{"id":449113,"date":"2018-10-02T09:03:32","date_gmt":"2018-10-02T07:03:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=449113"},"modified":"2018-10-02T09:03:32","modified_gmt":"2018-10-02T07:03:32","slug":"il-fuori-programma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/10\/il-fuori-programma\/","title":{"rendered":"Il fuori programma"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cVialogando on the road\u201d \u00e8 il diario di viaggio del savonese Luca Negro che, con il friulano Giacomo Iachia, su un vecchio piccolo scomodo fuoristrada di quasi 30 anni battezzato \u201cPulce\u201d partecipa a scopo benefico al Mongol Rally 2018. Il progetto \u00e8 reso possibile grazie al contributo della Coop Augusto Bazzino di Savona:\u00a0\u201cIn quest\u2019epoca di rapidi cambiamenti ci apriremo insieme verso il mondo arricchendoci di nuovi orizzonti, in controtendenza verso la paura e la chiusura su ci\u00f2 che ci \u00e8 distante e diverso\u201d.<br>\n<\/em><em>Dall\u2019Europa alla volta della Siberia, un ponte immaginario tra occidente e oriente attraverso 18 paesi: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/2018\/07\/savona-alla-siberia-suzuki-del-1989-beneficenza-la-pazza-impresa-luca-negro-giacomo-iachia\/\">una lunga odissea da Savona<\/a> fino ad Ulan Ude, nella Siberia Meridionale, poco sopra la Mongolia. In questa rubrica Luca prover\u00e0\u00a0a raccontare, attraverso la sua personale sensibilit\u00e0, gli orizzonti che superer\u00e0 durante questo movimentato e intenso percorso. Vialogando \u201ctravelling stories\u201d \u00e8 invece il \u201cmain project\u201d ideato da Giacomo e si potr\u00e0 seguire l\u2019avventura scritta e documentata insieme sul sito ufficiale <a href=\"http:\/\/www.vialogando.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.vialogando.it<\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/vialogando\/\">su Facebook<\/a>.<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_364\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_364\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_364').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_364\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ad Astana, la nuova capitale del paese da poco pi\u00f9 di vent\u2019anni, la temperatura \u00e8 decisamente pi\u00f9 fredda. Durante l\u2019attesa per l\u2019imbarco verso la Lituania mi rendo conto di non aver dormito nemmeno tre ore, cos\u00ec succede quello che davvero raramente faccio, mi lascio andare alla sicurezza di prenotare un hotel per la prossima citt\u00e0 in modo da potermi riposare e riprendermi serenamente. Poi dal giorno dopo via couchsurfing dovrei avere ospitalit\u00e0 senza problemi.<br>\nIntanto mi viene in mente che anni fa avevo ospitato da me in Liguria Ruta, una giovane ragazza di quelle zone, cerco il suo profilo ed \u00e8 una sorpresa scoprire che \u00e8 proprio di Vilnius, le scrivo che per 2\/3 giorni sar\u00f2 nella sua citt\u00e0\u2026<\/p>\n<p>Vilnius Lituania<br>\nRaggiungere il centro dall\u2019aeroporto \u00e8 di una semplicit\u00e0 incredibile, non solo \u00e8 poco distante, ma basta un solo euro con un bus urbano per arrivarci. Nemmeno un chilometro a piedi e sono in albergo, mi ricevono subito nonostante sia un po\u2019 in anticipo sul l\u2019orario di check-in, ho intanto \u2018guadagnato\u2019 tre ore di fuso orario, so che non dovr\u00f2 dormire troppo, ma una pennichella ristoratrice dopo una bella doccia ci sta eccome!