{"id":448223,"date":"2018-09-21T12:38:42","date_gmt":"2018-09-21T10:38:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=448223"},"modified":"2018-09-21T12:38:42","modified_gmt":"2018-09-21T10:38:42","slug":"lultimo-stan-il-percorso-cambia-ma-il-viaggio-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/09\/lultimo-stan-il-percorso-cambia-ma-il-viaggio-continua\/","title":{"rendered":"L\u2019ultimo Stan (il percorso cambia ma il viaggio continua)"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cVialogando on the road\u201d \u00e8 il diario di viaggio del savonese Luca Negro che, con il friulano Giacomo Iachia, su un vecchio piccolo scomodo fuoristrada di quasi 30 anni battezzato \u201cPulce\u201d partecipa a scopo benefico al Mongol Rally 2018. Il progetto \u00e8 reso possibile grazie al contributo della Coop Augusto Bazzino di Savona:\u00a0\u201cIn quest\u2019epoca di rapidi cambiamenti ci apriremo insieme verso il mondo arricchendoci di nuovi orizzonti, in controtendenza verso la paura e la chiusura su ci\u00f2 che ci \u00e8 distante e diverso\u201d.<br>\n<\/em><em>Dall\u2019Europa alla volta della Siberia, un ponte immaginario tra occidente e oriente attraverso 18 paesi: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/2018\/07\/savona-alla-siberia-suzuki-del-1989-beneficenza-la-pazza-impresa-luca-negro-giacomo-iachia\/\">una lunga odissea da Savona<\/a> fino ad Ulan Ude, nella Siberia Meridionale, poco sopra la Mongolia. In questa rubrica Luca prover\u00e0\u00a0a raccontare, attraverso la sua personale sensibilit\u00e0, gli orizzonti che superer\u00e0 durante questo movimentato e intenso percorso. Vialogando \u201ctravelling stories\u201d \u00e8 invece il \u201cmain project\u201d ideato da Giacomo e si potr\u00e0 seguire l\u2019avventura scritta e documentata insieme sul sito ufficiale <a href=\"http:\/\/www.vialogando.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.vialogando.it<\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/vialogando\/\">su Facebook<\/a>.<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_835\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_835\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Kazakistan<\/p>\n<p>La mattina un\u2019estrema freddezza alleggia nell\u2019aria, Jack velocemente scende a fare colazione, Abdullah appena svegliato mi saluta pieno di energia con un semplicissimo sorridente energico \u201cCiao\u201d, cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 naturale e sincero di un qualcosa di cos\u00ec normale che da un bel po\u2019 di tempo non succedeva pi\u00f9\u2026<\/p>\n<p>A colazione dopo poco i due personaggi con cui condivido la stanza sono in due tavoli separati, scelgo Jack per non voler far sembrare che ce l\u2019ho con lui, il silenzio sembra eterno, quando lui sceglie di risalire in stanza mi avvicino all\u2019arabo, chiacchieriamo un po\u2019 in italiano, poi passiamo all\u2019inglese per capirci meglio, mi chiede che cos\u2019ha l\u2019altro ragazzo, non ha detto una parola, sembra star male\u2026 Cos\u00ec gli racconto di noi e gli confesso che credo oggi sar\u00e0 il nostro ultimo giorno insieme, dopo una sintesi del nostro rapporto lui si dispiace e dice che sarebbe un peccato non finire il viaggio insieme dopo tanto tempo.<\/p>\n<p>Dopo un po\u2019 Jack scende con lo zaino sulle spalle e dice: \u201cAllora cos\u2019hai deciso? Rimani qui o vieni con me nella prossima citt\u00e0?