{"id":434439,"date":"2018-03-29T08:29:21","date_gmt":"2018-03-29T06:29:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=434439"},"modified":"2018-03-29T08:29:21","modified_gmt":"2018-03-29T06:29:21","slug":"cattedrale-savona-la-messa-cresimale-del-mercoledi-santo-vescovo-senza-unzione-gestori-cose-sacre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/03\/cattedrale-savona-la-messa-cresimale-del-mercoledi-santo-vescovo-senza-unzione-gestori-cose-sacre\/","title":{"rendered":"In cattedrale a Savona la messa cresimale del Mercoled\u00ec Santo, il vescovo: \u201cSenza unzione siamo gestori di cose sacre\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Ieri sera a una folla come sempre molto numerosa, proveniente da tutte le comunit\u00e0 della diocesi, ha gremito la cattedrale dell\u2019Assunta di Savona per la messa crismale del Mercoled\u00ec Santo celebrata dal vescovo Calogero Marino.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_511\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_511\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E da tutta la diocesi provenivano ovviamente anche i sacerdoti riuniti per celebrare assieme al pastore, al vescovo emerito Vittorio Lupi e all\u2019Abate di Finalpia, questo passaggio molto importante dell\u2019anno liturgico. A sottolineare ulteriormente il momento di unione, altre due testimonianze della Chiesa: presso l\u2019altare delle Anime, i numerosi rappresentanti delle confraternite diocesane che hanno come di consueto presenziato in cappa, mentre nel coro il gruppo vocale composto da cantori di varie realt\u00e0 corali nelle diverse parrocchie e guidato da padre Piergiorgio Ladone e dal maestro Paolo Venturino.<\/p>\n<p>Davanti alle centinaia di fedeli che hanno affollato il Duomo (molte persone hanno partecipato alla celebrazione in piedi) e di fronte a tutto il clero, riunito per la rituale benedizione e consacrazione degli oli, il vescovo Marino ha pronunciato l\u2019omelia sottolineando l\u2019importanza dell\u2019unzione nei momenti chiave della vita e per la missione dei presbiteri, specie verso gli altri.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019olio della consolazione e il vino della speranza Sono parole che troviamo in un Prefazio, \u2018costruito\u2019 intorno all\u2019icona evangelica del Buon Samaritano. Vorrei fermarmi a riflettere con voi, in questa celebrazione, proprio sull\u2019\u2019olio della consolazione\u2019 \u2013 ha spiegato il presule sottolineando l\u2019importanza dell\u2019unzione nei passaggi cruciali della vita \u2013 tra poco, verranno benedetti l\u2019olio degli infermi, l\u2019olio dei catecumeni e il crisma, che ungeranno alcune tra le esperienze fondamentali dell\u2019umana esistenza: il nascere alla vita e alla fede; la conferma libera del dono ricevuto nel battesimo e il ministero presbiterale; la malattia grave e l\u2019anzianit\u00e0. Quasi a ricordarci che senza l\u2019unzione e la forza dello Spirito \u00e8 impossibile affrontare questi passaggi decisivi: abbiamo tutti bisogno della \u2018unzione spirituale\u2019 che invochiamo nel Veni Creator. Perch\u00e9 l\u2019unzione richiama intimit\u00e0 e interiorizzazione\u201d.<\/p>\n<p>Quindi un richiamo al percorso che sta vivendo la nostra diocesi: \u201cQuesta sera, tutta la nostra Chiesa \u00e8 racconta qui, in cattedrale, e io con voi prego il Signore perch\u00e9 ci unga tutti con il Suo Santo Spirito Consolatore. Lo avverto particolarmente necessario proprio in questo tempo sinodale che stiamo vivendo: un sinodo senza unzione sarebbe soltanto una fatica in pi\u00f9 e un aggiustamento, forse nemmeno efficiente, di una Chiesa ridotta ad azienda. No: prego Dio con voi perch\u00e9 l\u2019unzione dello Spirito ringiovanisca il volto della nostra Chiesa e la mette in cammino\u201d.<\/p>\n<p>E poi tornando agli oli che danno \u201cconsolazione e forza ai passaggi decisivi della vita\u201d prosegue \u201cPassaggi che non sono e non devono essere per la nostra Chiesa problemi pastorali da risolvere, ma grazie da accogliere: i malati allora e chi vive l\u2019esperienza della fragilit\u00e0 sono come la chiglia profonda della barca della Chiesa e devono essere al cuore della nostra esperienza sinodale. E i passi della iniziazione cristiana (ai quali spero di dedicare la prossima lettera pastorale) dovranno aiutarci a ritrovare il volto materno della nostra Chiesa, che vede ritornare ad essere grembo generante sempre pi\u00f9 gioioso, come la donna del Vangelo: \u2018Quando partorisce \u00e8 nel dolore, perch\u00e9 \u00e8 venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda pi\u00f9 della sofferenza, per la gioia che \u00e8 venuto al mondo un uomo\u2019\u201d.