{"id":424895,"date":"2017-11-23T20:11:41","date_gmt":"2017-11-23T19:11:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=424895"},"modified":"2017-11-23T20:11:41","modified_gmt":"2017-11-23T19:11:41","slug":"dries-mertens-re-mida-del-gesto-tecnico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/11\/dries-mertens-re-mida-del-gesto-tecnico\/","title":{"rendered":"Dries Mertens: il re Mida del gesto tecnico"},"content":{"rendered":"<p>Per chi come me si spende nel predicare l\u2019importanza della tecnica individuale nel gioco del campo e nello riscattare i giocatori \u201cminiaturizzati\u201d penalizzati a dire di molti\u00a0 in riguardo alla mancata indispensabile fisicit\u00e0 quella offerta da \u201cCiro\u201d (cos\u00ec lo hanno ribattezzato i napoletani) \u00e8 una grande occasione di rivincita.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_22\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_22\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_22').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_22\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In questo campionato le sue magie hanno incantato tutti. Strakosha, portiere della Lazio, era riuscito a fare la cosa giusta il 20 settembre, uscendo con tempismo sul pallone in anticipo su di lui e dirottando la palla sull\u2019esterno, il pi\u00f9 lontano possibile dalla porta. Ma non aveva fatto i conti con la lucida follia di Mertens, che quando viene anticipato gi\u00e0 pensa alla possibilit\u00e0 del tiro cercando di rientrare in posizione sul pallone disegnando una mezzaluna, come insegnano alla scuola calcio. Dries guarda la porta solo per un attimo, quindi calcia, meravigliosamente. Strakosha prova a rientrare tra i pali anche velocemente, ma \u00e8 tutto inutile. Mani nei capelli c\u2019\u00e8 da scommetterci, per chiunque sulla faccia della terra abbia visto questo gol in diretta.<\/p>\n<p>Questo vale per il fantastico secondo gol, contro il Genoa, con un pazzesco stop al volo di destro con la suola e tiro con l\u2019altro piede: un capolavoro di tecnica e precisione. La crescita di Dries Mertens suona come una rivincita che non teme confronti. Su di lui infatti nessuno (o quasi) voleva scommettere: troppo basso, troppo gracile. Se dai calciatori per\u00f2 si pu\u00f2 imparare qualcosa che esuli dall\u2019ambito del campo, allora varrebbe davvero la pena dedicare un po\u2019 di tempo all\u2019asso belga, autentico self-made man del pallone, capace di costruirsi la carriera passo dopo passo, partendo dal fondo senza saltare nemmeno uno scalino. Pi\u00f9 forte di tutto e di tutti, pregiudizi inclusi.<\/p>\n<p>Una volta Roberto Saviano scrisse di Lionel Messi: \u00abSi dice che il calabrone non potrebbe volare perch\u00e9 il suo corpo \u00e8 sproporzionato alle ali. Ma il calabrone non lo sa e vola. Messi, con quel suo corpicino e i problemi di crescita, non potrebbe giocare nel calcio moderno tutto muscoli e potenza. Solo che Messi non lo sa. Ed \u00e8 per questo che \u00e8 il pi\u00f9 grande di tutti\u00bb. Un\u2019altra cosa che Messi ha fatto a sua insaputa \u00e8 stata quella di aver cambiato una certa cultura del calcio, secondo la quale i mingherlini era meglio lasciarli dov\u2019erano, perch\u00e9 ad alti livelli sarebbero rimasti schiacciati.<\/p>\n<p>Senza l\u2019esempio di Messi, con tutta probabilit\u00e0 Mertens una chance nemmeno l\u2019avrebbe avuta. Sarebbe rimasto il \u201cnano da guardino\u201d etichettato dal capo scout del Nec Nijmegen Henk Grim dopo che lo vide sui campi della Eerste Divisie, la seconda divisione olandese, e lo depenn\u00f2 dalla propria wish list perch\u00e9 tanto in Eredivisie non avrebbe mai potuto farcela. Grim era in buona compagnia; prima di lui, sia l\u2019Anderlecht che il Gent \u2013 o meglio, i loro vivai \u2013 lo avevano messo alla porta. Ragazzino di talento, nessuno lo negava, tocco veloce, sinistra, destra, tunnel, gli avversari non ci capivano nulla quando il piccolo Dries aveva la palla tra i piedi. Ma era un kleine muis, un topolino, e lo sanno tutti che fine fanno quelle bestiole.