{"id":450906,"date":"2018-10-25T18:21:13","date_gmt":"2018-10-25T16:21:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=450906"},"modified":"2018-10-25T18:39:23","modified_gmt":"2018-10-25T16:39:23","slug":"omicidio-di-janira-in-aula-la-guerra-tra-i-consulenti-secondo-la-difesa-alamia-ha-un-vizio-almeno-parziale-di-mente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/10\/omicidio-di-janira-in-aula-la-guerra-tra-i-consulenti-secondo-la-difesa-alamia-ha-un-vizio-almeno-parziale-di-mente\/","title":{"rendered":"Omicidio di Janira, in aula la &#8220;guerra&#8221; tra i consulenti: secondo la difesa Alamia ha un vizio (almeno parziale) di mente"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. La capacit\u00e0 di intendere e volere di Alessio Alamia al momento dell\u2019omicidio dell\u2019ex fidanzata Janira D\u2019Amato, uccisa il 7 aprile del 2017 con 49 coltellate nella casa del ragazzo in piazzetta Morelli a Pietra Ligure. E\u2019 stato questo il tema al centro della quarta udienza del processo che, questa mattina, ha visto susseguirsi in aula le deposizioni del perito nominato dal gip di effettuare la perizia psichiatrica sull\u2019omicida in sede di incidente probatorio e dei consulenti delle parti tra cui la criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone nominata dalla famiglia della vittima.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_203\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_203\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_203').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_203\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ovviamente durante le deposizioni del perito e dei consulenti del pubblico ministero e della parte civile non ci sono state sorprese: tutti hanno confermato le conclusioni della perizia svolta in incidente probatorio, ovvero che Alamia, anche considerando alcuni tratti della sua personalit\u00e0 ritenuta narcisistica e disturbata, era capace di intendere e di volere e di stare in giudizio. Una tesi che \u00e8 stata completamente contestata dal consulente della difesa, il dottor Pietro Pietrini (nominato dopo che la perizia psichiatrica era gi\u00e0 stata eseguita dal legale dell\u2019imputato, l\u2019avvocato Laura Razetto) secondo cui, al contrario, l\u2019omicida ha una un disturbo misto di personalit\u00e0 (un disturbo dipendente e uno border line) e per questo motivo si trovava in condizione di stato di mente alterato e al momento del delitto aveva quantomeno una capacit\u00e0 gravemente scemata di intendere. Per il consulente della difesa, quindi, Alamia ha un vizio (almeno) parziale di mente ed ha commesso un reato d\u2019impeto perch\u00e9 in quel momento aveva un controllo gravemente compromesso sulle sue azioni.<\/p>\n<p>Conclusioni dopo le quali il perito Gabriele Rocca ha replicato sottolineando che nel suo lavoro non ha mai definito Alamia come \u201cassolutamente normale\u201d. \u201cLo era in relazione al suo assetto funzionale\u201d ha detto il Professore di Psicopatologia Forense che ha precisato come, dal punto di vista medico legale e non psiachiatrico, non ritiene ci siano dubbi sull\u2019assenza di vizi di mente tali da condizionare la capacit\u00e0 di intendere dell\u2019imputato: \u201cIn qualsiasi modo si vogliano definire o interpretare i tratti di personalit\u00e0 di Alamia non interferivano con la sua capacit\u00e0 di capire che non si uccide una persona. Nella sua vita lui sapeva perfettamente quello che faceva e orientava le sue aspettative rispetto alle scelte che faceva\u201d.<\/p>\n<p>In aula \u00e8 anche emerso un particolare relativo all\u2019inizio delle operazioni peritali su Alamia. Al primo colloquio in carcere coi consulenti, l\u2019omicida ha esordito sostenendo che la sua fidanzata non era morta. \u201cSi chiama pseudo demenza isterica ed \u00e8 una forma di difesa che pu\u00f2 sfociare appunto in un atteggiamento simulatorio finalizzato ad ottenere vantaggio. Quando ha visto che su di noi non faceva presa ha cessato questo atteggiamento\u201d ha spiegato il dottor Gianluigi Rocco, il consulente del pm Elisa Milocco.