{"id":430434,"date":"2018-02-05T14:37:03","date_gmt":"2018-02-05T13:37:03","guid":{"rendered":"\/\/www.ivg.it\/?p=430434"},"modified":"2018-02-05T14:37:12","modified_gmt":"2018-02-05T13:37:12","slug":"lettera-ricordare-le-vittime-delle-foibe-lesodo-giuliano-dalmata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/02\/lettera-ricordare-le-vittime-delle-foibe-lesodo-giuliano-dalmata\/","title":{"rendered":"Una lettera per ricordare le vittime delle foibe e l&#8217;esodo Giuliano-Dalmata"},"content":{"rendered":"<p>Non dimentico, non voglio dimenticare\u00a0e soprattutto non dobbiamo dimenticare<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_606\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_606\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il 10 gennaio \u00e8\u00a0una ricorrenza molto importante e per le genti che l\u2019hanno vissuta sulla loro vita, ancora molto dolorosa: E\u2019 la Giornata\u00a0del Ricordo, riconosciuta dalla stato come festa nazionale Italiana , istituita, dopo tante esitazioni, con\u00a0la Legge\u00a030 marzo 2004, per ricordare tutte le Vittime delle foibe e l\u2019esodo Giuliano \u2013 Dalmata.<\/p>\n<p>Dal 1943 al 1947 a Trieste, a Gorizia e in Istria e Dalmazia, ebbe luogo un vero genocidio, migliaia di cittadini Italiani furono assassinati con inumana ferocia e crudelt\u00e0, dai partigiani slavi del IX Corpus comandato da Josip Broz, meglio noto come il Maresciallo Tito.<\/p>\n<p>Questi uomini attuarono una pulizia etnica sulle popolazioni Italiane, che abitavano in quel lembo di Italia in procinto di essere annesso alla Jugoslavia. Torture e violenze di ogni tipo avvennero su donne, bambini, vecchi e adulti, militari del Regio Esercito Italiano, Carabinieri, Finanzieri, colpevoli solo di essere Italiani, anche i comunisti non furono risparmiati perch\u00e8 Italiani.<\/p>\n<p>Tutto l\u2019apparato sociale Italiano in quei territori venne disarticolato e annientato, maestri, medici, impiegati, funzionari, commercianti solo perch\u00e9 Italiani, venivano prelevati e infoibati a centinaia.<\/p>\n<p>I camion sui cui cassoni erano stipati come bestie decine e decine di prigionieri facevano la spola tra i centri abitati e le alture dove c\u2019erano queste buche, dette foibe, che venivano colmati di corpi.<\/p>\n<p>Il vertice \u00a0degli infoibamenti, si ebbe nel 1945, con con lo sbandamento delle formazioni armate Repubblichine che comunque operavano per difendere i civili Italiani dagli attacchi dei Titini, che agivano animati da un odio etnico \u2013 ideologico.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 di de \u2013 italianizzazione forzata, continuarono, violentissime e brutali, \u00a0sino al 1947, con l\u2019obiettivo di eliminare fisicamente ogni segno di Italianit\u00e0 dalla futura Grande Jugoslava, che era all\u2019epoca, organica al blocco sovietico.<\/p>\n<p>Il metodo era il terrore creato attraverso la eliminazione fisica degli Italiani, anche comunisti ma soprattutto Italiani. Lo strumento usato, era le foibe,\u00a0cavit\u00e0\u00a0carsiche a imbuto rovesciato, di origine naturale con un ingresso a strapiombo. In quelle voragini dell\u2019Istria, fra il 1943 e il 1947, furono gettati, sia morti che vivi, quasi ventimila italiani, ma la stima \u00e8 inesatta e probabilmente ottimistica.<\/p>\n<p>Quando i miliziani ripartivano con le loro prede, si lasciavano dietro il deserto, case deserte, tavole imbandite, con il cibo ancora nei piatti, porte spalancate, e questo vuoto era quasi subito riempito dagli Slavi che scendevano dalle montagne, apposta per impadronirsi finalmente dei beni degli Italiani.