\u201d \u201cBeh\u2026 certo\u2026 ho ancora molta roba in macchina, sto mangiando la colazione e devo andare in bagno, ho bisogno di un po\u2019 di tempo\u201d. \u201cOk ti do mezz\u2019ora\u2026\u201d ed esce fuori\u2026 Abdullah mi guarda sgranando gli occhi sul suo viso scuro spellato dal sole, e mi dice: \u201cNon avevo ben capito! Certo che te ne devi andare, non potete mica proseguire cos\u00ec\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante il momento io e Jack interpretiamo il ruolo di persone sorridenti sulle foto per uno sponsor e su un\u2019altra per l\u2019ostello. Tanti saluti a tutti e si parte\u2026 il silenzio \u00e8 il solito, ma io mi sento pi\u00f9 leggero, getto nell\u2019aria poche parole come esche per provare a capire se esiste una possibilit\u00e0 di proseguire insieme, in effetti basterebbe davvero poco, ma a quanto pare la solita rigidit\u00e0 stavolta si \u00e8 temprata come il metallo che si raffredda all\u2019improvviso, nulla si smuove.<\/p>\n<p>Alla frontiera con il Kazakistan la coda pedonale \u00e8 molto pi\u00f9 intricata e lunga che quella veicolare, ottenere il timbro d\u2019uscita del Kirghizistan non \u00e8 cos\u00ec difficile, per entrare nel nuovo paese c\u2019\u00e8 invece una grande confusione, persone ammassate tra loro sono obbligate da sbarre metalliche a seguire i percorsi verso le varie cabine dove poliziotti di frontiera di turno mettono il timbro dopo la registrazione, grosse signore spingono sfruttando la loro mole fino ad ottenere posizioni pi\u00f9 prossime all\u2019uscita, con la scusa che non devono perdere di vista i loro pacchi passati al metal detector. Non ho scelta quella \u00e8 la mia uscita e devo infilarmi li dentro. Quindici minuti di caldo di posizioni perse o conquistate e via son passato.<\/p>\n<p>All\u2019uscita, tra i commerci, vari taxi, bus, auto private, tutto \u00e8 diretto ad Almaty, e lo siamo anche noi!<\/p>\n<p>I tentativi personali per vedere se mai c\u2019\u00e8 spazio verso una possibilit\u00e0 tra noi, seppur leggeri, non si fermano ad uno, ma poi dopo un po\u2019 interiorizzo che non c\u2019\u00e8 davvero opportunit\u00e0 n\u00e9 volont\u00e0 di proseguire insieme, le nostre idee sono cos\u00ec distanti che come gi\u00e0 avevo pensato sar\u00e0 proprio questo distacco a regalarci una preziosa esperienza personale\u2026 nella mia mente penso che questo mio stile di viaggiatore un po\u2019 errante e senza programmi \u00e8 un qualcosa che ben conosco e qualsiasi cosa decider\u00f2 domani non mi preoccupa, in qualche modo il suo stile cos\u00ec preciso e programmato che ha dimostrato nel tempo trascorso insieme prender\u00e0 una forma cos\u00ec diversa che spero gli regali quello che io non sono riuscito a trasmettergli o a condividere pienamente con lui, sar\u00e0 una parte importante del viaggio se la sapr\u00e0 cogliere. Solo due persone con un\u2019energia ottimale potrebbero attraversare a questo punto il futuro del percorso che ci aspetta, ma questo decisamente non \u00e8 il nostro caso.<\/p>\n<p>Un braccio fuori dal finestrino e l\u2019aria entra per attrito in quantit\u00e0 maggiore dentro la vettura, socchiudo gli occhi e mi sento ad un tratto libero, la tristezza eterica per non essere riuscito a trovare il modo di vivere un buon rapporto sinergico, non a livello professionale, ma umano nel senso pi\u00f9 profondo con questo ragazzo, evapora nell\u2019aria stessa che respiro e sa davvero di libert\u00e0. Non avrebbe senso insistere a cercare qualcosa che fin da subito non \u00e8 cominciato bene, due persone in fondo sconosciute, poi cos\u00ec diverse e con pi\u00f9 di 10 anni di differenza anche di vita vissuta, obbligate dentro lo stesso mezzo e negli stessi luoghi per molto tempo hanno gi\u00e0 fatto un piccolo miracolo a resistere per oltre sei settimane e mezzo. Il progetto stesso ha rubato il tempo di voler forse superare i propri limiti da investire reciprocamente ad un confronto pi\u00f9 costruttivo e arricchente. Non c\u2019\u00e8 dubbio che siamo entrambe persone migliori di quello che abbiamo dimostrato nei nostri contrasti o punti di vista, bianchi o neri, l\u2019et\u00e0 spesso aiuta a trovare pi\u00f9 facilmente le sfumature adatte a modellare questi estremi, ma poi \u00e8 pi\u00f9 facile cedere alla provocazione e riflettere tale e quale la rigidit\u00e0 con cui si viene contrastati.