{"id":447620,"date":"2018-09-13T17:00:28","date_gmt":"2018-09-13T15:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=447620"},"modified":"2018-09-14T11:17:06","modified_gmt":"2018-09-14T09:17:06","slug":"il-degrado-dei-viadotti-sulla-a6-savona-torino-il-reportage-in-alcune-foto-esclusive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/09\/il-degrado-dei-viadotti-sulla-a6-savona-torino-il-reportage-in-alcune-foto-esclusive\/","title":{"rendered":"Il degrado dei viadotti sulla A6 Savona-Torino, il reportage in alcune foto esclusive"},"content":{"rendered":"<p><em>* L\u2019autore dell\u2019articolo, Kevin, \u00e8 il primo dei giovanissimi collaboratori di <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/young\/\">IVG\/young<\/a> ad essersi meritato \u201csul campo\u201d una promozione. Da oggi, quindi, inizier\u00e0 il suo percorso in IVG per prendere il tesserino da giornalista e un giorno, se sar\u00e0 bravo e fortunato, fare questo mestiere. Noi della redazione glielo auguriamo di cuore. Questo \u00e8 il suo primo articolo.<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_884\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_884\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><strong>Savona.<\/strong> Il crollo del ponte Morandi di Genova ha riacceso le polemiche sullo stato di manutenzione dei viadotti dell\u2019autostrada A6, quella che collega Savona con Torino. Inaugurata nel 1960, l\u2019arteria autostradale rappresenta il principale collegamento tra Liguria e basso Piemonte ed \u00e8 percorsa ogni anno da centinaia di migliaia di auto, camion e mezzi pesanti appartenenti alle pi\u00f9 svariate categorie.<\/p>\n<p>Ne abbiamo seguito il tragitto in direzione Torino, nel primo tratto \u201craddoppiato\u201d costruito sul finire degli anni \u201970, per documentare lo stato di degrado dei viadotti: ecco cosa abbiamo scoperto.<\/p>\n<p><strong>CADIBONA \u2013 <\/strong>Parcheggiata l\u2019auto nei pressi di Cadibona, si imbocca una strada forestale sterrata che vi invitiamo a non percorrere in auto se non con mezzi adeguati. Percorsi circa seicento metri, si giunge nei pressi del primo viadotto del nostro speciale, il viadotto <strong>Frecci. <\/strong>Qui si notano alcuni segni di degrado, ma la situazione appare comunque accettabile. L\u2019azione dell\u2019acqua, che si infiltra tra le giunzioni del manto stradale, ha fatto arrugginire i ferri dei piloni che, aumentando il loro volume, hanno causato il distacco dello strato superiore di calcestruzzo, detto, in gergo tecnico, <strong>copriferri.<\/strong><\/p>\n<p>A causa della\u00a0<strong>carbonatazione\u00a0<\/strong>gli strati pi\u00f9 esterni del calcestruzzo modificano le loro propriet\u00e0 chimiche, facendo s\u00ec che gli agenti corrosivi raggiungano il ferro dell\u2019armatura, portandolo ad arrugginire rapidamente. E\u2019 a questo punto che il ferro, aumentato di volume a causa della ruggine, spinge verso l\u2019esterno il calcestruzzo causandone il distacco dal resto del fabbricato.<\/p>\n<p>Per quanto le condizioni del viadotto Frecci possano considerarsi soddisfacenti, un intervento eccessivamente tardivo di manutenzione potrebbe determinare il distacco di altre porzioni di copriferri, facendo lievitare in maniera esponenziale i costi dell\u2019intervento stesso. La velocit\u00e0 con la quale il calcestruzzo si degrada, infatti, aumenta esponenzialmente in assenza dei copriferri (e con essa aumentano anche i costi per riparare i danni).<\/p>\n<p><strong>VIADOTTO FUNIVIA <\/strong>\u2013 Altri cinquecento metri e si raggiunge il secondo viadotto, una curiosa opera di ingegneria che permette all\u2019autostrada e alla funivia del carbone di condividere il medesimo spazio per qualche decina di metri. E\u2019 il <strong>viadotto Funivie<\/strong>, costruito nel corso degli anni \u201950.<\/p>\n<p>I piloni del ponte non sorreggono esclusivamente il manto stradale, ma anche uno spesso strato di calcestruzzo armato che copre l\u2019autostrada a mo\u2019 di galleria, evitando che un eventuale guasto alle funivie possa danneggiare l\u2019autostrada stessa e i mezzi che la percorrono.<\/p>\n<p>Qui lo stato di degrado \u00e8 a tratti sconcertante. Gran parte dei copriferri sono gi\u00e0 distaccati dalla struttura e lasciano esposta l\u2019armatura del calcestruzzo armato. I piloni richiedono interventi di manutenzione, cos\u00ec come gli impalcati sui quali scorre la strada, palesemente corrosi e danneggiati dal tempo e dagli agenti atmosferici.<\/p>\n<p>L\u2019impressione \u00e8 che gli ultimi interventi risalgano a oltre un decennio fa, considerando lo stato di evidente degrado del calcestruzzo. Oggi l\u2019intera struttura del viadotto necessita di interventi di riqualificazione, non solo costosi, ma anche complessi da eseguire, data la natura del territorio e l\u2019assenza di sentieri o strade che raggiungano e colleghino le basi dei sostegni.