{"id":44943,"date":"2008-12-23T10:12:56","date_gmt":"2008-12-23T08:12:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=44943"},"modified":"2010-04-21T21:52:01","modified_gmt":"2010-04-21T19:52:01","slug":"allarme-poverta-per-le-famiglie-il-15-non-arriva-a-fine-mese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/12\/allarme-poverta-per-le-famiglie-il-15-non-arriva-a-fine-mese\/","title":{"rendered":"Nuove povert\u00e0 e famiglie che non arrivano a fine mese"},"content":{"rendered":"<p>[image:10030:r:s=1]<strong>Savona<\/strong>. \u201cIl periodo di Natale \u00e8 quello in cui i mezzi di comunicazione concentrano maggiormente i riflettori sul tema della povert\u00e0, ma i poveri sono poveri tutto l\u2019anno e, mentre alcune situazioni evolvono nella cronicit\u00e0, nuove persone entrano nella fascia dell\u2019indigenza\u201d. Don Adolfo Macchioli, direttore della Caritas diocesana, sottolinea come il fenomeno strisciante della crisi economica abbia gi\u00e0 prodotto i suoi temibili frutti. L\u2019indagine campionaria \u201cReddito e condizioni di vita\u201d dell\u2019Istat fotografa un quadro allarmante, nonostante generalmente \u2013 come osserva lo stesso don Macchioli \u2013 \u201csi parli molto di una crisi che viene percepita come un rischio, come una possibilit\u00e0, anzich\u00e9 come una realt\u00e0\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_667\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_667\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Le condizioni di vita peggiorano: alla fine del 2007 \u00e8 salito dal 14,6 al 15,4% il numero delle famiglie che ha avuto difficolt\u00e0 ad arrivare a fine mese e una su tre (il 32,9%) ha dichiarato di non essere stata in grado di far fronte a una spesa imprevista di 700 euro. Il 5,3% ha addirittura affermato di aver avuto, negli ultimi 12 mesi, momenti con insufficienti risorse per acquistare cibo, mentre l\u201911,1% per le spese mediche e il 16,9% per l\u2019acquisto di abiti necessari. Le situazioni pi\u00f9 gravi sono nelle famiglie con tre o pi\u00f9 figli minori, per gli anziani soli, specie donne con pensioni molto basse, e le famiglie mono-genitori, per lo pi\u00f9 composte da madri sole, separate o divorziate o vedove.<\/p>\n<p>\u201cMolte famiglie sono in condizione di vulnerabilit\u00e0, ad un passo dalla situazione di povert\u00e0, oppure gi\u00e0 in quella situazione ma senza accorgersene \u2013 spiega Maurizio Raineri, presidente della Fondazione diocesana Comunit\u00e0Servizi \u2013 Ricordiamo i molti anziani con pensioni al di sotto dei mille euro mensili, che vivono in appartamenti in affitto, o in case di propriet\u00e0, ma che non riescono pi\u00f9 a far fronte alle spese del condominio, a quelle sanitarie e di assistenza, quindi in forte difficolt\u00e0 nella gestione ordinaria del quotidiano\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa situazione di molti nuclei familiari che fanno fatica a sostenersi appare preoccupante \u2013 aggiunge Raineri \u2013 Spesso si tratta di nuclei con un solo genitore, con una separazione alle spalle o con una convivenza: la fragilit\u00e0 della famiglia pesa non poco nel nostro sistema sociale. Nonostante tutte le forme di tutela giuridica e amministrativa, la separazione implica un raddoppio di spese di gestione sia per il genitore con figli, sia per quello che resta solo: da un nucleo a due. Se poi si hanno famiglie monoreddito, o con contratti precari, o dove uno dei due \u00e8 part-time, la questione si complica maggiormente\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2007 il 18,5% delle famiglie monoreddito dichiara di arrivare con molta difficolt\u00e0 alla fine del mese. Mentre l\u201911,1% delle coppie con figli e, tra queste, il 21% di quelle con tre o pi\u00f9 figli, dichiara di essersi trovata in arretrato con il pagamento delle bollette, contro il 5,3% delle famiglie senza figli. La situazione di maggiore vulnerabilit\u00e0 delle coppie con almeno tre figli \u00e8 poi confermata anche dagli indicatori considerati dall\u2019indagine Istat: il 25% dichiara di arrivare a fine mese con molta difficolt\u00e0, l\u20198,1% di avere avuto insufficienti risorse per le spese alimentari, e il 25,3% per le spese di vestiario. Difficolt\u00e0 minori sono riportate da famiglie che possono contare su reddito autonomo come fonte principale.