{"id":441252,"date":"2018-06-23T12:43:43","date_gmt":"2018-06-23T10:43:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=441252"},"modified":"2018-06-23T12:43:43","modified_gmt":"2018-06-23T10:43:43","slug":"goletta-verde-analizza-le-cariche-batteriche-mare-ceriale-pietra-fortemente-inquinate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/06\/goletta-verde-analizza-le-cariche-batteriche-mare-ceriale-pietra-fortemente-inquinate\/","title":{"rendered":"Goletta Verde analizza le cariche batteriche in mare: Ceriale e Pietra sono &#8220;fortemente inquinate&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Provincia<\/strong>. Albenga, Finale Ligure e Savona entro i limiti, Ceriale e Pietra Ligure fortemente inquinati. \u00c8 questo il bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste liguri (e savonesi in particolare) dall\u2019equipe tecnica della Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all\u2019informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al sostegno di Conou, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea (Consorzio nazionale riciclo e recupero imballaggi acciaio). L\u2019istantanea regionale sulle acque costiere \u00e8 stata presentata stamane nel corso di una conferenza stampa a Genova da Mattia Lolli, portavoce di Goletta Verde, Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria e Rosella Bertolotto, dirigente di Utcr-Arpal.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_206\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_206\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Su ventitr\u00e9 punti monitorati, ben quattordici sono risultati con cariche batteriche elevate. E sono in particolare i soliti fiumi a continuare a riversare in mare scarichi non depurati, che rischiano di compromettere la qualit\u00e0 del mare e di quei tratti di costa, con gravi rischi non soltanto per l\u2019ecosistema marino ma anche per la stessa salute dei bagnanti.<\/p>\n<p>\u201cLa salute dei nostri mari \u00e8 sempre pi\u00f9 a rischio a causa della maladepurazione, dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalit\u00e0 ambientali, che seguitano a sfregiare coste e territori italiani \u2013 ha commentato Mattia Lolli, portavoce di Goletta Verde \u2013 purtroppo i risultati deludenti in prossimit\u00e0 di foci e canali non ci sorprendono dal momento che il problema riguarda non solo le aree costiere ma interessa gran parte del territorio nazionale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSulla maladepurazione il nostro Paese \u00e8 stato condannato dall\u2019Ue a pagare una multa da 25 milioni di euro, pi\u00f9 30 milioni ogni sei mesi finch\u00e9 non ci metteremo in regola \u2013 continua il portavoce di Goletta Verde \u2013 Soldi che avremmo potuto spendere per aprire nuovi cantieri per la depurazione, realizzare sistemi efficienti e moderni, creando persino nuovi posti di lavoro. Inoltre, non vogliamo solo informare e sensibilizzare i cittadini, ma negli ultimi due anni abbiamo anche presentato alle autorit\u00e0 preposte esposti sui punti pi\u00f9 critici individuati, sperando che intervengano per accertare le responsabilit\u00e0, sanando le situazioni pi\u00f9 delicate\u201d.<\/p>\n<p>Leggendo la dentenza della Corte Europea del 31 maggio 2018 che constata gli inadempimenti in merito alla raccolta, trattamento e scarico delle acque reflue urbane, la situazione in Liguria appare in miglioramento, restando interessati solo due agglomerati (Rapallo e Albenga) dei nove che risultavano irregolari (Ventimiglia, Laigueglia, Andora, Alassio, Ceriale, Pietra Ligure, Cengio, Lavagna e Riva Trigoso) o condannati in passato (Santa Margherita Ligure, Recco, Rapallo, Genova Quinto, Finale Ligure, Borghetto Santo Spirito, Albenga, Imperia, Riva Ligure).<\/p>\n<p>\u201cL\u2019inquinamento che troviamo \u2013 ha dichiarato Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria \u2013 \u00e8 dovuto soprattutto a scarichi abusivi o ad un malfunzionamento della rete di raccolta delle acque, ma i comuni costieri e in particolare alcune localit\u00e0, subiscono un carico turistico antropico talmente pesante da influenzare la qualit\u00e0 degli scarichi gravando sulla rete infrastrutturale di raccolta\u201d.<\/p>\n<p>La Goletta Verde quest\u2019anno affiancher\u00e0 alla denuncia pubblica sullo stato delle acque anche un\u2019azione giuridica, presentando esposti sulle situazioni pi\u00f9 critiche alle autorit\u00e0 preposte. In Liguria gli esposti saranno presentati nei riguardi di tre punti analizzati che presentano una forte criticit\u00e0 ormai cronica: la foce del torrente Argentina ad Arma di Taggia (Imperia), la foce del torrente Maremola a Pietra Ligure (Savona) e lo sbocco del canale presso la foce del torrente Entella, tra Chiavari e Lavagna (Genova), quest\u2019ultimo punto gi\u00e0 oggetto di un esposto dopo il monitoraggio dei tecnici della Goletta Verde lo scorso anno.