{"id":455413,"date":"2018-12-20T10:11:36","date_gmt":"2018-12-20T09:11:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=455413"},"modified":"2018-12-20T10:11:36","modified_gmt":"2018-12-20T09:11:36","slug":"se-essere-area-di-crisi-complessa-vale-qualcosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/12\/se-essere-area-di-crisi-complessa-vale-qualcosa\/","title":{"rendered":"Se essere area di crisi complessa vale qualcosa"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSe essere area di crisi complessa vale qualcosa, ci devono essere atti conseguenti. Altrimenti ci dicano che non vale niente\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_212\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_212\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_212').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_212\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Questa \u00e8 la dichiarazione rilasciata oggi dal segretario della Fiom Savona Mandraccia rispetto agli ultimi dolorosi sviluppi della crisi industriale savonese, in particolare nello specifico della situazione Bombardier mentre la vicenda Piaggio appare ancora del tutto sospesa per aria.<\/p>\n<p>Senza voler rivendicare alcuna primazia ma soltanto per sottolineare come si fosse provveduto per tempo ad avvertire che la dichiarazione di area di crisi complessa non avrebbe contribuito a risolvere i problemi centrali della nostra industria (della quale nel frattempo si sono perso altri pezzi come nel caso di Asset ed altri sono in forte difficolt\u00e0 come l\u2019indotto Piaggio) si ripubblica una ricerca sul tema datata 15 luglio 2016, allorquando l\u2019idea di richiedere la dichiarazione relativa all\u2019area di crisi complessa stava prendendo piede.<\/p>\n<p>Intanto siamo arrivati alla fase della presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni previste: le domande assommano a circa 60 milioni di richiesta per 20 milioni di disponibilit\u00e0 per una previsione complessiva di 800 posti di lavoro in vari settori.<\/p>\n<p>Un quadro quindi del tutto incerto e da determinare.<\/p>\n<p>Gli interrogativi che si rivolgevano due anni e mezzo fa rimangono tutti validi ed \u00e8 questa la ragione della ri \u2013 pubblicazione di quanto si potr\u00e0 leggere di seguito.<\/p>\n<p><strong>Franco Astengo<\/strong><\/p>\n<p>Attenzione al concreto di ci\u00f2 che significa la dichiarazione di area di crisi complessa (da una ricerca a cura di Franco Astengo) del 15\/7\/2016<\/p>\n<blockquote><p>Il precipitare della situazione economico \u2013 produttiva della zona centrale ligure, tra Savona, Vado Ligure e la Valbormida, acuita dalle crisi contemporanee della centrale Tirreno Power e del sito Bombardier ha creato grandi aspettative circa la possibilit\u00e0 che l\u2019area sia dichiarata \u201cdi crisi complessa\u201d.<\/p>\n<p>In questo momento la soluzione appare come la panacea di tutti i mali.<\/p>\n<p>Attenzione per\u00f2, \u00e8 necessario approfondire molti aspetti problematici sui quali sarebbe bene fare chiarezza<\/p>\n<p>Prima di tutto \u00e8 necessario mettere in guardia tutti i soggetti interessati di fronte ad un problema.<\/p>\n<p>Se si vogliono attivare questi strumenti si richiedono \u201cdue competenze: amministrativa e politica \u2013 istituzionale e di cittadinanza attiva, se vogliamo che i fondi non si perdano n\u00e9 per corruzione n\u00e9 per omissione\u201d. E, mentre il ritardo della nostra citt\u00e0 nel seguire procedure cos\u00ec complesse \u00e8 noto, non si dimentichi che il territorio in questione \u00e8 al centro di una grave questione riguardante (per quel che concerne la centrale Tirreno Power) il rapporto tra la produzione e l\u2019ambiente con precisi risvolti di carattere giudiziario.<\/p>\n<p>Andiamo quindi ad analizzare il decreto legge dell\u2019agosto 2012 che riordina la disciplina delle aree di crisi industriale.