<br>\nAl pomeriggio gironzolo a caso nel bel centro storico della citt\u00e0, tutto sembra cos\u00ec grazioso, gli edifici, le collinette, la torre antica lass\u00f9 da dove si scorge un mega panorama, il fiume, i giardini e il quartiere artistico, ma soprattutto la gente \u00e8 tranquilla mentre il tempo scorre veloce e piacevole. Senza che me ne accorgo si fa sera, una birra e un po\u2019 di cibo, intanto Ruta mi scrive che \u00e8 in citt\u00e0 e cos\u00ec ci diamo appuntamento per il giorno dopo a pranzo. Tornando verso l\u2019hotel attraverso un nuovo percorso scopro una statua dedicata a Frank Zappa! Questa citt\u00e0 mi piace! Cavolo si s\u00ec mi piace proprio!<\/p>\n<p>Il giorno seguente dopo un\u2019ottima colazione a buffet, con calma preparo lo zaino, poi scrivo per un\u2019ora appunti del viaggio in centro Asia in una piacevole sala al piano terra, raggiunta una certa ora deposito i bagagli ed esco leggero verso il centro per incontrarmi con la mia amica lituana.<br>\nRuta \u00e8 sempre uguale e lei dice lo stesso di me, passeggiamo diretti in un ristorante locale di quelli del tipo pranzo a prezzo speciale, sono passati 4 anni da quando ci siamo conosciuti, lei ha vissuto 3 anni e mezzo in Inghilterra ed \u00e8 tornata da pochi mesi qui e ora vive a casa con i suoi, con tutti i problemi e conseguenze che ne conseguono. Mangiamo e chiacchieriamo come due vecchi amici che non si vedono da tempo ma che rimangono sempre in sintonia, mi ricorda che ai tempi avevo accettato la sua richiesta di ospitalit\u00e0 in quanto avevo letto nel suo profilo che le piaceva Lou Reed. Ruta alta pi\u00f9 di me presto avr\u00e0 25 anni, ricordo che quando l\u2019avevo conosciuta mi aveva colpito che nonostante fosse giovanissima i discorsi che facevamo erano di livello decisamente alto, pure stavolta mi succede la stessa cosa e glielo faccio notare, sorride e mi dice che \u00e8 perch\u00e9 ha sempre frequentato gente pi\u00f9 grande di lei. La trovo in un periodo non ottimale, di quelli che hai finito un\u2019esperienza importante nella tua vita, ma che l\u2019hai finita e punto, di quelli in cui si \u00e8 in quello stato di stasi e di attesa per una nuova direzione o obiettivo; i suoi grandi occhi azzurri per\u00f2 brillano e so che in un modo o nell\u2019altro star\u00e0 bene e parliamo proprio di questo, che qualsiasi direzione scelga o incontri sar\u00e0 il suo sentirsi bene in quel contesto futuro, saranno il suo equilibrio e la sua energia, a fare dell\u2019esperienze future delle valide esperienze. Presi cos\u00ec dai buoni propositi giriamo per la citt\u00e0 e gli stessi luoghi anche gi\u00e0 visti da solo sono diversi in sua compagnia. Questo \u00e8 un fatto molto interessante che talvolta metto in pratica da noi in Liguria, vedere gli stessi posti attraverso gli occhi di un\u2019altra persona che ancora non li conosce \u00e8 un modo magico per viaggiare sotto casa. Cos\u00ec mi porta anche a Uzupis, di cui parler\u00f2 dopo, prima di lasciarci e salutarci sul fiume promettendoci, sorridendoci, di vederci ancora almeno ogni quattro anni!<\/p>\n<p>Ora per me \u00e8 il momento di incontrarmi con Gabija.<br>\nGabija ha 27 anni ed \u00e8 insolitamente mora in un paese di bionde, ci si saluta con un leggero abbraccio rompighiaccio appena ci si incontra fuori dal suo luogo di impiego. Lei lavora per qualcosa che assomiglia alla nostra agenzia delle entrate, la gente non ama molto ricevere una telefonata dal suo ufficio, o in altre occasioni quelli che fanno il suo lavoro vengono criticati perch\u00e9 si dice collusi in una specie di mafia statale in stile sovietico, aggiunge sarcastica. Decidiamo di camminare in centro citt\u00e0 ancora una volta, e seppur ho gi\u00e0 visto molto basta una leggera deviazione per osservare l\u2019ambiente con occhi diversi, ma come dicevo anche quello gi\u00e0 visto cambia attraverso la nuova compagnia e poi la luce che tende al tramonto vira i colori in nuove atmosfere, nulla \u00e8 noioso.