{"id":430028,"date":"2018-01-30T11:51:50","date_gmt":"2018-01-30T10:51:50","guid":{"rendered":"\/\/www.ivg.it\/?p=430028"},"modified":"2018-01-30T12:14:18","modified_gmt":"2018-01-30T11:14:18","slug":"la-storia-dellemigrazione-valbormidese-allistituto-federico-patetta-cairo-montenotte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2018\/01\/la-storia-dellemigrazione-valbormidese-allistituto-federico-patetta-cairo-montenotte\/","title":{"rendered":"La storia dell&#8217;emigrazione valbormidese all&#8217;Istituto &#8220;Federico Patetta&#8221; di Cairo Montenotte"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cairo Montenotte.<\/strong> E\u2019 l\u2019esercito dei senza storia, di quelli che non hanno lasciato tracce, la cui memoria trascolora nel silenzio di qualche cartolina seppiata e poco altro. Pi\u00f9 di ventiquattro milioni di italiani che, a partire dall\u2019epoca napoleonica, hanno lasciato il nostro paese per colonizzare altri mondi: uomini che non contano nella storia ufficiale, destinati a non avere nome e voce ed invece spesso collettivamente decisivi per lo sviluppo dei paesi di arrivo e la miseria demografica di quelli di partenza. O magari invece, destinati a calmierare con la loro partenza la fame delle nostre contrade e, nelle intenzioni di qualche nostro governante, a fornire la base d\u2019appoggio per un colonialismo economico e culturale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_22\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_22\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Dell\u2019emigrazione, che pure \u00e8 un fatto essenziale se non addirittura fondante per molti citt\u00e0 e paesi d\u2019Italia, si sa, tutto sommato, poco. Sul piano individuale, di molti emigranti rimane la traccia di qualche lista d\u2019imbarco, di un visto consolare o di qualche ritaglio di giornale che celebra vicende di piccola notoriet\u00e0. Per gli emigrati dalla Val Bormida neppure quello. Tra i cinquemila nomi presenti nelle quattrocento e pi\u00f9 pagine del \u201cDizionario storico-biografico del liguri in America Latina\u201d gli emigrati provenienti dal bacino del Bormida non sono pi\u00f9 di una ventina, e anche cercare tra le ship passenger lists ottocentesche pubblicate in tempi pi\u00f9 o meno recenti l\u2019indicazione degli espatriati provenienti di quella terra di confine tra Savona e il basso Piemonte \u00e8 impresa pressoch\u00e8 vana.<\/p>\n<p>Ad oggi non si conoscono non solo l\u2019entit\u00e0 ma neppure le caratteristiche dell\u2019esodo bormidese, se si tratta cio\u00e8 di un\u2019emigrazione sul modello \u201cligure\u201d a significativa componente mercantile e professionale o, piuttosto, \u201cpiemontese\u201d, prevalentemente contadino e agrario. Allo stesso modo, nulla si sa sulla genesi e sull\u2019evoluzione dei flussi migratori nel tempo: un dato che, letto in parallelo con lo sviluppo industriale, potrebbe invece fornire molti spunti significativi per una storia del territorio e dell\u2019ambiente locale.<\/p>\n<p>Un mondo inesplorato, insomma. Per tale motivo il progetto \u201cPagine di storia dell\u2019emigrazione in Valbormida\u201d, attualmente in corso all\u2019Istituto di Istruzione Superiore \u201cFederico Patetta\u201d di Cairo Montenotte (Savona) rappresenta una novit\u00e0 assoluta e di grande rilievo non solo per la scuola ma anche per il mondo politico, accademico e culturale. Gli studenti hanno effettuato una sorta di censimento ragionato degli emigrati cairesi dal 1859 al 1947, sulla base dei dati raccolti nell\u2019archivio storico del Comune di Cairo Montenotte, ed \u00e8 attualmente in corso la valutazione statistica e la contestualizzazione storico-sociale degli elementi raccolti. A ci\u00f2 si aggiunge che, grazie all\u2019intervento dello storico Stefano Mallarini, gli allievi del \u201cPatetta\u201d sono venuti in possesso di una cospicua serie di informazioni sui migranti di molti paesi circostanti l\u2019abitato cairese, dai quali \u00e8 possibile trarre altre notizie sui migranti bormidesi e sugli effetti che tale esodo ebbe per l\u2019economia e la societ\u00e0 dei borghi di partenza.