<\/p>\n<p>Notiamo come:<\/p>\n<p>\u2013 Nel comma 2 la Regione \u00e8 istituzione indispensabile e strategica di questo genere di accordi, sia nella istituzione dell\u2019area di crisi che attraverso il cofinanziamento all\u2019area (che non \u00e8 esclusivo ma pone la regione come soggetto preminente),<\/p>\n<p>\u2013 Nel comma 6 \u201cPer la definizione e l\u2019attuazione degli interventi del Progetto di riconversione e riqualificazione industriale, il Ministero dello sviluppo economico si avvale dell\u2019Agenzia nazionale per l\u2019attrazione degli investimenti e lo sviluppo d\u2019impresa, S.p.A., le cui attivit\u00e0 sono disciplinate mediante apposita convenzione con il Ministero dello sviluppo economico\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario quindi avere chiari alcuni passaggi. Basta che Regione e Invitalia (questo il mome dell\u2019agenzia) facciano sinergia, tra politiche finanziarie e scelta dei partner, e l\u2019area interessata rischia di fatto l\u2019imposizione di una politica dettata altrove.<\/p>\n<p>Passiamo quindi a capire un attimo Invitalia. E qui c\u2019\u00e8 da vigilare moltissimo, visto che Invitalia \u00e8 reduce dal sostanziale fallimento della riconversione di Termini Imerese e dai forti rilievi della Corte dei Conti, come gi\u00e0 documentato dalla stampa quotidiana..<\/p>\n<p>Viste le indicazioni che vengono dalla vicenda tarantina, che pure ha originato il decreto, cerchiamo di capire come funzionano i fondi a supporto delle aree a crisi industriale.<\/p>\n<p>Il decreto \u00e8 chiaro: i fondi provenienti dalle varie istituzioni riconducibili allo stato centrale sono vincolati ai\u201dlimiti degli stanziamenti disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica\u201d.<\/p>\n<p>Non ci vuole molto a capire che di stabilit\u00e0 la legge di stabilit\u00e0 regola e, se necessario, sposta e contrae questi fondi. E proprio una misura prevista nella legge rischia di rendere lo strumento della individuazione delle aree di crisi complessa una cornice vuota, perlomeno dal punto di vista dei fondi dello stato centrale. Infatti: nella bozza legge di stabilit\u00e0 per soddisfare il controllo previsto dal Two Pack di Bruxelles c\u2019\u00e8 \u201cla previsione una riduzione di investimenti per 500 milioni: concretamente si tratta di spese relative al cofinanziamento di fondi europei, che le Regioni potevano escludere dai vincoli del Patto di stabilit\u00e0 interno. Ora questa possibilit\u00e0, appena introdotta con l\u2019articolo 36 della legge di Stabilit\u00e0, verr\u00e0 meno\u201d.<\/p>\n<p>Verifichiamo allora (\u00e8 bastata una piccola ricerca in via telematica) alcuni elementi di criticit\u00e0 gi\u00e0 rilevati in altre situazioni:<\/p>\n<p>DE IURE. L\u2019assenza di regolazione nel decreto dei vettori finanziari, player bancari etc. che sono decisivi per l\u2019allocazione delle risorse e per riuscita e programmazione degli interventi. Non \u00e8 chiaro ad esempio, si pone a problema da capire, il DL 120 del 1989, riordinato dal decreto del 2012 in questione, effettivamente come si ordini la questione dei player finanziari. Non \u00e8 poco perch\u00e8 una cosa \u00e8 far intervenire la cassa depositi e prestiti in progetti di riconversione, altra, con ricadute sui costi pubblici e sulla qualit\u00e0 dell\u2019occupazione, l\u2019istituto del project financing<\/p>\n<p>DE FACTO<\/p>\n<p>Manca la comprensione dello strumento economico complessivo di riconversione del modello di sviluppo territoriale. Oltre infatti ad un rischio commissariamento Regione-Invitalia, che va scongiurato con patti seri e certificabili, c\u2019\u00e8 la questione delle risorse strutturali disponibili. Guardiamo ad esempio il destino dei fondi ex FAS, oggi coesione e sviluppo che possono rientrare nella cornice dell\u2019accordo sulle aree a crisi complessa. Per sbloccare questi fondi bisogna capire quando c\u2019\u00e8 \u201cdisponibilit\u00e0 di bilancio in conseguenza delle scelte del legislatore (Governo e Parlamento) nella determinazione delle manovre correttive di finanza pubblica e delle annuali sessioni di bilancio\u201d .