{"id":447740,"date":"2018-09-15T08:03:58","date_gmt":"2018-09-15T06:03:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=447740"},"modified":"2018-09-21T12:26:00","modified_gmt":"2018-09-21T10:26:00","slug":"all-the-stan-3a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/09\/all-the-stan-3a-parte\/","title":{"rendered":"All the Stan (3a parte)"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cVialogando on the road\u201d \u00e8 il diario di viaggio del savonese Luca Negro che, con il friulano Giacomo Iachia, su un vecchio piccolo scomodo fuoristrada di quasi 30 anni battezzato \u201cPulce\u201d partecipa a scopo benefico al Mongol Rally 2018. Il progetto \u00e8 reso possibile grazie al contributo della Coop Augusto Bazzino di Savona:\u00a0\u201cIn quest\u2019epoca di rapidi cambiamenti ci apriremo insieme verso il mondo arricchendoci di nuovi orizzonti, in controtendenza verso la paura e la chiusura su ci\u00f2 che ci \u00e8 distante e diverso\u201d.<br>\n<\/em><em>Dall\u2019Europa alla volta della Siberia, un ponte immaginario tra occidente e oriente attraverso 18 paesi: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/2018\/07\/savona-alla-siberia-suzuki-del-1989-beneficenza-la-pazza-impresa-luca-negro-giacomo-iachia\/\">una lunga odissea da Savona<\/a> fino ad Ulan Ude, nella Siberia Meridionale, poco sopra la Mongolia. In questa rubrica Luca prover\u00e0\u00a0a raccontare, attraverso la sua personale sensibilit\u00e0, gli orizzonti che superer\u00e0 durante questo movimentato e intenso percorso. Vialogando \u201ctravelling stories\u201d \u00e8 invece il \u201cmain project\u201d ideato da Giacomo e si potr\u00e0 seguire l\u2019avventura scritta e documentata insieme sul sito ufficiale <a href=\"http:\/\/www.vialogando.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.vialogando.it<\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/vialogando\/\">su Facebook<\/a>.<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_327\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_327\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Kirghizistan KG<span style=\"font-family: Lucida Sans Unicode;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Prima di arrivare alla vera frontiera ci fermiamo un attimo in questa terra di nessuno, tra il confine dei i due paesi c\u2019\u00e8 questa zona cuscinetto che dovrebbe gi\u00e0 essere territorio kirghiso, ma \u00e8 solo una ripida discesa sterrata tra le montagne. Dietro di noi scorgiamo quello che fino al 2006 veniva chiamato picco Lenin una vetta di ben 7134 metri, oggi viene chiamato picco Ibn Sina, la sua cima luccica bianca di neve, il nostro dislivello \u00e8 solo di 3000 metri \u2026 qualche foto \u00e8 ancora gi\u00f9\u2026 scendiamo ancora molto prima di raggiungere questa benedetta frontiera.<\/p>\n<p>Arrivati l\u00ec una sbarra ci blocca il cammino, un poliziotto ci fa segno di spegnere il motore ed aspettare, mi sa che non sar\u00e0 cos\u00ec rapida la burocrazia.<\/p>\n<p>Improvvisamente da distante vediamo arrivare due grosse moto, sono i ragazzi greci incontrati due giorni fa, si fermano e ci salutano e uno dei due si ricorda i nostri nomi, l\u2019altro ci dice di avere un messaggio importante per noi, ci racconta che \u00e8 da parte di un ragazzo svizzero che \u00e8 un meccanico che noi dovremmo aver incontrato un giorno fa\u2026 Si s\u00ec certo! Che dice? Che succede? Ecco, sostiene che si \u00e8 dimenticato di attaccare la pipetta di una candela, quando vi ha fatto il controllo all\u2019auto! Rimaniamo esterrefatti, controlliamo ed effettivamente la pipetta non \u00e8 ben inserita e la candela non \u00e8 avvitata, questo vuol dire che abbiamo viaggiato a 3 cilindri invece che 4 ed incredibilmente \u201cpulce\u201d si \u00e9 comportata bene e ha superato tutti i passi in modo superbo, sar\u00e0 che questa disattenzione addirittura ci \u00e8 stata utile? Sistemiamo il problema e affrontiamo la dogana. Saluti calorosi con i greci che mi lasciano una bandierina adesiva del loro paese.