{"id":444135,"date":"2018-07-26T08:17:58","date_gmt":"2018-07-26T06:17:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=444135"},"modified":"2018-07-26T08:20:31","modified_gmt":"2018-07-26T06:20:31","slug":"bulgaria-e-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/07\/bulgaria-e-turchia\/","title":{"rendered":"Bulgaria e Turchia"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cVialogando on the road\u201d \u00e8 il diario di viaggio del savonese Luca Negro che, con il friulano Giacomo Iachia, su un vecchio piccolo scomodo fuoristrada di quasi 30 anni battezzato \u201cPulce\u201d partecipa a scopo benefico al Mongol Rally 2018. Il progetto \u00e8 reso possibile grazie al contributo della Coop Augusto Bazzino di Savona:\u00a0\u201cIn quest\u2019epoca di rapidi cambiamenti ci apriremo insieme verso il mondo arricchendoci di nuovi orizzonti, in controtendenza verso la paura e la chiusura su ci\u00f2 che ci \u00e8 distante e diverso\u201d.<br>\n<\/em><em>Dall\u2019Europa alla volta della Siberia, un ponte immaginario tra occidente e oriente attraverso 18 paesi: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/2018\/07\/savona-alla-siberia-suzuki-del-1989-beneficenza-la-pazza-impresa-luca-negro-giacomo-iachia\/\">una lunga odissea da Savona<\/a> fino ad Ulan Ude, nella Siberia Meridionale, poco sopra la Mongolia. In questa rubrica Luca prover\u00e0\u00a0a raccontare, attraverso la sua personale sensibilit\u00e0, gli orizzonti che superer\u00e0 durante questo movimentato e intenso percorso. Vialogando \u201ctravelling stories\u201d \u00e8 invece il \u201cmain project\u201d ideato da Giacomo e si potr\u00e0 seguire l\u2019avventura scritta e documentata insieme sul sito ufficiale <a href=\"http:\/\/www.vialogando.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.vialogando.it<\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/vialogando\/\">su Facebook<\/a>.<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_39\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_39\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_39').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_39\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><strong>Bulgaria<\/strong><\/p>\n<p>La prima cosa che colpisce passando il confine \u00e8 il cambio di lingua e dei caratteri della scrittura.<\/p>\n<p>Il rumeno infatti sembra semplice ed \u00e8 per lo pi\u00f9 facilmente comprensibile, ci si diverte talvolta a leggere le parole come se fossero in un Italiano molto volutamente storpiato. (traggono entrambe origine dal latino).<\/p>\n<p>Il bulgaro \u00e8 invece una lingua slava ed \u00e8 scritto in cirillico e nessuno di noi ha delle basi a riguardo. Comincia quindi anche qui un nuovo mondo, le vecchie auto non sono pi\u00f9 le Dacia, ma sono le Lada, in questo particolare come in molte altre cose si percepisce un forte legame storico con la Russia.<\/p>\n<p>Veliko Tarnovo \u00e8 la citt\u00e0 in cui facciamo pausa, ci sono molte conformazioni di falesie che ricordano molto la zona del finalese, potrebbe infatti diventare una localit\u00e0 molto rinomata per gli sport \u2018outdoor\u2019 in un futuro poco distante.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 \u00e8 davvero caratteristica, e si sviluppa su pi\u00f9 livelli intorno alla ripida e tortuosa ansa del fiume Jantra che l\u2019attraversa.<\/p>\n<p>Maria una ragazza, dolce, gentile un pizzico timida, ci accoglie nel migliore dei modi nell\u2019ostello dove lavora, ci tiene molto alla nostra auto che dovremmo spostare entro le 9 di mattina e ci tiene assolutamente ad offrirci qualcosa, cos\u00ec accetto un th\u00e8, poi prima di uscire ancora un liquore locale, e devo dire che siamo stati proprio fortunati a ricevere un benvenuto cos\u00ec piacevole e sincero.<\/p>\n<p>La sera ci siamo concessi il lusso di un bel ristorante, anzi il migliore della citt\u00e0: anatra e sidro per quel che mi riguarda, piatto degno di alta cucina con meno di 15 euro. Poi la notte lavoro d\u2019ufficio ambulante e mi son coricato dopo l\u2019una.<\/p>\n<p>La mattina la prima sorpresa \u00e8 il blocco alla ruota per soli 10 minuti di ritardo, niente scuse e alla fine abbiamo dovuto pagare i 16 lev di multa per poterci muovere. Poi ancora un giro in citt\u00e0 stavolta da solo a fare le mie fotografie, mentre Giacomo \u00e8 Gabriele sono andati alla fortezza che seppur meravigliosa avevo gi\u00e0 visto la sera in lontananza.