<\/p>\n<p>Almaty la pi\u00f9 grande e popolosa citt\u00e0 del Kazhakistan \u00e8 la nostra fine insieme come compagni in questa avventura, non sto a descrivere le ultime fasi piuttosto fredde sulla ricerca di una sistemazione per dove passare la notte e la fretta di Jack di voler al pi\u00f9 presto uscire dalla citt\u00e0. Posso solo per\u00f2 scrivere che nel momento fatidico del saluto, dopo aver preso tutto dentro l\u2019amata e odiata \u201cpulce\u201d, dopo l\u2019ultimo \u2018check\u2019 rimasti in piedi l\u2019uno di fronte all\u2019altro, ci siamo stretti in un sincero forte abbraccio, uno di quelli da veri uomini, da esseri umani. Nell\u2019abbraccio che personalmente amo e attraverso il quale riesco a ricevere e a trasmettere tanto fino a sentire spesso l\u2019umana energetica essenza, ho riconosciuto in Jack l\u2019abbandonare quella corazza che si \u00e8 per cos\u00ec tanto tempo impegnato a sostenere per scontrarsi e per difendersi. Finalmente ad un tratto l\u2019ho percepito umano! Sarebbero bastati pochi secondi ancora che gli avrei visto scendere le lacrime, ma giustamente il saluto finale non \u00e8 stato cos\u00ec drammatico. Pugno stretto alzato al cielo in segno di forza e saluto Jack! Buon viaggio! Il suo ultimo sguardo con gli occhi lucidi prima di caricare il mio grosso zaino sulle spalle. Mi metto a pensare che il mio forte magone non basterebbe affatto a tirare fuori per davvero lacrime che da ormai circa otto anni non sono pi\u00f9 riuscito a sfogare per cose molto pi\u00f9 drammatiche o addirittura tragiche. Si dice che un vero uomo non piange mai, che grandissima cazzata! Se non piange proprio mai \u00e8 perch\u00e9 non riesce a liberarsi di qualcosa dentro se stesso che \u00e8 poi un qualcosa che lo fa pure stare male, il coraggio di lasciarsi andare totalmente senza paura per poi ritornare a quello che \u00e8 naturalmente, \u00e8 una gran prova di coraggio da vero uomo altroch\u00e9! Mi auguro un giorno di saperlo fare nuovamente!<\/p>\n<p>Il MyHostel in questa citt\u00e0 \u00e8 un luogo pulito e accogliente, sono stanco e affamato, il pomeriggio \u00e8 molto inoltrato, ho la barba lunga da molti giorni e i capelli disordinati, la connessione Wi-Fi non ne vuole sapere di funzionare sul mio telefono e dopo quasi un\u2019ora la gentile ragazza alla reception asseconda il mio nervosismo e mi permette di utilizzare il suo hotspot personale. Sono capitato nella zona centrale verso il nord della citt\u00e0, si dice che pi\u00f9 \u00e8 a nord pi\u00f9 \u00e8 ricca mentre verso sud gli strati meno abbienti della stessa son sempre pi\u00f9 visibili. Un enorme centro commerciale diventa cos\u00ec il mio punto di riferimento, dove prelevare soldi e dove fare una specie di colazione alle 6 di sera inoltrate, un ottimo cappuccino e due buonissimi pasticcini di crema pasticciera e mandorle a ridarmi zuccheri e salute, poi decido di tagliarmi barba e capelli da un parrucchiere a doppia vetrina, vengo accolto e trattato da signore, ne esco pulito e rinnovato non solo nell\u2019aspetto. Nei numerosi locali esterni dopo moltissimo tempo noto ragazze vestite all\u2019occidentale, super