{"id":447139,"date":"2018-09-06T17:44:34","date_gmt":"2018-09-06T15:44:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=447139"},"modified":"2018-09-27T17:57:01","modified_gmt":"2018-09-27T15:57:01","slug":"via-al-processo-per-lomicidio-di-janira-alamia-aveva-cercato-su-internet-come-uccidere-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/09\/via-al-processo-per-lomicidio-di-janira-alamia-aveva-cercato-su-internet-come-uccidere-persone\/","title":{"rendered":"Via al processo per l&#8217;omicidio di Janira, Alamia aveva cercato su internet &#8220;come uccidere persone&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. C\u2019erano i genitori e i due fratelli della vittima, ma non l\u2019imputato. Questa mattina il processo in corte d\u2019assise per l\u2019omicidio di Janira D\u2019Amato \u00e8 iniziato senza che in aula fosse presente Alessio Alamia, l\u2019ex fidanzato della ragazza, che il 7 aprile del 2017 l\u2019ha uccisa con 49 coltellate nella sua casa in piazzetta Morelli a Pietra Ligure.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_231\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_231\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il processo, seguito anche dalle telecamere della nota trasmissione televisiva \u201cUn giorno in Pretura\u201d di Rai 3, \u00e8 iniziato con l\u2019audizione dei primi testimoni dell\u2019accusa: i carabinieri che si sono occupati delle indagini sull\u2019efferato omicidio. E proprio durante le loro deposizioni sono emersi <strong>particolari finora sconosciuti<\/strong> sulla vicenda. Come il fatto che Alamia, pochi giorni prima del delitto, nella notte tra il 4 e il 5 aprile del 2017, dopo aver parlato al telefono con la vittima (secondo gli inquirenti lei in quell\u2019occasione gli aveva ribadito la fine della loro relazione), avesse <strong>inserito sul motore di ricerca<\/strong> del browser di navigazione del suo telefonino le frasi <strong>\u201cuccidere persone\u201d<\/strong> e <strong>\u201ccome uccidere una persona senza lasciare traccia\u201d<\/strong>. Un elemento che, secondo l\u2019accusa, proverebbe la premeditazione nel delitto.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019accusa di omicidio volontario (aggravato appunto dalla premeditazione), Alamia deve rispondere anche del reato di stalking nei confronti di Janira e di violenza privata verso un\u2019altra ex fidanzata che avrebbe minacciato proprio per impedirle di avere contatti con la vittima. Per quanto riguarda gli atti persecutori, oggi, in aula, \u00e8 emerso che l\u2019omicida, tra il 31 marzo 2017 (nel periodo in cui la loro relazione era gi\u00e0 finita) e il giorno in cui ha ucciso Janira, l\u2019avrebbe <strong>contattata telefonicamente \u2013 tra chiamate e messaggi \u2013 ben 445 volte<\/strong>. Inoltre, in altre due occasioni, Alamia si sarebbe anche presentato a Villa Figoli ad Arenzano dove la ragazza frequentava un corso di formazione e sotto casa di lei minacciando anche di compiere atti di autolesionismo.[tag name=\u201domicidio janira\u201d]<\/p>\n<p><strong>LA COSTITUZIONE AI CARABINIERI<\/strong><\/p>\n<p>Dalla testimonianza dell\u2019appuntato Paolo T., in servizio alla centrale operativa di Albenga la sera del delitto, sono emerse le modalit\u00e0 con le quali Alamia si \u00e8 costituito ed \u00e8 poi stato fermato dai carabinieri.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cAlle 21,14 ho ricevuto una chiamata dal citofono (collegato alla centrale operativa) della caserma di Loano. C\u2019era una voce maschile che diceva che era successo qualcosa di grave e <strong>dietro sentivo una donna che piangeva<\/strong>. A quel punto ho subito mandato un equipaggio dei carabinieri di Ceriale da loro. Mentre la pattuglia andava l\u00ec, le due persone (si trattava di Alamia e della nonna) premevano di nuovo citofono e una voce femminile mi diceva di fare presto che era successo qualcosa di grave. Mi sono fatto lasciare il numero di telefono e li ho ricontattati e la nonna mi diceva: <strong>\u2018Dovete venire mio nipote ha fatto del male alla sua ragazza\u2019<\/strong>. Poi mi sono fatto dare l\u2019indirizzo dove si trovava la ragazza e ho diramato soccorso persona. Alle 21.38 la pattuglia di Ceriale \u00e8 arrivata davanti alla stazione carabinieri di Loano e ha caricato il ragazzo in auto\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>\u201cPORTATEMI IN QUESTURA\u201d<\/strong><\/p>\n<p>A raccontare il momento in cui Alessio Alamia \u00e8 stato fermato dai carabinieri \u00e8 il carabiniere Ilaria T., in servizio alla stazione di Ceriale che quella sera insieme al collega \u00e8 andata fuori dalla caserma di Loano.