<\/p>\n<p>Nell\u2019udienza di oggi, oltre a concentrarsi sulle conclusioni della perizia psichiatrica sull\u2019imputato, si \u00e8 parlato nuovamente anche del delitto ed in particolare della dinamica con cui sarebbe avvenuto. Un argomento che \u00e8 stato toccato sia dal medico legale Marco Canepa, che aveva effettuato l\u2019autopsia sulla vittima, che dalla consulente della famiglia Roberta Bruzzone. Infine l\u2019ingegnere Francesco Picasso, nominato dal pm, si \u00e8 soffermato sull\u2019analisi dei cellulari di vittima e omicida riferendo in particolare della \u201cfamosa\u201d ricerca fatta il 5 aprile 2017, navigando dallo smartphone, da Alamia che aveva digitato su google le frasi \u201cUccidere persone\u201d, \u201cCome uccidere una persona\u201d e \u201cUccisione senza traccia\u201d.<\/p>\n<p>[tag name=\u201domicidio janira\u201d]<\/p>\n<p><strong>L\u2019AUTOPSIA<\/strong><\/p>\n<p>Il medico legale Marco Canepa, incaricato dal sostituto procuratore Daniela Pischetola (che per prima si occup\u00f2 del caso) di effettuare l\u2019esame necroscopico ha ricostruito le risultanze del suo lavoro.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cConsiderando ferite da taglio, punta e taglio, ma anche le abrasioni provocate dalla lama sul corpo della vitima ne ho contate 49, ma non posso escludere che nel collo possa aver colpito pi\u00f9 volte, quindi potrebbero essere anche pi\u00f9 di 50. La morte \u00e8 stata causata dall\u2019anemizzazione acuta dovuta alle lesioni gravi ai grossi vasi sanguigni, in particolare sul collo. Durante l\u2019autopsia ho rinvenuto un frammento della punta del coltello nella parte posteriore del cranio. Ho fatto un\u2019ipotesi sulla dinamica dell\u2019evento e sembrerebbe che potesse esserci stata un\u2019aggressione iniziale frontale e poi che la vittima sia stata trattenuta e nuovamente colpita con altre coltellate\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>L\u2019ANALISI DEI CELLULARI: I CONTATTI TRA I DUE E QUELLA STRANA RICERCA<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ingegner Francesco Picasso, consulente del pm, ha effettuato l\u2019analisi dei reperti informatici sequestrati all\u2019indagato e alla vittima (pc, tablet, cellulari).<\/p>\n<blockquote><p>\u201cDopo aver estratto il materiale lo abbiamo analizzato. Ci siamo concentrati in particolare sulle chat a partire dal 27 marzo quando i toni non erano pi\u00f9 cordiali. Nella notte del 5 aprile 2017 c\u2019\u00e8 un evento particolare. Janira si vede con una persona diversa e mentre \u00e8 fuori la mamma la cerca. Lei non risponde subito e cos\u00ec la madre manda anche messaggio ad Alessio che poi cerca la vittima. Dopo che i due si parlano al telefono, alle 3,16, Alessio fa tre ricerche su Google dall\u2019iPhone: \u2018Uccidere persone\u2019, \u2018Come uccidere una persona\u2019 e \u2018Uccisione senza traccia\u2019. La ricerca lo ha portato a cliccare su un video ma non c\u2019\u00e8 certezza che lo abbia visto perch\u00e9 complessivamente la sua ricerca \u00e8 durata circa 5 minuti. In ogni caso i video usciti con quelle chiavi di ricerca erano pertinenti a fatti di cronaca e non specifici\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>LA PERIZIA PSICHIATRICA <\/strong><\/p>\n<p>Gabriele Rocca, Ricercatore Universitario in Medicina Legale e Professore Aggregato di Psicopatologia Forense, ha ricevuto l\u2019incarico dal gip di svolgere la perizia psichiatrica sull\u2019omicida in sede di incidente probatorio.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cInsieme ai consulenti delle parti abbiamo condotto una valutazione su Alamia facendo tre visite in carcere e effettuando test psicometrici. Prima di svolgere i test abbiamo ricostruito anche il percorso di vita del ragazzi, che \u00e8 stato preso in carico dai servizi sociali nel 2004 ed affidato alla nonna. \u00c8 emerso che ha un quoziente intellettivo lievemente deficitario, mentre i test evidenziavano una personalit\u00e0 con tratti disarmonici. E\u2019 un soggetto che manifesta tratti di discontrollo, ha una visione egocentrica, scarso interesse a relazionarsi col prossimo, un importante tratto