{"id":455983,"date":"2018-12-31T08:56:20","date_gmt":"2018-12-31T07:56:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=455983"},"modified":"2018-12-31T09:18:56","modified_gmt":"2018-12-31T08:18:56","slug":"la-cipolla-belendina-di-andora-diventa-presidio-slow-food","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/12\/la-cipolla-belendina-di-andora-diventa-presidio-slow-food\/","title":{"rendered":"La cipolla Belendina di Andora diventa Presidio Slow Food"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cLiguria del gusto e quant\u2019altro\u201d \u00e8 il titolo di questa rubrica curata da noi, Elisa (alla scrittura) e Stefano (alle ricerche), per raccontare i gusti, i sapori, le ricette e i protagonisti della storia enogastronomica della Liguria. Una rubrica come ce ne sono tante, si potr\u00e0 obiettare. Vero, ma diversa perch\u00e9 cercheremo di proporre non solo personaggi, locali e ricette di moda ma anche le particolarit\u00e0, le curiosit\u00e0, quello che, insomma, nutre non solo il corpo ma anche la mente con frammenti di passato, di cultura materiale, di sapori che si tramandano da generazioni. Pillole di gusto per palati ligustici.<\/em> <\/p><div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_878\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_878\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\" data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2017\/01\/elisa-stefano-pezzini-380727.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2017\/01\/elisa-stefano-pezzini-380727.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2017\/01\/elisa-stefano-pezzini-380727.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2017\/01\/elisa-stefano-pezzini-380727.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2017\/01\/elisa-stefano-pezzini-380727.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2017\/01\/elisa-stefano-pezzini-380727.jpg\" alt=\"elisa stefano pezzini\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>La cipolla Belendina \u00e8 Presidio Slow Food. Dopo essere salita sull\u2019Arca la scorsa primavera i vertici della chiocciola hanno ritenuto di tutelare l\u2019eccellenza andorese con un Presidio. L\u2019ufficialit\u00e0 \u00e8 arrivata nei giorni scorsi, e finite le procedure burocratiche sar\u00e0 inserita ufficialmente in tutte le pubblicazioni Slow Food. Monica Maroglio, fiduciaria della condotta Slow Food di Albenga, Finale e Alassio, \u00e8 giustamente orgogliosa: \u201cIl lavoro fatto da Marco Gagliolo, che ha creduto e spinto per far diventare la cipolla Belendina Presidio, \u00e8 stato perfetto. Ha recuperato i semi, ha messo in rete gli agricoltori, ha proposto la cipolla Belendina sul mercato, sia fresca che in confettura. Un bel regalo di Natale\u201d.<\/p>\n<p>La Cipolla Belendina, rossa e dolce come quella di Tropea, pu\u00f2 raggiungere anche un chilo e mezzo di peso. E\u2019 diventata famosa grazie a Marco Gagliolo, andorese Doc, funambolico promoter dei prodotti liguri.  Racconta Gagliolo: \u201cE\u2019 una cipolla che, stando alle ricerche che abbiamo fatto e alle testimonianze dei contadini pi\u00f9 anziani, si comincia a coltivare ad Andora a cavallo dell\u2019800 e del \u2018900. Probabilmente, a noi piace pensarla cos\u00ec, ma ci vorranno degli studi scientifici per provarlo, la cipolla arriva dal mare, portata da Settimio Denegri, da giovane marinaio e, dopo la nascita del secondo figlio, contadino in localit\u00e0 Mezz\u2019acqua, mezzadro dei Momigliano, famiglia torinese che aveva comperato una grande propriet\u00e0 ad Andora\u201d. Del resto le cipolle, tutte le cipolle, arrivano dall\u2019Oriente ed \u00e8 quindi possibile che Denegri abbia incontrato la cipolla durante uno dei suoi viaggi e portato ad Andora le semenze. Marco Gagliolo \u201csalta\u201d la prima met\u00e0 del \u2018900, quando Andora, assieme ad Albenga, era la capitale dell\u2019agricoltura rivierasca (si coltivavano pomodori, zucchine e, soprattutto, era famosa per i suoi frutteti) ed arriva agli Anni \u201960: \u201cSono gli anni in cui Andora scopre una vocazione turistica importante ma lo sviluppo edilizio, tra seconde case, alberghi, campeggi, porter\u00e0 via molti terreni all\u2019agricoltura, con il rischio di perdere anche la nostra cipolla. Per fortuna qualche contadino continua a coltivarla, siappure per uso poco pi\u00f9 che famigliare. Ma il vero artefice del miracolo dell\u2019esistenza ai giorni nostri della cipolla rossa di grosse dimensioni a forma di fiasco e dal sapore dolcissimo \u00e8 il mezzadro Trentino Bellenda, Trentin, che per decenni ne ha curato la semenza e la riproduzione, di qui il nome Belendina\u201d.