curate e pure in minigonna, non posso negare di rimaner un po\u2019 imbambolato da tanto contrasto dopo oltre un mese in paesi cos\u00ec distanti da questo stile. La sera a cena seguo il mio istinto e soddisfo la soglia di ramen giapponesi e il mio stomaco mi ringrazia, visto che ancora non sto bene di intestino, mi compro pure i fermenti lattici di cui ho bisogno poi passeggio la notte e prima di mezzanotte torno in stanza. Un gruppo di 4 ragazzi kazaki sono in stanza con me, facilmente loro ricordano il mio nome e con Nurlou 25enne grande, alto e con gli occhiali cominciamo a chiacchierare, finisce che si parler\u00e0 fino a quasi le due di notte sul senso della vita, sulle preoccupazioni della sua et\u00e0, delle aspettative della famiglia e della voglia di evadere e di trovare un senso o almeno una direzione alla sua vita, il discorso nonostante le sue continue scuse se stiamo affrontando argomenti cos\u00ec \u2018pesanti\u2019 mi interessa molto e cerco di tranquillizzarlo il pi\u00f9 possibile sul suo futuro dicendogli di non avere fretta e che se pu\u00f2 e vuole, come ha gi\u00e0 fatto ascoltando i suoi racconti, di continuare a a viaggiare e a vivere esperienze cos\u00ec poi sar\u00e0 pi\u00f9 facile affinare la sua ricerca e scoprire quello che vuole ed \u00e8 pi\u00f9 giusto che lui che segua al di l\u00e0 delle aspettative altrui, lui come tutti ha il diritto di provarci a cercare di vivere al meglio la sua vita secondo i suoi sogni e desideri.<\/p>\n<p>Alle due di notte la stanza si riempie di un folto gruppo di altri uomini kazaki che sono in viaggio, per fortuna l\u2019unico letto libero su 10 \u00e8 proprio quello sopra la mia testa, chiudo la tendina e mi metto i tappi alle orecchie, il sonno dopo un po\u2019 nonostante la confusione ha la meglio. I sogni saranno intensi e confus\u2026 sempre in viaggio \u2026 sempre in movimento.<\/p>\n<p>La mattina la direttrice dell\u2019ostello mi guarda e quasi non mi riconosce, non solo il mio aspetto \u00e8 diverso per i capelli corti e la barba curata appena accennata, ma da come dice lei stessa \u00e8 la mia energia ad essere diversa, mi dice che oggi sono luminoso, mentre ieri ero cupo come se stessi male, cos\u00ec le racconto un po\u2019 della mia storia e del perch\u00e9 son finito qui \u2026 anche lei mi ricorda che ho fatto bene a non continuare a seguire un qualcosa che alla fine mi faceva stare male. Si dimostra poi gentile e disponibile a cercare di aiutarmi a trovare una soluzione per andare altrove e cerchiamo dal suo computer diverse opzioni per uscire dal paese, ormai il percorso ovviamente per me \u00e8 cambiato, non ha pi\u00f9 senso la Mongolia, la scelta pi\u00f9 ovvia \u00e8 andare a Mosca, ho il visto russo valido e nonostante in vita ma ci sia passato almeno 3 volte diretto altrove in uno dei suoi aeroporti non sono mai sceso a visitarla, purtroppo per\u00f2 il biglietto aereo costa una follia, quasi quanto tornare direttamente in Italia via Bielorussia con scalo a Minsk, ma li nemmeno potrei scendere senza un visto\u2026 umm\u2026 i pensieri frullano nelle alternative, vado pure in un agenzia dove ci capiamo poco ma l\u2019essenziale di cui abbiamo bisogno, nemmeno la possibilit\u00e0 di due giorni e mezzo in treno da qui fino a Mosca sono fattibili, fino ad oltre due settimane tutti i posti sono prenotati, siamo in altissima stagione e spostarsi verso la Russia naturalmente \u00e8 la met\u00e0 pi\u00f9 ovvia da queste parti. Devo solo pazientare una soluzione la trover\u00f2 come sempre, non devo solo farmi prendere dalla fretta, finalmente in verit\u00e0 devo ammettere che ora devo essere e sono