<\/p>\n<p>Gabija sembra molto interessata a farmi vedere qualcosa che ancora non conosco della sua citt\u00e0, e anche a farmi assaggiare i piatti tipici, cos\u00ec si finisce in un pub locale a mangiare una coloratissima zuppa fredda di barbabietola con latte fermentato e tra le altre cose orecchie di maiale secche come snack, il fatto che lei non mangia carne di questo animale mi lascia da solo con questo strano insolito e duro stuzzichino. Alla fine dopo che le racconto il mio ipotetico e per nulla sicuro programma per i prossimi giorni, le chiedo se pu\u00f2 ospitarmi nel caso anche dopodomani. Mi dice semplimemente \u201csi\u201d e mi lascio anche pagare la cena a patto di poterla ricambiare l\u2019ultima sera insieme in un ristorante di sua scelta.<\/p>\n<p>Visto che ci teneva a farmi vedere qualcosa di non conosciuto della sua citt\u00e0 per essere sicura di non farmi ripetere l\u2019esperienza mi propone il cimitero, naturalmente accetto curioso dell\u2019insolita proposta. Un cane ci aspetta sull\u2019uscio ma \u00e8 di quelli che non mi fanno paura. Entriamo, il tono di voce si abbassa quasi a sussurrarci le parole, ci sono tombe antiche pi\u00f9 o meno fatiscenti, ma il luogo \u00e8 incredibilmente delicato e calmo che proprio non sembra d\u2019essere dove siamo, si cammina piacevolmente e si vive l\u2019esperienza come fosse una normale parte della citt\u00e0 che andava vista e vissuta. Attraversiamo cos\u00ec ancora una volta il quartiere che un tempo era povero ma che ora \u00e8 ben tenuto e residenziale: la repubblica di Uzupis mi si presenta in tutta la sua bellezza, si tratta in breve di un quartiere ebraico svuotatosi durante la seconda guerra mondiale, era poi diventato il rifugio di elementi disagiati e prostituzione durante l\u2019epoca sovietica, negli anni novanta poco prima dell\u2019indipendenza questa zona era il maggior problema di tutta la citt\u00e0, subito dopo l\u2019indipendenza artisti, scrittori, musicisti e intellettuali attratti dai prezzi bassi delle case e dall\u2019aria un po\u2019 boh\u00e9mien hanno cominciato a trasferirsi qui fino a quando nel 1997 un po\u2019 per gioco ed un po\u2019 per provocazione si \u00e8 davvero fondata questa repubblica quartiere indipendente dentro la citt\u00e0, con una propria bandiera a 4 colori, una per ogni stagione; vi invito a cercare i 41 articoli sulla costituzione che sono un inno alla libert\u00e0, alla pace e all\u2019anticonformismo. (Cercateli davvero come un regalo a voi lettori che siete arrivati fin qui se non li conoscete) io gli ho letti tutti piacevolmente pure in italiano su questo muro di fronte a me e sono una meraviglia. E cos\u00ec oltre le opere d\u2019arte gi\u00e0 viste e i numerosi locali e librerie ho conosciuto il quartiere per la sua storia e le sue fantastiche idee.<br>\nAlla fine siamo tornati al mio hotel a recuperare i bagagli che avevo lasciato la mattina e cos\u00ec con le spalle cariche abbiamo poi preso due bus per raggiungere la sua casa in periferia. Ancora chiacchiere e poi una tisana prima di prima di preparare il mio divano letto e infine una doccia prima di dormire.