{"id":452913,"date":"2018-11-20T20:04:03","date_gmt":"2018-11-20T19:04:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=452913"},"modified":"2018-11-20T20:05:18","modified_gmt":"2018-11-20T19:05:18","slug":"copa-libertadores-tra-boca-e-river-2-a-2-nella-historica-finale-di-andata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/11\/copa-libertadores-tra-boca-e-river-2-a-2-nella-historica-finale-di-andata\/","title":{"rendered":"Copa Libertadores: tra Boca e River 2 a 2 nella &#8220;historica&#8221; finale di andata"},"content":{"rendered":"<p>Da anni il mio raggio d\u2019azione calcistico si \u00e8 spostato inevitabilmente a livello di panorama internazionale in Sudamerica nella terra natia di Maradona, Messi, Di Stefano e Sivori. Grazie alla mia grande amicizia con<br>\nil procuratore\u00a0<b>Arnaldo Talamonti<\/b>\u00a0(zio di Leonardo, ex difensore di Lazio e Atalanta) ed ex dirigente del Boca ho potuto visionare capendone \u00a0l\u2019identit\u00e0 culturale la *cancha de futbol* di tante mitiche societ\u00e0 della metropoli quali gli All Boys (La Isla Malvinas), l\u2019Argentinos Juniors (La Paternal), il Boca Juniors (Alberto Jacinto Armando), la Chacarita, il Ferro Carril Oeste (Arquitecto Ricardo Etcheverri), l\u2019Huracan, il River Plate (Antonio Vespucio Liberti), il San Lorenzo tanto caro a papa Francesco, il Velez Sarsfield, tanto per citarne alcune tra le pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_149\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_149\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Proprio l\u00ec, ho messo meglio a fuoco quella qualit\u00e0 fondamentale che il calciatore deve possedere che in Italia chiamano grinta e che sotto il cielo della pampa viene denominata<b>\u00a0\u201cgarra\u201d<\/b>. Le particelle elementari che la compongono devono immancabilmente essere l\u2019impegno fisico, lo sforzo caratteriale e il coinvolgimento emotivo. Ha la garra chi d\u00e0 il meglio di s\u00e9 in situazioni vivi-o-muori, chi non indietreggia mai, chi lotta *con le unghie e con i denti*, chi *sputa il sangue*, chi *combatte fino all\u2019ultimo respiro. La massima espressione della garra puoi apprezzarla dal vivo se hai la fortuna di poter assistere al Superclasico, la partitissima di calcio giocata tra i due maggiori club di Buenos Aires, il Boca Juniors ed il River Plate. Il termine deriva dalla parola spagnola Cl\u00e1sico (utilizzata in terra iberica per indicare le sfide tra Barcellona e Real Madrid), con davanti il prefisso Super, che sta ad indicare le due squadre pi\u00f9 blasonate dell\u2019Argentina e\u00a0della sua capitale, oltre che a distinguere il match da altri derby giocati nella capitale e nel Paese.<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile del 2004 il periodico britannico The Observer afferm\u00f2 che vedere\u00a0<b>il Supercl\u00e1sico era al primo posto in una classifica delle 50 cose da fare prima di morire<\/b>. Proprio in quell\u2019anno ebbi l\u2019immensa gioia di vivere uno dei momenti pi\u00f9 emozionanti del calcio argentino che \u00e8 senza dubbio la semifinale di Libertadores 2004, passata alla storia come la prima partita dove poterono assistere solo i tifosi di casa (tra questi spicca \u201c<b>LA 12<\/b>\u2033, ossia il principale gruppo di ultras organizzati del club veri e propri padroni dell stadio, conosciuti e apprezzati da tutti gli appassionati di calcio per il calore che riescono a trasmettere ai giocatori in campo). Alla Bombonera\u00a0un gol del flaco Schiavi consegn\u00f2 la vittoria al Boca (mia squadra del cuore, l\u2019unico team argentino a non essere mai retrocesso: dal 1913 milita ininterrottamente in Primera Divisi\u00f3n) ma, al Monumental (vidi la gara da dentro la Bomba insieme a migliaia di tifosi), furono Gonzalez e Nasuti a ribaltare la doppia sfida, riequilibrata solo da un momentaneo gol di Carlito Tevez. Si and\u00f2 dunque ai rigori, dove decisivo fu l\u2019errore di Maxi Lopez e la realizzazione di Javier Villarreal per il 5 a 4 che ci mand\u00f2 in paradiso nel giorno in cui divenni un accanito estimatore di Carlos Bianchi (due Intercontinentali, vinte nel 2000 contro il Real Madrid e tre anni dopo col Milan).<\/p>\n<p>Tornando al lungo cammino dei due club entrambi \u00a0hanno origine a La Boca, con il River Plate fondato nel 1901 e il Boca Juniors nel 1905: i primi sono soprannominati \u201cLosMillonarios\u201d, \u201cI Milionari\u201d, per la notevole disponibilit\u00e0 economica del club mostrata negli anni \u201930, mentre i secondi sono detti \u201cLos Xeneizes\u201d, \u201cI Genovesi\u201d, poich\u00e9 i primi fondatori erano degli immigrati genovesi; curiosamente, anche il River Plate ha parziali origini liguri in quanto nato dalla fusione di due squadre, una delle quali pure fu fondata da genovesi. Il primo incontro ufficiale fu giocato il 24 agosto del 1913, con la vittoria per 2-1 del River. Il 23 giugno 1968 allo Stadio Monumental, dopo una partita tra le due squadre, 71 tifosi persero la vita schiacciati dal Cancello n\u00ba 12, e altri 150 rimasero feriti. Il disastro fu il peggior incidente correlato al calcio nella storia dell\u2019Argentina; l\u2019et\u00e0 media delle vittime era di 19 anni. Dopo tre anni di indagini, non fu trovato nessun colpevole. Da quel momento, i cancelli dello stadio vennero identificati con delle lettere al posto dei numeri. Alla fine della stagione 1968, le 68 squadre della Federazione argentina raccolsero 100000 pesos per le famiglie dei deceduti.