<\/p>\n<p>In conclusione monsignor Marino si \u00e8 rivolto al clero:\u201cVorrei fermarmi su di noi presbiteri, e sulle nostre mani, unte col Crisma. L\u2019unzione indica non a caso per il Papa lo specifico del presbitero: il prete \u00e8 l\u2019uomo dell\u2019unzione, \u00e8 l\u2019uomo dello Spirito. E senza unzione diventa un gestore di cose sacre. Perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unzione che lo mette in cammino. Parlo per me, e non giudico nessuno: ma quando ungo poco e mi chiudo nelle mie abitudini e sicurezze, faccio esperienza di una solitudine stanca e mi allontano da Ges\u00f9 e dalla gente\u201d.<\/p>\n<p>Quindi citando don Milani ha spiegato: \u201cNoi preti siamo fatti per un solo amore, per Ges\u00f9, altrimenti ci perdiamo. Anche se poi non possiamo che innamorarci della gente, come scrive don Milani ai suoi ragazzi un anno prima di morire: \u2018Ho voluto pi\u00f9 bene a voi che a Dio, ma ho speranza che Lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto\u2019. Dio e la gente: due amori non alternativi, che danno unit\u00e0 alla vita del prete. Ed \u00e8 l\u2019unzione che rende reale, affettuosi e non ideologici, questi due amori\u2019. Infine ha invitato a un momento di preghiera silenziosa con queste intenzioni \u201cchiedo ai preti di ricordare i volti e i nomi di chi vi \u00e8 affidato. E a voi, religiosi e laici, chiedo di ricordare i vostri preti, anche nella nostra miseria e fragilit\u00e0. Perch\u00e9 continuiamo a fare sinodo, cio\u00e8 a camminare insieme, unti dallo stesso Spirito\u2026\u201d<\/p>\n<p>Il testo integrale dell\u2019omelia del vescovo Marino<\/p>\n<blockquote><p>\u201cL\u2019olio della consolazione e il vino della speranza\u201d. Sono parole che troviamo in un Prefazio, \u201ccostruito\u201d intorno all\u2019icona evangelica del Buon Samaritano. Vorrei fermarmi a riflettere con voi, in questa celebrazione, proprio sull\u2019 \u201colio della consolazione\u201d; domani, invece, nella Messa \u201cnella Cena del Signore\u201d, proveremo a riflettere sul mistero di quel vino che diventa il Sangue della nuova ed eterna Alleanza. Ma anche nel Prefazio di questa celebrazione (penso, tra l\u2019altro, che dovremmo pi\u00f9 spesso meditare i Prefazi della liturgia eucaristica, e sceglierli con cura per le nostre celebrazioni!) si accenna, in obliquo, all\u2019olio, ove si dice: \u201ccon l\u2019unzione dello Spirito Santo hai costituito il Cristo tuo Figlio Pontefice della nuova ed eterna alleanza\u201d.<br>\nTra poco, verranno benedetti l\u2019olio degli infermi, l\u2019olio dei catecumeni e il crisma, che ungeranno alcune tra le esperienze fondamentali dell\u2019umana esistenza: il nascere alla vita e alla fede; la conferma libera del dono ricevuto nel Battesimo e il ministero presbiterale; la malattia grave e l\u2019anzianit\u00e0. Quasi a ricordarci che senza l\u2019unzione e la forza dello Spirito \u00e8 impossibile affrontare questi passaggi decisivi: abbiamo tutti bisogno della \u201cunzione spirituale\u201d che invochiamo nel Veni Creator. Perch\u00e8 l\u2019unzione richiama intimit\u00e0 e interiorizzazione.<br>\nPermettete la banalit\u00e0 del riferimento. Forse, persino la moda e il mercato, certo eccessivo, della cosmesi e delle creme di ogni genere nascondono inconsapevolmente un\u2019istanza legittima: che ci sia qualcosa che non rimanga fuori, ma che invece entri in noi, attraversando la pelle, e possa rigenerare la nostra vita. Proprio cos\u00ec \u00e8 l\u2019avventura della conversione cristiana: da un Dio esterno, che rimane alla superficie della nostra vita, a un Dio che abita il profondo di ognuno di noi. \u201cDeus, intimior intimo meo\u201d, secondo le parole di Sant\u2019Agostino.<br>\nQuesta sera, tutta la nostra Chiesa \u00e8 racconta qui, in Cattedrale, e io con voi prego il Signore perch\u00e9 ci unga tutti con il Suo Santo Spirito Consolatore. Lo avverto particolarmente necessario proprio in questo tempo sinodale che stiamo vivendo: un Sinodo senza unzione sarebbe soltanto una fatica in pi\u00f9 e un aggiustamento, forse nemmeno efficiente, di una Chiesa ridotta ad azienda. No: prego Dio con voi perch\u00e9 l\u2019unzione dello Spirito ringiovanisca il volto della nostra Chiesa e la mette in cammino; scrivevo nella lettera pastorale: \u201csogno una Chiesa che ha il coraggio di mettere la propria tenda fuori dalle mura, per incontrare gli sfiniti dalla vita e i delusi dalla Chiesa, e camminare insieme, accettando il rischio della fede\u201d. E ne sono certo: la Chiesa dei nostri sogni fiorir\u00e0 per davvero, se sapremo ascoltare e obbedire la silenziosa voce dello Spirito, che \u00e8 come il vento, \u201cche soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene n\u00e9 dove va\u201d (Gv 