<\/p>\n<p>[image:7124:r:s=1]Don Adolfo Macchioli punta il dito verso gli stili di vita, sempre pi\u00f9 condizionati dalle mode e dagli standard che guardano all\u2019alto, sempre pi\u00f9 influenzati dalla societ\u00e0 dei consumi. Afferma il direttore della Caritas savonese: \u201cOggi viene chiesto un tenore medio alto per sentirsi \u2018normali\u2019: abitazione di propriet\u00e0, auto accessoriata, tecnologia, vacanze pi\u00f9 volte all\u2019anno, eccetera. Si rischia di essere poveri perch\u00e9 si rincorre un modello fuori della nostra portata, ma dentro al quale siamo immersi sino al collo. Occorre fare un grosso sforzo che aumenti l\u2019attenzione la vigilanza sullo stile di vita per evitare l\u2019impiego importante delle nostre energie sia psicofisiche, sia monetarie, quindi per evitarne lo spreco in favore di una migliore distribuzione. Spiace constatare come, anche in questo caso, le ricette per rilanciare l\u2019economia e lo sviluppo siano concordi nell\u2019aumentare fiducia, consumi e acquisti verso un\u2019esposizione debitoria che nella maggior parte della popolazione si \u00e8 rilevata catastrofica\u201d.<\/p>\n<p>Il fenomeno della povert\u00e0 \u00e8 caratterizzato non tanto da aumenti improvvisi, ma da una crescita costante nel tempo, quasi fosse un incremento fisiologico. Ci sono, ancora pi\u00f9 allarmanti, per\u00f2, le situazioni croniche. Quali sono i poveri pi\u00f9 a rischio sul territorio savonese? Innanzitutto i senza dimora, persone di et\u00e0 relativamente giovane (la media \u00e8 di qurantotto anni), segnate spesso dal disagio psicorelazionale, mai troppo conclamato da essere pericoloso, dipendenti da alcool o da farmaci, con alle spalle dei legami familiari distrutti. Oggi la rete dei servizi sul territorio permette, in cittadine piccole come Savona, un\u2019accoglienza importante, evitando ai pi\u00f9 la permanenza in strada.<\/p>\n<p>Poi ci sono gli immigrati. Lo straniero che si rivolge ai servizi della Caritas \u00e8 al 53% donna, ha un\u2019et\u00e0 media sui trentanove anni e rimane ospite della struttura d\u2019accoglienza per il tempo di accaparrarsi una sistemazione che, se non trova, cerca altrove spostandosi geograficamente. Gli extracomunitari pi\u00f9 poveri provengono dall\u2019Est europeo (Polonia, Romania, Moldavia, Ucraina) e dall\u2019area Nord Africana (Marocco, Tunisia, Libia). Comincia ad aumentare anche la presenza di sudamericani, che per ora non hanno fatto rilevare particolari problemi di integrazione.<\/p>\n<p>\u201cIl rischio \u00e8 che le nostre comunit\u00e0 diventino sorde a situazioni che evolvono nella cronicit\u00e0, a volte senza speranza: il rischio \u00e8 quello di assistere lentamente al loro declino aspettando che spariscano alla nostra vista, dato che ormai non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da fare. Sono proprio queste invece le situazioni che maggiormente ci interpellano come comunit\u00e0 ecclesiale e come comunit\u00e0 civile\u201d ha sottolineato di recente il vescovo della diocesi di Savona-Noli, monsignor Vittorio Lupi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[image:10030:r:s=1]Savona. \u201cIl periodo di Natale \u00e8 quello in cui i mezzi di comunicazione concentrano maggiormente i riflettori sul tema della povert\u00e0, ma i poveri sono poveri tutto l\u2019anno e, mentre alcune situazioni evolvono nella cronicit\u00e0, nuove persone entrano nella fascia dell\u2019indigenza\u201d. 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