u00e9 erano state private delle spolette e delle micce da sminatori britannici, un gruppo di veri specialisti. E invece mani assassine avevano collegato nuovi inneschi e preparata la terribile strage: un boato, una colonna altissima di fumo e brandelli di carne ovunque, sul mare, cibo per i gabbiani. Le vittime furono pi\u00f9 di 100, ma il numero non \u00e8 certo perch\u00e9 una gara velica aveva richiamato gente non solo da Pola ma anche da paesi vicini e di molti corpi non era rimasto quasi nulla\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE allora via tutti, o quasi, gli italiani. In 250-350 mila salirono su navi, barche, carri per raggiungere la madrepatria, subendo anche violenti boicottaggi come a Bologna, dove, nel \u201947, alcuni ferrovieri comunisti impedirono al treno di fermarsi per permettere agli esuli di mangiare e bere quello che la Croce Rossa e la Pontificia Opera di Assistenza avevano preparato: il latte per i bambini versato a terra, i sassi lanciati contro i vagoni. Rimasero per anni in oltre cento campi profughi ricavati in strutture dismesse e fatiscenti, caserme o ex campi di concentramento, vivendo nella promiscuit\u00e0, in camerate con spazi spesso delimitati da coperte come tende divisorie. Subirono anche la beffa dei risarcimenti: l\u2019Italia pag\u00f2 i debiti di guerra utilizzando i beni degli sfollati confiscati dalla Jugoslavia del maresciallo Tito in violazione del trattato di pace, e gli esuli attendono ancora oggi gli indennizzi previsti dagli accordi stipulati e da numerose sentenze\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMolti esuli hanno ricostruito a Savona la loro esistenza, in silenzio e con dignit\u00e0. I loro figli, anche quelli nati qui, vivono spesso la condizione di una duplicit\u00e0: sono savonesi ma nelle tradizioni di famiglia, nei piatti cucinati in certo modo, nel lessico quotidiano di casa respirano l\u2019atmosfera di citt\u00e0 o paesi dell\u2019Istria, del Quarnaro, che per anni non hanno potuto conoscere neppure da turisti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cA quegli esuli, ora savonesi, la citt\u00e0 intitola ora il ponte di via Sormano, scelta fortemente simbolica perch\u00e9 un ponte ha la funzione di superare barriere e unire, nello spirito indicato da Sergio Mattarella in occasione del Giorno del Ricordo: \u2018La storia e la memoria comune possono fornire un grande aiuto per guardare al futuro e per scacciare dal destino dei nostri figli ogni pulizia etnica e ogni odio razziale\u2019\u201d.<\/p>\n<p><em>[Immagine tratta da Google Maps]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 16 febbraio alle 11 alla presenza delle autorit\u00e0 cittadine e dei rappresentanti di Aned, Arci, Caritas, Isrec e Migrantes<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[95407,64307,14518,4654,67405,100245,2118],"class_list":["post-459106","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-aned-savona","tag-arci-savona","tag-caritas-diocesana","tag-corso-ricci","tag-esodo-giuliano-dalmati","tag-isrec","tag-migrantes","post_tag_personaggi-adriano-sansa"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/459106","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=459106"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/459106\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=459106"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=459106"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=459106"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}