<\/p>\n<p>Attraversando la citt\u00e0 industriale di Kazanlak ci si rende conto di quanto mal costruita, mal messa e povera pu\u00f2 essere parte del paese.<\/p>\n<p>Al confine turco, incontriamo le \u201cdust & roses\u201d 4 giovani ragazze franco svizzere nella loro kangoo Renault con la quale partecipano al mongol rally e con cui scambiamo simpatiche chiacchiere. Poi la lunga attesa e la sosta infinita con attraversamento dell\u2019autostrada a piedi per pagare la \u2018 vignetta tipo telepass\u2019 per poterla cos\u00ec percorrere in regola col nostro mezzo. Quanto tempo perso a sto confine! Ciao Europa o meglio comunit\u00e0 europea, qui siamo appena usciti anche se il vero cambiamento sar\u00e0 dopo Istanbul.<\/p>\n<p>La presenza dei minareti sono il primo forte segnale che si nota in questo paese, il secondo sono le bandiere nazionali.<\/p>\n<p>Entrare ad Istanbul \u00e8 stato pi\u00f9 lungo del previsto a 20km dal centro \u00e8 cominciata una lunga tratta per lo pi\u00f9 lenta tra i vari imbottigliamenti di traffico, arrivati nell\u2019hotel prenotato alle 10 passate ci dicono che hanno cancellato la prenotazione perch\u00e9 la carta di credito non era stata accettata. Prendo cos\u00ec un po\u2019 in mano la situazione e consiglio prima di tutto mangiare e di non farsi prendere dal panico e che la soluzione si risolver\u00e0 senza problemi. Dopo un\u2019ora infatti siamo sistemanti in un altro luogo improvvisato \u00e8 pi\u00f9 che decente. Un ultimo giro fino alla moschea blu e poi praticamente alle 2 di notte chiudo gli occhi.<\/p>\n<p>Finalmente oggi mi posso permettere di spendere un po\u2019 di tempo come piace a me, senza dover render conto di nulla a nessuno \u2018perdendomi\u2019 per la citt\u00e0 vivendola nei suoi angoli pi\u00f9 famosi o inaspettati: la Moschea blu (purtroppo con la cupola interna in ristrutturazione) Il Grande bazar, attraversare il ponte fino alla torre Galata costruita dai genovesi e la centrale via commerciale verso piazza Taksim.<\/p>\n<p>A met\u00e0 pomeriggio il \u2018lavoro\u2019 chiama e con Giacomo abbiamo appuntamento alle 4 davanti al caf\u00e9 di un hotel con la scrittrice Nilufer Kuyas. Stavolta le domande le faccio io e Giacomo riprende i video, nonostante fossi inizialmente un po\u2019 contrariato al dover spezzare il pomeriggio nei miei giri in giro, la scrittrice, un\u2019elegante signora sessantenne si presenta simpatica e interessante e nel momento che parla del suo libro \u201ckarasevda kitabi\u201d (il libro della malinconia) mi trovo cos\u00ec d\u2019accordo col suo pensiero che mi brillano davvero gli occhi. Conoscere anche il suo pensiero su Istanbul, di come l\u2019ha vissuta dagli anni 70 ad oggi e a suo dire, essere una citt\u00e0 davvero cosmopolita e viva, mi fa apprezzare ancora di pi\u00f9 la chiacchierata \u2013 intervista. Ci si lascia promettendole che se verr\u00e0 un giorno a Genova le far\u00f2 da guida!<\/p>\n<p><strong>La strada<\/strong><\/p>\n<p>Un camion carico di fieno si ripara dalla pioggia sotto un viadotto, \u2018Autogrill\u2019 improvvisati che vendono il Cay (t\u00e9), \u2018Pulce\u2019 l\u2019auto ci da i primi problemi: l\u2019aggancio del cofano dissaldato, che risolveremo prima con il personale cordino d\u2019emergenza tutto fare e poi con una vera saldatura nella citt\u00e0 di Bolu, da un meccanico disponibilissimo a cui ho offerto Cay e mancia. E poi all\u2019arrivo a Samsun ci accorgiamo di avere problemi alla trasmissione che per fortuna risolveremo la mattina da un altro meccanico stavolta perfino Suzuki. (Nell\u2019intermezzo ho pure dimenticato gli occhiali da sole dal benzinaio che poi tornando indietro mi ha gentilmente conservato e restituito).<\/p>\n<p>La citt\u00e0 la notte non ci sembra nulla di speciale, anzi la via centrale \u00e8 stata incredibilmente sventrata e per centinaia e centinaia di metri palazzi tutti uguali di colore bianco grigio, sono l\u2019inaspettato scorrere delle cose, proprio come quello che si prova in un videogioco.<\/p>\n<p>A Trebisonda si unisce a noi Stefano trentenne italiano che vive a Londra e lavora nella finanza, anche con lui nonostante le marcate diversit\u00e0 riesco dopo un giorno a instaurare un bel rapporto, piacevole e talvolta costruttivo per la prosecuzione del progetto di viaggio.