<\/p>\n<p>La mattina Gabija esce prestissimo e come da accordi mi lascia solo nell\u2019appartamento. Nemmeno mi accorgo della sua uscita. Appena sveglio acquisto online un biglietto di bus per Riga, lascio tutto in casa sua tranne un piccolo e leggero zaino con l\u2019essenziale per la mia gita di 2 giorni, mangio qualcosa ed esco dal quartiere. Mi piace molto essere parte della citt\u00e0 in questo modo, vivere come un locale fuori dai circuiti turistici, prendere per esempio, come oggi, il bus numero 54 alla fermata al di l\u00e0 della strada per andare verso la stazione centrale dove nel contiguo terminal degli autobus prender\u00f2 quello per la Lettonia. Tutto procede bene anche se spacco quasi il minuto arrivando giusto in tempo per saltarci su al volo. Mi compro un sandwich mi metto la musica nelle orecchie e si part\u2026 intimo con le canzoni.<\/p>\n<p>Le nuvole del cielo lituano sembrano chiazze a pu\u00e0 intessute nell\u2019azzurro del cielo. Mi hanno detto che d\u2019inverno il cielo \u00e8 sempre grigio ma quando si apre l\u2019azzurro si ci sente come in festa. Arrivare a destinazione \u00e8 piuttosto piacevole, il paesaggio piatto seppur nuovo ai miei occhi dopo un po\u2019 risulta meno interessante. Riga si presenta pi\u00f9 nordica, apparentemente pi\u00f9 grande e concentrata nel suo centro storico e turistico, le belle case e chiese da subito si mostrano fiere e colorate, scelgo un ostello, camerata da 4, alla reception sono ospitali e simpatici, ma un po\u2019 troppo giovanili per i miei gusti, sistemo la mia roba e via ad esplorare a zonzo la citt\u00e0. Seppur molto attraente, bella con numerose architetture interessanti non riesce a catturarmi fin da subito come Vilnius, non riesco ancora a capire qual \u00e8 la differenza. La notte in ostello tra troppi giovani intenti ad acrobazie alcoliche, mi siedo a mangiare la mia scatola di pasta orientale take away appena acquistata nell\u2019ultimo locale aperto li vicino, faccio conoscenza di un signore indiano che vive in Canada, e di un olandese che naviga su dei mercantili e che ora gironzola in Europa, l\u2019indiano ci offre i suoi dolci colorati che aveva acquistato in megaporzioni durante il giorno, ci raccontiamo un po\u2019 di noi e si parla del pi\u00f9 e del meno, e qui mi rendo conto che la differenza tra le due citt\u00e0 sono proprio le persone, o meglio gli incontri che vivo \u2026 niente a che vedere l\u2019intensit\u00e0, la piacevolezza, la profondit\u00e0 dei dialoghi e del modo con cui ho vissuto l\u2019altra citt\u00e0 in compagnia delle mie amiche locali incontrate in un modo cos\u00ec diverso da quello degli ostelli o commerciale in generale. La differenza sta nell\u2019essere senza filtri qualsiasi sia il tuo mestiere o provenienza, prima contano gli interessi in comune, i sogni, le direzioni, mentre qui come prima cosa per rompere il ghiaccio conta il mestiere, il team di football, i soldi, i progetti carrieristici, gli studi etc\u2026 le atmosfere sono cos\u00ec diverse.<\/p>\n<p>Consapevole di questo abbandono il tavolo dei nuovi compagni e via a farmi la doccia, prima di dormire due ragazzetti inglesi diciottenni mi acclamano quasi come un eroe al sapere che sono arrivato qui dopo che ho volato dal Kazakistan che l\u2019ho raggiunto in auto partendo dall\u2019Italia. No vi prego, brindate anche per me\u2026 un\u2019altra volta!<\/p>\n<p>La mattina alzatomi con calma, vedo rientrare un compare di stanza cubano che si era dimenticato di dover dormire dal tanto \u00e8 stato travolto ballando dovunque fosse possibile la notte scorsa. Anche qui nonostante le chiacchiere e il fatto che fosse simpatico, avevamo due umori di viaggio cos\u00ec distanti da salutarci senza pretese.