contento, non ho un programma non ho ancora una meta, so solo la direzione verso la quale voglio andare e tornare: Europa! Finalmente libero dai programmi, riacquisto piano piano la sensazione di viaggiare come meglio so fare, sono qui ad Almaty la pi\u00f9 grande citt\u00e0 di quest\u2019estesissimo ma poco abitato paese, devo solo star sereno e vedere cosa c\u2019\u00e8 qui fuori, poi in qualche modo la soluzione arriver\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec parto per vedere un po\u2019 la citt\u00e0 e la prima cosa che mi attrae stavolta \u00e8 un po\u2019 turistica rispetto al mio solito: Kok-Tobe hill una piacevole collina raggiungibile con una cabinovia (rotta all\u2019andata e quindi raggiunta in bus) da dove si scorge uno splendido panorama sulla citt\u00e0, intorno numerose attivit\u00e0 come ristoranti e i giochi da luna park, sono pi\u00f9 moderni che nel confinante vicino Kirghizistan, ma solo di una decade direi. Vedere una statua con i Beatles e varie foto con \u201cVIP\u201d mondiali tipo Steven Segal che per chiss\u00e0 quale motivo \u00e8 passato di qui mi fa sorridere, cercano in qualche modo di rendere pi\u00f9 commerciale e appetibile questo luogo cos\u00ec distante da tutto il resto del mondo, la Russia e la Cina (seppur mal sopportata) sono i suoi due enormi sbocchi verso tutto il resto. Mangio una pizza e bevo succo di mela biologico, i prezzi sono pi\u00f9 cari che negli ultimi paesi, ma anche 4 volte pi\u00f9 bassi se paragonati ai nostri in Liguria. Scendendo in cabinovia d\u2019improvviso la pioggia cambia la luce e l\u2019atmosfera per una mezz\u2019ora, poi il sole torna a riscaldare, la giornata trascorre girando a zonzo qui e la, catturo scarse immagini\u2026 verso sera ritorno nell\u2019ostello, incontro un po\u2019 di gente con cui chiacchiero, tra cui una signora nata in questo paese, ma che vive in Olanda, che si occupa di progetti di sviluppo e interscambio culturale, ha anche vissuto per molti mesi in India ed ora sono solo due settimane che ha ripreso a vivere un ritmo di vita per molti normale, ma che lei meglio degli altri sa riconoscere come innaturale e alienante.<\/p>\n<p>Spendo un po\u2019 di tempo a cercare una soluzione per il mio ritorno, non so come ma attraverso un sito internet particolare, trovo questa opzione: partenza -> Almaty \u2013 arrivo -> Ovunque in Europa\u2026 la prima opzione mi propone Vilnius in Lituania, per soli 175 euro con scalo nella capitale Astana, tutto il resto costa pi\u00f9 del doppio e Milano oltre i 550. Ci rifletto un poco e poi decido di comprare velocemente il biglietto per dopodomani con partenza nella notte. Dalla Lituania in qualche modo poi torner\u00f2 a casa, l\u2019avventura e il viaggio cos\u00ec continua, al resto ci penser\u00f2 quando sar\u00f2 l\u00e0\u2026<\/p>\n<p>Compro poi la cena al supermercato e mangio nella cucina sala dell\u2019ostello, guardo l\u2019orologio sul telefono e sono le 8, poi mi ricordo di couchsurfing, controllo che succede in citt\u00e0 e guarda a caso proprio oggi questo venerd\u00ec c\u2019\u00e8 un meeting in programma dalle 20:30, due altri italiani tra gli altri sembrano partecipare, la curiosit\u00e0 sale e cos\u00ec su due piedi decido di avventurarmi in quel punto d\u2019incontro indicato, dovr\u00f2 raggiungerlo senza il Wi-Fi inattivo fuori da qui ma niente di difficile.