{"id":453102,"date":"2018-11-22T22:45:55","date_gmt":"2018-11-22T21:45:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=453102"},"modified":"2018-11-22T23:20:07","modified_gmt":"2018-11-22T22:20:07","slug":"ata-spunta-una-nuova-relazione-sei-operazioni-illecite-in-5-anni-danno-complessivo-da-45-milioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/11\/ata-spunta-una-nuova-relazione-sei-operazioni-illecite-in-5-anni-danno-complessivo-da-45-milioni\/","title":{"rendered":"Ata, spunta una nuova relazione: &#8220;Sei operazioni &#8216;illecite&#8217;, in 5 anni danno complessivo da 4,5 milioni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> La mancata chiusura della discarica di Cima Mont\u00e0, l\u2019appalto di Pietra Ligure in perdita, la gestione in passivo di una spiaggia a Varazze, l\u2019utenza del campo nomadi alla Fontanassa, ma anche e soprattutto una tenuta della contabilit\u00e0 tale da impedire agli amministratori di \u201caccorgersi\u201d dei problemi e di intervenire in tempo. Sono alcune delle operazioni definite \u201cillecite\u201d da una relazione su Ata, realizzata dallo Studio Briata e Associati di Genova, che quantifica il danno complessivo in circa 4 milioni e mezzo di euro.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_72\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_72\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il documento \u201criservato e strettamente confidenziale\u201d, consegnato ieri dal Comune al MoVimento 5 Stelle savonese, \u201cfotografa\u201d quanto accaduto nella gestione della partecipata negli ultimi anni, prendendo le mosse proprio dall\u2019ormai famoso \u201cstudio Strada\u201d commissionato da Ata per accertare eventuali responsabilit\u00e0 dei precedenti management nell\u2019attuale disastrosa situazione economica dell\u2019azienda. La relazione dello studio genovese era attesa per il 15 novembre, e finora non se ne avevano notizie: e invece, si scopre oggi, era nei cassetti di Ata gi\u00e0 dal 25 settembre. Una discrepanza sui tempi che ha scatenato le ire del M5S: \u201cLo studio Briata cita testualmente quello Strada, \u2018consegnato il 25 settembre\u2019 ossia due giorni prima del consiglio comunale del 27: per quale motivo, in maniera subdola, l\u2019assessore Silvano Montaldo in quella sede non ha detto che la relazione era gi\u00e0 stata consegnata, lasciando intendere che la scadenza continuasse ad essere il 15 novembre? Forse, se non ci fossimo impuntati \u2018di brutta maniera\u2019, anche quest\u2019altra relazione non si sarebbe vista\u201d.<\/p>\n<p>Scendendo nel dettaglio la relazione dello studio Briata, partendo dalla ricostruzione dello studio Strada su quanto accaduto dal 2013 al 2016, tenta di quantificare il danno economico complessivo derivato da alcune operazioni, definite \u201cillecite\u201d, messe in atto negli ultimi anni. Ne vengono indicate sei.<\/p>\n<p><strong>LA MANCATA CHIUSURA DI CIMA MONTA\u2019.<\/strong> La discarica doveva essere chiusa nel 2007: ad oggi, per quanto siano cessati i conferimenti di rifiuti, la chiusura formale non \u00e8 mai avvenuta. E dato che a questa deve seguire per legge una gestione post-chiusura della durata di 30 anni, il ritardo attuale si traduce in un aumento dei costi che lo studio quantifica in circa 1 milione di euro. Un dato che deriva da un calcolo dei costi di chiusura \u201cper anno\u201d a partire dal 2007 a cui si affiancano mancate entrate (essenzialmente fatturazioni al Comune di Savona che non sono state emesse) e l\u2019utilizzo anticipato del fondo in teoria previsto per la gestione post-chiusura.<\/p>\n<p><strong>L\u2019APPALTO DI PIETRA LIGURE.<\/strong> Qui il danno \u00e8 causato dall\u2019essersi aggiudicati il servizio \u201cin perdita\u201d, con un ribasso di 1,2 milioni: lo studio calcola quindi forfettariamente il danno nella medesima cifra.<\/p>\n<p><strong>LA SPIAGGIA DI VARAZZE.<\/strong> Gestita mediante una associazione temporanea d\u2019impresa tra Ata (che deteneva il 70% delle quote) e Cooperativa Laltromare (per il restante 30%). Qui a essere considerato \u201cillecito\u201d \u00e8 il fatto che la gestione, tra il 2013 e il 2016, ha registrato una passivit\u00e0 totale di 113 mila euro. Interamente a carico di Ata, dato che un patto parasociale prevedeva la divisione in percentuale solamente di eventuali utili (in pratica Ata avrebbe preso il 70% di eventuali guadagni accollandosi invece per intero eventuali perdite).<\/p>\n<p><strong>LE UTENZE DEL CAMPO NOMADI.