{"id":423842,"date":"2017-11-10T13:22:33","date_gmt":"2017-11-10T12:22:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=423842"},"modified":"2017-11-10T13:57:57","modified_gmt":"2017-11-10T12:57:57","slug":"riflessioni-posteriori-sul-viaggio-dentro-bayern-guardiola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/11\/riflessioni-posteriori-sul-viaggio-dentro-bayern-guardiola\/","title":{"rendered":"Riflessioni a posteriori sul viaggio dentro il Bayern di Guardiola"},"content":{"rendered":"<p>Durante la gestione del club tedesco da parte dell\u2019attuale tecnico del Manchester City (periodo dal 1\/07\/13 al 30\/06\/16 per un totale di 1095 giorni che resero la vittoria di 3 campionati, 2 coppa di Germania, 1 Supercoppa UEFA, 1 Coppa del mondo per club FIFA) ebbi modo di recarmi con un gruppo di allenatori del Nord Italia a visionare le prime uscite precampionato. Per il quarto anno consecutivo il Bayern aveva scelto il Garda Trentino per la preparazione alla nuova stagione agonistica. Il prestigioso club tedesco nel corso del summer camp a Riva del Garda e Arco avvenuto dal 4 al 12 luglio 2013 ci aveva accolto con la professionalit\u00e0 ed l\u2019eleganza che gli competono.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_866\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_866\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019avvio del nuovo \u201ccorso\u201d varato dall\u2019attesissimo allenatore \u201cPep\u201d Guardiola era motivo di grande attenzione da parte della stampa internazionale. In quel soggiorno dorato la squadra gioc\u00f2 anche\u00a0tre match amichevoli ad Arco: un ricco programma dunque che richiam\u00f2 migliaia di tifosi e appassionati dalla vicina Germania e dal resto d\u2019Europa. La presenza media di 2.500 a ogni seduta di allenamento con il record di quasi diecimila durante la prima amichevole danno la misura dell\u2019avvenimento a cui partecipammo. Del resto i biancorossi bavaresi venivano da un\u2019annata (2012-2013) che era stata un autentico trionfo. Prima la cavalcata vittoriosa in Bundesliga poi la magica notte di Londra e il successo sul Borussia Dortmund per la quinta Champions League, ed infine la Coppa di Germania, conquistata a Berlino dopo una combattuta finale con l\u2019FC Stuttgart. Dopo l\u2019esordio con Louis Van Gaal (del quale c\u2019era ancora il ricordo dell\u2019attenzione maniacale al tappeto erboso dello stadio di Arco, che non doveva supera i 3,3 centimetri) era toccato a Jupp Heynckes ed ora era il momento di Guardiola.<\/p>\n<p>\u00abDel calcio mi \u00e8 mancata la partita. Il resto no, si pu\u00f2 vivere meglio senza\u00bb, aveva detto Guardiola in una intervista nella quale confessava i motivi del suo ritorno (dopo lo stop post Barcellona) e di non aver avuto nostalgie particolari, a parte il campo: \u00abTutto quello che circonda il calcio mi \u00e8 mancato un po\u2019 meno. Mi \u00e8 mancato il vedere come gioca una squadra, il cercare di vedere come puoi vincere e il poter decidere su quali giocatori puntare\u00bb.<\/p>\n<p>Attendemmo l\u2019arrivo dello staff teutonico che alloggiava a Riva con molta curiosit\u00e0. Sapevamo chi erano Buenaventura (uno dei preparatori fisici con la miglior reputazione al mondo) ed il suo maestro Paco Seirullo che nonostante provenisse dall\u2019atletica leggera aveva creato una scuola di preparazione fisica per il calcio testando il suo metodo nel dream team di Johan Cruyff dove aveva trascorso 25 anni a mantenere in forma i giocatori del Bar\u00e7a, con un successo riconoscibile. Buenaventura aveva imparato proprio da Seirullo una metodologia strutturata in microciclo, che si basa su cicli di allenamento formati da tre\/cinque giorni di lavoro sviluppato sempre con la palla, in modo da simulare le condizioni tecnico-tattiche della gara.<\/p>\n<p>L\u2019allenamento inizi\u00f2 alle 10,00 e dur\u00f2 \u00a0un\u2019ora esatta. In sintesi questa fu l\u2019esecuzione della seduta: 30 min: attivazione (5 min. circa) e il classico rondos (torello) 6vs2 su quadrato 10\u00d710.<br>\n5 min.: spiegazione esercizi<br>\n15 min.: gruppo diviso in due, sulle due fasce del campo, 8 min. lavoro in coppia con conduzione palla in percorso, 3 min. stesso lavoro su fasce opposte, fine esercizio a dissetarsi ed integratori.<br>\n11 min.: gruppo diviso in due, \u201cgiochi di posizione\u201d in possesso palla: un gruppo 7vs7 + 3 jolly per 5 min., pausa 1 min., ripresa altri 5 min., l\u2019altro gruppo 3vs3 +2 jolly senza pausa. Tutti a dissetarsi e \u00a0fine prestazione.<\/p>\n<p>Per certi versi nulla di nuovo di quello gi\u00e0 osservato nei video del Barcellona ed in quelli del primo allenamento \u00a0in Germania svoltosi il 26 giugno. Infatti, mentre in Italia durante gli allenamenti si chiudono le porte a tifosi e giornalisti, il Bayern le aveva aperte tutto il mondo. Pep era riuscito ad operare una vera e propria rivoluzione facendo trasmettere le sedute live in streaming sul canale Youtube ufficiale del club. Certo che dal vivo per\u00f2 fu senza dubbio molto pi\u00f9 divertente ed istruttivo, in quanto, si sa che le cose che attirano di pi\u00f9 sono i particolari, i dettagli ed i contorni.