{"id":446232,"date":"2018-08-23T08:22:17","date_gmt":"2018-08-23T06:22:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=446232"},"modified":"2018-08-30T09:28:49","modified_gmt":"2018-08-30T07:28:49","slug":"sono-stato-su-marte-turkmenistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/08\/sono-stato-su-marte-turkmenistan\/","title":{"rendered":"Sono stato su Marte (Turkmenistan)"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cVialogando on the road\u201d \u00e8 il diario di viaggio del savonese Luca Negro che, con il friulano Giacomo Iachia, su un vecchio piccolo scomodo fuoristrada di quasi 30 anni battezzato \u201cPulce\u201d partecipa a scopo benefico al Mongol Rally 2018. Il progetto \u00e8 reso possibile grazie al contributo della Coop Augusto Bazzino di Savona:\u00a0\u201cIn quest\u2019epoca di rapidi cambiamenti ci apriremo insieme verso il mondo arricchendoci di nuovi orizzonti, in controtendenza verso la paura e la chiusura su ci\u00f2 che ci \u00e8 distante e diverso\u201d.<br>\n<\/em><em>Dall\u2019Europa alla volta della Siberia, un ponte immaginario tra occidente e oriente attraverso 18 paesi: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/2018\/07\/savona-alla-siberia-suzuki-del-1989-beneficenza-la-pazza-impresa-luca-negro-giacomo-iachia\/\">una lunga odissea da Savona<\/a> fino ad Ulan Ude, nella Siberia Meridionale, poco sopra la Mongolia. In questa rubrica Luca prover\u00e0\u00a0a raccontare, attraverso la sua personale sensibilit\u00e0, gli orizzonti che superer\u00e0 durante questo movimentato e intenso percorso. Vialogando \u201ctravelling stories\u201d \u00e8 invece il \u201cmain project\u201d ideato da Giacomo e si potr\u00e0 seguire l\u2019avventura scritta e documentata insieme sul sito ufficiale <a href=\"http:\/\/www.vialogando.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.vialogando.it<\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/vialogando\/\">su Facebook<\/a>.<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_858\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_858\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_858').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_858\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Turkmenistan<\/p>\n<p>Sono stato su Marte<\/p>\n<p>La citt\u00e0 era bianca, ricoperta di un qualcosa che assomigliava al marmo, strade ampie fino a 4 corsie per senso di marcia, poche le loro auto, simili alle nostre ma pi\u00f9 belle, nessun parcheggio. Ci hanno portato dentro uno dei loro simboli di questi marziani, una sfera dentro doppi quadrati a creare una stella a otto punte. Rotonde doppie e concentriche a stringersi prima di arrivare a destinazione, enormi aperture come entrate ma ancora nessun parcheggio \u2026 piano terra dell\u2019enorme hall, non c\u2019era nessuno come noi.<\/p>\n<p>Il viso alieno ????alla reception, cos\u00ec bello e ipnotico. Non riuscivo a smettere di guardare quella particolarissima meraviglia, zigomi alti, occhi allungati verso i lati, una specie di copricapo rigido avvolto da un foulard colorato. Le ho ripetutamente sorriso e sapeva ricambiare il gesto. Incantato ogni volta che ne avevo la possibilit\u00e0 finivo per guardarla e lei faceva lo stesso. Mi sentivo rapito e nemmeno riuscivo a volgere lo sguardo all\u2019altra figura in quel bancone.<\/p>\n<p>Abbiamo chiesto se potevamo fumare, ma n\u00e9 dentro n\u00e9 fuori era possibile, solo in un angolo sotto il sole c\u2019era una specie di posacenere, solo l\u00ec era possibile bruciare la sigaretta, la temperatura era caldissima il sole era indubbiamente diverso.