{"id":435221,"date":"2018-04-09T16:37:32","date_gmt":"2018-04-09T14:37:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=435221"},"modified":"2018-04-09T16:54:34","modified_gmt":"2018-04-09T14:54:34","slug":"lincremento-del-disturbo-antropico-nel-nostro-territorio-la-riflessione-un-cacciatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/04\/lincremento-del-disturbo-antropico-nel-nostro-territorio-la-riflessione-un-cacciatore\/","title":{"rendered":"L&#8217;incremento del disturbo antropico nel nostro territorio, la riflessione di un cacciatore"},"content":{"rendered":"<p><strong>Giustenice.<\/strong> Le aree prese in esame da questa breve riflessione riguardano quelle dove la distribuzione potenziale della selvaggina della specie Pernice Rossa e Ungulati (Capriolo, Daino, Cervo, Camoscio e Cinghiale) sono a rischio , con profondo regredimento di presenze accertato in quelle aree , quindi l\u2019 Area del Carmo ( Castagnabanca, Cascina Porro, Giovo di Giustenice\u2026) tralasciando al momento le parti pi\u00f9 prossime al mare sulle quali sarebbe necessario uno studio approfondito ma per loro natura pi\u00f9 \u201csporche\u201d e ricche di macchia quindi meno sensibili, ma esaminando al momento le aree pi\u00f9 interne che vengono direttamente interessate da un rischio di disturbo antropico, il quale sembrerebbe ai pi\u00f9 tanti non essere cos\u00ec esteso rispetto al totale e allora bisogna interpretare questo dato con molta attenzione. E poich\u00e9 stiamo assistendo pressoch\u00e9 ad una estensione totale del fenomeno \u201cdisturbo antropico\u201d con l\u2019attraversamento di aree mai prima d\u2019ora frequentate a livello importante stante l\u2019assenza allora di mezzi tecnici moderni quali moto trial, moto enduro , bici servoassistite, mountan bike, bisogna anche considerare la disposizione di tutte quelle aree sottoposte ad un maggiore rischio, perch\u00e9 possono arrivare a rappresentare delle vere e proprie barriere alla libera dispersione delle specie, oltre all\u2019ovvio abbandono e alla migrazione verso zone meno vocate con la naturale invadenza di territori agricoli adibiti a colture, pi\u00f9 prossime agli abitati e strade con l\u2019 effetto di danni e di incidenti stradali. Le mappe della sentieristica regionale: AV, TA, Comunali, Cai, ecc.. oltre alle strade cosiddette bianche, alle piste di esbosco per ragioni antincendio, quelle ad uso forestale e quelle dette taglialegna ci danno l\u2019insieme della ragnatela di percorsi oggi frequentati (alcuni pi\u00f9 massicciamente altri meno). Se poniamo attenzione a questa osservazione e, se a questa ragnatela, tentiamo di dare un\u2019immagine veritiera e non soltanto interessata o ideologicamente prevenuta noteremo alcune cose importanti di cui almeno due meritano la nostra attenzione.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_674\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_674\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La prima si configurano in queste aree, sino ai giorni nostri vocate come veri e propri \u201csantuari\u201d dove i ceppi storici degli animali succitati sono sempre stati presenti ( in numero variabile ovviamente per fattori climatici, sanitari, predatori e caccia, interferenze con il pascolo di bovidi e ovini ecc..) altri elementi di disturbo potenziale dagli esiti non prevedibili. La seconda , dove la semplice visione di queste mappe ci rende un territorio ormai parcellizzato e gli effetti del disturbo siano senza soluzione di continuit\u00e0. Queste mappe se costruite con un approccio geografico, ci permettono di utilizzare questo dato insieme ad altri elementi normalmente considerati nella pianificazione e nella gestione territoriale, per rilevare come ormai il territorio, a causa di queste frequentazioni di massa, sia pressoch\u00e9 divenuto fonte di allerta costante per le popolazioni animali ivi esistenti. La terza che appartiene giocoforza al futuro sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di poter localizzare un\u2019area gi\u00e0 sottoposta ad un pesante disturbo rispetto ad una porzione di territorio in cui questo evento \u00e8 meno importante onde effettuare studi per aiutare a pianificare azioni e progetti che tengano conto anche di questo elemento. Dalle moltissime ricerche e letture sul tema si evincono come la stratificazione di piccoli interventi che di per s\u00e9 non hanno un grande impatto sulla fauna selvatica, o questo \u00e8 difficilmente dimostrabile, per il problema dell\u2019effetto cumulativo possono arrivare a rappresentare un problema importante. (Theobald,1997).