{"id":45225,"date":"2008-12-27T10:48:23","date_gmt":"2008-12-27T09:48:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/12\/27\/sulla-messa-della-notte-di-natale-nel-duomo-di-savona\/"},"modified":"2008-12-27T10:48:23","modified_gmt":"2008-12-27T09:48:23","slug":"sulla-messa-della-notte-di-natale-nel-duomo-di-savona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/12\/sulla-messa-della-notte-di-natale-nel-duomo-di-savona\/","title":{"rendered":"Sulla Messa della notte di Natale nel Duomo di Savona"},"content":{"rendered":"<p>\u201cMi \u00e8 venuta in mente una parola di Sant\u2019Agostino che dice: \u201ccantare amantis est\u201d. Fonte del canto \u00e8 l\u2019amore. L\u2019educazione al canto, a cantare in coro, non \u00e8 solo un esercizio dell\u2019udito esteriore e della voce; \u00e8 anche un\u2019educazione dell\u2019udito interiore, l\u2019udito del cuore, un esercizio e un\u2019educazione alla vita e alla pace. Cantare insieme, in coro, e tutti i cori insieme, esige attenzione all\u2019altro, attenzione al compositore, attenzione al maestro, attenzione a questa totalit\u00e0 che chiamiamo musica e cultura, e, in tal modo, cantare in coro \u00e8 un\u2019educazione alla vita, un\u2019educazione alla pace, un camminare insieme\u201d. Queste le parole di Papa Benedetto XVI al termine di un concerto corale (in particolare si trovava a Cadore, nell\u2019estate 2007).<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_990\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_990\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_990').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_990\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ho partecipato, insieme a tantissimi altri, alla Messa di Natale, a mezzanotte. Un momento di comunione importantissimo per i savonesi, forse anche per chi credente o assiduo praticante non \u00e8. Un momento ricco di significati per tutti, come ha ben sottolineato il nostro Vescovo, Monsignor Vittorio Lupi, in un suo discorso molto toccante e assolutamente ricco di temi d\u2019attualit\u00e0. In una notte in cui neanche la persona pi\u00f9 cinica o provata dalle esperienze riesce, in fondo in fondo, a non sentire qualche suggestione, \u00e8 mancata per\u00f2 la musica, e di questo non pochi partecipanti alla Messa si sono accorti. In un giorno che per i fedeli \u00e8 fondante, quello della nativit\u00e0, la musica ha sempre rivestito un\u2019importanza basilare. Se non si ha dimestichezza con la storia della musica, basti per un attimo pensare alle raffigurazioni della nativit\u00e0 di ogni tempo, anzi soprattutto alle pi\u00f9 antiche, dove il coro angelico, dotato anche degli strumenti coevi alla realizzazione dell\u2019opera, non mancavano mai. Gli artisti che hanno dipinto, scolpito, inciso le nativit\u00e0 hanno sempre raffigurato, con consapevole falso storico, gli strumenti che vedevano con i loro occhi. Questo perch\u00e9 la nascita di un bambino ebreo, Yoshua ben Yossef che divenne il Cristo, era, \u00e8, la rinnovazione del mondo, la gioia, e tutto si ripeteva e si ripete nel momento presente, trovava e trova degno sostegno e propagazione contagiosa nella musica, nel \u201ccanticum novum\u201d.<\/p>\n<p>La musica ha un forte significato anche sociale in questo evento, e forse per la Messa di Natale si \u00e8 pensato a proporre musiche \u201cfacili\u201d, \u201cmoderne\u201d ecc.. pensando forse che l\u2019assemblea avesse pi\u00f9 facilit\u00e0 di partecipazione. Cos\u00ec non \u00e8 stato. Si sono dimenticate cose fondamentali per la comunit\u00e0 savonese. Per chi, come il sottoscritto, lontano da Savona ha studiato che la nostra provincia si distingue in Italia per i cori, \u00e8 stata una sorpresa, intanto, non trovare il Coro alla Messa di Natale. Chi non lo sa dovrebbe essere conscio che negli studi musicali seri, universitari, il territorio savonese \u00e8 ricordato (Chiabrera a parte) perch\u00e9 ha prodotto