narcisistico e incapacit\u00e0 di comprendere necessit\u00e0 e bisogni altrui. Durante la carcerazione sono emersi dei sintomi di stress post traumatico. Le nostre conclusioni quindi erano che aveva un\u2019intelligenza deficitaria ed una disarmonia di personalit\u00e0, ma nessuno dei problemi interferiva con la capacit\u00e0 di intendere e volere. Non c\u2019\u00e8 traccia di alterazioni che possano interferire con la capacit\u00e0 di intendere oppure un vizio di mente n\u00e9 parziale n\u00e9 totale ed ha quindi piena capacit\u00e0 di stare in giudizio\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>\u201cJANIRA NON E\u2019 MORTA\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Il dottor Gianluigi Rocco, consulente del pm e psichiatra forense, ha confermato di essere concorde con le conclusioni della perizia.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cHo partecipato alle operazioni peritali. Alessio Alamia ha esordito dicendo che la sua fidanzata non era morta. Si chiama pseudo demenza isterica ed \u00e8 una forma di difesa che pu\u00f2 sfociare appunto in un atteggiamento simulatorio finalizzato ad ottenere vantaggio. Quando ha visto che su di noi non faceva presa ha cessato questo atteggiamento. E\u2019 un ragazzo molto giovane e quindi con una personalit\u00e0 non ancora strutturata. Secondo me si colloca nelle forme di minor gravit\u00e0 di disturbi della personalit\u00e0, ma lui funzionava nella realt\u00e0.<br>\nNon era capace di mettersi nei panni degli altri ed aveva una scarsa tolleranza alla frustrazione, ma non si pu\u00f2 dire che non avesse un rapporto con la realt\u00e0\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>\u201cUN SOGGETTO PARASSITARIO\u201d: L\u2019ANALISI DELLA CRIMINOLOGA BRUZZONE<\/strong><\/p>\n<p>La nota criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone, nominata come consulente di parte dalla famiglia di Janira D\u2019Amato, non solo ha partecipato alle operazioni peritali, ma ha anche svolto un sopralluogo sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica dell\u2019omicidio.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIl quadro che emerge \u00e8 quello di una persona narcisistica. Durante i colloqui Alessio disse che Janira lo doveva mantenere. Siamo davanti ad una struttura della personalit\u00e0 improntata in maniera narcisistica: lui vedeva in Janira una figura da cui dipendere. Era un soggetto senza una capacit\u00e0 empatica e che ha progettato una vendetta. Dopo il delitto cercava di ripararsi dalla colpa dicendo che era stato aggredito e che si era difesa o che lei picchiava il cane.<br>\nE\u2019 un soggetto con personalit\u00e0 narcisistica, ma non ritengo sia border line perch\u00e9 secondo me lui sa perfettamente dove vuole andare a parare. Faceva spesso leva sul senso di colpa di Janira che, avendo un legame affettivo con lui, cercava di accudirlo. Lui era un parassita, voleva sfruttarla per gratificare se stesso sotto ogni punto di vista come quello economico o sessuale\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>L\u2019OMICIDIO: \u201cAGGREDITA ALLE SPALLE\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Sulla dinamica dell\u2019aggressione fatale, la criminologa Roberta Bruzzone, sulla base dell\u2019analisi delle tracce di sangue sulla scena del crimine ha effettuato delle ipotesi molto precise e circostanziate.<\/p>\n<p>\u201cNell\u2019appartamento, un ambiente molto piccolo, abbiamo un imbrattamento ematico molto specifico, con tracce su pareti ed arredi esigue. Secondo me l\u2019aggressione inizia alle spalle, con le coltellate in testa dopo le quali Janira \u00e8 caduta a terra, e poi Alamia \u00e8 salito a cavalcioni su di lei e l\u2019ha trattenuta gi\u00f9. Lui colpisce nel collo almeno tre volte, lesionando carotide e giugulare. Sono ferite che, se fatte ad un soggetto in piedi, provocherebbero un vasto schizzo di sangue, ma non ci sono tracce ematiche compatibili con questa evenienza. Le lesioni sul collo e le tracce di sangue rilevate sul pavimento mi dicono che assassino l\u2019ha colpita mentre era a terra. Inoltre tutte le lesioni frontali hanno margini frastagliati perch\u00e9 il coltello aveva gi\u00e0 la punta rotta, mentre quelle in testa sono precise.