<\/p>\n<p>Uno scricciolo di un metro e sessantanove centimetri, Dries Mertens. Stessa altezza di Messi, quarantotto giorni di differenza all\u2019anagrafe ma, al crepuscolo dell\u2019adolescenza, una voragine tra le carriere dei due. Nel giugno del 2006, mentre Messi disputava il Mondiale in Germania, Mertens correva nei boschi di Apeldoorn per prepararsi alla sua prima stagione da professionista, nell\u2019Agovv, serie B olandese. Alle spalle, solo 14 presenze nell\u2019Eendracht Aalst, terza divisione belga. Nel suo paese, sembrava che nessuno fosse disposto a offrirgli di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 a 18 anni Mertens era tecnicamente due o tre spanne sopra ai colleghi citati, ma non esistevano (ancora) le premesse culturali e ambientali per permettergli di emergere. Per questo ha fatto le valigie e se ne \u00e8 andato. La storia di molti giocatori inizia sull\u2019asfalto di strade, piazze e marciapiedi. Quella di Mertens affonda nel fango. Leuven, nel cuore delle Fiandre, \u00e8 una delle citt\u00e0 di cultura del Belgio, grazie alle sue numerose universit\u00e0. La famiglia Mertens ha per\u00f2 sempre propenso pi\u00f9 per l\u2019aspetto sportivo, e non a torto visto che pap\u00e0 Herman \u00e8 stato un ginnasta di successo, con diversi titoli messi in bacheca. Dries per\u00f2 sceglie il calcio, e non quello a cinque che gli consigliava uno specialista di Anversa interpellato dai genitori in merito all\u2019eccessiva gracilit\u00e0 del figlio. Dries vuole giocare a undici, e prima della nascita nel 2002 dell\u2019Oud-Heverlee Leuven, club nel quale si sono fuse le tre societ\u00e0 calcistiche locali, ci\u00f2 significava calcare terreni sui quali gi\u00e0 a ottobre non si vedeva pi\u00f9 un filo di erba, perch\u00e9 venivano utilizzati da tutte le squadre del club, partendo dai Duveltjes (Diavoletti, et\u00e0 5-6 anni) fino alla prima squadra. Dall\u2019autunno fino a tarda primavera, piscine di fango pi\u00f9 che campi da calcio.<\/p>\n<p>Oggi non esistono pi\u00f9: il primo terreno di gioco calcato da Mertens \u00e8 diventato un campo da rugby, il secondo un parcheggio dietro allo stadio dell\u2019Ohl. Non esiste pi\u00f9 nemmeno l\u2019Agovv di Apeldoorn, altra location tutta boschi, pioggia e fango che per un breve periodo ha agito da pista di decollo per alcune ottime carriere. L\u00ec Klaas-Jan Huntelaar \u00e8 stato capocannoniere di B (26 gol in 35 partite) e si \u00e8 visto intitolare, a 24 anni di et\u00e0, una tribuna dello Sportpark Berg & Bos. Poi sono arrivati Nacer Chadli e, appunto, Mertens. Per lui tre stagioni, 44 gol e il Gouden Stier (Toro d\u2019oro) 2009, premio conferito al miglior giocatore del campionato.Mertens \u00e8 lo sleeper per eccellenza del calcio. Ha debuttato da pro a 19 anni (11 agosto 2006, Agovv-Cambuur 3-1), in Eredivisie a 22 (1 agosto 2009, Rkc-Utrecht 0-1), in Nazionale a 23 abbondanti (9 febbraio 2011, Belgio-Finlandia 1-1), in Champions League a 26 (Napoli-Borussia Dortmund 2-1). Dai bassifondi alla provincia fino all\u2019\u00e9lite del calcio olandese, poi ancora pi\u00f9 su, in Serie A. Tre stagioni all\u2019Agovv, due all\u2019Utrecht, due al Psv, quattro al Napoli, per una carriera che non ha mai bruciato le tappe, tenendo per\u00f2 sempre la freccia puntata verso l\u2019alto.<\/p>\n<p>Ogni stagione meglio della precedente. Il primo anno all\u2019Utrecht finisce secondo dietro a Luis Su\u00e1rez (Ajax) come mvp della Eredivisie, in quello successivo stabilisce il suo primato di assist (24), due dei quali regalati in un pirotecnico 3-3 in Europa League contro il Napoli di uno scatenato Cavani, match che segna il suo debutto in una manifestazione europea.Il Psv lo prende per sostituire l\u2019ungherese Dszudszak, lui si presenta con 11 gol nelle prime 8 giornate e chiude a quota 27 complessivi, colonna portante di un attacco atomico da 130 reti stagionali, anche se incredibilmente il titolo non arriva. In squadra ci sono Wijnaldum e Strootman, quest\u2019ultimo gi\u00e0 compagno di Mertens nell\u2019Utrecht e suo autentico opposto, non solo a livello fisico, visto che in meno di dodici mesi passa dalla B con lo Sparta Rotterdam alla maglia della Nazionale. L\u2019anno successivo Mertens trova ancora il Napoli in Europa e gli piazza una combo di gol pi\u00f9 assist nel 3-0 finale. Le sue statistiche continuano a mantenere un formato over-size, chiaro segnale che Eindhoven, e l\u2019Olanda, iniziamo a diventare ambienti troppo limita(n)ti.