{"id":456205,"date":"2019-01-04T11:06:05","date_gmt":"2019-01-04T10:06:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=456205"},"modified":"2019-01-04T11:06:05","modified_gmt":"2019-01-04T10:06:05","slug":"savona-lavoro-e-vertenza-industria-il-pensiero-di-franco-astengo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/01\/savona-lavoro-e-vertenza-industria-il-pensiero-di-franco-astengo\/","title":{"rendered":"Savona, lavoro e vertenza industria: il pensiero di Franco Astengo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Attraverso questo intervento si cerca di sollevare con forza la \u201cquestione lavoro\u201d nella provincia di Savona e l\u2019avvio di una vera e propria \u201cvertenza industria\u201d.\u00a0In questo senso debbono essere sollecitate le organizzazioni dei lavoratori a un\u2019iniziativa molto pi\u00f9 pregnante sul piano della capacit\u00e0 propositiva e della mobilitazione rispetto a quella, un po\u2019 rassegnata, portata avanti in chiave meramente difensiva.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_775\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_775\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Da diversi giorni, complici probabilmente le festivit\u00e0, non si hanno notizie riguardanti il drammatico tema del lavoro in Provincia di Savona.\u00a0Un tema che appare del tutto trascurato dalla gran parte degli amministratori pubblici in particolare da quelli del Comune capoluogo che sembrano proprio non accorgersi del progressivo spegnersi della Citt\u00e0.<\/p>\n<p>Savona sta vivendo un momento di vero e proprio \u201cabbandono\u201d nella presenza di storici esercizi commerciali: un segnale di ulteriore aggravamento della crisi, in una Citt\u00e0 percorsa stancamente da crocieristi che spingono improbabili trolley verso la meta delle loro vacanze, oppure invasa dai banchetti di mercati sempre pi\u00f9 spesso presenti a cercare di raccogliere quel poco che rimane.<\/p>\n<p>Un\u2019impressione davvero triste che lascia la visione di una Citt\u00e0 che un tempo era una delle pi\u00f9 vivaci del triangolo industriale: quello che trainava l\u2019economia di tutto il Paese.\u00a0E\u2019 il caso, per\u00f2, di fare il punto su alcune situazioni:<\/p>\n<p>1)\u00a0\u00a0\u00a0 Restano completamente in sospeso i casi di Piaggio e Bombardier: le due aziende pi\u00f9 importanti della nostra provincia sono in difficolt\u00e0 da tempo, all\u2019interno di un quadro di grande trascuratezza per l\u2019industria. Esistono problemi di commesse e d\u2019innovazione tecnologica, problemi di carattere economico derivanti anche dalle propriet\u00e0 multinazionali. Piaggio si trova commissariata in amministrazione straordinaria, Bombardier dipende dalle scelte industriali della casa \u2013 madre canadese e delle sue filiali europee, con il sito di Vado fortemente a rischio. Tra Bombardier e Piaggio sono in ballo pi\u00f9 o meno 2.000 posti di lavoro che, nel deprecabile caso di un tracollo complessivo, finirebbero con il far salire la quota di disoccupati in provincia a circa 10.000 unit\u00e0. Oltre al clima d\u2019incertezza che pesa ancora sulla vertenza Piaggio Aerospace, ecco un\u2019altra mazzata per l\u2019indotto e che arriva direttamente dalla Laerh di Albenga, azienda del settore aerospaziale insediatasi ad Albenga nelle aree ex Fruttital dopo l\u2019accordo di programma per Piaggio del 2014. Nel frattempo i lavoratori della Laerh si trovano in cassa integrazione;<\/p>\n<p>2)\u00a0\u00a0\u00a0 Istituzioni, imprenditori e sindacato hanno puntato molto sulla costruzione della piattaforma Maersk a Vado Ligure allo scopo di incrementare traffici portuali e logistica. Addirittura si \u00e8 parlato di Vado come uno dei terminali della \u201cnuova via della seta\u201d che l\u2019espansionismo economico cinese sta aprendo tra l\u2019Estremo Oriente e l\u2019Europa. Sulla piattaforma Maersk si presentano, comunque, due questioni molto complesse: la prima di carattere ambientale; la seconda di carenza infrastrutturale nel complesso dell\u2019area. Due punti che lasciano tutta la vicenda gravida di grandi incognite;<\/p>\n<p>3)\u00a0\u00a0\u00a0 Istituzioni e sindacati (questi ultimi in particolare) hanno aderito con entusiasmo all\u2019iniziativa di proclamazione, per alcuni comuni della provincia in particolare Vado Ligure e Val Bormida, di \u201carea industriale di crisi complessa\u201d. A giudizio dello scrivente quest\u2019adesione