<\/p>\n<p>Fuori dopo la colazione con una tortina di mirtilli e cappuccino, mi reco ad esplorare lo storico mercato alimentare, molto interessante e vario, addentrandomi ancora oltre la parte pi\u00f9 viva e turistica scopro un mondo di vestiario economico e di gente pi\u00f9 mal messa, attratto da quell\u2019alto edificio in stile glorioso sovietico ci vado incontro, al mini parco antistante diversi senzatetto, una donna malmessa piscia nel prato, sembra ubriaca. Mi ritrovo cos\u00ec a cominciare ad osservare pi\u00f9 attentamente un lato meno bello di questa citt\u00e0, vari personaggi poco raccomandabili si aggirano per il mercato, sembrano alla ricerca di soldi ed occasioni per farli facilmente, i loro pochi denti e la trasandatezza mi ricordano dipendenze che sono uguali pi\u00f9 o meno dappertutto. Sulla strada una vecchia Porsche tampona un auto che gli \u00e8 davanti, il tipo scende e il tamponato se ne va, uno de tipi loschi allarga le braccia come a dire che roba disastrosa per te ragazzo!<br>\nNel sottopassaggio vengo colpito fortemente da una cosa che non \u00e8 la prima volta che vedo in paesi ex sovietici, mi era capitato anche a Tiblisi in Georgia, anziane signore oltre la pensione stanno in piedi e vendono roba, vestiti usati, oggettini, paia di calze di nylon e nient\u2019altro, una di loro si appoggia ad un\u2019ascensore di vetro, lo sguardo assente, non dicono una parola, rassegnate ad un destino ingiusto, miserabile. Saranno almeno una decina solo qui in questo sottopassaggio che forse \u00e8 il pi\u00f9 affollato della citt\u00e0. Che male mi fa\u2026<br>\nPrima di salire sull\u2019autobus per la Lituania attratto da una coda di poche persone acquisto e assaggio una bevanda buonissima e meravigliato dal suo sapore faccio il bis, compro poi una specie di \u2018focaccia\u2019 di patate con funghi e formaggio che quasi mi stordisce dal tanto \u00e8 buona; credo che non potevo bere e mangiare meglio in quel preciso momento.<\/p>\n<p>Il ritorno a Vilnius mi sembra quasi un ritorno a casa, che pace in questa citt\u00e0, calma, piacevole, particolari che senza fatica si fanno notare, come mi piace! Percorro una bella e viva via commerciale che ancora non avevo visto, poi nell\u2019attesa dell\u2019orario dell\u2019appuntamento con Gabija mi siedo e colgo, nella piazza con la chiesa principale, la luce del sole dopo una brevissimo acquazzone e la gente che tranquilla scorre sui riflessi delle pozzanghere mentre i bambini giocano con i monopattini.<\/p>\n<p>Mangeremo del sushi perch\u00e9 Gabija mi dice che un suo problema \u00e8 quello di prendere le decisioni riguardo allo scegliere un posto, non sa mai decidersi e cos\u00ec visto che piaceva a tutti e due si \u00e8 finiti in quell\u2019opzione, anche se poi abbiamo cambiato il posto A con il posto B giusto prima di entrare perch\u00e9 non era decisa qual era pi\u00f9 adatto. La serata proseguir\u00e0 tra passeggiate notturne, giochi d\u2019acqua sulla fontana dove si correva tra gli spruzzi colorati dalle luci cangianti e il quartiere moderno dei grattacieli tra angoli nascosti delle architetture geometriche. Alla fine della serata dopo ancora molte chiacchiere belle e interessanti e un po\u2019 di vino insolito e dolce al tavolino ci si rende conto che \u00e8 gi\u00e0 domani da un pezzo, prima di salutarci lei mi dice: \u00e9 stato tutto molto pi\u00f9 bello e interessante di quello che mi aspettavo! E questo \u00e8 un qualcosa di bellissimo che condivido e mi fa molto piacere. Ci scambiamo regalini e un abbraccio meno fisico che se fosse con un \u201clatino\u201d. Le ragazze qui sono abituate a tenersi dentro le loro cose come mi aveva raccontato al parco, ma scambiarsi piacevoli momenti come quelli vissuti sospesi nel tempo al di fuori delle proprie vite di routine, \u00e8 un qualcosa che non ha bisogno di ulteriori parole.