<\/p>\n<p>Poco prima di andarsene, uno degli opinionisti pi\u00f9 velenosi dei Paesi Bassi, Johan Derksen, gli chiede pubblicamente scusa per averlo chiamato kabouter, gnomo. Aveva capito \u2013 disse \u2013 che la grandezza di un calciatore non era determinata dai centimetri. La freccia verso l\u2019alto Mertens l\u2019ha mantenuta anche a Napoli, nonostante per la prima volta si sia trovato a vestire i panni della riserva di lusso, quantomeno a livello di club, visto che in Belgio, tra Hazard, De Bruyne, Fellaini (almeno quello periodo Everton) e Ferreira Carrasco, lo spazio \u00e8 sempre stato esiguo. Non c\u2019\u00e8 voluto molto per appiccicargli l\u2019etichetta di dodicesimo uomo per eccellenza, capace di rendere meglio da subentrato piuttosto che da titolare.<\/p>\n<p>\u00c8 stato cos\u00ec con Rafa Ben\u00edtez, ancora di pi\u00f9 nel primo anno di Maurizio Sarri: 57% di presenze da titolare (considerate tutte le competizioni) nel 2013\/14, 63% nel 2014\/15, solo il 33% la passata stagione con Sarri, quando il turnover si \u00e8 fatto meno \u201cscientifico\u201d rispetto alle rotazioni di Ben\u00edtez. Tuttavia un esame pi\u00f9 approfondito mostra come Mertens sia risultato pi\u00f9 efficace sotto la guida del tecnico toscano, andando a segno una volta ogni 152,91 minuti, mentre nelle precedenti stagioni la media si attestava rispettivamente a 200,00 e 305,70.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 visto, per\u00f2, in casa Mertens vige il detto volere \u00e8 potere, che non \u00e8 stato abbandonato nemmeno alle pendici del Vesuvio, quindi eccolo iniziare la sua quarta stagione in azzurro con i migliori numeri della sua carriera: 6 gol e altrettanti assist in 906 minuti disputati, per una media di uno ogni 51 minuti, mai avuta nemmeno nei suoi anni d\u2019oro olandesi (il suo top a livello di gol \u00e8 stato 152,48 nella stagione 11\/12, e come assist 153,33 nella stagione 12\/13). Ha scavalcato nelle gerarchie Lorenzo Insigne, giocatore dalle caratteristiche molto simili al belga ma circondato da un hype ben differente, e si \u00e8 scoperto anche valido interprete del ruolo di prima punta dopo l\u2019infortunio di Arek Milik.<\/p>\n<p>Falso nove \u00e8 il termine che va di moda, ma contro l\u2019Empoli nel 2016 Mertens ha totalizzato 11 conclusioni verso la porta avversaria, un record per un giocatore in una singola partita dell\u2019attuale Serie A. Un falso nove fin troppo vero. Un giocatore che si \u00e8 da solo, mattone dopo mattone. Dal fango di Leuven all\u2019oro di Napoli quindi e quest\u2019anno con gli azzurri in odore scudetto ha gi\u00e0 realizzato 10 reti in 13 partite, una media che se portata al termine gli permetter\u00e0 di stabilire un nuovo imbattibile record.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[182,32],"tags":[85989,5327,58119],"class_list":["post-424895","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calcio","category-sport","tag-calcio","tag-calcio-giovanile","tag-speciale-settore-giovanile","post_tag_personaggi-felicino-vaniglia"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/424895","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=424895"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/424895\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=424895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=424895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=424895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}