<\/p>\n<p><strong>VIADOTTO FONTANAZZE \u2013 <\/strong>Non \u00e8 stato semplicissimo raggiungere il <strong>viadotto Fontanazze<\/strong>. Dalla strada forestale si stacca un sentiero di servizio (probabilmente tracciato da Autostrade) che si perde gradualmente tra arbusti ed erbacce. Con non poca fatica si raggiunge una radura, dove sorgono due dei numerosi piloni della struttura, entrambi in condizioni di palese degrado. Ne \u00e8 prova il terreno cosparso di calcinacci, tanto da nascondere il suolo sottostante, soprattutto intorno al corpo del pilone. Sono porzioni di copriferri che, distaccandosi dal pilone stesso e dall\u2019impalcato, precipitano a terra.<\/p>\n<p>Osservando il pilone, \u00e8 facile notare come l\u2019acqua abbia ormai corroso le barre in acciaio degli strati esterni dell\u2019armatura, tanto da farle assomigliare a pezzi di legno marcio che si sfaldano con la sola forza di un dito. La quasi totalit\u00e0 dell\u2019armatura \u00e8 esposta agli agenti atmosferici e le poche parti di copriferri rimaste ancorate al pilone resistono precariamente tra crepe e scie di ruggine che colorano il calcestruzzo. Tracce di degrado si notano anche sull\u2019impalcato del piano stradale, dalle cui giunzioni l\u2019acqua gocciola incessantemente (nei punti pi\u00f9 esposti i copriferri hanno gi\u00e0 iniziato a distaccarsi) e che rivela, tra l\u2019altro, la presenza di alcune crepe.<\/p>\n<p><strong>VIA DA CADIBONA IN DIREZIONE FERRANIA \u2013<\/strong> Oggetto di numerose segnalazioni, il <strong>viadotto Ferrania<\/strong> \u00e8 stato recentemente restaurato nel tratto che sovrasta la strada diretta agli stabilimenti industriali. Tuttavia, \u00e8 sufficiente seguire il viadotto per poche centinaia di metri per trovarsi di fronte a una struttura pesantemente degradata, a tratti addirittura coperta di muffe causate dalle infiltrazioni d\u2019acqua e da anni di incuria.<\/p>\n<p>Il distacco dei copriferri, come negli altri viadotti presi in esame, riguarda l\u2019intera struttura, oltre che enormi sezioni dell\u2019impalcato. L\u2019acqua gocciola copiosamente dalle giunzioni di quest\u2019ultimo, corrodendo il calcestruzzo e l\u2019armatura in ferro.<\/p>\n<p>Abbiamo poi l\u2019opportunit\u00e0 di chiacchierare per qualche minuto con un camionista del posto che, senza tanti giri di parole, ci spiega che \u201cquando passo su quel ponte mi faccio il segno della croce, sono anni che nessuno lo tocca\u201d.<\/p>\n<p>I lavori sul viadotto Ferrania sono iniziati proprio in questi giorni, ma sono decine quelli che versano in condizioni di avanzato degrado, con gli strati superiori del calcestruzzo palesemente compromessi dal processo di carbonatazione e da anni, forse decenni, di totale assenza di manutenzione ordinaria.<\/p>\n<p>Tanti anche i viadotti sui quali effettuare verifiche al fine di pianificare al meglio i successivi interventi di manutenzione, sperando che i costi non superino quelli di demolizione e ricostruzione dell\u2019intera struttura, come sempre pi\u00f9 spesso accade quando si parla di opere realizzate tra gli anni \u201950 e \u201960.<\/p>\n<p><em><strong>CONCLUSIONI<\/strong> \u2013 E\u2019 giusto precisare che il presente reportage circa lo stato di alcuni dei viadotti dell\u2019A6 <strong>non intende<\/strong> assolutamente <strong>creare alcun genere di allarmismo<\/strong>. Per quanto almeno alla vista la manutenzione ordinaria appaia carente, <strong>non abbiamo le competenze<\/strong> per valutare un eventuale grado di rischio delle singole strutture, operazione per la quale sono necessari studi specifici e una strumentazione adeguata.<\/em><\/p>\n<p><em>Si ringrazia per la collaborazione Sara Erriu<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il &#8220;viaggio&#8221; di IVG da Cadibona a Ferrania per documentare la situazione<\/p>\n","protected":false},"author":18830,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56,34],"tags":[1085,7669,103288],"class_list":["post-447620","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","category-cronaca","tag-a6","tag-autostrada-a6","tag-crollo-ponte-morandi","post_cat_citta-altare","post_cat_citta-cairo-montenotte","post_cat_citta-carcare","post_cat_citta-quiliano","post_cat_citta-valbormida"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/447620","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18830"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=447620"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/447620\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=447620"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=447620"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=447620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}