<\/p>\n<p>Il paesaggio cambia, si fa pi\u00f9 verde, la strada migliora e se non fosse per le yurte e i vecchi caravan sui prati dove vive la gente nomade, direi quasi di essere nelle Alpi tanto \u00e8 bello il panorama. Intanto i primi cavalli qui \u00e8 la spuntano nei prati e dopo un po\u2019 anche sulla strada, questo \u00e8 infatti il paese dei cavalli, gli allevano e sono una grande risorsa da secoli. Superiamo il primo villaggio su un altipiano dove era prevista la tappa, abbiamo ancora tempo e energia, direzione Osh la seconda citt\u00e0 del paese. Sar\u00e0 piuttosto lunga la strada, ma a buio inoltrato ci arriveremo! Scegliamo un primo alberghetto non bello, magiamo un po\u2019 di cibo non buono, con i pochi soldi Kirghizi che Jack aveva ricevuto di resto dal benzinaio, quelli tagiki non li accettavano. Stanchi, forse anche un po\u2019 nervosi finisce che discutiamo ancora pi\u00f9 pesantemente del solito sul futuro del percorso, come sempre una rigidit\u00e0 totale chiude qualsiasi spazio ad un confronto sereno.<\/p>\n<p>Si ritorna in hotel, scrivo qualche appunto e poi scendo a fumare una sigaretta, Jack \u00e8 ancora l\u00ec e di sigarette ne ha fumate troppe, ma continua ad accendersene un\u2019altra. Prima di andare a dormire cerco si smorzare quell\u2019inutile tensione con una battuta che si perde nella notte.<\/p>\n<p>A notte fonda verso le tre mi accorgo che Jack \u00e8 seduto sul letto, gli chiedo che ha, mi dice che sta male e ha nausea, dice che la cena gli \u00e8 rimasta indigesta, poco dopo vomita \u2026 si dormir\u00e0 poco. La mattina lui \u00e8 uno straccio, io esco a cambiare i soldi, a comprare qualcosa per la colazione e a informarmi dove trovare un meccanico.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 sembra svegliarsi tardi, sono le 9 e quasi tutti i negozi e le attivit\u00e0 sono chiuse, la gente davvero poco curiosa, le strade poco invitanti, solo seguendo la curiosit\u00e0 di vedere pi\u00f9 da vicino dei grossi palazzi fatiscenti e popolari in stile sovietico, scopro inaspettatamente un grosso murales a mosaico del simbolo delle olimpiadi di Mosca del 1980, qualcosa che mi piace in questa citt\u00e0 in una mattina altrimenti per nulla appetibile. Jack intanto dorme per recuperare qualcosa in salute. Verso le 10:30 per\u00f2 decidiamo di muoverci e partiamo, naturalmente guido io, le sue energie sono cos\u00ec deboli e obbligate a concentrarsi sul suo necessario e primario recupero fisico, che non pu\u00f2 esserci nessuna energia contrastante tra di noi nell\u2019aria, mi preoccupo per la sua salute, ma basandomi su tante esperienze di viaggio in vari paesi dove le condizioni igieniche non sono ottimali immagino che non \u00e8 nulla di grave e poi lui \u00e8 un buon viaggiatore consapevole del fatto suo. In auto queste energie decisamente indirizzate in direzioni diverse mi fanno sentire bene, nessun contrasto. Abbiamo il tempo di trovare un meccanico che in mezzo a decine di altre officine inspiegabilmente chiuse ci aggiunge liquido di trasmissione al nostro mezzo.