<br>\nDopo l\u2019omicidio Alamia ha poi girato la vittima a faccia in gi\u00f9 come il corpo \u00e8 stato trovato dai soccorritori. E\u2019 un meccanismo psicologico per nascondere quello che ha fatto che in inglese si chiama \u2018undoing\u2019. Non \u00e8 una condotta finalizzata a depistare le indagini, ma volta a tutelare psiche dell\u2019omicida che allontana da s\u00e8 i riscontri oggettivi di quanto successo.<\/p>\n<p><strong>LA TESI DEL CONSULENTE DELLA DIFESA<\/strong><\/p>\n<p>Pietro Pietrini, neuroscienziato e psichiatra, \u00e8 professore ordinario di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica e Direttore della Scuola IMT Alti Studi di Lucca ed \u00e8 stato nominato dalla difesa come consulente. La sua \u00e8 la \u201cvoce fuori dal coro\u201d secondo cui Alamia non era capace (almeno parzialmente) di intendere e volere. Per dimostrarlo ha effettuato anche un esame genetico perch\u00e9 recenti studi in questo campo hanno dimostrato che la presenza di determinati varianti genetiche implicate nel metabolismo dei neurotrasmettitori cerebrali pu\u00f2 essere associata ad un rischio maggiore di sviluppare comportamenti antisociali e di commettere atti criminali.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cHo incontrato l\u2019imputato in carcere in due occasioni. E\u2019 una persona giovane e con una personalit\u00e0 in fase di strutturazione e, dall\u2019analisi della sua esistenza, emerge che \u00e8 figlio unico e ha genitori con problemi, che lo hanno abbandonato. Per questo \u00e8 cresciuto coi nonni come riferimento finch\u00e9 non ha perso, nel 2005, il nonno ed il bimbo vede sparire una figura di riferimento, ovvero il surrogato paterno.<br>\nHo fatto un esame genetico su Alamia per vedere le sue varianti alleliche: esistono infatti delle varianti che predispongono un significativo aumento di rischio che in un ambiente negativo si presenti una certa vulnerabilit\u00e0 ed aggressivit\u00e0. E lui ha una condizione composita che rispecchia questo aumento di rischio, ovviamente in correlazione con l\u2019ambiente nefasto in cui \u00e8 cresciuto.<br>\nConcordemente sono emersi alcuni punti su cui siamo d\u2019accordo: per esempio Alamia non \u00e8 in grado di riconoscere le emozioni degli altri, ha un\u2019intelligenza ridotta. Ho sentito parlare di tratti di personalit\u00e0, ma Alamia ha una serie di criteri diagnostici caratteristici del disturbo di personalit\u00e0. Se ci fermassimo al 6 di aprile, se lui venisse in studio da me, se mi segnassi quello che mi dice, io direi che Alamia ha un disturbo misto di personalit\u00e0: un disturbo dipendente e uno border line.<br>\nPer questo Alamia si trovava in una condizione di alterato stato di mente e al momento del delitto aveva quantomeno una capacit\u00e0 gravemente scemata di intendere\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il processo continuer\u00e0 ad inizio novembre quando in aula saranno ascoltati i testimoni di parte civile (i famigliari di Janira sono assistiti dagli avvocati Simone Mariani e Fabrizio Biale).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al centro dell&#8217;udienza la perizia psichiatrica effettuata sull&#8217;omicida, ascoltata anche la criminologa Bruzzone: &#8220;Alessio aveva una personalit\u00e0 narcisistica&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[93253,103532],"class_list":["post-450906","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-omicidio-janira","tag-processo-alamia","post_cat_citta-pietra-ligure","post_cat_citta-savona","post_tag_personaggi-alessio-alamia","post_tag_personaggi-janira-damato"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/450906","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=450906"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/450906\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=450906"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=450906"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=450906"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}