<\/p>\n<p>Scendendo alla reception incrocio una ragazza con la maglietta coolearth (associazione benefica sponsorizzata dal Mongol Rally) l\u00ec per l\u00ec mi viene voglia di attaccar discorso, ma poi mi freno, ormai io mi sento fuori da quell\u2019esperienza, entrano altri ragazzi del team li saluto e gli sorrido ma non accenno a raccontare che fino a poco fa anche io correvo verso la loro stessa destinazione, il mio tragitto \u00e8 ormai cambiato. Un viaggio non \u00e8 mai n\u00e9 il punto di partenza n\u00e9 quello di arrivo, il viaggio \u00e8 il percorso che si fa nel mezzo, cos\u00ec com\u2019\u00e8 la vita, non vorrei poter scegliere dove finirla, ma se mai la sensazione con cui finirla, cio\u00e8 in pace. Ho solo cambiato il percorso, il viaggio continua ma in modo diverso.<\/p>\n<p>Uscendo incontro Nurlou che fuma una sigaretta con il suo amico con cui condividiamo la stanza, ci salutiamo e facciamo due chiacchiere, dopodich\u00e9 decide di unirsi a me visto che gli ho raccontato che andr\u00f2 ad un meeting con altri stranieri, il suo amico decide di fermarsi a riposare perch\u00e9 stanco. Il tempo di aspettarlo che si cambia e partiamo. Qui basta fare un gesto con la mano su una qualsiasi strada trafficata che qualcuno si ferma, si decide il prezzo che \u00e8 molto economico e ci si fa portare dove si necessit\u00e0, \u00e8 un metodo assolutamente legale e non pericoloso, neppure per una ragazza sola a notte fonda. Qualcosa che nel mio paese di provenienza sarebbe pura follia.<\/p>\n<p>Sbagliamo il primo indirizzo per poi trovare il luogo giusto dall\u2019altra parte della citt\u00e0. Nurlou parla un ottimo inglese che ha imparato tra film e soprattutto i video sui videogames, lavora per una societ\u00e0 straniera di cripto monete, chiacchierare con lui \u00e8 piacevole. Arrivati a destinazione scopriamo un locale enorme, il mio compare si sente un po\u2019 a disagio perch\u00e9 non invitato, gli spiego che neppure io non conosco nessuno, ma che si star\u00e0 come in famiglia senza filtri, di solito \u00e8 cos\u00ec\u2026 finalmente dopo due grossi stanzoni e centinaia di volti, fuori sulla grande terrazza, si incontra il gruppo, riconosco subito un inglese che avevo visto alla biglietteria della cabinovia rotta con cui avevo scambiato due parole. Ehi man! I know you! Un caloroso saluto, mi introduco e presento il mio compagno kazako, nel giro di pochi attimi siamo ben inseriti e tutti chiacchieriamo allegramente con caraffe di birra sul tavolo. Conosco Tiziana da Torino che \u00e8 stata in missione umanitaria in Kirghizistan e che ora da una settimana gira da queste parti prima di ritornare in Italia, poi un\u2019altro ragazzo italiano di Brescia che \u00e8 venuto fino qui per fare sei mesi di pratica come chirurgo, la sua amica svizzera, un altro ragazzo dello stesso paese, una ragazza francese qui da quasi un anno, una del Belgio e due ragazzi inglesi. L\u2019atmosfera \u00e8 bella e rilassante, i due inglesi dopo molte chiacchiere con il kazako, decidono di uscire di scena, poco dopo decidiamo di fare lo stesso col compare, ma improvvisamente allo svizzero viene offerto da bere da un tipo al tavolo alla nostra sinistra, cos\u00ec nel giro di pochi minuti lui e il chirurgo si spostano a quel tavolo e noi veniamo invasi in ogni sedia possibile da altri locali, la cosa strana \u00e8 che qui la gente \u00e8 cos\u00ec poco abituata a vedere stranieri che n\u00e9 \u00e8 cos\u00ec affascinata da cogliere ogni occasione, sciolta la riservatezza con un po\u2019 d\u2019alcool, da voler sinceramente approfittare di ogni opportunit\u00e0 per confrontarsi e praticare magari un po\u2019 di inglese. Cos\u00ec finisce che vedendo le tre ragazze attorniate da ogni lato da questi nuovi personaggi mi siedo in mezzo a loro e le avvicino dicendo che se non sono a loro agio troviamo una scusa e le porto via, mi dicono no siamo ok ma stai ancora un po\u2019 qui. La serata