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 nostro interesse tutelare la salute dei bagnanti e dell\u2019ambiente con gli strumenti disponibili e siamo certi le nostre segnalazioni saranno condivise dagli amministratori locali che invitiamo ad attivarsi, come hanno fatto con successo alcuni in passato, per indagare le localit\u00e0 segnalate. Faranno bene a chiedere maggiore impegno alle aziende che trattano le acque, anche attraverso l\u2019emanazione di ordinanze ad hoc, nell\u2019affrontare e arginare queste problematicit\u00e0 raccogliendo il nostro appello scientifico e puntuale. Siamo consapevoli che il problema della depurazione non riguarda solo i comuni costieri ma \u00e8 fondamentale anche il lavoro nell\u2019entroterra. La questione legata alla depurazione \u00e8 da affrontare a tutti i livelli, in sinergia tra le istituzioni, gli operatori, le associazioni e i cittadini e per questo ci attendiamo risposte e azioni concrete da parte delle istituzioni preposte\u201d, ha sottolineato Santo Grammatico nel corso della conferenza stampa.<\/p>\n<p>Il monitoraggio di Goletta Verde \u00e8 stato eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra l\u20198 e il 10 giugno scorsi, e prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un \u201cmaggior rischio\u201d presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all\u2019insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d\u2019acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come \u201cinquinati\u201d i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (D.lgs. 116\/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e \u201cfortemente inquinati\u201d quelli che superano di pi\u00f9 del doppio tali valori.<\/p>\n<p>Due i punti critici in provincia di Savona, sui cinque punti analizzati dai tecnici di Goletta Verde: a Ceriale, in prossimit\u00e0 dello sbocco di un canale sul Lungomare Diaz, e a Pietra Ligure, sulla foce del torrente Maremola. Il punto analizzato, popolato da animali e vicino a calette dove si recano spesso i bagnanti, sar\u00e0 anch\u2019esso oggetto di esposto da parte di Legambiente. Nessun problema, invece, per Albenga, Finale Ligure e Savona, rispettivamente alle foci dei fiumi Centa, Pora e Quiliano.<\/p>\n<p>Non va meglio sul fronte dell\u2019informazione ai cittadini, sui divieti di balneazione e la cartellonistica informativa che dovrebbe essere presente nella spiagge balneabili, obbligatoria a carico dei Comuni costieri da anni. I cittadini continuano a navigare in un mare di disinformazione: i tecnici di Goletta Verde hanno avvistato in Liguria cartelli informativi solo in sette dei ventitre punti analizzati. Rimangono ancora incongruenze che generano confusione anche per quel che riguarda la segnaletica sul divieto di balneazione: in due dei punti monitorati sono presenti i cartelli di divieto di balneazione, nonostante i luoghi siano segnalati come balneabili dal Portale Acque del Ministero della Salute.<\/p>\n<p>Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c\u2019e\u0300 anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo, anche quest\u2019anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati (Conou) \u00e8 main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984, il Conou garantisce la raccolta e l\u2019avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale: lo scorso anno in Liguria il Consorzio ha recuperato 5.873 tonnellate di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l\u2019ambiente. L\u2019olio usato \u2013 che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli \u2013 \u00e8 un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un\u2019auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l\u2019olio usato \u00e8 anche un\u2019importante risorsa perch\u00e9 pu\u00f2 essere rigenerato tornando a nuova vita in un\u2019ottica di economia circolare: il 98 per cento dell\u2019olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell\u2019Italia il Paese leader in Europa.<\/p>\n<p>\u201cLa difesa dell\u2019ambiente e in particolare del mare e dei laghi \u2013 spiega il presidente del Conou, Paolo Tomasi \u2013 rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L\u2019operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell\u2019ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l\u2019economia del Paese\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga, Finale Ligure e Savona entro i limiti<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[25834],"class_list":["post-441252","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-goletta-verde","post_cat_citta-provincia"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/441252","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=441252"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/441252\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=441252"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=441252"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=441252"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}