{"id":445787,"date":"2018-08-15T09:14:22","date_gmt":"2018-08-15T07:14:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=445787"},"modified":"2018-08-15T09:14:22","modified_gmt":"2018-08-15T07:14:22","slug":"quando-lassurdo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/08\/quando-lassurdo\/","title":{"rendered":"Quando l&#8217;assurdo&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><em>Perch\u00e8 non provare a consentirsi un &#8220;altro&#8221; punto di vista?<br \/>\nSenza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, &#8220;tracce per itinerari alternativi&#8221;. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8220;C&#8217;era una volta&#8230;&#8221;<\/strong>: \u00e8 questa la formula con la quale si aprono tutte le fiabe ed \u00e8 proprio un&#8217;analisi del linguaggio delle fiabe che intendo condurre in una breve serie dei nostri prossimi incontri pop-filosofici, certo, acquisir\u00e0 senso e completezza l&#8217;intero ragionamento per chi, con un minimo di costanza, seguir\u00e0 almeno gli articoli che ci accompagneranno nel corso di questa estate.<\/p>\n<p>Intanto una sintetica notazione intorno al tempo verbale: sicuramente vi sar\u00e0 capitato di giocare da bambini e certo vi ricordate che si inventavano i contesti nei quali sviluppare la vicenda, si definivano i personaggi, i caratteri; faccio un esempio? Ecco: io ero il principe, tu la principessa prigioniera del drago e lui era il re cattivo; nel tempo i personaggi sono cambiati sul genere: io ero l&#8217;uomo ragno, tu una giornalista ficcanaso e via di seguito. Come ho accennato, oggi \u00e8 pi\u00f9 rara questa situazione, ma basta poco, un contesto in cui mancano videogiochi e simili, ed ecco che i bambini ritornano creativi ed utilizzano il tempo imperfetto. Gi\u00e0, non il passato, ancor meno il presente, tempi che sottostanno a troppe censure logiche, ma il magico tempo imperfetto in cui io, fragile bambino di periferia, posso essere un principe e tu la mia principessa.<\/p>\n<p>Ma torniamo all&#8217;oggetto di questa serie di incontri e, in particolare, alla fiaba di Cappuccetto Rosso. Con il contributo di un capitolo del saggio di Erich Fromm &#8220;Il linguaggio dimenticato&#8221; provo ad analizzare il linguaggio ancor pi\u00f9 dimenticato delle fiabe per suggerire quanto i giochi di oggi, come quelli di ieri, costruiscono messaggi subliminali che si radicano profondamente in ognuno. Bene, cominciamo dal colore del cappuccio sottolineando che la fiaba in questione, arrivata a noi nella definitiva versione scritta di Perrault del 600, ha origini orali e medioevali. Nasce pi\u00f9 o meno contemporaneamente in diversi paesi europei e la protagonista riceve in dono una mantellina con cappuccio e sempre di colre rosso, rouge, rot, red, rojo, a seconda delle lingue parlate dalle nonne che intrattenevano i piccoli la sera davanti al camino. Ora, ripensandoci, non vi appare piuttosto strana una simile coincidenza? Non voglio per ora ricorrere al concetto di assurdo introdotto dal titolo che prender\u00e0 senso pi\u00f9 avanti, ma consentitemi almeno di evidenziare come, ci\u00f2 che abbiamo indicato come coincidenza, sia opportuno analizzarlo come per niente casuale.<\/p>\n<p>Se non \u00e8 casuale, per\u00f2, \u00e8 doveroso tentare di ipotizzare una spiegazione logica, a tal fine pu\u00f2 esserci utile rileggere la vicenda proprio dal suo insolito inizio. Protagoniste dell&#8217;incipit sono una mamma ed una bambina che ha ricevuto come dono, ora che sei diventata grande, propio l&#8217;indumento rosso in questione, regalo che comporta una notevole assunzione di responsabilit\u00e0, infatti, ora che \u00e8 diventata grande, a Cappuccetto Rosso viene assegnato un incarico difficile, deve portare da mangiare alla nonna malata che abita tutta sola dalla parte opposta del bosco. Siamo solo all&#8217;inizio della nostra fiaba, ma gi\u00e0 un messaggio subliminale \u00e8 in viaggio, un messaggio che non \u00e8 stato coscientemente progettatto dalla nostra ipotetica vecchia narrante, ma che, sia a lei che a tutti gli astanti del medioevo fino a quelli contemporanei, appare estremamente logico, quantomeno nella logica delle fiabe, ed \u00e8 per questa ragione che pu\u00f2 prender posto radicalmente nell&#8217;inconscio collettivo: bambina, sei diventata grande quindi hai nuove possibilit\u00e0 e sei esposta a nuovi pericoli. Credo sia chiaro a chi mi legge, ma \u00e8 corretto concludere la decriptazione: una bambina diventa grande quando diviene signorina, come si dice oggi, cio\u00e8 quando inizia ad avere il ciclo mestruale, ecco evidente il senso dell&#8217;apparente casualit\u00e0 del colore del cappuccio! Ma siamo solo all&#8217;inizio&#8230;<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per un Pensiero &#8220;Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[99780],"class_list":["post-445787","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/445787","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=445787"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/445787\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=445787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=445787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=445787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}