{"id":419735,"date":"2017-09-18T15:46:07","date_gmt":"2017-09-18T13:46:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=419735"},"modified":"2017-09-18T15:46:07","modified_gmt":"2017-09-18T13:46:07","slug":"operazione-parola-dordine-la-finanza-sgomina-banda-specializzata-nel-nascondere-patrimoni-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/09\/operazione-parola-dordine-la-finanza-sgomina-banda-specializzata-nel-nascondere-patrimoni-allestero\/","title":{"rendered":"Operazione &#8220;Parola d&#8217;Ordine&#8221;, la Finanza sgomina una banda specializzata nel nascondere patrimoni all&#8217;estero"},"content":{"rendered":"<p><strong>Provincia<\/strong>. Ha interessato anche la provincia di Savona l\u2019operazione messa in atto dalla Guardia di Finanza di Parma e coordinata dalla locale Procura della Repubblica che, al termine di una complessa attivit\u00e0 di indagine durata oltre due anni, ha permesso di smantellare un gruppo criminale composto da 26 persone indagate e specializzato nell\u2019occultare i patrimoni immobiliari e mobiliari di soggetti che, seppur solvibili, avevano deciso di non pagare le imposte verso l\u2019Erario a loro carico o i prestiti contratti: le ingenti disponibilit\u00e0 economiche (per un valore di circa 7 milioni di euro) sono state, invece, sequestrate dai finanzieri che hanno anche arrestato 8 persone per associazione a delinquere e notificato anche ad altre due persone, un notaio e un imprenditore, l\u2019interdizione allo svolgimento di attivit\u00e0 professionali e di impresa.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_22\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_22\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019operazione, scattata sabato scorso per il pericolo di fuga degli indagati e che ha visto impegnati centinaia di finanzieri che hanno eseguito oltre agli arresti anche sequestri patrimoniali e perquisizioni, oltre che a Parma, anche ad Arezzo, Pordenone, Trieste, Savona, Padova, Verona, Milano, Pistoia, Ravenna, Reggio Emilia, Salerno, Chieti e, in particolare, a Ferrara.<\/p>\n<p>Attraverso complesse attivit\u00e0 investigative, espletate anche mediante l\u2019ausilio di intercettazioni telefoniche, \u00e8 stata accertata l\u2019esistenza di un esteso contesto di illiceit\u00e0 che utilizzava un\u2019associazione antiusura con sede a Parma e a cui facevano riferimento numerose persone fisiche e giuridiche debitrici seppur con disponibilit\u00e0 patrimoniali.<\/p>\n<p>L\u2019associazione infatti offriva, tra gli altri, \u201cservizi\u201d finalizzati ad impedire od ostacolare le procedure esecutive, avviate da Enti pubblici per debiti verso l\u2019erario (tribunale, ex Equitalia o altri Enti di riscossione) o da soggetti privati, nei confronti dei patrimoni personali o aziendali dei debitori. Questi ultimi attraverso il consorzio criminale, stipulavano numerosi negozi giuridici simulati e\/o fraudolenti (fra cui numerosi trust con trustee fittiziamente residente in Slovenia e societ\u00e0 ad hoc con sede sempre in Slovenia, oltre che in Senegal e Croazia) tutti riconducibili al consorzio criminale, al fine di rendere gli asset patrimoniali non pi\u00f9 aggredibili o sequestrabili in Italia dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p>\n<p>Il sistema di frode, unico nel suo genere, era utile per ulteriori finalit\u00e0: esso mirava, altres\u00ec, ad approfittare della debolezza psicologica di taluni imprenditori in difficolt\u00e0 economiche, al fine di incassare, da quest\u2019ultimi, non solo laute parcelle per l\u2019avvio della \u201cprocedura criminale\u201d offerta dall\u2019Associazione ma anche le risorse economiche ancora a loro disposizione, illudendoli di una restituzione nel tempo, anche sotto forma di \u201cvitalizio\u201d. Tale restituzione, per\u00f2, non avveniva mai o solo in parte in quanto, successivamente, i personaggi indagati si rendevano irreperibili: \u00e8 il caso di una imprenditrice che, nelle dichiarazioni rese ai Finanzieri, ha dichiarato di essere stata persuasa a versare la considerevole somma di 300.000 euro su conti intestati ad una societ\u00e0 senegalese (legalmente rappresentata dai principali indagati) con la prospettazione, rivelatasi invera, di restituirgliela sotto forma di vitalizio mensile non tracciabile. Ma, parallelamente, vi sono i casi di vari imprenditori che, avendo deciso di non pagare Iva ed altre imposte sui redditi, hanno cautelato i propri patrimoni con gli arrestati e adesso sono tutti indagati per sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. \u00c8 il caso, ad esempio, di un\u2019azienda di pavimenti in legno che non aveva versato l\u2019iva per 60 mila euro, pur avendo un patrimonio aziendale di 240.000,00 euro.