{"id":445818,"date":"2018-08-15T17:32:07","date_gmt":"2018-08-15T15:32:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=445818"},"modified":"2018-08-15T17:32:07","modified_gmt":"2018-08-15T15:32:07","slug":"iran-guidare-qui-e-davvero-unimpresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/08\/iran-guidare-qui-e-davvero-unimpresa\/","title":{"rendered":"Iran: guidare qui \u00e8 davvero un&#8217;impresa&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cVialogando on the road\u201d \u00e8 il diario di viaggio del savonese Luca Negro che, con il friulano Giacomo Iachia, su un vecchio piccolo scomodo fuoristrada di quasi 30 anni battezzato \u201cPulce\u201d partecipa a scopo benefico al Mongol Rally 2018. Il progetto \u00e8 reso possibile grazie al contributo della Coop Augusto Bazzino di Savona:\u00a0\u201cIn quest\u2019epoca di rapidi cambiamenti ci apriremo insieme verso il mondo arricchendoci di nuovi orizzonti, in controtendenza verso la paura e la chiusura su ci\u00f2 che ci \u00e8 distante e diverso\u201d.<br>\n<\/em><em>Dall\u2019Europa alla volta della Siberia, un ponte immaginario tra occidente e oriente attraverso 18 paesi: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/2018\/07\/savona-alla-siberia-suzuki-del-1989-beneficenza-la-pazza-impresa-luca-negro-giacomo-iachia\/\">una lunga odissea da Savona<\/a> fino ad Ulan Ude, nella Siberia Meridionale, poco sopra la Mongolia. In questa rubrica Luca prover\u00e0\u00a0a raccontare, attraverso la sua personale sensibilit\u00e0, gli orizzonti che superer\u00e0 durante questo movimentato e intenso percorso. Vialogando \u201ctravelling stories\u201d \u00e8 invece il \u201cmain project\u201d ideato da Giacomo e si potr\u00e0 seguire l\u2019avventura scritta e documentata insieme sul sito ufficiale <a href=\"http:\/\/www.vialogando.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.vialogando.it<\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/vialogando\/\">su Facebook<\/a>.<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_583\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_583\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_583').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_583\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Iran<\/p>\n<p>Si passa dalla religione cristiano armeno ortodossa a quella musulmana sciita, moschee e donne nero velate. La burocrazia tra i confini ci ruba del tempo.<br>\nIl paesaggio cambia e si riempie di aride montagne. La strada costeggia per almeno 40 km un fiume al di l\u00e0 del quale c\u2019\u00e8 un enclave dell\u2019Azerbaijan \u2026 soldati verdi camminano come pedine, torri di controllo, filo spinato, una ferrovia che taglia netta e dritta le montagne. Siamo in territorio iraniano ma di fronte a noi c\u2019\u00e8 il Nakhichevan regione autonoma Azera.<br>\nAl primo paesello facciamo per la prima volta benzina, costa meno di 20 centesimi al litro, una bella sorpresa. Poi ci fermiamo per un th\u00e9 sulla strada e gli uomini locali che gi\u00e0 lo bevevano diventano incredibilmente gioiosi e curiosi di noi, Alice indossa il velo, \u00e8 obbligatorio!<\/p>\n<p>Capita che la gente ti affianca in auto e ti guarda come se tu fossi arrivato da un altro pianeta, poi ti saluta, scatta foto, a volte addirittura (e ci \u00e8 davvero successo) ti abborda, si ferma e ti fa fermare e ti invita a casa loro per una doccia calda e per la cena \u2026 piuttosto che niente ti regala fichi e grappoli d\u2019uva \u2026 seguiranno, ottime mandorle fresche, pistacchi, un melone, etc.etc.<br>\nI picnic sul ciglio della strada sono una delle cose che pi\u00f9 ti colpiscono appena entri in sto paese, ancor pi\u00f9 se il giorno dopo \u00e8 venerd\u00ec e cio\u00e8 festa. La cosa strana \u00e8 che pur essendoci vari parchi anche grandi e spazi molto pi\u00f9 piacevoli, la gente fa i picnic sul marciapiede, in mezzo alle auto parcheggiate, sulle aiuole, nei giardini, fino a riempirli come fossero un mercato. E si portano di tutto oltre al cibo, molti perfino la tenda per fare magari poi un sonnellino. Altra cosa che colpisce \u00e8 che i venditori ambulanti per le strade hanno tutti il \u2018bancomat\u2019 anche solo per 50 cent di frutta (il sistema iraniano \u00e8 a parte, nessun nostro bancomat o carta di credito internazionale pu\u00f2 essere usata).