<\/p>\n<p>Arrivati alla periferia di Jalal-Abad ci fermiamo, ho voglia di pollo che ho visto arrostire per la strada, scelgo un ristorante tra i tanti sulla strada, sembra difficile capirsi anche a gesti, ma con sorpresa un ragazzo del ristorante che studia inglese a Mosca viene chiamato per parlare con noi, ordino riso e pollo e consiglio vivamente a Jack di mangiare almeno un po\u2019 di riso per vedere come reagisce il suo corpo \u2026<\/p>\n<p>Si desta un po\u2019 di curiosit\u00e0 con le nostre facce insolite in quel posto, le cameriere sembrano osservarci e sorridere tra di loro, ne noto una con un viso insolitamente bello, forse mi sveglia il ricordo letterario del viso kirghiso letto nella \u201cmontagna incantata\u201d di Thomas Mann, al guardarla passare appare seria e risoluta, poi capita di dirle una semplice parola su un piatto conosciuta da entrambi che si apre in un largo meraviglioso sorriso. Penso al suo bel viso, semplice, naturale, senza un filo di trucco o qualcos\u2019altro ad esaltarne il suo fascino, quanto sarebbe diverso se la sua persona fosse stata influenzata da un ambiente diverso come per esempio quello da cui provengo? Sicuramente sarebbe una ragazza piena di corteggiatori, ma qualcosa della sua bella luce sarebbe differente e non migliore.<\/p>\n<p>Il ragazzo che parla inglese esce e si siede con noi, prima di andare via gli chiedo se mi pu\u00f2 confermare dell\u2019esistenza della tradizione \u201cala kachuu (acchiappa e corri)\u201d in pratica si tratta di \u201crapire\u201d una ragazza che piace e si \u00e9 deciso di farla propria, con l\u2019aiuto degli amici portarla magari via in macchina, forse tra le sue urla e il suo terrore, rimanere con lei in qualche luogo e passarci insieme la notte, con gli altri fuori di guardia in caso di fuga, e a fatti compiuti, portarla dalla propria nonna la mattina la quale poser\u00e0 un velo sopra la sua testa e da l\u00ec a breve saranno marito e moglie. Il discorso \u00e8 molto pi\u00f9 lungo che questa breve descrizione, ma si dice che nelle campagne ancora il 50% dei matrimoni funzioni pi\u00f9 o meno cos\u00ec. Il ragazzo che parla inglese mi conferma l\u2019esistenza di questa pratica, ma mi dice anche che se vogliono le donne possono denunciare l\u2019accaduto, leggero poi che nelle statistiche oltre nel 90% di questi casi la donna decide di stare con il marito non scelto, denunciare non sembra conveniente.<\/p>\n<p>Ecco vista con i nostri occhi questa \u00e8 senza dubbio una pratica abominevole, tutto il mondo dovrebbe rivoltarsi e gridare allo scandalo che al giorno d\u2019oggi esista ancora una cosa del genere, ma credetemi, un conto \u00e8 giudicare le cose dal proprio comodo punto di vista un altro \u00e9 esserci in questo paese osservarlo e ammettere che qui siamo ancora ad un livello tribale fuori dal tempo e che seppur non giusto ricorda decine di tradizioni simili, che seppur ormai passate, sono state parte della nostra cultura pure da noi in Italia senza dover andare troppo distante. Sempre secondo alcune interviste, la maggior parte delle donne dopo anni dall\u2019accaduto incredibilmente si dichiarano felici della loro vita famigliare.<\/p>\n<p>Mi chiedo chiss\u00e0 questa ragazza che ho notato se sar\u00e0 fortunata e sceglier\u00e0 il suo destino o se gi\u00e0 qualcuno lo ha gi\u00e0 deciso per lei? Non posso che augurarle il meglio dalla vita e rubarle simpaticamente una fotografia.