<\/p>\n<p>La sera si \u00e8 scesi in citt\u00e0, ancora una volta c\u2019erano davvero pochi esseri viventi in quelle grandi e perfette strade, file di palazzi bianchi e luccicanti si perdevano nelle piacevoli e ordinate prospettive. In centro nessun assembramento di persone, nessun gruppo, solo donne nei loro meravigliosi vestiti colorati, verdi, rossi, blu di stelle, un taglio sempre uguale che esaltava perfettamente quella che anche io riconoscevo come la loro femminilit\u00e0, il loro copricapo era anch\u2019esso bello e azzeccato e intuivo , che stava ad indicare che erano \u2018sposate\u2019, le pi\u00f9 giovani infatti o non lo portavano affatto o lo avevano senza supporto, solo un foulard spesso mono tinta. C\u2019erano poi i loro bambini, pi\u00f9 allegri e liberi e spontanei nei movimenti. Solo alcuni dei loro uomini, ma molto meno in proporzione.<\/p>\n<p>Abbiamo fatto fatica a trovare ovaredel cibo e quando l\u2019abbiamo trovato ci \u00e8 stato servito da dei ragazzini sui 12-15 anni, uno di loro parlava un po\u2019 inglese era molto contento di servirci e conosceva l\u2019esistenza dell\u2019Italia, l\u2019aveva studiata nei libri.<\/p>\n<p>Quando ce ne siamo andati ci ha chiesto di tornare, con degli occhi che sembravano pregarci di farlo veramente, era davvero cos\u00ec raro incontrare due tipi come noi.<\/p>\n<p>La notte, tornando verso quel luogo simbolico dell\u2019albergo, abbiamo notato altre decine di costruzioni imponenti e in punti strategici, diverse nella forma, ma sempre a rappresentare la stessa stella a otto punte, in particolare lass\u00f9 sulla collina molto in alto una grande torre dominava la citt\u00e0 come una vedetta a ricordare a tutti il loro marchio. Il bianco della citt\u00e0 nel buio naturale cominciava ad illuminarsi di luci artificiali e a virare senza pausa nei colori dell\u2019arcobaleno, l\u2019effetto era incredibile se lo si vedeva per la prima volta come noi. Da un enorme stadio spuntava quella che era una gigante testa che assomigliava a quella di un cavallo. Appena fuori dall\u2019abitato l\u2019aeroporto spaziale invece sembrava un bellissimo uccello stilizzato. Mi verr\u00e0 detto in seguito che quello \u00e8 per gli abitanti, mentre il presidente e loro leader ne aveva uno tutto suo solo per lui.<\/p>\n<p>Di colpo ci eravamo accorti che era scattata una certa ora, le grandi strade improvvisamente, senza un senso a noi comprensibile comincianvano ad essere chiuse con barriere molto pesanti, e non riuscivamo neppure a capire come potevano farlo cos\u00ec in fretta, succedeva solo che arrivati alla barriera degli ominidi in divisa ci facevano segno di allontanarci immediatamente. Cominciava per noi un qualcosa che assomigliava ad un videogioco notturno, vedevamo in lontananza il nostro albergo dentro il grande simbolo, ma per pi\u00f9 di un\u2019ora c\u2019\u00e8 stato impossibile raggiungerlo, le strade chiuse qui e la avevano trasformato la citt\u00e0 in un vero e proprio labirinto. Raggiungevamo finalmente la sofferta destinazione e ci accorgevamo che su due degli otto lati possibili della base, qualcuno aveva affittato alcune delle grandi sale ai piani superiori e stavano celebrando qualcosa che assomigliava alle feste di matrimonio, per\u00f2 \u00f2 di notte. Un gruppo di questi individui nel momento in cui ci avvicinavamo a loro ci parlava in un modo incomprensibile, finiva che ci facevamo a turno una foto con loro, a loro sembrava non interessare fare lo stesso, e poi chiss\u00e0 se avevano uno smartphone con cui farlo?<\/p>\n<p>La mattina la colazione \u00e8 stata abbastanza burocratica, ma tirando fuori un foglio si apr\u00ec un lasciapassare immediato, hanno cercato di darci quello che ci aspetteremo sulla terra, uova, caff\u00e8 o t\u00e8 solubile, pane bianco a fette ma non tostato, qualcosa di dolce, frutta, cetriolo e pomodoro, pi\u00f9 una crema bianca tra lo yogurt acido e il formaggio.