<\/strong> L\u2019accollo delle bollette dell\u2019acqua ad Ata, deciso dal Comune, avrebbe causato un altro danno di 27 mila euro.<\/p>\n<p><strong>LA PERDITA DEL CAPITALE SOCIALE NEL 2014.<\/strong> Secondo lo studio Briata, il bilancio del 2014 non sarebbe corretto: chiuso con un attivo di 670 mila euro, avrebbe dovuto essere invece in passivo di 680 mila. Questo perch\u00e9, sempre secondo la relazione, non erano state inserite una serie di voci: due legate al parcheggio del Sacro Cuore, la svalutazione dei costi capitalizzati (370 mila euro) e l\u2019incremento del debito per i lavori (380 mila), e due legate alla svalutazione delle discariche (260 mila per quella di Passeggi, 340 mila per Cima Mont\u00e0). Con queste correzioni, sarebbe emerso che Ata nel 2014 aveva perso l\u2019intero capitale sociale, il che avrebbe dato il via all\u2019iter previsto dall\u2019articolo 2447 e seguenti del codice civile con una serie di contromisure quali, ad esempio, la trasformazione della societ\u00e0 (in un tipo diverso dalla societ\u00e0 per azioni), l\u2019aumento del capitale sociale o la chiusura dell\u2019azienda.<\/p>\n<p><strong>CONTABILITA\u2019 \u201cMONOLITICA\u201d E NON \u201cPER COMMESSA\u201d.<\/strong> E questo, forse, \u00e8 stato l\u2019errore pi\u00f9 grande secondo lo studio Briata. La scelta di non tenere la contabilit\u00e0 \u201cper commessa\u201d (ossia suddivisa per clienti o Comuni in modo da poter identificare immediatamente eventuali criticit\u00e0) ma inglobare tutto in un\u2019unico \u201ccalderone\u201d avrebbe di fatto reso impossibile per il management rendersi conto del fatto che dal 1 gennaio 2015 si stava operando in perdita. La tenuta corretta, peraltro obbligatoria per legge, avrebbe permesso secondo lo studio Briata di evitare perdite per 234 mila euro nel 2015 e di 2 milioni nel 2016.<\/p>\n<p>Lo studio Briata si concentra anche sulla figura dell\u2019ex direttore Luca Pesce (in carica dal 1 gennaio 2013 al 12 febbraio 2018), dipinto nella relazione alla stregua di un plenipotenziario e dunque da considerare responsabile quanto il consiglio di amministrazione. \u201cI suoi poteri \u2013 sostiene la relazione \u2013 erano talmente ampi da permettergli di sostituirsi al CdA in tutte le operazioni non espressamente riservate al CdA stesso dalla legge [\u2026] Era coinvolto ed attivo sia nella gestione ordinaria che in quella straordinaria [\u2026] e svolgeva quindi funzioni di direzione imprenditoriale dell\u2019azienda sia in maniera autonoma sia in maniera coordinata con il CdA\u201d.<\/p>\n<p>Durissima la critica del MoVimento 5 Stelle savonese di fronte alle conclusioni della relazione: \u201cC\u2019\u00e8 stata una negligenza, o forse una volont\u00e0 esplicita, da parte della presente amministrazione che, con varie modalit\u00e0, ha cercato di far trascorrere il tempo rimandando ci\u00f2 che a nostro avviso andava fatto subito. L\u2019elezione \u00e8 avvenuta a giugno 2016, il nuovo CdA \u00e8 stato nominato soltanto a novembre: si sono persi sei mesi in cui i costi correvano (<em>secondo la relazione come detto nel 2016 si sono persi 2 milioni, ndr<\/em>). Successivamente, il CdA ha aspettato fino a marzo 2018 per conferire l\u2019incarico allo studio genovese: 14 mesi che hanno comportato l\u2019aggravamento del debito e un ritardo nell\u2019identificazione di eventuali attivit\u00e0 illecite dal punto di vista penale (questo lo decider\u00e0 la magistratura), erariale e civilistico, per una eventuale azione di responsabilit\u00e0 nei confronti degli ex amministratori\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mirino la mancata chiusura di Cima Mont\u00e0, l&#8217;appalto di Pietra Ligure &#8220;in perdita&#8221;, ma soprattutto presunti errori nella tenuta della contabilit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":10593,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34,35,31],"tags":[50125],"class_list":["post-453102","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","category-economia","category-politica","tag-ata-spa","post_cat_citta-pietra-ligure","post_cat_citta-savona","post_cat_citta-varazze"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/453102","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/10593"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=453102"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/453102\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=453102"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=453102"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=453102"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}