<\/p>\n<p>Chiedo ancora al ragazzo quale sia la strada migliore per raggiungere il lago intorno al quale abbiamo deciso di pernottare, senza dubbio mi indica con sicurezza nella mappa quella pi\u00f9 breve che taglia le campagne e poi le montagne, decidiamo di fidarci e provare. Il percorso non \u00e8 bello naturalmente, ma a tratti \u00e8 asfaltato prima di perdersi in piccoli villaggi e accoglienti yurte qui e la, mandrie di cavalli e a volte di mucche rallentano il tragitto, poi le montagne si fanno pi\u00f9 ripide, i villaggi pi\u00f9 rari e gli incontri pi\u00f9 veri, \u201cpulce\u201d si comporta bene, solo quando ci sembra necessario utilizziamo la trazione integrale, qui la strada fa quasi spavento ma sembra continuare, una piccola vettura davanti a noi non riesce pi\u00f9 a salire, un passeggero scende e spinge, qui le auto vengono trattate come le bestie da soma, se non sale la si costringe a farlo in qualche modo senza badare troppo alle conseguenze. Arriviamo fino a guadare un fiume e ci sembra quasi bello e divertente ma giunti dall\u2019altra parte l\u2019amara sorpresa: un gruppo di gente locale con la loro yurta sembra davvero impressionata dal vedere due come noi dalle loro parti, ci fermiamo e chiediamo informazioni, capirsi \u00e8 difficile ma le loro braccia a X non lasciano dubbi, fine della strada, non si pu\u00f2 proseguire! Cavolo! Noooo! Non mancano che 30 km al congiungimento con l\u2019altra strada e non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di farlo! Jack intanto finisce con un loro tradizionale cappello in testa e loro si divertono a prenderlo in foto! Non abbiamo scelta sono le 5 di pomeriggio e siamo costretti a tornare indietro! Dai dai andiamo sbrighiamoci finch\u00e9 c\u2019\u00e8 luce e cerchiamo di arrivare il pi\u00f9 distante possibile! Ripercorrere all\u2019inverso il fiume e le ripide e franose strade ci fa rendere conto di quanto ci siamo spinti oltre senza accorgerci che eravamo in un \u2018cul de sac\u2019. Indubbiamente la strada \u00e8 peggio all\u2019inverso, chiss\u00e0 se \u00e8 dato dal fatto che prima eravamo pi\u00f9 entusiasti e ora pi\u00f9 demoralizzati \u2026 mah!<\/p>\n<p>Ad un certo punto Jack mi dice di sentirsi meglio \u00e8 che vuol guidare, ok bene prendi tu la guida! Andiamo!<\/p>\n<p>Quasi due ore per ritornare al punto di partenza, il sole splende all\u2019orizzonte grande \u00e8 giallo, ovattato da una foschia umida che sembra salire dalla terra, la luce \u00e8 cos\u00ec bella che nonostante tutto mi sento bene e per niente preoccupato, so che non arriveremo mai al luogo stabilito, ma proprio il non sapere nulla del nostro destino mi fa stare sereno.<\/p>\n<p>A Tashkomur citt\u00e0 mineraria e industriale arriviamo che \u00e8 buio da un pezzo, superata la grande diga la citt\u00e0 incomincia con un alto palazzone spettrale in mezzo al nulla, Jack mi sembra un po\u2019 stranito e io scherzo dicendogli che \u00e8 l\u00ec che dormiremo. In realt\u00e0 la citt\u00e0 prosegue per un bel pezzo e l\u2019unico ostello che sembra essere segnato sulla mappa \u00e8 invece apparentemente una casa privata. Entriamo e chiediamo a gesti di dormire, una signora corpulenta ci dice che possiamo dormire fuori nel loro cortile all\u2019aperto su uno di quei quadretti sopraelevati dove mangiano e riposano i centro asiatici, per circa 2 euro, Jack mi guarda disapprovando, gli dico che forse non abbiamo altra scelta. Due individui di apparente origine russa e piuttosto alticci, intervengono ma non capiamo una parola, poi spuntano qui e la ragazzetti e bambini storpi o malaticci, Jack mi dice no! Non dormiamo qui! Cerchiamo