continua in modo divertente e seppur la birra continua a scorrere nessuno si comporta in modo scorretto o fastidioso, alla fine si rimane fino a quando siamo tutti costretti, nazionali e non, ad uscire dal locale \u2026 lunghi e cerimoniosi saluti, poi abbracci con i compagni europei che ripetiamo a rotazione con i locali e ancora tra noi. \u00c8 davvero tardi e con Nurlou torniamo in ostello, lui rimane impressionato dalla facilit\u00e0 del nostro modo di comunicare tra europei e mi parla delle differenze, del suo paese e del sogno di andare altrove, una storia che \u00e8 poi uguale anche da noi, ad una certa et\u00e0 soprattutto \u00e8 anche una cosa da fare se non altro per poter aprire di pi\u00f9 la propria mente. Arrivati a destinazione salgo in stanza, lui invece mi dice che raggiunger\u00e0 un suo amico da un altra parte. In quel momento capisco che tra alcool e videogiochi (per cui si alza anche la notte per continuare certe sfide) i suoi problemi da 25enne si risolveranno forse pi\u00f9 lentamente di quello che avevo immaginato.<\/p>\n<p>Il giorno seguente visiter\u00f2 la citt\u00e0 pi\u00f9 a sud, nel bazar e nelle zone meno belle, la differenza sar\u00e0 subito evidente, osserver\u00f2 parchi e monumenti alla memoria dei soldati, una chiesa ortodossa, un grande storico bagno pubblico dei tempi sovietici, prender\u00f2 poi la metropolitana nell\u2019unica linea che ha, andr\u00f2 fino ad un lago cittadino per vedere pochi bagnati e per me stranamente qualche donna pescare, la giornata sar\u00e0 calda ma piacevole.<\/p>\n<p>Passer\u00f2 l\u2019ultima sera camminando ore e ore con Fer, una ragazza locale laureata in ingegneria ma che ama l\u2019arte che \u00e8 in contrasto con essa, sogna l\u2019Italia da molto tempo e spera tanto di ottenere una borsa di studio per poter visitare il nostro paese di cui ha una visione rinascimentale quasi tenera, mangeremo sushi come fosse in una qualsiasi citt\u00e0 occidentale nel mondo, mi accompagner\u00e0 a scoprire la citt\u00e0 con occhi che non avevo ancora visto e sar\u00e0 solo la stanchezza alle gambe a farmi rendere conto che tra nemmeno tre ore dovr\u00f2 alzarmi e prendere un taxi per correre in aeroporto, cos\u00ec nonostante la bellezza della notte in questa citt\u00e0 \u00e8 la piacevole compagnia dovr\u00f2 arrendermi alla realt\u00e0 e salutare Fer augurandole di realizzare i suoi sogni, per tornare a chiudere lo zaino e stendermi 2 ore.<\/p>\n<p>Volare con la Scat Airlines sembra un taboo anche per i kazaki ma non \u00e8 poi cos\u00ec terribile\u2026<\/p>\n<p><em>\u201cVialogando On The Road\u201d \u00e8 il diario in cui Luca Negro racconta il suo Mongol Rally, da Savona alla Siberia: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/vialogando\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Vialogando on the road&#8221; \u00e8 il diario di Luca, che con Giacomo affronta il Mongol Rally: 18 paesi dall&#8217;Europa alla Siberia su una Suzuki del 1989<\/p>\n","protected":false},"author":19252,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[102602],"class_list":["post-448223","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-vialogando"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/448223","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/19252"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=448223"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/448223\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=448223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=448223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=448223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}