{"id":454630,"date":"2018-12-12T08:30:18","date_gmt":"2018-12-12T07:30:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=454630"},"modified":"2018-12-13T14:59:48","modified_gmt":"2018-12-13T13:59:48","slug":"lincoscienza-della-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/12\/lincoscienza-della-coscienza\/","title":{"rendered":"L&#8217;incoscienza della coscienza"},"content":{"rendered":"<p><em>Perch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista?<br>\nSenza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_876\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_876\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cQuesta coscienza, che \u00e8 il mio me stesso pi\u00f9 segreto, che \u00e8 ogni cosa eppure non \u00e8 nulla di nulla, che cos\u2019\u00e8? E da dove venne? E perch\u00e9?\u201d cos\u00ec si interroga Julian Jaynes nell\u2019incipit del suo saggio \u201cIl crollo della mente bicamerale e l\u2019origine della coscienza\u201d. Ne consiglio assolutamente la lettura anche se, al termine delle 500 pagine non poco impegnative, non si pu\u00f2 ancora affermare di aver trovato risposta al quesito di apertura. Come posso mai pretendere di affrontare un s\u00ec arduo compito in poche righe? Non oso tanto, mi basta provare almeno a suggerire qualche riflessione speriamo un poco fuori dal luogo comune.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 mai capitato di leggere un\u2019intera pagina di un libro, raggiungere l\u2019ultima riga, girare la pagina e riprendere la lettura del testo dalla prima riga della facciata successiva per poi sorprendervi a chiedervi cosa mai ci fosse scritto in quella appena conclusa? Sono sicuro che \u00e8 un\u2019esperienza occorsa a tutti! Certo, di solito non ci si fa caso, si conclude semplicemente che si era distratti, magari che sar\u00e0 opportuno rileggere la pagina, si imputa l\u2019evento alla stanchezza oppure allo scarso interesse suscitato in voi dal testo. Proviamo ora, come sempre, ad osservare il fenomeno da \u201cun altro punto di vista\u201d : di certo \u00e8 facile, per chiunque abbia vissuta l\u2019esperienza che stiamo analizzando, comprendere che gli occhi hanno seguito con ordine il procedere delle righe, raggiungendo il termine di ognuna e spostando la vista all\u2019inizio del rigo successivo, sostando un poco pi\u00f9 a lungo dove trovava un punto o dove l\u2019a capo lasciava una parte del rigo orfano di parole. Cos\u00ec come tutti hanno precisa consapevolezza di aver, in quel modo, raggiunto la fine della pagina, e ancora una volta tutti sanno bene che un impulso preciso ha indicato al proprio cervello che la pagina era stata letta e che era opportuno accedere a quella successiva.<\/p>\n<p>Sappiamo bene anche che, una volta registrata la lettura dell\u2019intera facciata del foglio, il nostro cervello ha spedito un consequenziale ordine alle dita della mano affinch\u00e9 effettuassero un\u2019operazione, solo apparentemente semplice, come afferrare il minuto angolo della pagina letta per ruotarla alla nostra sinistra consentendoci di spostare la nostra attenzione al primo rigo della successiva. Bene, ma chi ha diretto e coordinato tutte queste sofisticate operazioni non sono stati solo gli occhi e le dita ma anche e soprattutto il grande controllore, il nostro cervello. Va da s\u00e8 che il nostro cervello ha agito dietro la nostra indicazione, che se operasse senza che noi ce ne si rendesse conto non potremmo avere memoria di nulla come accade al povero signor H. M. del Connettictcut che, infatti, \u00e8 oggetto di attento studio da parte di numerosi neurologi, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>Tornando a noi: se il nostro cervello stava supervisionando l\u2019intera operazione e noi siamo il nostro cervello, chi si \u00e8 acccorto di non aver letto la pagina? E se invece noi siamo quelli che hanno informato il cervello che non avevamo la pi\u00f9 pallida idea di cosa ci fosse mai scritto nella pagina in questione, chi siamo e chi, in qualche modo consapevolmente, stava leggendo in perfetta sintonia operativa col medesimo cervello? E se io sono quello distratto chi \u00e8 quello attento alla mia distrazione? E se pu\u00f2 rendersi conto che io sono distratto \u00e8 il coinquilino del mio cervello? Perch\u00e9 non ci conosciamo? E se non sono solo, chi dei due \u00e8 veramente me, o quello distratto \u00e8 un alter ego occasionale? Ma, nel caso, perch\u00e9 mi ci trovo perfettamente a mio agio fino a che non si manifesta un fenomeno come quello appena descritto? E come posso essere sicuro di non essere io il sub affittuario? In questi casi una delle strategie pi\u00f9 diffuse \u00e8 quella dello struzzo che i miei pi\u00f9 affezionati lettori ben conoscono: mi dico che la questione non \u00e8 rilevante, che sono cose che succedono e che non importa, cos\u00ec riconfermo la mia certezza di essere solo uno e non almeno due ed il problema non si pone. In verit\u00e0 sarebbe pi\u00f9 corretto chiedersi se io sono quello distratto che legge, oppure quello che scopre di non aver compreso ci\u00f2 che qualcun\u2019altro ha letto o addirittura chi si sta chiedendo chi dei due sia il mio vero me stesso, ma in questo modo scoprirei di essere una folla con grande gioia del ben noto Vitangelo Moscarda protagonista dello spiazzante \u201cUno nessuno centomila\u201d.<\/p>\n<p>Il fatto pi\u00f9 divertente \u00e8 che chiunque stia leggendo si star\u00e0 interrogando, se intelligente e curioso come \u00e8 ovvio chi sia ogni affezionato\/a a questa strana rubrica, su chi lui\/lei sia veramente, ma basta un nulla, un cellulare che suona, o qualsiasi altro richiamo a quella che chiamiamo la vita vera, per scordare l\u2019assillo amletico e tornare alla propria impossibile unit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per un Pensiero &#8220;Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[99780],"class_list":["post-454630","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/454630","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=454630"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/454630\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=454630"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=454630"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=454630"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}