qualcos\u2019altro! Gli chiedo se il problema sono gli storpi? Beh \u2026 n-no! Ma gli ubriachi si! Effettivamente non \u00e8 una bella situazione, ma credo sinceramente che sia troppo tardi e che non abbiamo molta scelta \u2026 decidiamo comunque di cercare ancora altrove ma spieghiamo che torneremo tra 40 minuti, il tipo russo meno minaccioso si avvicina e insiste e credo che voglia spiegarci che non abbiamo scelte e che fuori \u00e8 pericoloso e mi fa il gesto che verremo sicuramente accoltellati! E che ci aspetta tra 40 minuti! Beh \u2026 ok \u00e8 un po\u2019 troppo, ok Jack andiamo via di qui.<\/p>\n<p>Facciamo altri chilometri fuori citt\u00e0 perch\u00e9 sembra esserci un posto dove dormire ad un indirizzo tra quelle case. Arrivati l\u00ec spengo l\u2019auto e mi avvicino al cancello chiuso senza visuale interna, sento voci la dentro, busso e aspetto. Esce qualcuno e pronuncia la parola \u2018turist\u2019, cos\u00ec escono altri e noi chiediamo di dormire, ci dicono no, ma a gesti e parole poco chiare si intuisce che da qualche parte non distante c\u2019\u00e8 qualcosa che fa al caso nostro, poi per\u00f2 una ragazza dice che chiede al vicino e cos\u00ec dopo poco ci ritroviamo ad inseguire un bambino che si rifiuta di salire spaventato nella nostra auto, ma che ci corre davanti e ci indica la strada per la casa di suo padre! Eccoci qui, un pavimento coperto di tappeti con il loro materassini, una stanza ampia che non \u00e8 niente male, chiediamo del bagno, c\u2019\u00e8 una doccia con una bacinella per versarsi l\u2019acqua in testa ma niente WC, quello \u00e8 fuori oltre la strada come nelle case kirghise ci dice \u2026 una cabina di legno con un profondissimo stretto buco in un campo! Lo stomaco gi\u00e0 mi dice che quello che aveva ieri Jack in qualche modo sta prendendo me oggi \u2026 va beh \u2026 trattiamo un po\u2019 sul prezzo e finalmente abbiamo un tetto per la notte! Il tipo che ci ospita \u00e8 un signore che ha tre figli piccoli li con lui, li cura mentre sua moglie \u00e8 in Russia a lavorare come badante in qualche famiglia. Troviamo anche un posto da mangiare al di l\u00e0 di un ponte, ci sono due scelte e riesco anche a farmi capire \u2018lagman\u2019 (la solita zuppa di verdure, pasta scotta e un pezzo di pecora duro) senza cipolla \u2026 che posto strano, un crocevia di personaggi che aspettano un passaggio nella notte per chiss\u00e0 dove, oppure sperano in un miracolo che possa cambiare qualcosa del loro destino \u2026 il quadro si completa con bagno a pagamento con docce all\u2019incrocio, due donne sciupate si danno da fare per mantenerli puliti e a turno dormono in una stanzetta adiacente.<\/p>\n<p>Tornato a casa mi tocca usare pi\u00f9 volte il bagno al di l\u00e0 della strada, ma scelgo il campo aperto nel buio della notte, chiudermi dentro la cabina di legno non riesco proprio. Mi accorgo che i campi vicini hanno la stessa funzione per le altre case, nessuno ha il gabinetto presso la propria abitazione, rumori di passi sull\u2019erba al di l\u00e0 della staccionata a cui mi appoggio con una mano \u2026 spengo la mini luce che ho con me e faccio pi\u00f9 in fretta che posso.