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 appare contorta, a volte confusa, ma viva e pi\u00f9 interessante della precedente Samsun. La mattina dopo a pochi 40 km abbiamo visitato il monastero di Sumela, un incredibile costruzione dentro le pareti di un precipizio, purtroppo dopo una bella camminata di sudore intenso, lass\u00f9 era chiuso per restauri.<\/p>\n<p><strong>La Turchia: la speculazione e costruzione edilizia tipo gli anni 70 in Italia<\/strong><\/p>\n<p>Come posso, io che sono di passaggio, giudicare se quello che succede \u00e8 giusto o sbagliato? Come posso sapere se queste case, pi\u00f9 vecchie e fatiscenti, che vengono, verranno o sono state buttate gi\u00f9 per far spazio a questi moderni parallelepipedi con appartamenti pi\u00f9 spaziosi e di diversa qualit\u00e0, saranno poi abitate dalle stesse famiglie che abitavano quelle precedenti o se saranno solo a beneficio dei pi\u00f9 ricchi? Di chi pu\u00f2 permetterselo, di chi non contesta il sistema di chi ci \u00e8 pi\u00f9 dentro? Ho la sensazione che anche qui la storia sia sempre la stessa: sono gli interessi e il denaro a farla da padrone.<\/p>\n<p>Questo grosso e irreversibile cambiamento far\u00e0 della Turchia un paese nuovo, migliore, pi\u00f9 ricco \u2026 ma da certi errori non si torna pi\u00f9 indietro. La conservazione del patrimonio edilizio che esisteva \u00e8 ormai rivoluzionato, ottimizzato in modo forse funzionale ma qualcosa andr\u00e0 irreversibilmente perduto e non sempre ci\u00f2 che si perde \u00e8 un bene ma anzi. Chiss\u00e0 in questo caso.<\/p>\n<p>Decine di cittadine sul Mar Nero mi sembrano Spotorno (zona palazzoni turistici con sventramento collina) ma ancor pi\u00f9 costruite, come sono contento che la nostra piccola provincia in Liguria, a parte i casi evidenti e sbagliati tipo Borghetto S.Spirito per citarne un altro, abbia saputo conservare la propria identit\u00e0 edilizia almeno in modo dignitoso. Ma chiss\u00e0 cosa ci riserver\u00e0 il futuro, non si pu\u00f2 mai sapere.<\/p>\n<p>La Turchia \u00e8 un paese in via di sviluppo che sta cambiando faccia velocemente, chiss\u00e0 se sono i soldi dei milioni di immigrati turchi in Germania o quelli che l\u2019Europa versa per contenere le varie ondate di immigrati siriani a permettere anche questo. Si sente per\u00f2 una forte presenza del presidente Erdogan e un forte nazionalismo, il nostro passaggio \u00e8 un po\u2019 troppo breve per rendersi davvero conto di una realt\u00e0 pi\u00f9 precisa e dettagliata, le citt\u00e0 per\u00f2 sono vive e le moschee qua e l\u00e0, in punti strategici e simbolici come piazza Taksim a Istanbul continuano ad essere costruite e questa \u00e8 un\u2019enorme differenza tra il nostro paese e questo al di l\u00e0 di tutte le cose che possono venire in mente a riguardo. Qui \u00e8 cos\u00ec!<\/p>\n<p>Addio Turchia uscire dal tuo territorio per entrare in Georgia \u00e8 stata una lunga ed estenuante attesa, che si \u00e8 conclusa dopo 5 ore e a notte fonda abbiamo raggiunto Batumi, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia: la prossima!<\/p>\n<p>Un saluto speciale e un ringraziamento all\u2019associazione Onlus Chicchidiriso nostro sponsor cittadino insieme ovviamente alla Coop A.Bazzino e colgo l\u2019occasione di salutare i colleghi direttamente dalla Georgia.<\/p>\n<p><em>\u201cVialogando On The Road\u201d \u00e8 il diario in cui Luca Negro racconta il suo Mongol Rally, da Savona alla Siberia: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/vialogando\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Vialogando on the road&#8221; \u00e8 il diario di Luca, che con Giacomo affronta il Mongol Rally: 18 paesi dall&#8217;Europa alla Siberia su una Suzuki del 1989<\/p>\n","protected":false},"author":19252,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[102602],"class_list":["post-444135","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-vialogando"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/444135","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/19252"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=444135"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/444135\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=444135"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=444135"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=444135"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}