{"id":417765,"date":"2017-08-21T17:11:35","date_gmt":"2017-08-21T15:11:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=417765"},"modified":"2017-08-22T11:27:49","modified_gmt":"2017-08-22T09:27:49","slug":"tovo-due-mesi-15-migranti-vicini-casa-paura-rabbia-ci-solo-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/08\/tovo-due-mesi-15-migranti-vicini-casa-paura-rabbia-ci-solo-persone\/","title":{"rendered":"Tovo, da due mesi ha 15 migranti come vicini di casa: &#8220;Paura e rabbia? Qui ci sono solo persone&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Tovo San Giacomo.<\/strong> \u201cNon c\u2019\u00e8 nessuno da combattere, non ci sono n\u00e9 vinti n\u00e9 vincitori, n\u00e9 vittime n\u00e9 carnefici. Qui ci sono solo persone\u201d. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_267\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_267\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Solitamente per raccontare una storia si parte dal primo capitolo, ma stavolta abbiamo deciso di cominciare dall\u2019ultima riga della lettera che Luana Furfari, 36 anni, residente in via Giorni Santar\u00f2 76 a Tovo San Giacomo, ci ha scritto per spiegare come la sua vita sia cambiata negli ultimi tre mesi. Ai lettori pi\u00f9 attenti non sar\u00e0 sfuggito che via Santar\u00f2 a Tovo \u00e8 quella finita al centro dell\u2019accesa polemica tra i residenti della zona e il Comune per l\u2019arrivo di un gruppo di quindici migranti. I richiedenti asilo hanno trovato sistemazione proprio nell\u2019alloggio vuoto che si trova proprio sotto l\u2019appartamento di Luana e della sua famiglia.<\/p>\n<p>Una decisione che ha scatenato il caos tra gli abitanti della via che, da subito, si sono divisi tra chi si opponeva fermamente all\u2019arrivo dei migranti e chi, pur non avendo nulla da obiettare sull\u2019accoglienza, sosteneva che la sistemazione non fosse idonea (\u201cperch\u00e9 la palazzina in questione ha problemi di agibilit\u00e0\u201d). Cos\u00ec, tra una promessa e l\u2019altra dei vicini (\u201cnon vi lasceremo soli, vi aiuteremo\u201d), \u00e8 arrivato il giorno in cui i migranti si sono sistemati al civico 76, a \u201cdue rampe di scale\u201d da Luana e i genitori. Una convivenza che, come racconta la stessa tovese, \u00e8 iniziata all\u2019insegna della paura e della rabbia. Sentimenti che, con il passare delle settimane, per\u00f2, hanno lasciato spazio a ben altre emozioni. <\/p>\n<p>Per raccontarle pubblichiamo integralmente la lettera che abbiamo ricevuto perch\u00e9, nessuno meglio di chi l\u2019ha vissuta, pu\u00f2 raccontarvi cosa succede se, da un giorno all\u2019altro, i vostri vicini di casa diventano quindici migranti e, in paese, iniziano a chiamarvi \u201cgli amici dei negri\u201d.<\/p>\n\n<p><strong>PREMESSA<\/strong> \u201cSono sempre stata una persona razionale e obiettiva, ho sempre cercato di immedesimarmi negli altri anche quando il loro pensiero era totalmente opposto al mio cercando di analizzare ogni punto di vista. E questa volta ho deciso di fare la stessa cosa, raccontando ci\u00f2 che succede in via Giorni Santar\u00f2 76 da quando 15 profughi vivono a due rampe di scala da me e la mia famiglia. Dal 21\/06, giorno in cui sono arrivati i primi 5 ho letto diversi articoli dei giornali locali relativi alla questione, ho sentito parlare chiunque, mi sono sentita osservare, ma ho preferito restare in silenzio. Dovevo informarmi, capire e conoscere. Mi sono limitata a rispondere solo a chi mi faceva domande in prima persona e probabilmente questo silenzio ha fatto davvero troppo rumore perch\u00e9 alcuni oggi mi guardano con sospetto perch\u00e9 \u2018ormai i Furfari sono amici dei negri\u2026\u2019. Cos\u00ec dicono i ben informati della zona\u201d.<\/p>\n<p><strong>LA NOTIZIA DELL\u2019ARRIVO<\/strong> \u201cRicordo che ho saputo del loro arrivo a dicembre mentro ero ad un mercatino di Natale. arriva una telefonata e tutto cambia: in pochi secondi ti senti avvolto dalla paura, dall\u2019ansia e dalla rabbia. L\u2019indomani chiami l\u2019avvocato, il comune e chiunque ti venga in mente per poter trovare il modo di bloccare l\u2019arrivo di queste persone di cui senti parlare dalla TV e dai giornali sempre peggio. Ma i giorni passano e inizi a capire che nessuno ha una soluzione e intanto, dopo anni, partono i lavori per la messa in sicurezza dell\u2019intero immobile: avevo sempre desiderato che la casa venisse messa a posto, che quella palificazione dichiarata necessaria dall\u2019ordinanza comunale anni addietro venisse portata a conclusione, ma l\u2019unico sentimento che provavo era un senso di rabbia immenso e cresceva ogni giorno di pi\u00f9. E\u2019 strano come le cose di cui hai sempre e solo sentito alla televisione o letto sui giornali e che ti sembravano lontane anni luce, nel giro di pochi mesi, ti cadano addosso. Tutto stava per cambiare: forse non sarei pi\u00f9 potuta uscire di casa la sera, forse dovevo farmi accompagnare, forse era meglio andare via\u201d scrive Luana Furfari.