<\/p>\n<p>La mattina un th\u00e8 e un tozzo di pane non manca mai e anche qui riusciamo a fare una colazione basilare, sono piuttosto disfatto di intestino, le condizioni di salute non sono di nuovo buone, Jack sembra essersi invece decisamente ripreso rispetto a ieri. Prima di pranzo raggiungiamo quello che doveva essere il lago dove pensavamo di fare tappa ieri se non avessimo preso la strada sbagliata, da distante sembra bello, ma avvicinandoci risulta paludoso sulle sue sponde e poco invitante ad una pausa, ci fermiamo comunque dopo un paio di tentativi col desiderio di toccare l\u2019acqua, rimango abbastanza sconvolto a riconoscere piante di marijuana che crescono selvaggiamente dappertutto sui suo bordi, Jack mi dice ma sei sicuro? Ne stacco un ciuffo e lo comprimo con le dita, un inconfondibile odore gli leva ogni dubbio. Magari non avr\u00e0 principio attivo, ma questa \u00e8 canapa!<\/p>\n<p>Superato il lago girandogli intorno per circa met\u00e0 della sua estensione ricominciano le montagne, i loro profili si alzano con forza e la nostra velocit\u00e0 naturalmente rallenta in salita, la temperatura scende bruscamente e il paesaggio torna ad essere quello, abitato dai nomadi dai loro caravan e dalle loro yurte, i cavalli sempre presenti come loro principale risorsa, e quest\u2019immagine insieme ai loro visi con zigomi alti e occhi stretti \u00e8 tutta cos\u00ec perfettamente uguale a ci\u00f2 che ho sempre immaginato della Mongolia \u2026 eppure non ci siamo ancora, ma siamo gi\u00e0 dentro a questi popoli nomadi che ci accompagneranno ancora per molto.<\/p>\n<p>Stanco e consapevole di dover mangiare qualcosa corro veloce in discesa, in una curva ampia supero un grosso pullman, non mi accorgo che le altre auto rallentano, troppo tardi! La polizia mi ha visto e mi sta aspettando. Mi fermano! Mi invitano a scendere e a seguirli dentro la loro auto con tutti i documenti, un tipo non in divisa mi mostra la foto del mio sorpasso azzardato con la sua pistola laser super tecnologica e la velocit\u00e0, ammetto la mia colpa, dico che sto male di stomaco e che cercavo di arrivare al pi\u00f9 presto nella capitale anche per trovare medicine e magari un dottore, capirsi non \u00e8 facile, ma sul fatto che mi vogliono fare la multa non ho dubbi, cos\u00ec comincia una lunga trattativa sul sedile davanti nella loro pattuglia, alla fine tirano fuori un POS e dicono che posso pagare con la carta di credito, incredulo dico che non posso usare la carta perch\u00e9 ho solo i soldi che mi servono per uscire dal paese 1000 som e che il resto che ho nella carta mi servir\u00e0 per sopravvivere in Kazhakistan, mi aprono un libretto di infrazioni in russo e mi indicano 1000 som come quello che gli devo, ma \u2026 ma \u2026 sono gli unici soldi kirghizi che ho \u2026 devo mangiare, dormire stanotte \u2026 morale della favola dopo quasi mezz\u2019ora e varie minacce loro, finisce che ci stringiamo le mani e nessuna multa, l\u2019unico che non sembra contento \u00e8 il ragazzo in borghese che ha fatto le foto con la sua pistola rileva velocit\u00e0 super tecnologica \u2026 mi avevano avvisato della polizia locale e del loro sviluppo tecnologico, \u00e8 andata bene!<\/p>\n<p>Jack mi chiede: \u201callora com\u2019\u00e8 andata? Che ti hanno fatto?\u201d<\/p>\n<p>Niente! Tutto a posto!<\/p>\n<p>\u2026 Ah!<\/p>\n<p>Ci fermiamo a mangiare in un surreale ristorante self service sull\u2019altipiano tra le montagne, e chi se lo aspettava qui \u2026 cibo ottimo e asciutto per le mie condizioni non buone, visi di donne anziane al di fuori del tempo accompagnano presunte nipoti a mangiare un dolce e e bere un th\u00e8 come fosse un \u2018happy meal\u2019, camionisti e gente di passaggio riempiono i tavoli, una donna con lo smalto sulle unghie mi ricorda che ci stiamo per avvicinare ad una grande citt\u00e0.