<\/p>\n<p>Madi e Pega una coppia che ha vissuto a Roma per 10 anni, me li sono ritrovati come accompagnatori e stavolta mi \u00e8 pesato di pi\u00f9, non solo per loro stessa ammissione, il nostro rapporto non pu\u00f2 essere libero come vorrei, visto che loro sono le guide e al loro lavoro ci tengono, se voglio vivere il vero Iran, magari quello \u2018underground\u2019 che qui pi\u00f9 che in qualsiasi altra parte del mondo acquista fascino, non perch\u00e9 per forza trasgressivo, ma perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico modo per vedere una realt\u00e0 altrimenti tenuta nascosta da risultare pubblicamente inesistente.<br>\nDialoghi tra noi: \u201csiccome il discorso che stiamo facendo \u00e8 molto interessante, ci possono essere dei problemi se vi riprendo e continuate a raccontare?\u201d<br>\n\u201cSi!\u201d<br>\n\u201cAh \u2026 ecco! Ok come non detto!\u201d<br>\nChiedo intanto pi\u00f9 informazioni sulla capitale che mi dicono essere un mondo a parte.<br>\nMi dicono: \u201cLa vita a Tehran non ha un centro, non c\u2019\u00e8 una piazza centrale dove ci si ritrova, dove magari si balla un po\u2019, dove la gente fuma o dove si beve qualcosa.<br>\nLa gente quelle cose le fa a casa, per conoscere la vita \u2018underground\u2019 di questa citt\u00e0 devi rimanerci del tempo e devi conoscere. Come backpacker e magari usando couchsurfing segretamente puoi avere quest\u2019accesso. Con le guide no!\u201d<\/p>\n<p>L\u2019altra megalopoli del viaggio (dopo Istanbul): Tehran. A 25 km dal centro il traffico scorre lento nelle prime citt\u00e0 satelliti. La scia lunghissima di puntini rossi e bianchi, creata dalle luci delle auto, si muove sempre pi\u00f9 immobile fino a che si riesce a guardarla distante mentre si confonde con le luci della citt\u00e0.<br>\n\u201cTehran (15 milioni di persone di notte di giorno ancora di pi\u00f9) in questi ultimi 10\/15 anni \u00e8 cambiata tantissimo. Ricordo da ragazzina che potevo stare senza velo nel parco sotto casa e tutto era tranquillo e rilassato; ora ci sono tre autostrade che passano nel quartiere e del parco rimane solo poco e niente, l\u2019ambiente \u00e8 diventato pi\u00f9 rigido e conservatore.\u201d<br>\nMi raccontano dei nuovi problemi d\u2019embargo con gli USA, le medicine che gli servivano nel giro di una settimana sono passate dall\u2019equivalente di 50 euro a tre volte tanto.<br>\n\u201cIo me le sono potute permettere ma c\u2019\u00e8 gente qui che per questo muore!\u201d<br>\nMi viene poi sconsigliato assolutamente di usare la metropolitana. Chiedo perch\u00e9? Mi viene detto che non succede niente ma se mai per l\u20191% dei casi dovesse succedere qualcosa qui non \u00e8 facile, e noi abbiamo un programma, la cosa ovviamente mi crea ancora pi\u00f9 voglia di andare a vedere. Nei giorni seguenti scoprir\u00f2 che ci sono state proteste di strada, che avrei sicuramente volentieri osservato, non posso dire per\u00f2 se le avrei documentate, il rischio sarebbe stato decisamente troppo alto. La metropolitana l\u2019abbiamo poi presa il giorno dopo ma eravamo con Madi \u2026 c\u2019erano scomparti per sole donne, misti o solo per loro.<\/p>\n<p>Il giorno seguente abbiamo un incontro con un maestro zoroastriano (antichissima religione monoteistica che era diffusa in tutta l\u2019Asia centrale prima della conversione islamica) anche qui ci sono problemi per le riprese video, ci vengono fatte domande sul nostro lavoro, sull\u2019utilizzo che ne verr\u00e0 fatto, seppur molto anziano, il maestro tornato da una comunit\u00e0 presente in India (dove vivono la maggior parte degli adepti) sa bene che pu\u00f2 avere noie. Alla fine concordiamo di parlare solo della sua religione e possiamo riprenderlo. Ogni tanto per\u00f2 alcune domande si dilungano e potrebbero essere interpretate come critiche, ci rendiamo conto con gli sguardi che dovremmo tagliare qualcosa.