{"id":431784,"date":"2018-02-22T15:25:31","date_gmt":"2018-02-22T14:25:31","guid":{"rendered":"\/\/www.ivg.it\/?p=431784"},"modified":"2018-02-22T15:27:16","modified_gmt":"2018-02-22T14:27:16","slug":"campi-attivita-dellallenatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/02\/campi-attivita-dellallenatore\/","title":{"rendered":"I campi di attivit\u00e0 dell&#8217;allenatore"},"content":{"rendered":"<p>La professione dell&#8217;allenatore (di calcio in particolare) \u00e8 inconcepibile senza motivazioni elevate, essendo numerose e delicate le esigenze cui egli deve far fronte. Senza un continuo spirito di ricerca e senza il desiderio di ulteriori conoscenze, rapidamente egli raggiunger\u00e0 un limite oltre al quale non sar\u00e0 pi\u00f9 in grado di ottenere successi sia sportivi che umani.<\/p>\n<p>E&#8217; quindi necessario che i settori tecnico-professionale, psicologico e pedagogico costituiscano per lui un campo di costante aggiornamento e meditazione, dal momento che l&#8217;esperienza non basta pi\u00f9 a se stessa. Ogni allenatore, per essere all&#8217;altezza del proprio compito ed esercitare la propria funzione in maniera brillante, \u00e8 vincolato ad un continuo ampliamento ed approfondimento delle sue conoscenze mediante:<\/p>\n<p><b>lo studio della letteratura scientifica nel campo dello sport<\/b><\/p>\n<p><b>la partecipazione a corsi di aggiornamento e di perfezionamento<\/b><\/p>\n<p><b>la cooperazione a ricerche nel campo dello sport<\/b><\/p>\n<p>Fondamentalmente sono riconoscibili all&#8217;allenatore tre campi di attivit\u00e0 :<\/p>\n<p>a)\u00a0<b>La<\/b>\u00a0<b>relazione tra allenatore ed atleta<\/b>\u00a0pu\u00f2 assumere \u00a0in via generale queste diverse connotazioni:<\/p>\n<p>\u2013 di durezza, aggressivit\u00e0, rigidit\u00e0, severit\u00e0, quando l&#8217;allenatore si propone come obiettivo il risultato e cerca di ottenerlo in maniera autoritaria attraverso la richiesta del massimo rendimento;<\/p>\n<p>&#8211; di socievolezza disponibilit\u00e0 ai rapporti amichevoli, democraticit\u00e0, quando lo scopo \u00e8 di salvaguardare l&#8217;aspetto socio-emotivo e di organizzazione.<\/p>\n<p>b)<b>\u00a0La pedagogia dell&#8217;allenamento<\/b>, che pu\u00f2 essere:<\/p>\n<p>&#8211; scientifico-sistematica, allorch\u00e8 l&#8217;allenatore d\u00e0 importanza alla ricerca, allo studio ed alla critica per lo sviluppo di una teoria soddisfacente;<\/p>\n<p>&#8211; empirico-pratica, quando l&#8217;allenatore sottovaluta la teoria e l&#8217;innovazione, preferendo la propria esperienza e riducendo l&#8217;allenamento a replica abitudinaria.<\/p>\n<p>c)\u00a0<b>La guida e la preparazione degli atleti alla competizione<\/b>, deve essere sviluppata secondo un metodo che potr\u00e0 essere:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<b>tattico<\/b>: l&#8217;allenatore prepara i suoi atleti per il conseguimento di un rendimento ottimale in funzione degli avversari che di volta in volta si trova di fronte;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<b>emotivo<\/b>: l&#8217;allenatore mira sempre al successo, rischiando e stimolando la massima fiducia in s\u00e9 e negli atleti;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<b>psicologico<\/b>: l&#8217;allenatore conosce a fondo i suoi atleti e li indirizza secondo le loro capacit\u00e0.<\/p>\n<p>In verit\u00e0, non esiste un modello standardizzato n\u00e9 standardizzabile di allenatore ideale. Tutto sommato, la psicologia dello sport si ridurrebbe a ben povera cosa se si limitasse a dettare le regole per essere, genericamente, un buon allenatore. Il bravo allenatore (bravo, si intende, sotto il profilo psicologico) deve saper essere autoritario o permissivo, paterno o fraterno, ecc.., ecc.., a seconda delle circostanze e soprattutto degli atleti. Questi, infatti, non possono e non devono essere considerati oggetti o macchine. Essi vanno bens\u00ec dapprima riconosciuti come esseri umani, ed in quanto tali diversamente strutturati e motivati, e poi trattati in base alle rispettive strutture e motivazioni. Lo sforzo maggiore che si richiede all&#8217;allenatore \u00e8 quello di astrarre dal proprio mondo esistenziale di esperienze e di aspirazioni onde riuscire a stabilire un rapporto empatico con ciascuno degli atleti componenti il gruppo sportivo a lui affidato.<\/p>\n<p>Una volta entrato nei panni di ciascun atleta, l&#8217;allenatore conoscer\u00e0 le esigenze dei singoli e potr\u00e0 allora condurre il gruppo nel modo migliore, che si riassume nel rifiuto aprioristico di ogni atteggiamento rigidamente codificato e nell&#8217;assumere duttilmente con ciascun atleta (o con ciascun sottogruppo di atleti) l&#8217;atteggiamento ad essi pi\u00f9 gradito: per esempio autoritario con le persone pi\u00f9 fragili, che desiderano essere guidate in tutto e per tutto (letteralmente imboccate come bambini) ed invece comprensivo e permissivo con gli atleti pi\u00f9 maturi, che sanno autogestirsi responsabilmente e non tollerano ingerenze.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 accadere che qualcuno protesti se nota dei trattamenti differenziati e che accusi l&#8217;allenatore di favoritismi. Ci\u00f2 non dovrebbe verificarsi: se succede, l&#8217;allenatore pu\u00f2 dedurne che ancora non ha capito il contestatore o non \u00e8 riuscito a farsi capire da questi. Il gruppo degli atleti \u00e8 come una famiglia. Il padre o la madre di due figli sa bene (o almeno farebbe bene a sapere) che essi sono l&#8217;uno diverso dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>Soddisfarli tutti e due non pu\u00f2 significare preferenze per l&#8217;uno o per l&#8217;altro, mentre, al contrario, significa aver capito le rispettive esigenze e quindi aver adottato il sistema migliore per soddisfarle. In conclusione tenendo conto delle diversit\u00e0 e delle differenze di carattere, di umore, degli obiettivi, dei sentimenti e delle motivazioni e di altre particolarit\u00e0:<br \/>\n1) si deve procedere nell&#8217;allenamento con criteri differenziati in funzione del singolo atleta<br \/>\n2) gli allenatori devono conoscere le difficolt\u00e0 e le tendenze dei loro atleti e saper valutare perfettamente ciascuno di essi.<br \/>\n3) allenatore ed atleta devono essere ben convinti che vi sono sempre degli scogli psicologici da superare.<br \/>\n4) gli allenatori si devono occupare a fondo dell&#8217;indagine psicologica, allo scopo di studiare il carattere ed il contegno dei singoli allievi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,182,32],"tags":[85989,5327,58119],"class_list":["post-431784","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-calcio","category-sport","tag-calcio","tag-calcio-giovanile","tag-speciale-settore-giovanile","post_tag_personaggi-felicino-vaniglia"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/431784","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=431784"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/431784\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=431784"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=431784"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=431784"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}