{"id":453583,"date":"2018-11-29T10:33:23","date_gmt":"2018-11-29T09:33:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=453583"},"modified":"2018-11-29T10:33:23","modified_gmt":"2018-11-29T09:33:23","slug":"quattro-alberi-monumentali-liguri-nellelenco-del-ministero-per-il-savonese-ce-un-ippocastano-di-bormida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/11\/quattro-alberi-monumentali-liguri-nellelenco-del-ministero-per-il-savonese-ce-un-ippocastano-di-bormida\/","title":{"rendered":"Quattro alberi monumentali liguri nell&#8217;elenco del Ministero: per il Savonese c&#8217;\u00e8 un ippocastano di Bormida"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. C\u2019\u00e8 anche un ippocastano che si trova a Bormida, nella strada all\u2019altezza della piccola frazione Resi, nell\u2019elenco dei quattro alberi monumentali della Liguria che, su proposta dell\u2019assessore regionale all\u2019Agricoltura e allo Sviluppo dell\u2019entroterra Stefano Mai, sono stati inseriti nel volume pubblicato dal Ministero politiche agricole forestali e del turismo sugli Alberi Monumentali presenti in Italia.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_360\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_360\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cSono soddisfatto \u2013 ha dichiarato l\u2019assessore Mai \u2013 che il Ministero abbia accolto la mia proposta di inserire nel volume nazionale degli Alberi Monumentali, 4 alberi liguri, uno per ogni provincia, a dimostrazione della ricchissima biodiversit\u00e0 del nostro territorio. Un Pino del Queensland per la provincia di Genova, un Ippocastano per quella di Savona, un Leccio per quella di La Spezia, e un Glicine per quella di Imperia\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ippocastano, nome scientifico Aesculus hippocastanum L., della frazione Resi di Bormida ha una maestosa chioma, \u00e8 alto 20 metri e ha un diametro del fusto di 350 centimetri. Si tratta di una specie originaria dell\u2019Europa sud-orientale, coltivato ora come pianta ornamentale dall\u2019Europa centrale all\u2019Asia occidentale. Il castagno d\u2019India fu gi\u00e0 introdotto in Italia dai romani e successivamente reintrodotto a Vienna nel XVI secolo. Aesculus \u00e8 il nome latino che fu applicato da Linneo, medico, botanico e naturalista svedese, a questo genere; Hippocastanus era invece il nome latino di questa specie, o in riferimento alle cicatrici a forma di ferro di cavallo che le foglie lasciano sul fusto dopo la caduta, o allusivo all\u2019uso di somministrare il frutto ai cavalli bolsi.<\/p>\n<p>\u201cAttualmente l\u2019elenco regionale \u2013 continua l\u2019assessore Stefano Mai \u2013 comprende 104 esemplari, che sono distribuiti su tutto il territorio ligure, in boschi, parchi urbani, giardini storici e ville, e sono cos\u00ec suddivisi: 22 nella provincia di Genova, 38 in quella di Savona, 24 in quella di Imperia, e 20 in quella di La Spezia. I comuni coinvolti da questi alberi sono 54, 96 le piante singole, 8 i gruppi di alberi, 50 le specie di cui 19 esotiche\u201d.<\/p>\n<p>Il Pino del Queensland \u201cgenovese\u201d, nome scientifico Araucaria Bidwilli Hook, con i suoi 75 anni, 28 metri di altezza e diametro del fusto di 608 centimetri, svetta all\u2019interno dei Parchi di Nervi, nei pressi della Villa Groppallo, un importante complesso storico \u2013 naturalistico formato dall\u2019insieme di pi\u00f9 giardini, appartenuti in passato a ville private, oggi di propriet\u00e0 del Comune di Genova e trasformate in museo, che ha ospitato proprio quest\u2019anno l\u2019edizione di Euroflora. Le foglie sono verde lucente, ovato-lanceolate, acuminate e fortemente pungenti. Una sua particolarit\u00e0 \u00e8 rappresentata dalle pigne, globose, che raggiungono 25-30 centimetri di diametro e alcuni chilogrammi di peso. Questa specie \u00e8 nativa delle foreste subtropicali montane del Queensland australiano, dove viene chiamata bunya-bunya, presente da 800 a 1100 metri di quota, dove produce grossi semi eduli che sono stati un\u2019importante fonte di nutrimento per gli aborigeni. Il nome scientifico (Araucaria Bidwilli Hook.) ricorda il naturalista inglese John C. Bidwill (1815-1853).