cori polifonici, pi\u00f9 o meno professionali, in gran quantit\u00e0 e tali da connaturare la nostra provincia rispetto a tutte le altre. Continuo a considerare un concerto di ormai tanti anni fa al Musikverein (da dove fra pochi giorni tutto il mondo ascolter\u00e0 il tradizionale concerto di capodanno) di Vienna, ma non pochi fra coloro che leggono si ricorderanno, come la massima espressione e il momento pi\u00f9 alto e di maggiore visibilit\u00e0 della musica \u201cmade in Savona\u201d. La corale era la \u201cBartolomeo della Rovere\u201d, uno dei cori pi\u00f9 antichi al mondo con i suoi quasi 500 anni e, guarda caso, anche il coro della nostra Cattedrale. Al posto del \u201cnostro\u201d coro, alcune chitarre e il bell\u2019organo Mascioni, restaurato e in grado di emettere musiche e sonorit\u00e0 stupende, relegato ad improbabile e dimesso accompagnamento di alcuni \u2026sconcertanti canti. Durante la liturgia del Natale, e solo per questa occasione, si ha l\u2019opportunit\u00e0 di ascoltare il \u201cPuer natus est nobis\u201d, l\u2019introito per eccellenza, usato da secoli. Confesso che sarebbe bello, ma qui si aprirebbero altre discussioni sull\u2019uso del latino in chiesa ecc., ascoltarlo nello stupendo gregoriano originale. Certo per\u00f2 non come si \u00e8 ascoltato la notte di Natale: un accrocchio messo insieme da, non so chi, ma da qualcuno che nessuno che non sia sordo definirebbe \u201ccompositore\u201d.<\/p>\n<p>Questo ad altri inascoltabili brani sono stati \u201cdiretti\u201d da un signore che si sbracciava e credeva di dirigere l\u2019assemblea mentre era il primo ad essere fuori tempo di parecchi quarti. Il tutto su strofe dalla \u201cmetrica\u201d ridicola: sembrava di sentire Elio e le storie tese (ma mi perdonino!) quando prendono in giro i cantantucoli italiani e le loro improbabili canzoni. La mancanza del coro, del repertorio e della direzione musicale \u00e8 stata una grossa pecca e un errore sotto ogni punto di vista. L\u2019assemblea avrebbe sicuramente gradito e sarebbe servito alla Messa, ma non faccio che pochissimi esempi, un \u201cCantate Domino\u201d in una qualsiasi delle tante versioni composte da grandi musicisti del passato, oppure, per farla intonare a tutti, nella pi\u00f9 recente e conosciuta versione \u201cfacilitata\u201d, ad una voce, da Attilio Acquarone; perch\u00e9 non fare, attualizzando ma con qualit\u00e0, il \u201cOggi \u00e8 nato un bambino\u201d di Paolo Venturino, attuale bravo direttore del coro \u201cDella Rovere\u201d? Ci sono poi altri, conosciuti da tutti, come l\u2019 \u201cAdeste fideles\u201d, il \u201cVerbum Caro\u201d ecc. ecc.. Questo per rimanere alla liturgia \u201ccanonica\u201d del Natale, ma tra i grandissimi compositori del passato si pu\u00f2 trovare veramente di tutto che vada bene per l\u2019occasione.<\/p>\n<p>Insomma, se chi di dovere ha pensato di avvicinare l\u2019assemblea, cos\u00ec facendo ha ottenuto, a mio parere, l\u2019effetto contrario. Senza commenti e brevemente lascio l\u2019ultima parola a Monsignor Marco Frisina, dell\u2019Ufficio liturgico del vicariato di Roma: \u201cNell\u2019ambito rituale certamente il canto corale occupa un posto particolare, l\u2019unione delle voci diverse ma fuse in un unico evento musicale sono un simbolo chiaro dell\u2019unione del gruppo e del popolo davanti all\u2019evento celebrato. La musica deve sempre rispondere al criterio della qualit\u00e0: la musica per la liturgia non pu\u00f2 separarsi dal contesto pi\u00f9 ampio della musica pura, deve essere sempre di qualit\u00e0 alta proprio per il suo uso: nella lode a Dio si d\u00e0 il meglio.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Alessandro Acquarone<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMi \u00e8 venuta in mente una parola di Sant\u2019Agostino che dice: \u201ccantare amantis est\u201d. Fonte del canto \u00e8 l\u2019amore. 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