3,8). Spero e credo che la Chiesa di Savona vorr\u00e0 rivivere in questo tempo sinodale l\u2019avventura di Abramo, che \u201cper fede\u2026part\u00ec senza sapere dove andava\u201d (Eb 11,8). Oli diversi verranno benedetti, a dare consolazione e forza ai passaggi decisivi della vita, come dicevo prima. Passaggi che non sono e non devono essere per la nostra Chiesa problemi pastorali da risolvere, ma grazie da accogliere: i malati allora e chi vive l\u2019esperienza della fragilit\u00e0 sono come la chiglia profonda della barca della Chiesa e devono essere al cuore della nostra esperienza sinodale! E i passi della iniziazione cristiana (ai quali spero di dedicare la prossima lettera pastorale) dovranno aiutarci a ritrovare il volto materno della nostra Chiesa, che vede ritornare ad essere grembo generante sempre pi\u00f9 gioioso, come la donna del vangelo: \u201cquando partorisce \u00e8 nel dolore, perch\u00e9 \u00e8 venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda pi\u00f9 della sofferenza, per la gioia che \u00e8 venuto al mondo un uomo\u201d (Gv 16,21).<br>\nMa per concludere vorrei \u2013 e mi sembra inevitabile e necessario, in questa celebrazione \u2013 fermarmi su di noi presbiteri, e sulle nostre mani, unte col Crisma (il profumo, lo sapete, \u00e8 il bergamotto donato anche quest\u2019anno dalla Diocesi di Locri, a ricordarci che le terre della mafia e della violenza possono e debbono essere riscattate, e liberate!). L\u2019unzione -come evidenzia in particolare uno studio di un teologo milanese, Mario Antonelli- indica non a caso per il Papa lo specifico del presbitero: il prete \u00e8 l\u2019uomo dell\u2019unzione, \u00e8 l\u2019uomo dello Spirito. E senza unzione diventa un gestore di cose sacre. Perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unzione che lo mette in cammino. Cos\u00ec il Papa, alla Messa crismale del 2013: \u201cil sacerdote che esce poco da s\u00e9, che unge poco\u2026invece di essere mediatore, diventa a poco a poco un intermediario, un gestore\u201d. Parlo per me, e non giudico nessuno: ma quando ungo poco e mi chiudo nelle mie abitudini e sicurezze, faccio esperienza di una solitudine stanca e mi allontano da Ges\u00f9 e dalla gente, un po\u2019 come il giovane ricco, che se ne and\u00f2 triste, scuro in volto, perch\u00e9 aveva molti beni, aveva il cuore diviso tra molti amori. E noi preti siamo fatti per un solo amore, per Ges\u00f9, altrimenti ci perdiamo. Anche se poi non possiamo che innamorarci della gente, come scrive don Milani ai suoi ragazzi un anno prima di morire: \u201cho voluto pi\u00f9 bene a voi che a Dio, ma ho speranza che Lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto\u201d. Dio e la gente: due amori non alternativi, che danno unit\u00e0 alla vita del prete. Ed \u00e8 l\u2019unzione che rende reale, affettuosi e non ideologici, questi due amori. Vi propongo un attimo di preghiera silenziosa. Chiedo a voi preti di ricordare i volti e i nomi di chi vi \u00e8 affidato, e che magari faticate ad amare, e a voi, religiosi e laici, chiedo di ricordare i vostri preti, anche nella nostra miseria e fragilit\u00e0. Perch\u00e9 continuiamo a fare sinodo, cio\u00e8 a camminare insieme, unti dallo stesso Spirito\u2026<br>\n\u201cDopo aver cantato l\u2019inno, uscirono verso il monte degli Ulivi\u201d (Mt 26,30). La miniatura evangelica della Chiesa in uscita \u2013 traggo questo spunto dallo studio di Antonelli \u2013 dice bene il fluire dell\u2019unzione verso le periferie. Come la prima Chiesa, quando si \u00e8 unti dallo Spirito della consolazione, nutriti dall\u2019Eucaristia, si torna a frequentare i margini delle strade e si ritrova familiarit\u00e0 con l\u2019umano reale, e si vince l\u2019indolenza che ci allontana dai luoghi e dalle condizioni ordinarie dove si svolge la vita di ciascuno. E\u2019 quanto spero accada a me e a ciascuno di noi.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cGli oli danno forza e consolazione ai passaggi decisivi della vita\u201d. Poi una preghiera per il cammino della Chiesa e un richiamo ai presbiteri <\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[19947],"class_list":["post-434439","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-processione-venerdi-santo","post_cat_citta-savona","post_tag_personaggi-calogero-marino"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/434439","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=434439"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/434439\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=434439"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=434439"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=434439"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}