<br>\nAl pomeriggio siamo invitati a fare visita al giornale nazionale il pi\u00f9 venduto e famoso. Il presidente in persona \u00e8 presente al nostro incontro, ci offre un banchetto di frutta e dolci con continue premure da camerieri, turbante in testa come un imam, anche qui ci viene chiesto chi siamo, per chi lavoriamo, qual\u2019\u00e9 il nostro scopo, poi tranquillizzati formalmente gli animi, ci racconta che lui in Italia era amico di Andreotti, e che era lui che l\u2019aveva baciato per primo e non viceversa. Ovviamente niente video ma foto finale (la guida aveva difficolt\u00e0 a tradurre la richiesta, cos\u00ec lo si \u00e8 chiesto all\u2019interprete\/ingegnere) al momento dello scatto il presidente mi stringeva la mano energicamente incastrando le nostre dita come solo ho fatto con le ragazze, mi saluta con un bacio nella fronte sudata che avevo. Riconosco un formale rispetto.<br>\nLa visita con l\u2019ingegnere responsabile comincia dal tetto e si dipana in moltissimi reparti, un giornale dove lavorano 800 persone in pi\u00f9 turni anche la notte. La cosa strana \u00e8 che sempre c\u2019erano 3 individui che ci seguivano (senza mai dirci chi fossero) spuntavano e sparivano da ogni lato e ci guardavano sempre. In pi\u00f9 un fotografo continuava a scattarci foto ne avr\u00e0 fatte centinaia, dal momento che abbiamo chiesto di poter riprendere qualcosa. La sensazione non \u00e8 mai stata libera o rilassata. Il giornale \u00e8 anche un museo e c\u2019era il negativo della famosa storica pagina del ritorno di Khomeini in Iran.<br>\nConcludiamo l\u2019intensa giornata incontrando anche la scrittrice Masha Mohebali (tradotta anche in italiano) e il suo giovane marito Hussein, persone meravigliose che sanno vivere in equilibrio sulla sottile linea rossa di questo opprimente paese, dove puoi trovare quello che vuoi ma dove puoi anche cacciarti nel peggiore dei guai senza una vera motivazione. Non resistiamo ad accettare l\u2019invito a casa loro anche se \u00e8 molto distante dal centro, la vita in privato \u00e8 totalmente diversa dai luoghi pubblici, nei luoghi pubblici, per esempio, nemmeno in un albergo a 5 stelle ti versano un goccio d\u2019alcool neppure pagandolo profumatamente. Passeremo una serata vera, libera, piena, tra i tanti discorsi Alice ha chiesto ad Hussein quale fosse il suo luogo preferito e migliore dell\u2019Iran, mi sono permesso d\u2019istinto di anticipare la sua risposta: \u201cthe best place is home\u201d e lui mi sorride d\u2019intesa confermando ci\u00f2 che \u00e8 una certezza cos\u00ec evidente ora che abbiamo vissuto l\u2019altro lato, quello vero, il posto migliore \u00e8 casa, non per forza la propria ma dove si \u00e8 finalmente liberi.<\/p>\n<p>Repubblica Islamica dell\u2019Iran, cominciando dal velo obbligatorio per le donne a il non poter indossare i pantaloncini corti per me (la visita al sito archeologico dove ho avuto il primo richiamo e impedimento ad entrare per questa causa), le citt\u00e0 conservatrici dove i leggings di Alice sarebbero una vera follia, il non poter nemmeno dare una mano ad una donna, il continuo sospetto durante gli spostamenti in taxi, il parlare critico ma anche sottovoce sapendo della possibilit\u00e0 di essere capiti in inglese, il pensare che sia meglio tenere la bocca chiusa durante uno spostamento quando si era bevuto un goccio d\u2019alcool, sospettando che il tassista potesse anche procurarci delle noie, il creder gli altri possibili spie, o personaggi che non sono quello che sembrano essere, succede da ogni lato, tu con loro e viceversa; la polizia religiosa per le strade, si \u00e8 continuamente in uno stato di possibilit\u00e0 anche inquietanti, si sfiora la paranoia, ed \u00e8 purtroppo la routine. Questi fatti per\u00f2 vengono compensati da sorrisi, curiosit\u00e0 spontanea, offerte e regali che in nessun\u2019altra parte del mondo succedono in modo cos\u00ec vero e puro con la gente.