<\/p>\n<p>Il rischio che si corre e che \u00e8 gi\u00e0 stato segnalato da situazioni analoghe \u00e8 quindi di legarsi ad accordi di governance dove, ci venga scusato il gioco di parole, non si governa. Magari si partecipa come oggetto dell\u2019intervento di crisi, come oggetto di intervento su fondi e politiche di immediata emergenza. Ma dove, alla lunga, i soggetti forti sono altri, come la sinergia Regione-Invitalia, e dove i fondi reali appaiono fortemente vincolati dalle politiche di tagli del governo.<\/p>\n<p>Ci sono poi altre questioni di fondo che non possono essere trascurate. Questioni che non ci risultano finora essere state discusse, in modo approfondito, in sede istituzionale. Prima tra tutte: si ha un\u2019idea dell\u2019impatto che ha un accordo sulle aree ad industrializzazione complessa ha sull\u2019economia complessiva del territorio?<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi la questione della sinergia politica industriale-ambientale (tema particolarmente delicato nel frangente) e politica economica complessiva del territorio e strumenti finanziari (dal macro e microcredito).<\/p>\n<p>In materia c\u2019\u00e8 un testo, che a questo punto dovrebbe essere discusso pubblicamente, che \u00e8 Crisi industriali complesse e accordi di programma di Cristina Sgubin (Giappichelli, 2013). Edito da una casa editrice, la Giappichelli, specializzata in testi giuridici, il libro della Sgubin ha il pregio di far capire quale spirito e quale sostanza normativa vengano applicate in questo genere di accordi. E vale la pena di far notare come, basta seguire la parte dedicata al rapporto tra concezione dell\u2019impresa nel diritto comunitario e nel diritto italiano come, in accordi del genere, si faccia valere qualcosa che \u00e8 estraneo allo spirito della nostra costituzione. E\u2019 infatti noto, come giustamente sottolinea la Sgubin, l\u2019elemento di contrapposizione tra diritto comunitario, che segue lo spirito del diritto tedesco, che garantisce lo stato sociale di mercato mentre quello italiano segue lo stato sociale di diritto (non solo in Italia ma anche in Portogallo, Spagna etc, tutti paesi sui quali alti sono i lamenti delle grandi banche di investimento americane a causa delle troppe garanzie date alla popolazione). La differenza tra le due formule sta nel primato dell\u2019impresa nella definizione delle politiche territoriali. .<\/p>\n<p>In venti pagine del libro della Sgubin c\u2019\u00e8 tutta la letteratura scientifica necessaria per constatare quanto qui esposto.<\/p>\n<p>In Germania, e pure da quelle parti c\u2019\u00e8 un diritto al quale la Ue si \u00e8 ispirata, si sono tutelati rispetto al problema della subordinazione del diritto nazionale rispetto a quello comunitario. Quando la corte costituzionale di Karlsruhe ha stabilito il primato della legislazione tedesca sulla normativa continentale in caso di contraddizione. In Italia invece basta declamare la retorica dei valori della costituzione mentre, come vediamo, nelle politiche di governance questi vengono regolarmente rovesciati. E\u2019 quindi evidente che, al di l\u00e0 delle intenzioni si approvi l\u2019inizio di procedure che vanno esattamente al contrario di quanto auspicato. Ovvero il primato dell\u2019impresa anche rispetto al territorio che vuol attivare gli accordi di governo della riconversione industriale.