<\/p>\n<p>Il Glicine, nome scientifico Wisteria Sinensis (Sims) Sweet, si trova a Bordighera, sul porticato esterno dell\u2019edificio che ospita l\u2019Istituto Internazionale di Studi Liguri, C. Bicknell, che lo stesso studioso costru\u00ec nel 1888, e che raccoglie preziosi reperti archeologici, oltre a ricche collezioni naturalistiche. Clarence Bicknell fu, dapprima, pastore protestante di Bordighera, poi, mecenate e studioso sensibile ed attento, fine acquerellista, promotore della lingua esperanto, apprezzato botanico, ma soprattutto infaticabile esploratore, nonch\u00e9 scopritore delle incisioni rupestri preistoriche di Monte Bego, nelle vicine Alpi Marittime. Pubblic\u00f2 diversi contributi sulle incisioni rupestri del Bego, nonch\u00e9 due importanti volumi sulla flora locale tra cui l\u2019opera \u201cFlowering plants and ferns of the Riviera\u201d, 1880-1916, oggi conservata presso l\u2019Universit\u00e0 di Genova, che comprende una collezione di preziosi acquerelli illustrativi della flora ligure. Questo rampicante di oltre 100 anni di et\u00e0, alto 7,5 metri e con un diametro del fusto di 160 centimetri, con la sua fioritura spettacolare ricopre di colore tutta la facciata del museo. Si tratta di una specie ornamentale, originaria della Cina e introdotta in Europa nel 1816, ampiamente impiegata nei giardini. Il nome scientifico venne dato in onore di Caspar Wistar (1761-1818) professore di anatomia all\u2019Universit\u00e0 di Pennsylvania.<\/p>\n<p>Il Leccio, nome scientifico Quercus ilex L., si trova in localit\u00e0 La Gira, nel punto centrale di un tornante della statale Aurelia e caratterizza il paesaggio della collina panoramica che sovrasta il bellissimo golfo di La Spezia. Ha circa 300 anni, alto 16 metri e con un diametro del fusto di 400 centimetri e la sua ampia e maestosa chioma si estende per circa 25 metri con le sue fronde largamente espanse. Questa tipologia di albero si stima che possa raggiungere anche i 1000 anni di et\u00e0. Oggi appare isolata, ed \u00e8 testimone dei boschi che in passato improntavano la fisionomia del paesaggio vegetale delle regioni mediterranee. In Liguria le leccete occupano oggi poco meno di 12.000 ettari, circa il 3% della superficie forestale regionale. I boschi di leccio, un tempo diffusissimi su tutte le colline immediatamente a ridosso del mare, sono stati oggetto, nel passato, di intensa utilizzazione, sia per fornire legname ai cantieri navali della zona, sia durante le guerre. La lecceta \u00e8 stata anche in parte sostituita da coltivi, da pinete e in molti casi da insediamenti antropici. La distribuzione attuale \u00e8 quindi molto frammentaria, ma prevalentemente localizzata lungo la linea costiera, in particolare nella riviera di levante, tra Chiavari e le Cinque Terre, e in quella di ponente nell\u2019Imperiese, dove la lecceta pu\u00f2 risalire anche nell\u2019entroterra, fin verso i 1000 metri, nelle aree aventi esposizione soleggiata. Il leccio, consacrato a Pan, la divinit\u00e0 pastorale greca della regione dell\u2019Arcadia, era sacro anche per gli etruschi che lo consideravano albero divinatorio, con i suoi rami agitati verso l\u2019alto che chiamavano la pioggia a fare germogliare le sementi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si trova lungo la strada per la frazione Resi di Bormida: ha una maestosa chioma, \u00e8 alto 20 metri e ha un diametro del fusto di 350 centimetri<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[100201],"class_list":["post-453583","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-alberi-monumentali","post_cat_citta-bormida"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/453583","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=453583"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/453583\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=453583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=453583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=453583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}