<\/p>\n<p>Ancora un ultimo inaspettato passo di montagna prima di scendere verso Bishkek, a venti chilometri dal centro un tremendo traffico condito da lavori stradali ci rallenta il percorso, Jack sbuffa e si dichiara scontento di dover andare nella capitale, tutto quell\u2019ingorgo non ha senso ed \u00e8 solo una perdita di tempo, avremmo dovuto saltare questa citt\u00e0, non era nel programma. Io invece penso che per capire davvero un nuovo paese visitare la sua citt\u00e0 principale sia di grande importanza. Impiegheremo meno tempo del previsto, il traffico dopo un po\u2019 si sblocca, le piazze in stile sovietico si materializzano, grandi monumenti ed edifici sobri e ordinati in colori chiari fanno sembrare il tutto meglio di quello che mi aspettavo, in un grande viale ci fermiamo e consultiamo la mappa, il tempo di guardarsi intorno che due ragazzi in un bel caf\u00e9 vestiti all\u2019occidentale ci chiedono in un perfetto inglese se possono aiutarci, chiediamo di un ostello e loro ci consigliano il compass hostel a pochi isolati di distanza, cos\u00ec lo raggiungiamo e seppure la stanza \u00e8 potenzialmente da condividere lo scegliamo senza dubbi per la sua pulizia, il suo stile, il Wi-Fi e il buon rapporto qualit\u00e0 prezzo, inoltre la ragazza alla reception \u00e8 molto gentile e parla un buon inglese.<\/p>\n<p>Dopo un po\u2019 entra un altro ospite in stanza da noi, Abdullah dall\u2019Arabia Saudita, ci saluta con un caloroso Ciao! Nella nostra lingua! Incredibile parla un po\u2019 italiano perch\u00e9 anni fa aveva lavorato quasi un anno in toscana alla Nuovo Pignone come ingegnere, lo ascolto molto curioso, Jack invece \u00e8 concentrato sul suo lavoro a scrivere i vari post e non sembra essere molto interessato all\u2019evento.<\/p>\n<p>Dopo varie faccende e una doccia, io e Jack usciamo per cenare, (l\u2019arabo era sparito) su un viale che sembra quello principale gli dico che vorrei seriamente cominciare un dialogo costruttivo, perch\u00e9 nei prossimi giorni, la parte finale del nostro viaggio dovremmo esser d\u2019accordo su alcuni punti, altrimenti pare che sar\u00e0 davvero dura proseguire, come al solito dopo poco si finisce a discutere e non a dialogare. Sono davvero stanco! Siamo stanchi entrambi di questo! Potrei raccontare per filo e per segno il mio punto di vista ma sarebbe la cosa pi\u00f9 patetica del mondo, non \u00e8 questo il luogo e non c\u2019\u00e8 di certo solo un colpevole, il fatto \u00e8 che si finisce a rimbalzare contro un muro di gomma. Va bene ragionare con la testa, ma anche la pancia ha la sua importanza, anzi \u00e8 proprio quello che manca che tra noi non funziona. Il limite anche stavolta rischia di venire superato, ma prima che accada mi libero con le parole e dichiaro: Fanculo! Basta! Continuare insieme in queste condizioni non ha pi\u00f9 senso! Poi, passato un po\u2019 di calore dovuto ala rabbia, ognuno prende una strada diversa per la propria cena. Mi accontento di un panino e poi mi immergo nella citt\u00e0 di notte, i pensieri mi frullano in testa non so bene se \u00e8 davvero la fine, ma se le cose non cambiano non ha pi\u00f9 senso continuare questo percorso insieme nella parte pi\u00f9 lunga desertica e forse noiosa di tutto questo viaggio, li saremo noi due soli in mezzo al nulla \u2026 per ancora 9 giorni.