<\/p>\n<p>I rastrellamenti avvenivano di notte e gli Italiani, dopo essere stati brutalizzati e depredati, salivano su dei camion che si fermavano alle pendici dei monti e da l\u00ec in fila indiana, raggiungevano le foibe , con i polsi legati dietro la schiena con del filo di ferro formando una catena umana. Il filo di ferro era stretto con delle pinze e penetrava nella carne di questi sventurati, provocando dei dolori indicibili, inoltre i prigionieri erano scalzi e nel salire per questi scoscesi sentieri si ferivano ai piedi. Era un cammino crudele verso il Golgota, sino alla crocefissione.<\/p>\n<p>Infine arrivati all\u2019imbocco della foiba, i miliziani Slavi sparavano ai primi della fila che precipitavano in basso nel precipizio, trascinando con s\u00e9 tutti gli altri.<\/p>\n<p>Le foibe, ce ne erano un centinaio di tutte le dimensioni, erano profonde da un minimo di venti sino ad alcune centinaia di metri . Non c\u2019era scampo . Dopo l\u2019ultima strage, uno dei boia gettava una bomba a mano nell\u2019orrido per finire eventuali superstiti e come gesto scaramantico gettavano una carogna di un cane nero, per impedire alle anime dei morti di risalire a perseguitare gli assassini. Poi i miliziani comunisti si spartivano gli effetti personali delle vittime e si ubriacavano prima di scendere a valle.<\/p>\n<p>Qualcuno degli infoibati si salv\u00f2 e raccont\u00f2 quello che era accaduto, anche se gi\u00e0 la gente ne parlava. I Miliziani e i loro capi negarono sempre, affermando che gli Italiani erano fuggiti in Italia per evitare il tribunale in quanto fascisti..<\/p>\n<p>In periodi diversi, le foibe , furono esplorate ove possibile, per recuperare le spoglie e dare una cristiana sepoltura a questi poveri resti, sul fondo di esse furono trovati moltissimi resti di persone , con le stigmate delle atroci sofferenze patite nel buio di questi precipizi prima di poter morire.<\/p>\n<p>Nel febbraio del 47 , fu ratificato tra Italia e Jugoslavia il trattato di pace: Istria e Dalmazia vengono cedute ufficialmente alla Jugoslavia.<\/p>\n<p>L\u2019alternativa alla morte fisica \u00e8 la morte civile con la rinuncia alla propria cultura identitaria e ai propri valori : sottomettersi agli Slavi e rinunciare a qualsiasi Italianit\u00e0, alla propria lingua, alle proprie tradizioni, alla propria fede. Molti ancora resistevano nella illusione che forse i boia non avrebbero continuato a scannarli ma fu un grave errore di calcolo.<\/p>\n<p>La strage di Vergarolla dell\u2019agosto 1946, con 80 morti e centinaia di feriti tra la popolazione Italiana di Pola diede il colpo di grazia alle illusioni di pochi. Quasi mezzo milione di Italiani scelgono in modo definitivo di fuggire in Italia, da questi territori e soprattutto dal terrore slavo.<\/p>\n<p>Migliaia di Italiani scelgono di diventare esuli, scelgono con grande dolore di abbandonare in mano ai loro nemici , tutto : case, soldi, terreni, lavoro, aziende pur di rimanere Italiani e soprattutto per non essere ridotti al rango di schiavi.<\/p>\n<p>La Jugoslavia requis\u00ec tutti i beni degli Italiani, come i Nazisti fecero con gli Ebrei.<\/p>\n<p>La cosa vergognosa fu l\u2019atteggiamento criminale che il Partito Comunista Italiano e i suoi alleati, \u00a0adott\u00f2 verso questa immane tragedia: i treni con a bordo gli esuli attraversando le stazioni del Nord Italia, furono accolti dai militanti comunisti con bandiere rosse, che li insultarono ferocemente, arrivando al punto di sputargli addosso e gridando loro \u201cfascisti, boia, criminali, banditi, delinquenti\u201d. Addirittura il latte destinato ai bimbi che viaggiavano sui treni, venne rovesciato sui binari piuttosto che essere distribuito a centinaia di piccoli che ne avevano disperato bisogno.