{"id":444669,"date":"2018-08-01T10:27:28","date_gmt":"2018-08-01T08:27:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=444669"},"modified":"2018-08-01T10:27:38","modified_gmt":"2018-08-01T08:27:38","slug":"da-batumi-a-tbilisi-ciao-georgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/08\/da-batumi-a-tbilisi-ciao-georgia\/","title":{"rendered":"Da Batumi a Tbilisi: ciao Georgia!"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cVialogando on the road\u201d \u00e8 il diario di viaggio del savonese Luca Negro che, con il friulano Giacomo Iachia, su un vecchio piccolo scomodo fuoristrada di quasi 30 anni battezzato \u201cPulce\u201d partecipa a scopo benefico al Mongol Rally 2018. Il progetto \u00e8 reso possibile grazie al contributo della Coop Augusto Bazzino di Savona:\u00a0\u201cIn quest\u2019epoca di rapidi cambiamenti ci apriremo insieme verso il mondo arricchendoci di nuovi orizzonti, in controtendenza verso la paura e la chiusura su ci\u00f2 che ci \u00e8 distante e diverso\u201d.<br>\n<\/em><em>Dall\u2019Europa alla volta della Siberia, un ponte immaginario tra occidente e oriente attraverso 18 paesi: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/2018\/07\/savona-alla-siberia-suzuki-del-1989-beneficenza-la-pazza-impresa-luca-negro-giacomo-iachia\/\">una lunga odissea da Savona<\/a> fino ad Ulan Ude, nella Siberia Meridionale, poco sopra la Mongolia. In questa rubrica Luca prover\u00e0\u00a0a raccontare, attraverso la sua personale sensibilit\u00e0, gli orizzonti che superer\u00e0 durante questo movimentato e intenso percorso. Vialogando \u201ctravelling stories\u201d \u00e8 invece il \u201cmain project\u201d ideato da Giacomo e si potr\u00e0 seguire l\u2019avventura scritta e documentata insieme sul sito ufficiale <a href=\"http:\/\/www.vialogando.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.vialogando.it<\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/vialogando\/\">su Facebook<\/a>.<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_282\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_282\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_282').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_282\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><strong>Georgia<\/strong><\/p>\n<p>Batumi<br>\nLa citt\u00e0 sta crescendo e sembra voler fare l\u2019occhiolino a qualcuna nel golfo persico. Edifici di 50 piani stanno nascendo, tra qualche anno questo posto sar\u00e0 famoso, anche in Europa, il \u2018gambling\u2019 cio\u00e8 il gioco d\u2019azzardo \u00e8 fonte di questa ricchezza. La lunga passeggiata di 6 km \u00e8 molto interessante e la statua Ali e Nino diventa per me il fulcro ricercato di questo luogo, la storia classica della letteratura caucasica \u00e8 molto triste, ma le statue in movimento che li rappresentano sono capaci di creare una forte emozione, lentamente le due figure si baciano e si attraversano e pur senza mai davvero toccarsi si completano come perfetta metafora dell\u2019amore pi\u00f9 puro.<\/p>\n<p>La spiaggia ci richiama svegliati finalmente tardi, per\u00f2 \u00e8 solo di ciottoli e l\u2019acqua di questo Mar Nero sembra solo uno scherzo se paragonato al blu del nostro mare.<\/p>\n<p>Salendo sulle per le montagne la strada si fa dura e per la prima volta per davvero ci sentiamo a fare il rally, saliamo fino ai 2025 metri del passo. Riempiamo lo stomaco con un denso formaggio mescolato all\u2019uovo da mangiare col pane, intorno case di legno con tetto di latta, bambini che vendono caramelle artigianali a chi \u00e8 di passaggio qui \u00e8 davvero molto bello. Scendendo mi rendo conto che \u00e8 come da noi quando ero bambino nelle belle valli piemontesi, i georgiani si fermano ai bordi delle strade sui prati verdi e fanno picnic, passeggiate apprezzando i loro bei posti, con gran semplicit\u00e0 senza ancora standardizzarli al turismo di massa (anche se ho visto ecomostri per futuri impianti sciistici e grandi alberghi salendo).<\/p>\n<p>Poi dopo mille dossi e buche arriviamo alla cittadina con la fortezza ricostruita che \u00e8 molto turistica e non l\u2019apprezzo per davvero, a 12 km da li monastero dei monaci ortodossi di Sumela invece mi ha davvero stregato, credo che sia la sensazione che pi\u00f9 mi ha colpito nel viaggio fino ad ora.<\/p>\n<p>Le barbe lunghe e austere dei monaci, le loro letture sono come un mantra con la stessa tonalit\u00e0 penetrante, anche se non si conosce la lingua riescono a smuovermi dentro, le iconografie ortodosse completano una sensazione che sfiora il misticismo, in particolare l\u2019icona di Ges\u00f9 sulla cupola lass\u00f9 in alto mi cattura lo sguardo fino a rendere l\u2019uscita faticosa. Mi colpisce per\u00f2 un fatto \u00e8 davvero necessaria tutta questa severit\u00e0 sui volti dei monaci?