<\/p>\n<p>Spesso \u00e8 davvero molto piacevole esser capaci di vivere un rapporto umano con le donne al di la della banale equazione uomo:donna = sesso, si certo le donne mi piacciono ma che c\u2019entra, il punto \u00e8 pi\u00f9 sottile che ci crediate o no. Non nego di aver incontrato molti uomini interessanti addirittura straordinari nei miei giri e con couchsurfing, ma tra uomini anche ad un livello superiore al banale incontro di viaggio un po\u2019 superficiale del tipo: \u201cah Italia \u2026 qual \u00e8 la tua squadra di calcio? \u2026 Ronaldo! Juve \u2026 Milan, Real \u2026 e bla bla bla\u201d oppure al parlare di \u201cfiga qua figa la\u201d\u2026 tra gli uomini c\u2019\u00e8 spesso una competizione: professionale, economica, di prestigio o sul saper fare, sfumature di potere come galli nei pollai delle poco ampie vedute che molte volte impediscono di sviluppare migliori possibilit\u00e0 umane ad un livello anche medio; solo pi\u00f9 raramente si riesce a costruire un rapporto vero disinteressato e addirittura fruttifero e davvero costruttivo per entrambi ad un livello alto. E so che lo stesso vale per le donne, tra di loro pu\u00f2 essere decisamente ancora pi\u00f9 terribile \u201cinvidie \u2026 falsit\u00e0, sparlarsi dietro per poi sorridersi davanti etc\u201d.<\/p>\n<p>Beh ecco ad un livello appena superiore al basso, quando una donna non la si guarda come solo una possibile conquista ma semplicemente come una persona (e le donne di questo se ne accorgono) allora succede una piccola magia ci si completa come esseri diversi (il quale si \u00e8) e se c\u2019\u00e8 buona energia, magari fiducia e apertura si possono cogliere nuove e pi\u00f9 interessanti sfumature della visione del mondo insieme. Che ricchezza! E questo a me piace tanto! Come mi piace questa capitale della Lituania. E dopo tutto il tempo trascorso con il compagno da Savona fino ad Almaty questo \u00e8 il giusto percorso che mi \u00e8 servito un po\u2019 a decantare l\u2019avventura pazzesca che \u00e8 stato questo lungo e intenso viaggio!<br>\nDomattina mi alzer\u00f2 e Gabija sar\u00e0 gi\u00e0 uscita di casa, uscir\u00f2 da qui ancora una volta come se fosse il mio quartiere e in un batter d\u2019occhio sar\u00f2 in Italia con un provvidenziale volo economico diretto, e finalmente dopo quasi due mesi potr\u00f2 abbracciare Andrea il mio tesoro in evoluzione! Mio figlio!<\/p>\n<p><em>\u201cVialogando On The Road\u201d \u00e8 il diario in cui Luca Negro racconta il suo Mongol Rally, da Savona alla Siberia: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/vialogando\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Vialogando on the road&#8221; \u00e8 il diario di Luca, che con Giacomo affronta il Mongol Rally: 18 paesi dall&#8217;Europa alla Siberia su una Suzuki del 1989<\/p>\n","protected":false},"author":19252,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[102602],"class_list":["post-449113","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-vialogando"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/449113","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/19252"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=449113"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/449113\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=449113"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=449113"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=449113"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}