<\/p>\n<p>Era stato molto emozionante vedere Guardiola dal vivo che dirigeva l\u2019allenamento con gli assistenti, la struttura fisica ed imponente di alcuni giocatori e la loro abilit\u00e0 tecnica ma soprattutto, caratteristica che contraddistingue questi campioni, l\u2019intensit\u00e0, la mentalit\u00e0, l\u2019ordine, la disciplina, l\u2019organizzazione e l\u2019impegno al limite, in ogni fase dell\u2019allenamento, su ogni palla giocata anche durante il \u201ctorello\/rondos\u201d come se stessero giocando una finale di Champions. Un\u2019ottima esperienza didattica e conoscitiva. In ogni esercitazioni erano presenti i principi di gioco di Guardiola. Tutte le sessioni proposte avevano come priorit\u00e0 determinati obiettivi tecnici e tattici concordati in precedenza tra Buenaventura e Guardiola.<\/p>\n<p>Nella prima sessione di lavoro come protagonista: il pallone (con Rummenigge e Sammer sorpresi). Nessuna corsa continua, nessuna serie di 1.000 metri, nessun circuito di sollevamento pesi, nessuna sessione da atletica. Si prosegu\u00ec poi con un rondos. Vennero formati tre cerchi di otto giocatori ciascuno. Sei di loro, sulla circonferenza, iniziarono a passare la palla alla massima velocit\u00e0 mentre due dentro, cercando di recuperarla. L\u2019esercizio risultava molto meno fluido rispetto a quando veniva fatto a Barcellona, perch\u00e9 l\u00ec i giocatori iniziavano a fare questo tipo di allenamento a partire dalle giovanili.<\/p>\n<p>I campioni d\u2019Europa sembravano meno pronti a fare questi rondos. Probabilmente anche perch\u00e9 pensavano di fare la solite sedute atletiche e non di lavorare con il pallone. Mi fu domandato se secondo me fosse riproponibile questo \u201cconcept\u201d anche in Italia? Ecco la mia puntuale risposta: \u201cDa noi non si investe sui giovani e pertanto bisogna cambiare il ciclo economico. D\u2019altronde se le societ\u00e0 sportive non le obblighi a investire veramente non puoi pretendere di cambiare il trend. In Germania ad esempio hanno garantito i soldi per migliorare i centri di formazione dilettantistici. Dopo un periodo di lavoro nei centri di formazione i ragazzi migliori vanno nei club professionistici che devono sottostare a delle condizioni: vale a dire che il centro di formazione \u00a0prepara il ragazzo (in pratica fa attivit\u00e0 di scouting), mentre il club professionistico deve garantire la crescita in determinati contesti \u00a0pena l\u2019esclusione dalla Bundesliga. Se i club tedeschi non hanno academy di un certo tipo non possono partecipare ai campionati maggiori. Loro hanno virtuosamente invertito il ciclo economico, le societ\u00e0 sono in attivo perch\u00e9 fanno giocare i loro giocatori senza comprare altrove. E poi hanno facilitato l\u2019integrazione tramite le accademie. Per quello che ci riguarda, secondo uno studio fatto dalla Fifa, l\u2019Italia fra i 27 maggiori campionati europei \u00e8 all\u2019ultimo posto nel grado di valorizzazione i giovani. E la cosa grave \u00e8 che il trend tende a essere sempre pi\u00f9 negativo\u201d.<\/p>\n<p>Oggi a distanza di 4 anni da quel blitz sono cambiate le cose? Per intanto i neonati CFT della FIGC riservati ai calciatori e alle calciatrici dilettanti di et\u00e0 compresa tra i 12 e i 14 anni(attualmente 30 sparsi sul territorio nazionale che dovranno diventare 200) stanno cercando, ispirandosi al \u201cmodello tedesco\u201d e\/o \u201cbelga\u201d, di riuscire nell\u2019intento di rimontare le posizioni perdute come auspicato dal presidente Tavecchio. E la Serie A pare tornata a credere nei vivai, in quanto per convinzione o per convenienza sta spendendo sensibilmente di pi\u00f9 rispetto al passato, ma sempre in ritardo, sia chiaro, in confronto al resto d\u2019Europa dove gli investimenti nei settori giovanili rappresentano ormai una voce fissa nel bilancio del club.<\/p>\n<p>In questa stagione, secondo un monitoraggio della Lega, il budget riservato ai vivai delle 20 societ\u00e0 della massima divisione ammonter\u00e0 a 102.255.560 euro. Una media da 5,8 milioni per club, anche se dentro quel numero c\u2019\u00e8 tutto: costi per la gestione del settore giovanile, strutture e adeguamenti, staff e investimenti sul calciomercato per strappare alla concorrenza i migliori talenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[182,32],"tags":[85989,5327,58119],"class_list":["post-423842","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calcio","category-sport","tag-calcio","tag-calcio-giovanile","tag-speciale-settore-giovanile","post_tag_personaggi-felicino-vaniglia"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/423842","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=423842"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/423842\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=423842"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=423842"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=423842"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}