{"id":45311,"date":"2008-12-29T07:30:04","date_gmt":"2008-12-29T06:30:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/12\/29\/affittavano-conti-correnti-per-il-riciclaggio-due-savonesi-indagati\/"},"modified":"2008-12-29T13:48:13","modified_gmt":"2008-12-29T12:48:13","slug":"affittavano-conti-correnti-per-il-riciclaggio-due-savonesi-indagati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/12\/affittavano-conti-correnti-per-il-riciclaggio-due-savonesi-indagati\/","title":{"rendered":"Affittavano conti correnti per il riciclaggio: due savonesi indagati"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:7255:l]Savona<\/strong>. Due savonesi, insieme ad un imperiese, sono indagati dalla polizia postale di Imperia con l\u2019accusa di riciclaggio. I tre avrebbero concesso i loro conti correnti postali ad organizzazioni malavitose straniere, che dietro mascherate offerte di lavoro per societ\u00e0 di intermediazione finanziaria chiedevano il contributo di privati per versare sui loro conti correnti bancari migliaia di euro, che gli stessi poi prelevavano e rispedivano attraverso \u201cmoney gram\u201d o altri metodi di trasferimento di denaro.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_85\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_85\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cSi tratta di un innovativo sistema di riciclaggio di soldi provento di truffe informatiche o di \u2018phishing\u2019, denaro quest\u2019ultimo ottenuto con il furto di codici bancari e la successiva intrusione nei conti correnti di privati depredati dai pirati informatici\u201d specifica l\u2019ispettore della polposte Ivan Bracco. Secondo gli inquirenti gli hacker potrebbero essere di nazionalit\u00e0 romena o comunque dell\u2019Est europeo. Perch\u00e9 di hacker si tratta: i truffatori ottenevano con metodi fraudolenti i codici di accesso e i dati personali per aprire lo \u201cscrigno\u201d informatico dei conti correnti e delle carte di credito di ignari navigatori; questi ultimi cadevano nella trappola di falsi messaggi di posta elettronica resi credibili con la grafica e loghi istituzionali di alcune banche.<\/p>\n<p>I due savonesi e l\u2019imperiese, che svolgono attivit\u00e0 impiegatizia, per arrotondare (o meglio, lucrare) avrebbero risposto affermativamente ad offerte di lavoro \u2013 cercate su Internet o trovate nella casella di posta elettronica \u2013 con le quali le societ\u00e0 di intermediazione finanziaria, lamentando problemi di cambio di valuta, offrivano la possibilit\u00e0 a clienti privati di guadagnare una percentuale su ciascuna cifra versata sul loro conto corrente bancario. Le somme di denaro di provenienza illecita dovevano prelevare e rispedire al mittente attraverso sistemi alternativi che non lasciassero traccia dell\u2019attivit\u00e0 illegale. Si parla di cifre di alcune migliaia di euro ad operazione bancaria. Di fatto i tre indagati avrebbero \u201caffittato\u201d i propri conti correnti postali alla banda criminosa dietro la possibilit\u00e0 di incassare dal 10 al 20 per cento su ogni versamento effettuato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:7255:l]Savona. Due savonesi, insieme ad un imperiese, sono indagati dalla polizia postale di Imperia con l\u2019accusa di riciclaggio. 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