<\/p>\n<p>Di conseguenza \u00e8 necessario porsi alcune questioni:<\/p>\n<p>Se la richiesta dell\u2019ottenimento di aree di crisi industriale complessa sia pi\u00f9 adatta per l\u2019emergenza, vedi questione fondi che la Regione pu\u00f2 attivare, che non per la programmazione reale<\/p>\n<p>Se non ci siano delle criticit\u00e0 rispetto ad un ruolo subordinato degli enti locali entro questo genere di architettura istituzionale. Se l\u2019architettura istituzionale che vede un ruolo forte della possibile sinergia Invitalia -Regione sia adatta per le esigenze della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>Se ci siano effettivamente fondi adatti ad programmare in tempi certi, e da parte di chi, la riconversione la bonifica del territorio e in quali tempi<\/p>\n<p>Quanto queste politiche possano produrre saldi occupazionali positivi, di lungo periodo ed economicamente significativi. Quale modello possa poi coprire il resto ovvero la parte significativa di popolazione che non verr\u00e0 raggiunta dalle politiche industriali e del lavoro.<\/p>\n<p>Come in sede locale si possa ricavarsi un proprio incisivo spazio di governance multilivello fatto concretamente di collaborazioni, sinergie, istituzioni che cercano e indirizzano fondi bypassando lo spazio nazionale. E sterilizzando il primato dell\u2019impresa cos\u00ec come \u00e8 previsto dal diritto comunitario.<\/p>\n<p>Quale modello complessivo di territorio emerga anche su un punto non eludibile: l\u2019uscita di Vado Ligure dalla situazione di nocivit\u00e0 ambientali.<\/p>\n<p>Alla fine rimane un interrogativo di fondo, per quel che concerne la situazione della Bombardier di Vado Ligure: in quale posizione, dal punto di vista delle prospettive di sviluppo produttivo, si trova il sito nei riguardi del complesso di attivit\u00e0 di un gruppo multinazionale cos\u00ec importante?<\/p>\n<p>A questo domanda le istituzioni e i sindacati dovrebbero cercare di fornire una risposta plausibile e concreta che fin\u2019ora, al di l\u00e0 della retorica dei patti traditi, non si \u00e8 avuta.<\/p>\n<p>Oppure \u00e8 sufficiente che arrivino un po\u2019 di ammortizzatori sociali tanto per spegnere la tensione immediata senza riflettere, come \u00e8 accaduto varie volte dalle nostre parti, su di una programmazione per il futuro?<\/p>\n<p>Questi infine i riferimenti di carattere legislativo:<\/p>\n<p>Rilancio aree di crisi industriale (Legge 181\/89)<\/p>\n<p>L\u2019art. 27 del Decreto Crescita 2012 ha riformato la disciplina degli interventi di reindustrializzazione delle aree di crisi, introducendo forme di intervento a sostegno delle cosiddette \u201caree di crisi complessa\u201d, la cui disciplina attuativa \u00e8 stata gi\u00e0 adottata con decreto del Ministro dello sviluppo economico 31 gennaio 2013.<\/p>\n<p>Con decreto ministeriale 9 giugno 2015 sono stati stabiliti i termini, le modalit\u00e0 e le procedure per la presentazione delle domande di accesso, nonch\u00e9 i criteri di selezione e valutazione per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore di programmi di investimento finalizzati al rilancio di tutte le aree di crisi, sia quelle caratterizzate da crisi complessa, sia quelle interessate da situazioni di crisi industriale non complessa, ma comunque con impatto significativo sullo sviluppo dei territori e dell\u2019occupazione.<\/p>\n<p>Con circolare del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 6 agosto 2015, n. 59282, sono fornite ulteriori indicazioni specifiche e specificazioni relative alle modalit\u00e0 di concessione ed erogazione delle agevolazioni e di presentazione delle domande da parte delle imprese.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;analisi di Franco Astengo<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[120],"tags":[89649],"class_list":["post-455413","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere","tag-area-di-crisi-complessa","post_cat_citta-savona","post_tag_personaggi-franco-astengo"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/455413","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=455413"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/455413\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=455413"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=455413"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=455413"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}