<\/p>\n<p>\u201cTrentin\u201d Bellenda (l\u2019uomo che ha sviluppato la coltivazione della cipolla belendina) oggi ha 92 anni portati benissimo. L\u2019amore tra Bellenda e la cipolla andorese risale a tanti anni fa, quando \u201cTrentin\u201d prese a mezzadria un ampio podere ad Andora. La Cipolla Belendina si coltivava nella piana di Andora gi\u00e0 dagli inizi del \u2018900. Era arrivata, secondo la leggenda, via mare, portata da Settimio Denegri, da giovane marinaio e poi agricoltore in localit\u00e0 Mezzacqua. Sino agli Anni \u201960 la cipolla viene coltivata negli orti cittadini che, via via, scompaiono, inghiottiti dai palazzi che trasformano Marina di Andora in Andora. E\u2019 in quegli anni che \u201cTrentin\u201d incontra la cipolla che oggi porta il suo nome: \u201cMi innamorai subito di quell\u2019ortaggio, grosso, pesante anche un chilo e mezzo, una forma stupenda, a fiaschetta, di un granata che regala gioia. Ho cominciato a coltivarla e a fare la semenza\u201d, racconta. Una semenza che \u201cTrentin\u201d distribuiva a molti agricoltori andoresi, sempre di meno, come detto, per l\u2019avanzata dell\u2019urbanizzazione. Una semenza che, nonostante gli anni, Bellenda fa ancora per il suo orto e per gli amici. E\u2019 proprio grazie a questa passione se la Cipolla Bellendina \u00e8 arrivata sino a noi. Racconta ancora \u201cTrentin\u201d: \u201cA differenza di altre cipolle questa ha una resa notevole. Si raccoglie da maggio ad agosto, prima come cipollotto, poi come cipolla. Ha un gusto dolcissimo, non rinviene come le altre, e quando \u00e8 matura arriva a superare il chilo. Ne raccoglievamo moltissime casse che vendevamo sia ai grossisti che nei mercati. C\u2019erano clienti che arrivavano da Torino o Milano per acquistarla. E\u2019 stata servita in ristoranti di grande prestigio come la Vecchia Lanterna a Torino\u201d.<\/p>\n<p>Agli inizi degli Anni \u201990 Trentino Bellenda va in pensione e la Cipolla Belendina inizia la sua lenta discesa nella memoria degli andoresi. Un pericolo che Marco Gagliolo scongiura qualche anno fa. La produzione, siappur minima, riprende e Creuza de Ma, la propone in confettura da accompagnare egregiamente carni e formaggi. Trentino Bellenda, in ogni caso, ne consiglia l\u2019uso fresco: \u201cUna bella frittata \u00e8 la sua morte, ma anche cruda nel condiglione \u00e8 buonissima\u201d, commenta. \u201cSono contento che ora ci sia questo interesse attorno a questa cipolla dopo anni che \u00e8 stata dimenticata. E pensare che una volta andava letteralmente a ruba. Ricordo che un tipo, non dir\u00f2 il nome, aveva cominciato a rubare ogni sera dei mazzi di cipolle che poi vendeva alla bocciofila. L\u2019ho aspettato una sera e, quando \u00e8 arrivato, gli ho detto che se l\u2019avessi visto un\u2019altra volta nei paraggi non mi sarei limitato alle parole. Non l\u2019ho pi\u00f9 visto\u201d, sorride. Ma la Cipolla Belendina cresce solo ad Andora? A rispondere \u00e8 la figlia Marina: \u201cIo abito a Gorra, sopra Finale Ligure, e la coltivo senza problemi. Per\u00f2 non riesco a fare la semenza, sembra proprio che si riesca a fare solo nel terreno di Andora\u201d, dice.<\/p>\n<p><em>Liguria del Gusto \u00e8 la rubrica gastronomica di IVG, con uscite al luned\u00ec e al venerd\u00ec: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/liguria-del-gusto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Liguria del gusto e quant&#8217;altro&#8221; \u00e8 la rubrica gastronomica di IVG, ogni luned\u00ec e venerd\u00ec<\/p>\n","protected":false},"author":18168,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[91746],"class_list":["post-455983","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-liguria-del-gusto","post_cat_citta-andora"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/455983","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18168"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=455983"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/455983\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=455983"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=455983"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=455983"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}