<\/p>\n<p>Alla reception c\u2019era di nuovo lei, la meravigliosa aliena, zigomi alti, occhi affusolati verso l\u2019esterno, le sorrisi, ricambi\u00f2, ma in modo professionalmente meccanico, quando la ricercavo da distante dal tavolino solo nel grande salone, non la ritrovavo pi\u00f9, sapevo che non esisteva possibilit\u00e0 alcuna con questo essere, ma mi piaceva lo stesso sognare, perdermi in quella assurda possibilit\u00e0 cos\u00ec proibita e remota. Alla fine mi dispiaceva proprio non poter fare nulla. Mi ero poi reso conto che il giorno prima indossavo una t-shirt gialla e non rossa, cos\u00ec stupidamente me l\u2019andai a a cambiare, al mio ritorno lei non c\u2019era pi\u00f9. Nessun altro di quei pochi che apparentemente lavoravano sembrava essersi accorto del mio cambio di colore. Prima di ritornare in stanza lei pass\u00f2 con quello che di certo era un suo superiore, si stavano dirigendo verso l\u2019ascensore che li avrebbe di certo portati nei piani alti verso la sfera gigante circondata dai due quadrati a formare la stella ad otto punte, prima che sal\u00ec, mi rivolse lo sguardo intensamente e i suoi occhi brillarono di un energia innaturale e inspiegabile, anche intorno al suo copricapo qualcosa si stava muovendo. Poi spar\u00ec dentro le porte scorrevoli metalliche e io come immobilizzato mi sono praticamente trascinato in stanza, arrivato l\u00ec credo di essere mezzo svenuto nel letto per almeno mezz\u2019ora, quando mi sono rialzato ero meravigliosamente in pace e soddisfatto di un qualcosa che non riuscivo a spiegare n\u00e9 a identificare, ricordo solo un particolare, la stessa luce energetica di quella stupenda creatura.<\/p>\n<p>Prima di lasciare quel luogo mi ero ancora cambiato la maglietta, lasciando la scheda d\u2019entrata la ragazza mora alla reception senza quel copricapo da sposata, mi ha sorriso e guadato intensamente, e allora ho capito che avrebbe potuto fare la stessa cosa dell\u2019altra: ammaliarmi e prendermi dell\u2019energia e le sue orecchie le ho chiss\u00e0 perch\u00e9 immaginate che avrebbero potuto allungarsi a punta e sinceramente le sarebbero state molto bene.<\/p>\n<p>ATA TB \u00e8 stato destinato ad accompagnarci verso il centro di Marte, si presentava simpatico anche se un po\u2019 meccanico, parlava un buon inglese, ci riempiva di tagliandi burocratici, e ci consegnava fogli secondo lui importanti che avremmo dovuto usare per uscire dal pianeta. Al nostro arrivo tra altre lunghe burocrazie c\u2019\u00e8 stato consegnato un rilevatore di posizione tipo gps, da tenere sempre sul nostro veicolo anche se fermo, e non potremmo che percorrere le vie da noi dichiarate in precedenza.<\/p>\n<p>Per prima cosa comprammo dei viveri e ATA TB ci sugger\u00ec pi\u00f9 volte di comprarci un tipo di carne rossa e bianca avvolta in una plastica colorata, finch\u00e9 alla fine la comprammo. Di nostra iniziativa, frutta e liquidi.<\/p>\n<p>Uscendo dalla citt\u00e0 bianca e moderna, ma per lo pi\u00f9 vuota, incontrammo un mondo periferico che mi aspettavo in un certo senso di vedere ma che non ci era ancora stato possibile. Sapevamo che i russi al culmine della loro gara spaziale erano stati i primi a mettere piede su questo pianeta, ma poi dopo la caduta dell\u2019impero sulla terra anche qui le cose erano cambiate e ancora pi\u00f9 marcatamente, e il potere era rimasto ad un solo individuo. Rimanevano per\u00f2 le vecchie case, troppo uguali tra loro, la gente era si umana ma diversa, un po\u2019 come quelli che abbandonando per troppo tempo la propria terra e vi si sentono poi stranieri, lo erano qui ma lo sarebbero stati anche nel luogo della loro partenza. C\u2019erano anche vecchi mezzi che ricordavano le Lada zigul\u00ec, gli occhi delle persone sembravano ricoperti della nostalgia degli esiliati, i loro volti scuri e incisi dal sole.