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSu richiesta della centrale operativa di Albenga siamo andati a Loano perch\u00e9 c\u2019era un ragazzo in stato di agitazione al citofono della caserma. Quando siamo arrivati lo abbiamo fatto salire sull\u2019auto di servizio e lui ripeteva \u2018portatemi in questura. Ho litigato con la mia ragazza\u2019. Diceva che l\u2019aveva accoltellata. Siamo arrivati sotto casa di Alamia e l\u00ec c\u2019erano gi\u00e0 i vigili del fuoco. Io mi sono fermata in auto con lui mentre il mio collega \u00e8 salito in casa ed ha chiuso l\u2019abitazione. <strong>Alamia piangeva, ma non diceva nulla<\/strong>. Ha solo detto che il coltello era in casa, su uno dei gradini. Poi l\u2019abbiamo portato in caserma a Pietra Ligure\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>I PRIMI RILIEVI<\/strong><\/p>\n<p>A descrivere i primi passi dell\u2019indagine sull\u2019omicidio \u00e8 invece il sovrintendente Walter Z., in servizio al nucleo operativo dei carabinieri di Albenga:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSono intervenuto perch\u00e9 in quei giorni ero comandante del nucleo operativo perch\u00e9 il mio superiore era in ferie. Sono stato informato del grave fatto di sangue e ho chiamato il pm di turno, la dottoressa Pischetola. Arrivato a Pietra ho constato che c\u2019era stato un omicidio: non sono entrato nell\u2019appartamento, ma <strong>ho aperto la porta e ho visto il cadavere. C\u2019era molto sangue<\/strong> e non sono entrato per non compromettere stato dei luoghi. Sui gradini di una scala ho visto che c\u2019era un coltello mimetico. Nel frattempo sono stato informato che Alamia si era dichiarato autore del delitto e quindi l\u2019ho fatto portare in caserma a Pietra. L\u00ec abbiamo verbalizzato le sue spontanee dichiarazioni. Successivamente sono stati fatti i rilievi su Alamia che aveva delle ferite sul braccio sinistro: al polso e all\u2019avambraccio e alcune sulle dita. Sono stati sequestrati i suoi vestiti che avevano tracce ematiche (sui pantaloni e sulle scarpe), ma anche il suo cellulare. Poi abbiamo portato l\u2019indagato in tribunale a Savona e sono state acquisite le telecamere di video sorveglianza del Comune di Pietra che hanno consentito di ricostruire la tempistica dei fatti. Janira \u00e8 arrivata in stazione a Pietra da Arenzano alle 18.08 e 18.14 ha imboccato la strada che portava in piazzetta Morelli. Intorno 19,50 nei filmati abbiamo visto Alamia uscire di casa e andare verso Aurelia con lo stesso abbigliamento poi sequestrato dopo il delitto\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>LA SCENA DEL DELITTO<\/strong><\/p>\n<p>Il maresciallo maggiore Gianfranco G., in servizio nell\u2019aliquota della Procura dei carabinieri, nella sua testimonianza ha parlato dei rilievi tecnici all\u2019interno dell\u2019abitazione (durante la sua deposizione sono state anche proiettate in aula alcune fotografie della scena del delitto):<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSono arrivato nell\u2019appartamento verso le 22,50 e l\u2019ho lasciato verso le 4 di notte. Sulla porta non c\u2019erano segni di infrazione. Appena varcata la soglia mi sono trovato il cadavere davanti. Poi nell\u2019antibagno al piano di sopra c\u2019erano alcuni capi d\u2019abbigliamento intrisi di sangue lasciati davanti alla lavatrice, in particolare una maglia (i vestiti che l\u2019omicida si \u00e8 tolto, ndr). Sul corpo di Janira c\u2019erano ferite molto profonde, anche sulle braccia, compatibili con segni di difesa.<br>\nSulla prima rampa di scale del soggiorno, sul terzo gradino, c\u2019era il coltello di 20,5 centimetri e lama di 9 alla quale mancava la punta. L\u2019appartamento non era in disordine a parte una sedia per terra. Abbiamo sequestrato l\u2019arma del delitto, i vestiti e il telefono che era sul tavolo del soggiorno\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>IL LAVORO DEL RIS DI PARMA<\/strong><\/p>\n<p>Il maresciallo Alessio F., oggi in servizio nella sezione pg della Procura di Torino, ma allora al lavoro al Ris di Parma, con la sua testimonianza ha spiegato il lavoro compiuto dal reparto investigazioni scientifiche dell\u2019Arma:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cHo effettuato un\u2019analisi documentale per valutare la ricostruzione della dinamica degli eventi fatta dai colleghi e per verificarne la pertinenza con il racconto di Alamia. Per farlo ho analizzato la documentazione fotografica, i verbali di sequestro e la relazione dell\u2019autopsia. Ho concluso che <strong>l\u2019omicidio \u00e8 avvenuto nel soggiorno<\/strong> perch\u00e9 l\u00ec ci sono tracce ematiche attive, ovvero schizzi presenti soprattutto su un mobile appoggiato al muro, sulle gambe del tavolo e sullo schienale di una sedia trovata ribaltata. Questi schizzi indicano che il sangue non \u00e8 finito l\u00ec per gravit\u00e0, ma in conseguenza di un\u2019azione dinamica. In questo caso sono compatibili con l\u2019uso di un\u2019arma da taglio. Per questo