<\/p>\n<p>Sono perfettamente conscio che anche solo tentare di quantificare quanto un\u2019azione o un intervento siano potenziali fonti di disturbo \u00e8 piuttosto arduo, ma \u00e8 verosimile immaginare che la frequentazione estemporanea, spesso accompagnata da velocit\u00e0 e rumore in avvicinamento, stimola la reazione degli animali in senso di pericolo e di repentina fuga. Ad esempio la distanza di fuga da parte della nostra Pernice Rossa, \u00e8 stato possibile rilevarla visivamente con voli prossimi ai 1000 metri, arroccandosi su pareti in versanti contrapposti, dove il ritorno nei luoghi di nidificazione \u00e8 probabile non accada pi\u00f9. Molti studi sulla materia hanno cercato di stimare quanto una determinata attivit\u00e0 ricreativa umana pu\u00f2 interferire con la fauna selvatica, vedi il parapendio, l\u2019arrampicata, il trekking , mettendo in evidenza che l\u2019intensit\u00e0 del disturbo ancorch\u00e9 non costante anche per attivit\u00e0 simili \u00e8 una componente altamente rilevante. Ma in aggiunta a questi fatti bisogna adesso e non lo era possibile prima, considerare anche il grande sviluppo che hanno avuto alcune attivit\u00e0 sportive che hanno come teatro in nostro entroterra. Difatti la presenza di migliaia di bikers, una volta limitata ai soli bikers locali e a pochi altri, adesso sta diventando sempre pi\u00f9 massiccia a causa della pratica della discesa downhill con bici all-mountain e poich\u00e9 in molti casi dove le stesse Amministrazioni Pubbliche e le Comunit\u00e0 Locali cercano di attirare questi praticanti aprendo itinerari free in aree interne e limitrofe alle zone descritte aumentando cos\u00ec enormemente il rischio di creare una interferenza diretta ed indiretta con le popolazioni di animali presenti. Aggiungendo che proprio per le condizioni climatiche favorevoli queste pratiche hanno visto aumentare esponenzialmente i suoi estimatori \u00e8 quella dell\u2019escursionismo invernale \u00e8 ormai normale. Questa attivit\u00e0 che non necessita di grandi competenze tecniche ed \u00e8 piuttosto economica e quindi alla portata di un pubblico pi\u00f9 vasto sebbene sia dai pi\u00f9 tanti considerata ecocompatibile, comporta anche degli svantaggi considerevoli e a tempo che graveranno solo e soltanto sulle popolazioni locali.<\/p>\n<p>Un altro grande capitolo sarebbe quello legato al fenomeno idrogeologico che in molti tratti sta iniziando a preoccupare, dove il taglio di sentieri, l\u2019abbassamento di quote, il taglio di massi, il disboscamento su pendi ripidi e la creazione di contenimenti in terra e pietre, che per instabilit\u00e0 faciliteranno nuovi scoli e ruscellamenti andr\u00e0 trattato separatamente. Concludendo, poich\u00e9 il maggior numero di praticanti sta aumentando a dismisura la pressione sul territorio , la conoscenza delle potenziali fonti di disturbo, della loro dislocazione sul territorio e della loro intensit\u00e0 pu\u00f2 aiutare a generare delle buone pratiche che, senza impedire le attivit\u00e0 turistiche e ricreative mitighino l\u2019impatto che queste hanno su specie estremamente sensibili evitandone la sparizione e per gli ungulati l\u2019ulteriore erratismo complicato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Siamo ricchi di boschi poveri&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,120,31],"tags":[899,31695,21005],"class_list":["post-435221","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","category-lettere","category-politica","tag-caccia","tag-fauna-selvatica","tag-outdoor"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/435221","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=435221"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/435221\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=435221"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=435221"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=435221"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}