<\/p>\n<p>Fuori citt\u00e0 la strada era nera, ma di una intensit\u00e0 che non avevamo mai visto, le abitazioni lasciavano spazio al deserto e questo si allargava fino a dimenticarci presto di essere partiti dalla bianca citt\u00e0, il sole cuoceva ogni cosa e alcune moto erano cavalcate da individui bendati in volto fino alla testa con solo uno spiraglio per gli occhi, al distributore K c\u2019erano pi\u00f9 esseri in attesa con i loro mezzi grossi o piccoli e strani, ho fatto cenno se potevo fare una foto, mi \u00e8 stata negata la possibilit\u00e0. ATA TB ci ha informato che esiste una legge che proibisce l\u2019acquisto del combustibile extra da mettere su una tanica, cio\u00e8 solo quello che sta nel veicolo \u00e8 acquistabile, il resto \u00e8 reato se lo si trasporta. Ci viene da ridere, ma effettivamente nessuno ce lo vende su sua richiesta, dovremmo cos\u00ec calcolare esattamente il nostro fabbisogno con il risci\u00f2 di non completare tutta la strada fino al prossimo distributore.<\/p>\n<p>Il nostro \u2018amico\u2019 ATA TB alla domanda come si sente dietro il nostro piccolo e cocente veicolo risponde, molto bene, molto bello, e noi ancora ridiamo e gli diciamo di dirci la verit\u00e0, ci risponde la stessa cosa, il nostro \u2018amico\u2019 suda come noi, ma solo che non smette e quindi gocciola e si asciuga sempre con un nostro asciugamano che gli abbiamo procurato, ad ogni indicazione, come fosse un navigatore, ripete automaticamente le istruzioni almeno tre volte a 500 mt a 200mt e a 50mt e a volte anche a 10mt, questo fatto mi confonde e mi crea ansia se guido, gli espongo il problema ma alla fine per tutto il viaggio far\u00e0 sempre la stessa cosa. Non poteva fare altro che svolgere il compito per cui era stato programmato.<\/p>\n<p>I crateri: il primo con le bolle d\u2019acqua dove venivano spinte fuori dai gas, il secondo aveva gi\u00e0 dentro il fuoco, il terzo detto la porta dell\u2019inferno era quello che si diceva essere l\u2019interno di questo pianeta, il fuoco.<\/p>\n<p>Si dice che i russi ai tempi della conquista del pianeta abbiamo perforato qui \u00e8 la la sua sfera, per cercare il prezioso gas, ma un giorno il terreno ha cominciato ad inghiottire i loro macchinari fino a farli per sempre sparire, segui uno strano e nauseabondo odore e per banale idea pensarono di dare fuoco al gas per farlo esaurire, \u00e8 dal 1969 che non ha pi\u00f9 smesso di bruciare \u00e8 mai lo far\u00e0 \u2026 la riserva \u00e8 pressoch\u00e9 infinita.<\/p>\n<p>La notte montavamo la tenda nel deserto non distante dal fuoco, altri esseri di ogni specie ronzavano intorno rapiti dalla luce del fuoco, ATA TB rifiutava la nostra offerta di cibo e come un militare addestrato montava il suo rifugio a 30mt dal nostro \u00e8 mangiava il suo cibo, la notte una specie di trasmittente luminosa diceva parole conosciute da dentro la sua tenda, e non capivamo se stavo dormendo o guardando qualcosa.<\/p>\n<p>Gli arrivi notturni, non smettevano e nuovi incontri accadevano in ogni momento nei dintorni del cratere, qualcuno aveva suggerito che nel futuro questo sarebbe diventato il luogo perfetto per il \u2018burning man\u2019 che fanno nel deserto degli Stati Uniti. Tra i rumori nella notte, distante, qualcuno con grossi mezzi lavorava rumorosamente ad intermittenza nonostante il buio profondo.<\/p>\n<p>La mattina giungeva quasi immediata e il percorso per uscire dal cratere era insidioso e polveroso, giungevamo cos\u00ec sulla strada e all\u2019 prima pausa ATA TB si rinfrescava con dell\u2019acqua ma cadeva con entrambe le scarpe dentro un laghetto.