{"id":44452,"date":"2008-12-18T17:45:47","date_gmt":"2008-12-18T16:45:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=44452"},"modified":"2008-12-19T11:06:54","modified_gmt":"2008-12-19T10:06:54","slug":"fronte-no-maersk-rischio-archeologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/12\/fronte-no-maersk-rischio-archeologico\/","title":{"rendered":"Fronte no Maersk: &#8220;Rischio archeologico&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:7885:l]Vado Ligure<\/strong>. La situazione dell&#8217;area vadese \u00e8 particolarmente esposta al rischio archeologico. E&#8217; scritto nel parere ministeriale reso in sede di Via al Piano Regolatore Portuale, che riprende una nota della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria. Secondo gli attivisti del fronte &#8220;no Maersk&#8221;, anche questa osservazione formulata dall&#8217;organo statale non sarebbe stata recepita nell&#8217;accordo di programma per la realizzazione della piattaforma multipurpose nel bacino di Vado.<\/p>\n<p>Proprio l&#8217;accordo di programma, con tutte le deliberazioni e convenzioni ad esso connesse, \u00e8 nel mirino del ricorso presentato al Tar della Liguria dal comitato Amare Vado e dall&#8217;associazione Verdi Ambiente, che vorrebbero cancellarlo previa sospensione cautelare, per scongiurare la costruzione della nuova piastra multifunzionale. Gli oppositori del progetto sottolineano che l&#8217;opera &#8220;non si pu\u00f2 condividere dal vista paesistico poich\u00e9 comporta un interramento di un&#8217;estensione tale da occupare grande parte dell&#8217;intero golfo di Vado e da diventare elemento dominante del territorio circostante&#8221;. Ma, pur impegnati per lo pi\u00f9 a contrastare l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;infrastruttura, si dicono preoccupati anche per il rischio archeologico dell&#8217;area.<\/p>\n<p>Nella porzione occidentale del territorio comunale di Vado Ligure, in parte corrispondente all&#8217;attuale centro urbano costiero, formatosi sul borgo medievale, sono posizionati importanti rinvenimenti di cui si ha notizia a partire almeno dal XVI secolo (strutture murarie, poli cimiteriali e necropoli, tratti stradali, materiale sporadico pertinenti la citt\u00e0 romana di Vada Sabatia). Inoltre sulla fascia litoranea di Vado si trova il Forte di San Lorenzo, sottoposto a vincolo.<\/p>\n<p>Gli oppositori della piattaforma citano un passaggio della nota formulata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici: &#8220;Nell&#8217;ambito delimitato dal Piano risultano comprese aree sottoposte a vincolo archeologico concentrate in particolare nel comprensorio albisolese e in quello vadese, mentre il tratto di mare antistante, con riguardo alla rada di Vado, \u00e8 riconosciuto ad alto rischio archeologico. I diversi interventi previsti, comprese le numerose opere accessorie, comportando importanti lavori di scavo, sbancamento e movimentazione di terra, prospettano un impatto non indifferente sul territorio fittamente antropizzato sin dall&#8217;et\u00e0 antica&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Le molteplici e preoccupanti criticit\u00e0 evidenziate dall&#8217;organo statale competente in sede di Via del Piano Regolatore Portuale savonese non hanno ricevuto considerazione nell&#8217;accordo di programma impugnato n\u00e9 sono rimettibili alla fase esecutiva&#8221; sostengono gli autori del ricorso al Tar. Una nuova udienza al tribunale amministrativo sar\u00e0 fissata dopo le feste di Natale e potrebbe tenersi entro la prossima primavera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:7885:l]Vado Ligure. La situazione dell&#8217;area vadese \u00e8 particolarmente esposta al rischio archeologico. 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