<\/p>\n<p>Uscito fuori dal monastero mi siedo sulla panchina rivolta verso la profonda vallata tra due grandi alberi, i compagni di viaggio sono gi\u00e0 l\u00ec seduti da un po\u2019, mi siedo pi\u00f9 a destra e allungo la mano fino a raggiungere l\u2019albero al mio fianco, poi guardo tra le fronde verso la vallata. Improvvisamente una forte inspiegabile energia mi attraversa, riconosco che in quello stesso luogo qualcosa di veramente forte e importante \u00e8 successo, un qualcosa difficile da spiegare con le parole, ma percepibile senza dubbio alcuno. Mi immagino secoli fa \u2026 un monaco \u2026 una specie di illuminazione\u2026 qualcosa che sfugge la logica terrena. Un dono!<\/p>\n<p>Improvvisamente mi alzo dichiarando: \u201cquesto posto ha un energia pazzesca\u201d mi allontano leggermente tramortito, gironzolo fino ad un giardino dove in lontananza vedo un monaco usare un telefono cellulare.<\/p>\n<p>Rientro nel monastero a guardare in alto a scattare una foto \u2018proibita\u2019, un altro monaco con cura e devozione accende le candele sistemate sotto le icone. Esco nuovamente a sedermi sulla panchina, stavolta solo \u2026 subito nulla \u2026 ma rimettendomi sulla destra vicino all\u2019albero nuovamente riconosco e ritrovo la stessa sensazione precedente, chiudo gli occhi e mi abbandono, il vento mi accarezza tutto intorno, come se sfiorasse la mia aurea. Ripeto ancora la stessa cosa un\u2019altra volta, sguardo all\u2019icona sulla cupola e poi seduto sulla panchina esterna. Vorrei avere mille volte pi\u00f9 tempo e non dover andare via.<\/p>\n<p>La notte ci fermiamo a pochi km da Vardzia in un casa rurale ma con ottime camere per gli ospiti, una genuina famiglia ci prepara pomodori, cetrioli, spinaci e formaggio e pane come cena, non c\u2019\u00e8 dubbio che il destino ce li ha messi davanti dopo tanta carne e impasti pieno di burro e uova. Ne avevamo davvero bisogno.<\/p>\n<p>Alla mattina Stefano non sta bene e cos\u00ec si riposa, con Giacomo visitiamo le caverne di Vardzia, davvero magnifiche e unico il monastero al suo interno. Sentieri scavati nella montagna a collegare le varie antiche abitazioni dentro la roccia, quasi come le talpe, il sole \u00e8 cos\u00ec forte e caldo da lasciarti tramortito.<br>\nPrima di lasciare la zona scopriamo un\u2019altro monastero stavolta attivo e meno turistico sulla collina opposta, altre grotte sparse lass\u00f9 sembrano troppo distanti per raggiungerle in poco tempo. Solo uno sguardo veloce dentro una di esse ci ha svelato una tavola con fresche verdure per il pranzo dei monaci del luogo.<\/p>\n<p>La Georgia cambia faccia. Fuori dalla citt\u00e0 di Akhalkahki, dopo un paesaggio post guerra, una modernissima stazione dei treni appare in mezzo al nulla di un vasto altipiano, per qualche motivo qui hanno deciso che \u00e8 necessaria, decine di binari si stringono fino a diventare uno solo che poi sparisce. L\u2019aria si fa pi\u00f9 fresca, appaiono i laghi e la vita che scorre ferma nel tempo ai loro bordi, cavalli che trainano l\u2019aratro e la gente raccoglie il fieno che ammassa in covoni ordinati, basta un cenno della mano per scatenare un sorriso, un saluto gioioso, il letame viene seccato e conservato in mattoni con si costruiscono muretti per un suo uso futuro: combustibile per l\u2019inverno.<br>\nLe montagne scorrono lente finch\u00e9 poi cominciano a scendere, ci rendiamo conto che quell\u2019altopiano era anche oltre i 2000 metri, l\u2019aria cambia e cos\u00ec ancora una volta il paesaggio.<br>\nLa Georgia \u00e8 bellissima, vorrei salire sul grande Caucaso e vederla ancora meglio, ma il nostro percorso non ce lo permette, ma davvero questo \u00e8 uno di quei paesi che davvero merita una visita o magari un ritorno.<\/p>\n<p>Tbilisi<br>\nL\u2019arrivo con le strade orrende e piene di buche si trasforma in meglio, la periferia \u00e8 brutta, ma il centro invece risulta molto pi\u00f9 bello delle aspettative e ricco di particolari interessanti.<br>\nScelgo personalmente una guesthouse molto economica, Stefano che \u00e8 stato male preferisce un hotel vicino \u00e8 la sua ultima notte e ci sta. Giacomo invece mi segue. La signora Dodos \u00e8 affabile, genuina, 80 anni un po\u2019 svampita ma molto luminosa, un buon cuore, sento una forte sinergia con lei e sono davvero contento di sto posto, un dormitorio di 7 letti ma siamo solo in tre, io il compagno e un francese sui 60 che russa la notte e canta la mattina.<br>\nLa sera dopo una lunga camminata in centro, seguendo il percorso di Jack, stanchi mangiamo quasi alle 11. Esausti, le parole e il progetto come vuol continuare a volerlo a tutti i costi sostenere lui si fa sempre pi\u00f9 pesante e inattuabile secondo in mio senso di necessaria libert\u00e0 in cui credo e per cui viaggio.