<\/p>\n<p>La notte nella citt\u00e0 mi ci immergo, come avevo fatto a Tbilisi in una situazione simile, i manifesti delle prossime olimpiadi nomadi promettono grandi eventi tra nemmeno 10 giorni e penso che sarebbe davvero interessante stare qui a documentare qualcosa di cos\u00ec speciale \u2026 ma poi mi muovo altrove, giro la piazza osservo le luci, i volti delle persone spesso cos\u00ec diversi dalle campagne, in un angolo pi\u00f9 buio qualcuno mi chiede qualcosa, hanno la faccia da tossici, esclamo \u2018Niet\u2019 deciso! Mi lasciano perdere \u2026 giro altrove e scopro una lunga via con i Punchingball, vari attrezzi per prove di forza o resistenza, palloncini e freccette da tirarci contro per scoppiarli, moltitudini di giochi semplici, divertimenti come negli anni 70\/80 in un nostro luna park, venditori improvvisati di cose che mai comprerei, ed evidentemente davvero pochi lo fanno. Una musica mi attrae e mi dirigo verso un parco, una specie di karaoke al buio da dove esce un suono stonato mi cattura e mi viene voglia di riprenderlo, poco pi\u00f9 in l\u00e0 luci e due casse ed ecco una piccola discoteca tra un gruppo di ragazzi che ogni tanto provano e ballano. Il parco prosegue pieno di interessanti statue, le osservo, una mi sembra un pezzo di rinoceronte \u2026 non so bene come andr\u00e0 a finire sti giorni, so solo che ora sto girando qui rapito dal presente, qualsiasi direzione prender\u00e0 il viaggio, lo vivr\u00f2 al momento \u2026 un tipo mi guarda, lo noto, percorre i miei stessi passi, mi fermo e lo guardo, mi guarda, continuo a camminare e poi mi fermo e mi ci dirigo contro, mi chiede qualcosa fa il gesto di fumare, \u2018Niet\u2019 \u2026 soldi \u2026 \u2018Niet\u2019 \u2026<\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanti, laggi\u00f9 nel buio della notte, dentro questa citt\u00e0 sconosciuta ma sorprendentemente interessante la sua atmosfera mi diventa compagna, e mi dirigo istintivamente verso la sua Piazza della Vittoria senza sapere della sua esistenza, un fuoco brucia alimentato dal gas, una coppia di ragazzi sta l\u00ec seduta di fronte ad esso!<\/p>\n<p>I passi nella notte si consumano sulla via del ritorno, arrivato in ostello Jack scrive sul computer al divano alla reception. Mi ci siedo di fronte e mi preparo una sigaretta, un tipo un poco distante mi chiede il tabacco e se pu\u00f2 farsi anche lui una sigaretta, certo! Fumiamo e scambiamo qualche parola, poi torno dentro, Jack continua nel suo mondo rivolto al suo schermo luminoso. Salgo in stanza, l\u2019arabo dorme, faccio pi\u00f9 piano che posso ma nonostante tutto anche un poco di casino. Poi vado a dormire, le cose possono ancora cambiare ma credo sar\u00e0 difficile. Domani si vedr\u00e0.<\/p>\n<p><em>\u201cVialogando On The Road\u201d \u00e8 il diario in cui Luca Negro racconta il suo Mongol Rally, da Savona alla Siberia: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/vialogando\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Vialogando on the road&#8221; \u00e8 il diario di Luca, che con Giacomo affronta il Mongol Rally: 18 paesi dall&#8217;Europa alla Siberia su una Suzuki del 1989<\/p>\n","protected":false},"author":19252,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[102602],"class_list":["post-447740","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-vialogando"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/447740","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/19252"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=447740"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/447740\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=447740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=447740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=447740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}