<\/p>\n<p>L\u2019Unit\u00e0 del novembre 1946, in un editoriale razzista cos\u00ec scriveva \u201d\u00a0Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre grandi citt\u00e0. Non sotto la spinta del nemico incalzante, ma impauriti dall\u2019alito di libert\u00e0 che precedeva o coincideva con l\u2019avanzata degli eserciti liberatori. I gerarchi, i briganti neri, i profittatori che hanno trovato rifugio nelle citt\u00e0 e vi sperperano le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune, non meritano davvero la nostra solidariet\u00e0 n\u00e9 hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono gi\u00e0 cos\u00ec scarsi\u201d.<\/p>\n<p>Non solo i Comunisti Italiani ebbero comportamenti odiosi , anche la classe dirigente della Democrazia Cristiana non diede la necessaria rilevanza a questo esodo e non approfond\u00ec le atrocit\u00e0 delle foibe.<\/p>\n<p>I profughi Dalmati furono rinchiusi in vecchie strutture dismesse come caserme, scuole e quant\u2019altro, in una promiscuit\u00e0 incredibile, circondati dall\u2019odio e dall\u2019egoismo. Alcuni si suicidarono, altri si ammalarono, altri ancora iniziarono a bere, ma molti sopravvissero per testimoniare il loro tormento e l\u2019ingiustizia che subirono, prima dagli Slavi e poi dagli stessi Italiani.<\/p>\n<p>Per diversi decenni , un colpevole silenzio copr\u00ec in Italia questa spaventosa tragedia che grida vendetta a distanza di tanti anni e che \u00e8 ben presente nella mente e nell\u2019anima di chi sub\u00ec questa pulizia etnica.<\/p>\n<p>Molti ricordano ancora con orrore, un presidente della repubblica Italiana, Sandro Pertini, che presenzi\u00f2 al funerale di Tito e baci\u00f2 la sua bara pur sapendo le atrocit\u00e0 da lui commesse sugli Italiani. Su Pertini per questo suo atteggiamento rispettoso verso un assassino di Italiani, peser\u00e0 nella storia, un pesante giudizio morale negativo.<\/p>\n<p>Il 10 febbraio del 2005 il Parlamento Italiano , dopo tante esitazioni e tentennamenti, ha dedicato la giornata del ricordo dei martiri delle foibe e dei profughi Istriani e Dalmati.<\/p>\n<p>Alcuni negazionisti infami, si applicheranno nel corso degli anni, per negare l\u2019evidenza dei fatti o per minimizzare il numero delle vittime etichettando i martiri infoibati come fascisti e quindi meritevoli del feroce destino ma tutti, anche loro, sanno benissimo quello che accadde in quelle terre : un genocidio ai danni di migliaia di Italiani, vecchi, giovani, uomini, donne, militari, civili, poveri, benestanti, comunisti, e fascisti ma soprattutto Italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Roberto Nicolick<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non dimentico, non voglio dimenticare\u00a0e soprattutto non dobbiamo dimenticare Il 10 gennaio \u00e8\u00a0una ricorrenza molto importante e per le genti che l\u2019hanno vissuta sulla loro vita, ancora molto dolorosa: E\u2019 la Giornata\u00a0del Ricordo, riconosciuta dalla stato come festa nazionale Italiana , istituita, dopo tante esitazioni, con\u00a0la Legge\u00a030 marzo 2004, per ricordare tutte le Vittime delle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18599,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,120,31],"tags":[72894],"class_list":["post-430434","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-lettere","category-politica","tag-martiri-delle-foibe","post_tag_personaggi-roberto-nicolick"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/430434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18599"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=430434"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/430434\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=430434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=430434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=430434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}