<\/p>\n<p><strong>L\u2019INCONTRO DI FUOCO IN COMUNE<\/strong> \u201cSiamo a Giugno 2017 e trovo un biglietto nella cassetta della posta. Non \u00e8 intestato, non ha timbri ne firme. Mi invitano a una riunione in comune con tutti quelli della via per affrontare l\u2019argomento profughi. Ricordo che la sera dell\u2019incontro i miei, mentre si preparavano, discutevano su come fare le inferriate alle finestre di casa. All\u2019appuntamento in comune c\u2019erano tantissime persone. Non immaginavo di avere cosi tanti vicini, ma sicuramente il tema era sentito da tutti. Ci sediamo, c\u2019e\u2019 il sindaco, la giunta comunale, l\u2019opposizione, i responsabili della Cooperativa che gestir\u00e0 il centro di accoglienza, gli scout, alcuni membri dell\u2019associazione \u201cInsieme Val Maremola\u201d. Ormai sapevo che non c\u2019era niente che si potesse fare per cambiare le cose e tutto ci\u00f2 che volevo da quell\u2019incontro era semplicemente informarmi, sapere chi arrivava, cosa avrebbe fatto e come tutti pensavano di organizzare la cosa. Ma in pochi minuti si \u00e8 scatenato il putiferio. Chi urlava contro il sindaco o contro la cooperativa, chi parlava di IMU, chi di condoni, chi delle gronde della casa, chi chiedeva come potessimo fare a non investire per la strada i profughi di notte\u2026..tutti sono stati soprafatti da un unico sentimento, quello che io ormai conoscevo bene ma che ormai sapevo gestire: la paura. Cos\u00ec mentre sotto il comune stazionavano i carabinieri la riunione si concludeva senza che io potessi chiarirmi le idee. Volevo solo sapere che sarebbe successo, ne avevo il diritto, ma non \u00e8 stato possibile. E non incolpo nessuno per questo: capisco i miei vicini perch\u00e9, anche se gestiti in maniera differente, i miei sentimenti e i miei pensieri erano pressoch\u00e8 identici ai loro. Quella sera si dimostano tutti gentili con me, solidali, mi rassicurano offrendomi il loro numero telefonico e dicendomi che i miei genitori potevano contare su di loro. Con i responsabili della Cooperativa ho parlato per pochi minuti: ci siamo presentati e ho chiesto loro un\u2019unica cosa, ovvero un riguardo per i miei genitori. Passano i giorni e vengo a conoscenza della nascita del Comitato di quartiere: i vicini mi dicono di non preoccuparmi e io dico loro che sono liberi di agire come credono, ma di ricordarsi sempre che li io ci abito\u201d.<\/p>\n<p><strong>ARRIVANO I PROFUGHI <\/strong>\u201cGiovedi 21 Giugno verso le ore 23 arrivano i primi profughi. Quella notte non ho proprio dormito: ero un mix di troppi sentimenti. Il venerd\u00ec a mezzogiorno chiamo mia madre e con molto stupore la sento rilassata e tranquilla. Ha visto i ragazzi, si sono presentati, ha conosciuto il mediatore culturale e mi dice che va tutto bene. Alle 14 ricevo un messaggio che mi avvisa della presenza dei pompieri a casa mia. Chi conosce la storia del civico 76 sa cosa mi \u00e8 frullato in testa in quel momento. Ero a due ore di macchina da casa e, colta nuovamente dal panico, chiamo ancora mia madre. Mi spiega che i vicini hanno portato dolci e caramelle ai ragazzi, ma che poco dopo hanno chiamato i pompieri perch\u00e9 c\u2019era una valvola del gas che perdeva. Lei \u00e8 scesa gi\u00f9 per capire cosa stava succedendo e ha chiuso la valvola che era rimasta un po\u2019 aperta. I vigili del fuoco si rendono conto che non c\u2019e\u2019 nessun pericolo, viene avvisato il proprietario di casa, arrivano i responsabili della Coop, i ragazzi sono un po spaventati e i vicini vengono invitati ad andare via. Quella stessa sera veniamo avvisati dai vicini che \u2018i nostri rapporti si concludono qua\u2019. A dire la verit\u00e0, in 30 anni, non abbiamo mai avuto chiss\u00e0 che rapporti visto che i nostri rapporti di buon vicinato erano iniziati esattamente una settimana prima\u201d.