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: gli studenti dell\u2019Istituto \u201cPatetta\u201d hanno chiesto alle loro famiglie di tirar fuori dal cassetto dei ricordi i nomi, le date, le destinazioni, le storie di vita dei parenti partiti in tempi vicini e lontani dalla Valbormida per cercare fortuna in altri Stati e, spesso, in altri continenti. Uno sforzo di memoria collettiva che ha riportato alla luce una gran quantit\u00e0 di storie dimenticate e che ha permesso di ridare voce a molti nomi senza volto nell\u2019ampio bacino del Bormida. Finalmente quelle voci che non contano nulla nella storia ufficiale e quegli uomini e donne destinati a non avere nome e voce possono risalire alla luce del presente, in una sorta di rivincita di chi \u00e8 altrimenti destinato all\u2019anonimato.<\/p>\n<p>Uno sforzo composito, insomma, che ha raccolto l\u2019applauso e l\u2019entusiastico appoggio del Centro Internazionale di Studi sull\u2019Emigrazione Italiana, l\u2019associazione genovese leader indiscussa in campo nazionale ed europeo per gli studi sull\u2019emigrazione. I primi risultati dell\u2019analisi fanno giustizia di molte mitologie sulla natura, le cause e gli esiti dell\u2019emigrazione in Val Bormida e sono spesso sorprendenti: da un\u2019emigrazione prevalentemente \u201cpaesana\u201d (secondo una tassonomia correntemente usata negli studi di settore) cui non sono per\u00f2 estranee specializzazioni artigianali e pretese proprietarie si passa ad un esodo pauperistico e bracciantile, per arrivare ad un trasferimento quasi esclusivamente tecnico-professionale e temporalmente limitato durante il fascismo che sfocer\u00e0, infine, nella migrazione operaia dell\u2019immediato dopoguerra, di stampo radicalmente diverso da quelli precedenti.<\/p>\n<p>Ed ancora, dai dati raccolti emerge chiaramente una sorta di \u201carchitettura della partenza familiare\u201d di cui sono testimoni i biglietti di richiamo e l\u2019atto di consenso parentale, il ruolo della componente femminile, la svolta post-bellica e molto altro ancora.<\/p>\n<p>La prima fase del progetto si concluder\u00e0 gioved\u00ec 1 febbraio quando gli studenti dell\u2019Istituto \u201cPatetta\u201d interessati al progetto saranno ospiti del Comune di Piana Crixia per sentire il racconto di una sagace indagine sui registri comunali, che si \u00e8 conclusa con la scoperta delle origini pianesi di Rosa Vassallo, la nonna paterna dell\u2019attuale pontefice Jorge Bergoglio. Dalle parole degli addetti comunali che hanno condotto tale ricerca i giovani interessati all\u2019argomento troveranno una conferma di come la ricerca storica, se condotta con competenza e passione, possa sfociare in conclusioni inedite ed importante non solo per il passato ma anche per l\u2019attualit\u00e0 e di come, quindi, valga la pena di proseguire nello studio e nell\u2019analisi dei dati raccolti.<\/p>\n<p>E, infine, di come un istituto tecnico possa fornire non solo una preparazione specialistica di prim\u2019ordine (il \u201cPatetta\u201d \u00e8 tra le scuole pi\u00f9 premiate d\u2019Italia nel settore) ma anche una cultura storico-sociale all\u2019avanguardia e quel gusto per la ricerca che pu\u00f2 e deve completare il bagaglio di un moderno professionista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iniziativa in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi sull\u2019Emigrazione Italiana<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[4214,81916,654],"class_list":["post-430028","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-emigrazione","tag-istituto-patetta-cairo-montenotte","tag-studenti","post_cat_citta-cairo-montenotte","post_cat_citta-valbormida"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/430028","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=430028"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/430028\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=430028"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=430028"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=430028"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}