<\/p>\n<p>L\u2019Associazione \u201cteoricamente\u201d mutualistica che ha erogato le specifiche prestazioni a favore di numerosi soggetti era utilizzata, quindi, come \u201cschermo lecito\u201d per procedere a varie attivit\u00e0 illecite del gruppo criminale. Tali attivit\u00e0 erano rivolte, soprattutto, a favorire soggetti con ingenti disponibilit\u00e0 patrimoniali e finanziarie che avevano comunque deciso di non pagare le imposte a loro carico o non restituire taluni prestiti contratti: al fine di evitare che i patrimoni venissero aggrediti dai provvedimenti esecutivi promossi dai creditori (sequestri per equivalente dell\u2019imposta evasa, pignoramenti ecc.) venivano predisposti negozi giuridici ad hoc che \u201coccultavano\u201d tali patrimoni all\u2019estero o in capo a soggetti terzi. In questo modo i debitori venivano \u201cfittiziamente\u201d spossessati dei loro patrimoni e, pertanto, non pi\u00f9 aggredibili dai creditori stessi. Le attivit\u00e0 economiche, tuttavia, continuavano senza soluzione di continuit\u00e0 agli occhi dei clienti: una volta creata sulla carta la societ\u00e0 estera, infatti, veniva contestualmente aperta una unit\u00e0 locale in Italia che, ovviamente, coincideva con la sede della societ\u00e0 o azienda originaria. Tali operazioni avvenivano grazie alle competenze professionali di un notaio, ben conscio delle sue particolari e anomale prestazioni professionali asservite all\u2019associazione criminale<\/p>\n<p>Strumentali al perseguimento del programma associativo erano le sistematiche denunce per usura ed estorsione finalizzate unicamente a usufruire della sospensione di ogni procedura esecutiva offerta dall\u2019articolo 20 della legge numero 44 del 1999 (fondo di solidariet\u00e0 vittime dell\u2019usura) cos\u00ec da guadagnare il tempo necessario a rendere inaggredibili i patrimoni aziendali trasferendoli a societ\u00e0 estere. Per questo motivo, le denunce\/querele venivano riproposte senza sosta per anni e davanti disparate procure nazionali nonostante finissero sistematicamente in archiviazione per infondatezza della notitia di crimine; da qui la calunniosit\u00e0 delle accuse: le denunce, infatti, venivano riproposte identiche pur nella perfetta consapevolezza (dovuta dalla pluriennale notifica di richieste e decreti di archiviazione) dell\u2019innocenza dei soggetti accusati di usura ed estorsione.<\/p>\n<p>Per perseguire lo scopo, l\u2019organizzazione ha: utilizzato la struttura giuridica del trust, nel cui fondo ha fatto confluire la piena propriet\u00e0 o i diritti di usufrutto sui beni immobili aggredibili dai creditori; effettuato cessioni di quote del capitale sociale delle aziende a favore di un soggetto di diritto estero costituito ad hoc; affittato rami d\u2019azienda a canone agevolato a favore di un soggetto di diritto estero costituito ad hoc.<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019indagine la Guardia di Finanza di Parma ha individuato ben 49 trust nonch\u00e9 riscontrati 71 cessioni di quote societarie, 12 affitti immobiliari, e 3 cessioni di rami di azienda, a fronte di debiti tributari non pagati per milioni di euro. Nel corso dell\u2019indagine sono confluite, altres\u00ec, le attivit\u00e0 di polizia tributaria e giudiziaria condotte dalla Compagnia di Ferrara nei confronti di un soggetto economico fruitore di tali \u201cservizi\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 stato accertato, inoltre, che le spese relative alle pratiche aperte dall\u2019Associazione e le relative perizie offerte dalla stessa venivano remunerate attraverso pagamenti diretti non all\u2019ente no profit bens\u00ec a favore delle citate societ\u00e0 estere intestate ai soggetti indagati e che venivano utilizzate, pertanto, come collettori dei flussi finanziari illeciti.<\/p>\n<p>Sono 26, complessivamente, gli indagati dalla Guardia di Finanza per la vasta gamma di reati accertati che spaziano dalla sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, alla mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, fino alla calunnia.<\/p>\n<p>In ragione di ci\u00f2, il Gip di Parma Mattia Fiorentini ha disposto l\u2019emissione di otto ordinanze di custodia cautelare di cui quattro in carcere e quattro ai domiciliari, nonch\u00e9 l\u2019interdizione dall\u2019esercizio di attivit\u00e0 professionali e di impresa per un notaio e per una imprenditrice, il sequestro della sede dell\u2019associazione antiusura, sette societ\u00e0, tre conti correnti nonch\u00e9 partecipazioni societarie di 41 persone giuridiche, sedici immobili, due siti internet e disponibilit\u00e0 liquide per quasi 7 milioni di euro.<\/p>\n<p>L\u2019operazione \u201cParola d\u2019ordine\u201d (dalla traduzione francese del nome delle tre societ\u00e0 senegalese, slovena e croata \u201cMotdepasse\u201d che fungevano da \u201cbacinella\u201d di raccolta dei contanti incassati dagli indagati) condotta dalla Guardia di Finanza riscontra il prioritario impegno del Corpo a contrastare le frodi economico-finanziarie pi\u00f9 gravi che, in questo caso, sono state perpetrate tramite l\u2019illecito trasferimento di capitali all\u2019estero, la residenza fittizia all\u2019estero di persone fisiche e giuridiche, la costituzione in Italia di stabili organizzazioni occulte di imprese estere nonch\u00e9 l\u2019utilizzo strumentale e illecito di trust.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partita da Parma, l&#8217;operazione ha visto i Finanzieri eseguire sequestri patrimoniali e perquisizioni anche nel savonese<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[749],"class_list":["post-419735","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-guardia-di-finanza","post_cat_citta-provincia"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/419735","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=419735"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/419735\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=419735"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=419735"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=419735"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}