<br>\nUn paese da approfondire, in un altro modo, pi\u00f9 libero, ma se non fossimo stati cos\u00ec stavolta avremo perso anche tutti questi interessanti incontri che ci hanno rivelato un mondo regolamentato e anche ingarbugliato in modo strano, ma indubbiamente ricco di vari punti di vista attraverso le nostre condensate esperienze.<\/p>\n<p>La fine del nostro passaggio in questa terra \u00e8 Mashhad citt\u00e0 santa (quasi 4 milioni di abitanti), sede dell\u2019importante santuario dell\u2019Imam Reza, luogo di culto degli sciiti da tutto il mondo. La sensazione \u00e8 fin da subito pesante, gli sguardi su<br>\nAlice invadenti. Ci ritroviamo poi bloccati dentro il santuario, ci fanno controlli burocratici e viviamo sensazioni strane, sguardi che scrutano, dai vetri del box dove siamo rinchiusi, un accompagnatore ci viene assegnato e finalmente devo dire che il luogo affollatissimo \u00e8 molto bello, mi rilasso giusto un poco da poter fotografare. Alice coperta di una coperta blu stellare richiama meno gli sguardi.<br>\nSi ritorna all\u2019hotel (salteremo la cena) usciti fuori a fumare una sigaretta con Alice, le persone ci guardano, ma soprattutto la guardano, pesantemente, eppure ha il velo, si chiede cos\u2019ho che non va? Domani sar\u00e0 qui da sola per tutto il giorno, non credo star\u00e0 a suo agio. Eppure questa \u00e8 l\u2019ultima sera e nemmeno sembra possibile poterci salutare come si deve, tornando in camera vista la sensazione negativa ci si abbraccia in ascensore, ma subito ci viene il dubbio, alziamo la testa e c\u2019\u00e8 la telecamera, ci riporta alla reception dove ad alcune donne con il burka nero non gli si pu\u00f2 neppure vedere gli occhi. Tutto ci\u00f2 \u00e8 frustrante, si trover\u00e0 il modo di stringerci un poco segretamente e umanamente perch\u00e9 al sapere che non lo si pu\u00f2 fare diventa ancora pi\u00f9 necessario.<\/p>\n<p>Con Alice c\u2019\u00e8 stata una bella intesa energetica, ho riconosciuto subito in lei la stessa pelle di vita vissuta, anche la musica sulla chiavetta usb \u00e8 stata motivo di condivisione, ma soprattutto l\u2019intesa professionale creativa \u00e8 perfetta e potenzialmente molto proficua. Il nostro rapporto sempre pi\u00f9 bello fino a sfumare, cos\u00ec come questa parte del viaggio, ma ci\u00f2 che siamo riusciti ad attrarre e creare liberi di seguire la nostra naturale onda, ci ha portato a scoprire emozioni genuine come quella in cui siamo stati invitati a casa di una ragazza locale di un villaggio scavato nelle rocce, abbiamo ripreso dei video, mangiato del cibo e conosciuto la sua famiglia, una perla del viaggio tra le tante condivise\u2026 ciao Alice! Ciao Iran!<\/p>\n<p>Ps \u2026 guidare in questo paese \u00e8 davvero un\u2019impresa!<\/p>\n<p><em>\u201cVialogando On The Road\u201d \u00e8 il diario in cui Luca Negro racconta il suo Mongol Rally, da Savona alla Siberia: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/vialogando\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Vialogando on the road&#8221; \u00e8 il diario di Luca, che con Giacomo affronta il Mongol Rally: 18 paesi dall&#8217;Europa alla Siberia su una Suzuki del 1989<\/p>\n","protected":false},"author":19252,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[102602],"class_list":["post-445818","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-vialogando"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/445818","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/19252"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=445818"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/445818\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=445818"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=445818"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=445818"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}