<\/p>\n<p><strong>GLI \u2018AMICI DEI NEGRI\u2019<\/strong> \u201cIntanto passano i giorni ed \u00e8 inevitabile avere i primi contatti con i nostri nuovi vicini di casa. I ragazzi si dimostano gentili, cordiali, puliscono dapertutto. Le mie giornate proseguono, senza rendermene neanche conto, come sempre. Come dopo la riunione in comune leggo altri articoli sui giornali. Ma questa volta non parlano dei profughi ma dello stabile dove alloggiano definendolo fatiscente, una discarica a cielo aperto, decadente. Ma come proprio ora che \u00e8 stato messo in sicurezza? Certo non \u00e8 bellissimo esteticamente ma sicuramente con meno problemi rispetto a qualche mese fa! Poi capisco lo scopo di chi ha fatto quelle dichiarazioni e quasi mi viene da ridere: per anni abbiamo chiesto ai vicini di denunciare le condizioni dello stabile e mai nessuno lo ha fatto e ora che invece \u00e8 sicuro sia per loro che per noi che per i profughi tutti si preoccupano? La gente parla, mi fermano in posta, al semaforo, ovunque, un po\u2019 per curiosit\u00e0 forse un po\u2019 per dovere di cronaca. E a tutti rispondi la stessa cosa in maniera molto spontanea \u2018i ragazzi sono tranquilli, quasi non si sentono\u2026. Non posso dirle altro perch\u00e9 non succede niente\u2019. Ma si sa che il chiacchericcio fa parte di tutti e cosi vengo a sapere che il comitato di quartiere ha gi\u00e0 fatto delle riunioni a cui noi non siamo stati invitati. Ma come? Vi fate propaganda nel paese dicendo a tutti che lo fate per noi e che siete preoccupati per la nostra incolumit\u00e0 e poi noi siamo esclusi dal comitato?<\/p>\n<p><strong>PIACERE DI CONOSCERTI<\/strong> \u201cConosco piano piano i ragazzi, il mediatore culturale, le ragazze che fanno i turni di giorno e i ragazzi che fanno quello di notte\u2026..faccio tremila domande a chiunque mi capiti a tiro. Come ogni buon rapporto di buon vicinato iniziamo ad aiutarci a vicenda e tutto procede serenamente. Ho partecipato alla cena organizzata dall\u2019associazione \u201cInsieme Val Maremola\u201d insieme alla mia famiglia, ho sentito i racconti di alcuni di loro e posso solo dire che \u00e8 stata una bella serata, fatta di semplicit\u00e0, solidariet\u00e0, armonia. Non crediate che non abbia pensato a quanto ci fosse di vero nei racconti di quella sera e in tutto ci\u00f2 che nei giorni precedenti mi \u00e8 stato raccontato. Sono una persona diffidente di natura, mi sono fatta mille domande e ancora oggi me ne faccio, ma neanche loro sanno cosa c\u2019\u00e8 di vero in noi, in quello che gli diciamo o che facciamo per loro. Dopotutto in ogni rapporto la fiducia si conquista a poco a poco conoscendosi. So bene che troppi italiani sono senza lavoro, senza casa, nella disperazione pi\u00f9 totale, so altrettanto bene che tra i profughi c\u2019e\u2019 sia chi scappa da guerra e carestie e chi si mischia a loro per altri scopi, so che alcuni gesti considerati da noi normali possono essere travisati da loro, ma so anche che, a discapito di tutta la povera gente, bianca e nera, il business non si fermer\u00e0 perch\u00e9 il mondo gira intorno ai soldi e c\u2019\u00e8 chi ne sta facendo molti. E cosi, tra un piatto africano e uno italiano, tra un corso casalingo sulla raccolta dei rifiuti e una serata di condivisione, tra quattro chiacchiere e tante domande tutto procede per il meglio al momento\u201d.<\/p>\n<p><strong>RIFLESSIONE FINALE<\/strong> \u201cGrazie alla mia amica Carlotta, a Lad, a Titti, a Marcella, a Paola, a Sonny, a Vinicio, a Enrique per avermi capita e ascoltata. Omar, Adama, Eric, Kevin, Aron, Taala, Mohamed, Alhassane, Barry, Keita, Ibrahim, Amadou, Sylla e Comlan spero che voi riusciate a farvi conoscere. Semplicemente conoscendovi e vivendovi si pu\u00f2 capire e chiss\u00e0 che non ci invitino tutti alla prossima riunione del comitato di quartire! Non c\u2019\u00e8 nessuno da combattere, non ci sono ne vinti ne vincitori, ne vittime ne carnefici. Qui ci sono solo persone\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luana vive coi genitori nel palazzo dove hanno casa gli stranieri: spiega che &#8220;tra un piatto africano e uno italiano&#8221; tutto procede al meglio<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[31028],"class_list":["post-417765","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-profughi","post_cat_citta-tovo-san-giacomo"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/417765","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=417765"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/417765\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=417765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=417765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=417765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}