<\/p>\n<p>ATA TB abituatosi alla nostra presenza e percependo che non eravamo un vero pericolo, come da suo programma si adattava al nostro modo di essere fino a che ci rendeva partecipi anche delle sue critiche al sistema paranoico del suo pianeta.<\/p>\n<p>Ci raccontava, per esempio, tra le altre cose che era obbligatorio usare l\u2019appellativo: \u201cEmerito\u201d e a seguire \u201cPresidente\u201d ogni volta che doveva venir nominato il loro leader, e ci diceva che con noi poteva anche non usarlo, ma che in compagni di conoscenti o in strada era assolutamente obbligatorio e poteva anche essere punito ai fini di qualche strana legge. Una volta il vecchio leader aveva cambiato pure i nomi dei mesi con quelli dei suoi famigliari, e per i bambini fu una tragedia perch\u00e9 non sapevano pi\u00f9 in quale mese erano, perch\u00e9 era diventato proibito nominare i vecchi nomi \u2026<\/p>\n<p>Alla fine dopo una bibita colorata ma disgustosa nell\u2019ultimo hotel ai confini di quel pianeta gli chiesi: \u201cma se il vostro presidente dovesse morire che cosa succederebbe?\u201d Mi guarda stupito e serio, dopo qualche secondo come per assicurarsi che nessuno lo possa sentire mi dice: \u201cNessuno lo sa!\u201d<\/p>\n<p>Capivo tante cose, soprattutto anche le chiusure assurde delle strade al suo passaggio e lo stato di polizia a sua protezione \u2026 tutto potrebbe cambiare in questo pianeta con un altro leader.<\/p>\n<p>Finiamo il nostro viaggio sbagliando la porta d\u2019uscita per l\u2019invio dei nostri corpi fuori da questo pianeta, alla fine ATA TB risolver\u00e0 il problema, ma purtroppo non abbiamo potuto scambiarci nessun contatto, se lo scoprivano avrebbe avuto dei problemi, sappiamo che non lo rivedremo mai pi\u00f9, in fondo si era fatto scappare che lui in verit\u00e0 affittava mezzi da lavoro tipo ruspe, ci chiedevamo perch\u00e9 ci fosse capitato lui come accompagnatore, ma \u00e8 stato davvero divertente e piacevole! Addio ATA TB \u2026 Addio Marte!<\/p>\n<p>Stavolta ho un po\u2019 giocato con le assurde sensazioni di questo paese (dopo la Corea del Nord \u00e8 la dittatura pi\u00f9 chiusa al mondo) tanto da credere di essere davvero finito su Marte (da piccolo avevo un idea del genere, e comunque se dovessero costruire una citt\u00e0 lass\u00f9 non sarebbe molto diversa da Asghabat) la cosa ancora pi\u00f9 assurda \u00e8 che tutto quello scritto in questa storia, regole e assurdit\u00e0 sono davvero reali. Passandoci non sembra male, ma si \u00e8 in uno stato di paranoia.<\/p>\n<p><em>\u201cVialogando On The Road\u201d \u00e8 il diario in cui Luca Negro racconta il suo Mongol Rally, da Savona alla Siberia: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/vialogando\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Vialogando on the road&#8221; \u00e8 il diario di Luca, che con Giacomo affronta il Mongol Rally: 18 paesi dall&#8217;Europa alla Siberia su una Suzuki del 1989<\/p>\n","protected":false},"author":19252,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[102602],"class_list":["post-446232","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-vialogando"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/446232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/19252"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=446232"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/446232\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=446232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=446232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=446232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}