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno per la prima, storica volta si disputa la finale di Copa Libertadores. Il sogno di una citt\u00e0 intera si \u00e8 finalmente realizzato. Il River Plate si \u00e8 qualificato per primo, superando il Gremio in una semifinale combattutissima; mentre il Boca Juniors \u00e8 riuscito a resistere al tentativo di rimonta del Palmeiras\u00a0pareggiando in Brasile dopo aver vinto in Argentina all\u2019andata. Un segno del destino forse, visto che per l\u2019ultima volta la finalissima si gioca tra\u00a0andata e ritorno mentre dalla prossima edizione sar\u00e0 in campo neutro. Con\u00a0la possibilit\u00e0 quindi per La Bombonera ed il Monumental di spingere i propri giocatori verso un trionfo che va davvero al di l\u00e0 di un semplice trofeo. A Buenos Aires fremono e non vedono l\u2019ora di godersi questa finale che divider\u00e0 la citt\u00e0 in due popoli. Con in palio, oltre al titolo\u00a0continentale, la possibilit\u00e0 di qualificarsi al Mondiale per club in programma negli Emirati Arabi tra il 12 e il 22 dicembre.<\/p>\n<p>La doppia finale si sarebbe dovuta svolgere con l\u2019andata prevista per il 7 novembre e il ritorno per il 28 sempre dello stesso mese. La Conmebol ha per\u00f2 cambiato le date: l\u2019andata si \u00e8 giocata l\u201911 novembre alla Bombonera<br>\n(con un giorno di rinvio causa temporale violento : risultato 2 a 2), mentre il ritorno al Monumental \u00e8 previsto per il 24 novembre. Entrambe le sfide vengono disputate alle 16 locali, le 20 in Italia. A fine novembre a<br>\nBuenos Aires si terr\u00e0 il G20 e, per ragioni di ordine pubblico, si \u00e8 deciso di correre ai ripari cambiando le date inizialmente previste. Secondo quanto riportato dal Clar\u00edn, anche il segretario generale del Boca, Christian Gribaudo, aveva manifestato la possibilit\u00e0 di spostare la finale.<\/p>\n<p>Il match d\u2019andata si \u00e8 giocato alla Bombonera; mentre il ritorno sar\u00e0 al Monumental. Tutto ci\u00f2 perch\u00e9 il Boca ha terminato la fase a gironi con meno punti del River, quindi i \u2018Millonarios\u2019 hanno acquisito la possibilit\u00e0 di<br>\ngiocarsi la sfida di ritorno davanti alla propria gente. Inoltre le due finali sono frammezzate dalla pausa nazionali. Il ct ad interim dell\u2019Argentina, Lionel Scaloni, non dovrebbe convocare alcun giocatore delle due squadre in questione proprio per evitare di \u2018compromettere\u2019 l\u2019evento tanto atteso, ma non \u00e8 detto che anche i ct delle altre nazionali possano fare lo stesso ad esempio con i giocatori uruguaiani o colombiani dei due club.<\/p>\n<p>Come riportato dal quotidiano argentino \u201cLa Nacion\u201d, due genitori hanno scelto di chiamare il primo figlio con il nome della squadra del cuore, Augustin Enzo River Plate. La curiosit\u00e0 \u00e8 che il neonato avr\u00e0 tre nomi: Agust\u00ecn, Enzo (scelto in onore di Enzo Francescoli) e River, scelto dal padre Nahuel, mentre il suo cognome, Plate, \u00e8 preso dalla madre Ana Sof\u00eca. Il River Plate, che trae il proprio nome dalla scritta presente su una cassa dei marinai britannici, si trasferisce quasi immediatamente nel barrio Palermo, dove vivono gli immigrati italiani, e poi nei primi anni \u201920 nel pi\u00f9 ricco quartiere di Nunez, a nord della citt\u00e0. Il Boca Juniors, invece, rappresenter\u00e0 sempre la parte operaia della citt\u00e0 e anche se negli anni trover\u00e0 il modo di arricchirsi enormemente \u2013 soprattutto con la vendita alle squadre europee dei propri giocatori pi\u00f9 talentosi \u2013 rester\u00e0 sempre nel cuore della parte pi\u00f9 proletaria di Buenos Aires. I Milionarios, soprannome che fa riferimento appunto alla ricchezza tradizionale del River Plate, amano il bel gioco; i tifosi Xeneizes (Genovesi) si esaltano per grinta e sudore, e anche se lo scorrere del tempo ha inevitabilmente assottigliato certe differenze stilistiche queste\u00a0resistono ancora oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[182,32],"tags":[85989,5327,58119],"class_list":["post-452913","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calcio","category-sport","tag-calcio","tag-calcio-giovanile","tag-speciale-settore-giovanile","post_tag_personaggi-felicino-vaniglia"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/452913","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=452913"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/452913\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=452913"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=452913"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=452913"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}