possiamo dire che l\u2019inizio e la fine dell\u2019aggressione sono in quell\u2019area. Le altre tracce presenti nell\u2019appartamento invece sono passive. Posso aggiungere che la scena del crimine \u00e8 congruente con quanto dichiarato da Alamia nel primo interrogatorio\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>L\u2019AUTOPSIA<\/strong><\/p>\n<p>Il maresciallo maggiore Giovanni A., del nucleo investigativo carabinieri di Savona, specializzato in rilievi tecnici e repertamento, nella sua deposizione si \u00e8 concentrato sull\u2019esame medico legale effettuato sulla vittima:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cHo assistito all\u2019esame autoptico sulla vittima effettuato il 10 aprile insieme al dottor Canepa. In quel frangente ho constato l\u2019entit\u00e0 delle lesioni che erano concentrate sulla parte superiore del corpo. Durante l\u2019autopsia il dottor Canepa ha individuato un <strong>frammento di lama dell\u2019arma del delitto che era conficcato nel cranio<\/strong>, a livello occipitale\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>LA FINE DELLA RELAZIONE E I MESSAGGI ALLA VITTIMA <\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 durante la testimonianza del maresciallo Antonello M., del nucleo investigativo carabinieri di Savona, che ha parlato del lavoro di analisi sui cellulari della vittima, che \u00e8 emerso lo scenario di stalking nei confrotni di Janira da parte di Alamia:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cAbbiamo ricostruito l\u2019origine della relazione tra i due e come si era sviluppata. Abbiamo riscontrato anche una serie di atti persecutori. I due si conoscono a maggio 2014 e la relazione prosegue fino al periodo del 20 marzo 2017 quando Janira inizia il corso di formazione alla Costa Crociere. <strong>Ogni volta che Janira intraprendeva un\u2019attivit\u00e0 lavorativa lui si dimostrava contrario<\/strong>. Il 20 marzo Janira inizia quel corso e da una serie di testimonianze e dall\u2019analisi dei messaggi emerge la contrariet\u00e0 di Alamia.<br>\n<strong>A marzo i contatti telefonici da Alamia verso Janira sono stati 793<\/strong> tra telefonate, messaggi e chiamate senza risposta. <strong>Dal 31 marzo al 7 aprile, a relazione finita, sono 445<\/strong> i contatti telefonici di Alamia verso la ex fidanzata, mentre quelli che partone da Janira sono 36. Il 4 aprile Alamia manda un messaggio ad amica in comune e le chiede di verificare se Janira vuole riallacciare la relazione. Lei ribadisce che \u00e8 conclusa. Sempre <strong>il 4 aprile<\/strong> Janira esce con gli amici e <strong>l\u2019ex fidanzato la chiama per 64 volte<\/strong>. Intorno alle 3 di notte tra i due c\u2019\u00e8 una chiamata di 8 minuti e <strong>dopo quella telefonata Alamia fa una ricerca sul motore di ricerca del telefonino digitanto \u2018uccidere persone\u2019 e \u2018come uccidere persone senza lasciare traccia\u2019<\/strong>. Nei giorni successivi Alamia fa richieste pressanti a Janira per vederla per darle alcuni vestiti. Per convincerla ad andare a casa da lui le dice che non pu\u00f2 lasciare il cane a casa da solo. Lei voleva vederlo alla stazione. Alla fine si fa convincere ad andare a ritirare vestiti e si accorda con Alamia al quale dice che sarebbe arrivata verso le 18. Janira aveva chiesto ad un\u2019amica se l\u2019accompagnava a prendere i vestiti, ma lei non poteva\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>La prossima udienza del processo sar\u00e0 celebrata il 27 settembre. Anche quel giorno, come ha precisato il suo difensore, l\u2019avvocato Laura Razetto, Alamia non sar\u00e0 in aula. Il ragazzo sar\u00e0 presente soltanto nell\u2019udienza nella quale verr\u00e0 fissato l\u2019esame imputato e dovr\u00e0 quindi rispondere alle domande del pm Elisa Milocco, a quelle dei legali di parte civile (gli avvocati Simone Mariani e Fabrizio Biale) ed a quelle dei giudici della corte d\u2019assise.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella prima udienza del processo in corte d&#8217;assise sono emersi alcuni retroscena inquietanti sui giorni precedenti al delitto<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[93253,103532],"class_list":["post-447139","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-omicidio-janira","tag-processo-alamia","post_cat_citta-pietra-ligure","post_cat_citta-savona","post_tag_personaggi-alessio-alamia","post_tag_personaggi-janira-damato"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/447139","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=447139"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/447139\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=447139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=447139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=447139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}