<br>\nLe parole non portano a niente anzi, ci si scalda troppo fino a che si raggiunge un punto di rottura non eccessivo ma chiarissimo a sottolineare che ormai il limite \u00e8 stato raggiunto.<br>\nLa notte in solitaria mi spingo fuori dalle strade battute e mi sento piacevolmente vivo a percorrere i miei passi senza avere nessuna paura.<\/p>\n<p>La mattina ci proviamo a chiarire e ci stringiamo in un volenteroso tentativo di trovare una soluzione.<br>\nIncontriamo poi il regista georgiano Vahktang Kuntzev Gabashvili pluripremiato nei vari festival cinematografici dei paesi confinanti, un piacevolissimo incontro che abbiamo correttamente documentato.<br>\nA pranzo perso dentro il caldo cittadino mi accorgo che la fotocamera reflex ha dei problemi e non posso usarla, fino ad abbandonarmi. Un duro colpo che non mi aspetto!<\/p>\n<p>Il lato pi\u00f9 vero.<br>\nMi \u00e8 successo di guastare in modo grave la fotocamera professionale con cui viaggio, il corpo macchina e out e le tre ottiche inutilizzabili. Probabilmente i colpi ricevuti nelle buche delle strade georgiane di montagna l\u2019hanno messa K.O.<br>\nCerco subito un centro Canon che possa aiutarmi in qualche modo ora che sono ancora in citt\u00e0, cos\u00ec scopro luoghi fuori dal turismo dove la realt\u00e0 della vita \u00e8 pi\u00f9 vera senza nascondersi. Prima un quartiere intorno alle universit\u00e0, trafficato e con grandi edifici pi\u00f9 o meno popolari, poi sentendomi dire che dovrei aspettare fino a luned\u00ec seguo il suggerimento di provare ad affidarmi a qualche centro non ufficiale nella zona della stazione.<br>\nPrendo quindi ancora la metropolitana e raggiungo la stazione centrale, nei dintorni un mondo molto pi\u00f9 povero, a tratti disperato, mendicanti e persone che sembrano abbandonate al loro destino di arrivare alla fine della giornata sono la vera parte di questa zona della citt\u00e0. Nessun turista apparente, un lungo ponte attraversa i binari, \u00e8 pieno di piccoli micro negozi che vendono di tutto, ma soprattutto indumenti di bassissima qualit\u00e0, dall\u2019altro lato edifici rovinati e scadenti, botteghe di fruttivendoli troppo attaccate miste a prodotti elettronici e riparatori di telefonini, blocchi giganti di questi venditori sono raggruppati in aree in cui sembra facile perdersi, mi muovo dentro esse come una formica tra le altre finch\u00e9 non trovo quello che cerco, un negozio pi\u00f9 grande degli altri con tante fotocamere e obiettivi usati in vetrina, espongo il mio problema, una stentata comunicazione e tiro fuori la reflex:\u201dci vogliono 3-4 giorni per ripararla o per provare a farlo\u201d me ne vado sconsolato domani si riparte e il tempo non c\u2019\u00e8.<br>\nProvo a non rinunciare subito ma in nessun altro dei piccoli negozietti, trovo qualcuno che parli un minimo di inglese.<br>\nLa sera Stefano parte e arriva Alice fotografa romana, sar\u00e0 nostra compagna fino alla fine dell\u2019Iran.<br>\nScopriamo a pochi passi da casa \u2018Fabrica\u2019 un luogo di giovani molto bello e moderno,che potrebbe essere qualsiasi altro luogo in ogni parte del mondo occidentale, poi una via mega turistica a poche centinaia di metri che non ci aspettavamo affatto.<\/p>\n<p>La signora Dodos la sera quando le dico che le saldo il conto mi risponde che lo potr\u00f2 fare domani e che lei si alza presto e che i soldi non contano e aggiunge un gesto con le mani come a dire che volano via e non sono niente che importa davvero. Le mele regalate, la sua gentilezza, trasparenza ed energia, le voglio bene e voglio a tutti i costi una foto con lei, non la potr\u00f2 dimenticare una persona cos\u00ec lo so per certo.<\/p>\n<p>Ciao Georgia!<\/p>\n<p><em>\u201cVialogando On The Road\u201d \u00e8 il diario in cui Luca Negro racconta il suo Mongol Rally, da Savona alla Siberia: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/vialogando\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Vialogando on the road&#8221; \u00e8 il diario di Luca, che con Giacomo affronta il Mongol Rally: 18 paesi dall&#8217;Europa alla Siberia su una Suzuki del 1989<\/p>\n","protected":false},"author":19252,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[102602],"class_list":["post-444669","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-vialogando"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/444669","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/19252"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=444669"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/444669\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=444669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=444669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=444669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}