mascherava semplicemente l\u2019opportunit\u00e0 \u2013 per l\u2019appunto molto gradita dalle OO.SS \u2013 di poter usufruire di agevolazioni dal punto di vista degli ammortizzatori sociali. Il sistema \u201cInvitalia\u201d ha mostrato, in assenza di un piano industriale preciso, tutte le lacune che gi\u00e0 si erano evidenziate nell\u2019azione di questa agenzia statale in altre parti d\u2019Italia. Al termine di un itinerario molto complesso e sfibrante ci ritroviamo con 15 domande di aziende che intenderebbero occupare aree nel nostro comprensorio al fine di insediarsi oppure di allargare la loro presenza. L\u2019occupazione prevista sarebbe di circa 900 unit\u00e0 (il 10% della disoccupazione presente) per una richiesta di contributi per circa 60 milioni di euro. La somma disponibile per l\u2019area industriale di crisi complessa \u00e8 di 20 milioni. Se non ci saranno incrementi \u00e8 evidente che ci si trover\u00e0 di fronte ad una necessit\u00e0 di diniego per alcune aziende con la probabilit\u00e0 che, completato l\u2019iter, i nuovi posti di lavoro saranno non pi\u00f9 di 2-300. Ipotesi comunque anch\u2019essa molto ottimistica.<\/p>\n<p>4)\u00a0\u00a0\u00a0 Cancellata colpevolmente la presenza industriale a Savona Citt\u00e0 dallo scambio deindustrializzazione \/speculazione edilizia che ha visto nel corso degli anni protagoniste l\u2019Unione Industriali e le amministrazioni comunali di centro \u2013 sinistra e di centro \u2013 destra (a partire dalla \u201cquestione morale\u201d di stampo teardiano e poi da Magliotto a Ruggeri fino a Berruti come sindaci da una parte e Gervasio primo cittadino dall\u2019altra), il nodo pi\u00f9 intricato del rapporto lavoro\/territorio nell\u2019area vadese e in quella della Val Bormida \u00e8 stato rappresentato dal rapporto lavoro\/ambiente emblematizzato da due vertenze storiche: quella ACNA durata decenni e diventata \u201ccaso europeo\u201d e quella Tirreno Power. Assieme alla (altrettanto colpevole) dismissione di Ferrania dovuta alla miopia di quella dirigenza industriale in una fase di radicale trasformazione tecnologica del settore, le vicende ACNA e Tirreno Power hanno posto in evidenza il tema delle aree dismesse e del loro necessario riutilizzo e bonifica. Se per l\u2019area Tirreno Power si \u00e8 avuto l\u2019intervento di Vernazza, che comunque non \u00e8 azienda produttiva e per l\u2019area di Ferrania potranno essere possibili insediamenti in ragione di assegnazioni derivanti dall\u2019area industriale di crisi complessa, il caso clamoroso rimane quello dell\u2019ACNA. A 20 anni dalla chiusura dello stabilimento e a fronte d\u2019investimenti ad hoc il grado di bonifica dell\u2019area si trova allo 0% (zero per cento), dopo che erano stati promessi mari e monti: addirittura i campi da golf. Il caso della mancata bonifica dei terreni ACNA appare quello pi\u00f9 clamoroso ed evidente della trascuratezza (per usare un eufemismo) che le istituzioni a partire dalla Regione, l\u2019Unione Industriali, i sindacati hanno dimostrato nel corso degli anni per, l\u2019industria in provincia di Savona.<\/p>\n<p>Con questo intervento si trascurano, per ragioni di spazio, una serie di considerazioni che pure dovrebbero essere svolte al proposito di diversi argomenti (invecchiamento della popolazione, migrazione, fuga dei cervelli, importante presenza di piccola industria e artigianato).<\/p>\n<p>Lo scopo di questo testo \u00e8 soltanto quello di riavviare una discussione sui nodi di fondo: senza una presenza industriale adeguata, anche e soprattutto dal punto di vista della qualit\u00e0 tecnologica, non sar\u00e0 possibile alcun rilancio: i servizi fuggono (logicamente) e il turismo \u00e8 di secondo, se non di terz\u2019ordine e in ogni caso settore sempre e comunque complementare in una situazione come la nostra e pi\u00f9 in generale, siamo vicini, ma non siamo la Costa Azzurra (sul cui territorio comunque non sono rose e fiori).<\/p>\n<p>L\u2019idea sarebbe quella di riflettere su di una \u201cvertenza industria\u201d da supportare con un\u2019adeguata capacit\u00e0 di programmazione, individuando settori e aree d\u2019insediamento e partendo da Piaggio e Bombardier: assicurando la presenza di questi due stabilimenti sul nostro territorio e curandone la capacit\u00e0 tecnologica di competitivit\u00e0 a livello internazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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